Le Grandi Recensioni

Queen + Adam Lambert live in Piazzola sul Brenta 25-6-2016

Posted in concerti by Ares on giugno 26, 2016

Forse l’ultima occasione per vedere Brian May e Roger Taylor insieme sul palco.

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Nella foto, vecchio extracomunitario che suona (bene, molto bene) la chitarra.

All’avventura, biglietto preso all’ultimo minuto travolto dai dubbi (sarà una cagata?…probabile…ma è Brian May, quando ti ricapita di vederlo suonare quelle canzoni?…sì, ma il pubblico italiano dei Queen lo conosco da Firenze 2005…e poi i telefoni, la gente che parla dei cazzi suoi durante il concerto, il rischio pioggia, la crisi, Brexit, le cavallette…). Arrivo, entro, attendo.

Flash! (ah aaaah Saviour of the universe!)

Brian May sta per compiere 69 anni, non ha perso nulla dello smalto dei bei tempi, si diverte, tiene su la baracca sempre accompagnato dalla fidata Red Special e riesce anche ad indossare una specie di tunica che, complice assolo di Bohemian Rhapsody, lo fa sembrare una specie di mago pazzo uscito dalla penna di qualche scrittore.

Roger Taylor fa il suo, senza infamia e senza lode, canta anche A Kind of Magic lasciando la batteria al figlio Rufus.

Ci sono anche Spike Edney alle tastiere e uno a caso al basso.

Poi c’è Adam Lambert. Ha una gran presenza scenica, è simpatico, indossa cose che nemmeno Mercury avrebbe avuto il coraggio di indossare, e canta bene fino a quando non decide di partire con mille vocalizzi inutili. Dice chiaramente di non essere Freddie Mercury, ma qualcuno dovrebbe dirgli che non è nemmeno Aretha Franklin. E non è nemmeno Paul Rodgers che a suo tempo aveva fatto un lavoro eccellente.

Così per 2 ore, scaletta che in sostanza è un greatest hits con tagli ad alcune canzoni francamente inspiegabili. Su tutto aleggia la presenza/assenza di Mercury che appare dagli schermi per un duetto virtuale prima su Love of My Life e poi in Bohemian Rhapsody. C’è anche spazio per ricordare David Bowie in Under Pressure.

Chi va a concerti e passa il tempo a parlare a voce alta dei cazzi propri deve fare una brutta fine. O stare a casa (e fare ugualmente una brutta fine). Posso capire voler immortalare qualche attimo del concerto, va bene la fotografia, ma non 2-3 minuti di video per ogni singola canzone (altrimenti ti prendo il telefono e lo getto via prima di gettare te in pasto agli squali). Complimenti alla signora a due passi da me che ha portato la figlioletta al concerto, una bimba che avrà avuto al massimo 5 anni e si è cantata tutta We Are the Champions abbracciata alla sua mamma.

The Rolling Stones – Totally Stripped

Posted in concerti, dischi, documentari, DVD, musica by Ares on giugno 11, 2016

Dopo più di 20 anni dalla sua pubblicazione, torna in una veste aggiornata e ampliata uno dei lavori migliori delle pietre rotolanti.

Totally Stripped
Nel 1995 gli Stones erano pienamente entrati nella fase ultima della loro carriera: pubblicare un nuovo album a cui far seguire il megatour con annesso disco/video live, una routine che in sostanza si ripete da 20 anni. Ma il 1995 era anche l’epoca d’oro di MTV e dei concerti Unplugged, potevano le pietre rotolanti più famose del rock non dare la loro personalissima versione? Infatti venne pubblicato il magnifico Stripped che raccoglieva alcune registrazioni in studio e tratte da concerti molto intimi registrati in luoghi molto amati dalla band. L’album era un gioiello, band in gran forma e tanti classici del repertorio Stones con l’aggiunta di qualche cover tra cui forse la migliore interpretazione di Like a Rolling Stone mai sentita.
Ebbene, 21 anni dopo è arrivato nei negozi Totally Stripped, gustoso cofanetto da 1 cd + 4 dvd/Bluray (c’è anche la versione vinile) che raccoglie una versione rivista del disco del ’95 con una diversa scaletta, un documentario registrato all’epoca durante le registrazioni, e soprattutto i concerti completi tenuti al Paradiso di Amsterdam, Olympia di Parigi e Brixton Academy di Londra.
Imperdibile, non solo per gli amanti dei Rolling Stones. E non costa nemmeno uno sproposito, fatevi un favore e sarete delle persone migliori e più felici.

Queen – A Night at the Odeon

Posted in concerti, dischi, DVD, musica by Ares on novembre 23, 2015

I Queen sono stati una delle band che più di altre ha subito il fenomeno bootleg.

E, tra gli innumerevoli bootleg dei Queen, quello del concerto tenutosi all’Hammersmith Odeon di Londra la sera del 24 dicembre 1975 è senza dubbio il più conosciuto e diffuso. Circola da decenni, in versioni più o meno complete e di qualità più o meno buona. Quasi 40 anni dopo è arrivata nei negozi quella che dovrebbe essere la versione definitiva.

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(breve nota sul packaging: copertina oscena, note interne ridotte all’osso, si sprecano alla Queen Productions…)

Oh, è almeno dal 2009 che si parla di una versione ufficiale di questo concerto…comunque sia, all’epoca era stato appena pubblicato A Night at the Opera e Bohemian Rhapsody stava trasformando i Queen da quartetto di belle speranze a pesi massimi del rock britannico.

In quella sera lontana i quattro non erano certo al top della forma fisica, ma nonostante questo la performance fu memorabile e una delle più amate dai fans. I neofiti o chi pensa che i Queen siano solo Bohemian Rhapsody, Radio Ga Ga e Freddie Mercury morto avranno una bella sorpresa. La scaletta si concentra quasi esclusivamente sulle canzoni dei primi tre album, l’unica eccezione è appunto Bohemian Rhapsody inglobata nel consueto medley iniziale. Suono ben ripulito e rispetto alla registrazione pirata le cose sono migliorate (da dove salta fuori il verso iniziale di The March of the Black Queen che per 40 anni non abbiamo ascoltato? Chi possiede il bootleg sa di cosa parlo).

Purtroppo nel filmato non sono inclusi i bis Seven Seas of Rhye e See What a Fool I’ve Been che invece sono disponibili nella versione cd, questo perché i fenomeni della BBC avevano già messo via tutto. Il filmato venne trasmesso in diretta per la serie Old Grey Whistle Test, programma che doveva durare 60 minuti o si finiva dritti nella Torre di Londra per poi fare la stessa fine di Anna Bolena. Tra i bonus della versione video è incluso il documentario Looking Back at the Odeon oltre tre canzoni prese dal concerto al Budokan di Tokyo del 1 maggio 1975.

In sostanza, una bella strenna pre-natalizia e un favore ai tanti fans ancora in giro per il mondo.

Ultima nota: vuoi vedere che adesso arriveranno i live degli anni settanta a cadenza annuale? Hyde Park ’76, Earls Court ’77, Houston ’77, qualcosa del ’78, Concert fo Kampuchea ’79…staremo a vedere.

Jimi Hendrix Experience – Atlanta Pop Festival

Posted in concerti, dischi, musica by Ares on settembre 3, 2015

L’ultimo regalo dall’archivio dei live di Jimi Hendrix.

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Perché importante? Perché questo concerto precede la già mitica esibizione del Festival dell’isola di Wight (uno degli ultimi concerti di Hendrix) e perché l’Atlanta Pop Festival del 1970 fu l’ultimo grande evento musicale dell’epoca degli hippie negli Stati Uniti d’America.

L’anno prima c’era stato Woodstock, ma c’era stato anche Altamont (con l’uccisione di un giovane afroamericano – armato di pistola – da parte degli Hell’s Angels – che facevano da “security” – durante l’esibizione dei Rolling Stones); la guerra in Vietnam non accennava a placarsi; le manifestazioni per i diritti civili finivano in un bagno di sangue e a farne le spese erano neri e studenti mentre la polizia rimaneva impunita. Il festival di Atlanta fu un evento pacifico nell’ambito del weekend del 4 luglio e l’apice fu toccato dall’esibizione della Jimi Hendrix Experience. Un’oasi di pace nel profondo sud statunitense mentre attorno gli States attraversavano una delle fasi più difficili della loro storia.

Scaletta con tutto il meglio del repertorio e una band davvero in forma, senza dubbio una delle migliori esibizioni del trio Hendrix-Mitchell-Cox. Ottime versioni di Hear My Train a Comin’, Red House, Stone Free e non manca una notevole Voodoo Chile. Non aggiunge nulla a quanto già conosciamo dell’arte hendrixiana, è solo un’ulteriore testimonianza che non potrà che far felici i tanti devoti fan di uno dei più importanti artisti del XX secolo. A quasi 45 anni dalla sua scomparsa (appena 10 settimane dopo questo concerto) ascoltare Jimi Hendrix è sempre una gioia.

 

 

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Queen – Live at the Rainbow ’74

Posted in concerti, dischi, DVD, musica by Ares on settembre 21, 2014

Roba da fans, ma non solo.

Queen Live at the Rainbow 74

Ebbene, dopo anni di pressioni/richieste/preghiere dei fans, dalle parti dei Queen (leggasi Brian May e Roger Taylor) si sono decisi a pubblicare qualcosa di veramente interessante (le ultime versioni del Live at Wembley e il concerto di Budapest ’86 hanno lasciato perplesso me e molti altri in giro per il mondo). Finalmente ecco arrivare in cd/dvd/bluray/vinile la miglior testimonianza audio/video del periodo iniziale della band.

Anno 1974, i Queen pubblicano Queen II e Sheer Heart Attack, ottengono le prime hit in classifica (Seven Seas Of Rhye e Killer Queen) e nei tour che accompagnano gli album finiscono per suonare tre volte al Rainbow Theatre di Londra. C’è stato un periodo in cui non esisteva Bohemian Rhapsody, e nemmeno esistevano We Will Rock You e We Are The Champions. Questo era il loro momento, quello in cui il destino di una band prende la direzione “giusta” e la storia cambia portandola dal semi-anonimato all’essere conosciuta in tutto il mondo.

L’edizione in cd racchiude 2 concerti: il primo risale al 31 Marzo 1974, durante il tour di Queen II, registrazione che originariamente doveva diventare essere pubblicata come album live, e l’altro registrato il Novembre successivo, poco dopo la pubblicazione di Sheer Heart Attack. Il dvd contiene invece solo il concerto di Novembre con qualche bonus-track del concerto di marzo. Tanta roba.

I Queen degli esordi lasciano sempre sorpresi per il sound pesante dominato dalla chitarra di May con tanto di versione embrionale dell’assolo con l’utilizzo dell’effetto eco che nel corso degli anni e’ diventato una delle sue caratteristiche principali.  L’album offre l’occasione di ascoltare delle versioni live di canzoni che sono state suonate pochissimo e poi abbandonate nel corso degli anni (Great King Rat e The Fairy Feller’s Master-Stroke del concerto di Marzo sono le rarità assolute, difficili da trovare anche in bootleg).

Nel dvd/blu-ray e nel cd i neofiti potranno scoprire un aspetto decisamente più aggressivo del quartetto, ben lontano dal sound del concerto di Wembley ’86 e della produzione anni ’80-’90. Ogre Battle, Stone Cold Crazy, Father To Son, Liar e tanto altro del periodo in cui i Queen erano una band a metà strada tra l’hard rock e il progressive e avevano solo fatto intuire cosa sarebbero diventati nel corso degli anni successivi, un periodo di transizione prima dell’arrivo di Bohemian Rhapsody e del primo cambio di rotta.

Qualità audio e video ottima, è stato fatto davvero un eccellente lavoro di pulizia delle tracce. Se vi piacciono gli album live questo non deve assolutamente mancare nella vostra personale discoteca.

Chicago live in Padova 28-06-2014

Posted in concerti by Ares on luglio 3, 2014

Dovevo andare a vedere Jeff Beck, invece…

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Se non avete mai sentito parlare degli Chicago, allora forse questa breve e poco esaustiva recensione potrà incuriosirvi e spingervi alla scoperta di una delle più straordinarie band mai apparse sul pianeta. Più di 40 anni di carriera, circa 120 milioni di dischi venduti, una serie di hit interminabile, tanta tanta classe.

Il Gran Teatro Geox di Padova ospita la loro unica data italiana nel tour che promuove l’uscita del trentaseiesimo (36) album, e il concerto offre soprattutto l’occasione di riascoltare i capolavori degli anni 70 e 80, brani immortali come If You Leave Me Now, Beginnings, Questions 67 & 68Saturday In The Park, Does Anybody Really Know What Time It Is? ma anche la produzione più recente come la nuovissima Now che poi e’ anche la title-track del nuovo album.

Come possono essere definiti i Chicago? Che genere fanno? Io li definisco jazz-rock, ma bisognerebbe coniare un termine apposito per loro.

2 ore abbondanti di concerto, chiuso da 25 or 6 to 4. Unica pecca (per me) e’ il non aver eseguito interamente Feeling Stronger Everyday.

Fatevi un favore, segnatevi questi album: Chicago Transit Authority, Chicago II, Chicago V, Chicago VI, sono solo un inizio per conoscere una vera istituzione della musica degli ultimi 40 (e più) anni.

Black Sabbath & Soundgarden live in Berlin 08-06-2014

Posted in concerti by Ares on giugno 9, 2014

Trasferta berlinese per incontrare la vecchia socia e insieme andare a vedere Soundgarden e ai Black Sabbath.

Premessa: personalmente sono andato soprattutto a rendere omaggio a Tony Iommi e al suo strapotere chitarristico.

Detto questo

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(i Soundgarden ce li siamo visti da vicino, in mezzo all’imbalsamato pubblico tedesco)

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(i Black Sabbath, o “quello che resta di Ozzy Osbourne”, ce li siamo visti in gradinata: dopo aver preso da bere non siamo più riusciti a scendere nda)

Wuhlheide è un’arena naturale nel mezzo di un parco della periferia sud-est di Berlino, si arriva molto facilmente, tiene un sacco di gente ed è tutto organizzato in modo tedesco (aquile, dobermann, filo spinato, rotaie, il solito…). In verità con l’arena strapiena la situazione risulta caotica, per riuscire a prendere da bere si fanno code interminabili e il caldo pazzesco non ha fatto altro che aumentare la sete di tutti con conseguente area ristoro intasata.

Ora, passiamo alla fredda cronaca. Il concerto parte con i Soundgarden orfani di Matt Cameron: qualcuno ha sentito la mancanza di Matt Cameron? No. I tre superstiti hanno infilato Jesus Christ Pose, SpoonmanRusty Cage e Outshined all’inizio, tanto per far capire l’andazzo. 10 canzoni per un’oretta circa con grande spazio per la produzione di Superunknown che ha compiuto 20 anni e concluso con Beyond The Wheel recuperata dai tempi di Ultramega OK. Eravamo a pochi metri dal palco, in zona calda, ma il pubblico tedesco evidentemente ha problemi nel mostrare le proprie emozioni.

Pausa per recuperare le forze, salire la gradinate, fare coda per mangiare e bere ed entrano in scena i Black Sabbath.

Prima cosa: il suono della chitarra di Tony Iommi e’ devastante e lui si aggira per la sua zona di palco con flemma inglese, snocciolando riff e assoli con una naturalezza estrema, ovviamente vestito di nero, vero motore dei Sabbath.

Seconda cosa: Geezer Butler se ne sta dalla sua parte, anche lui ha un suono imponente e quando improvvisa un assolo di basso condito di wah-wah si aspetta solo l’inizio di N.I.B. che puntualmente arriva e ci fa ringraziare il demonio per averci regalato attimi meravigliosi.

Terza cosa: alla batteria siede Tommy Clufetos, batterista di Ozzy, che picchia come un dannato e fa il suo onestissimo dovere, incluso un assolo molto tirato che precede Iron Man.

Quarta cosa: la nota dolente (e in questo caso stonata). Ozzy Osbourne non ce la fa. Voglio dire, quando becca la tonalità della canzone tutto fila liscio, ma spesso l’esecuzione e’ stata altalenante. Purtroppo l’impressione e’ quella di un vecchio fattone rincoglionito che sta sul palco solo per il suo nome e non certo per come porta avanti lo spettacolo. E’ simpatico, fa ridere, ma forse e’ giunta ora di smettere? Under The Sun e’ stata imbarazzante e non e’ stata l’unica…

Hanno iniziato con War Pigs e Into The Void, hanno recuperato una chicca come Dirty Women da Technical Ecstasy, un paio di pezzi dall’ultimo album (Age Of Reason e God Is Dead?), Snowblind, Fairies Wear Boots, Children Of The Grave e l’ovvia chiusura con Paranoid.

Sarebbe stato tutto perfetto, peccato per il povero Ozzy.

Roger Waters The Wall live in Padova 26/07/2013

Posted in concerti, musica by Ares on luglio 27, 2013

Rival Sons live at New Age 04-04-2013

Posted in concerti by Ares on aprile 5, 2013

Dei Rival Sons avevo già parlato al tempo di Pressure and Time, un gran bel lavoro di rock’n’roll fatto alla vecchia maniera che mi aveva ben impressionato.

I ragazzi si sono poi confermati con il successivo album, Head Down, uscito l’anno scorso.

E finalmente ieri sera me li sono goduti nella ben conosciuta cornice del New Age di Roncade, a pochi minuti da casa (gran comodità non dover per forza andare a Milano…)

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Ebbene, concerto strepitoso. Tutto il bene che si dice a proposito di questi 4 ragazzotti ieri sera è stato confermato alla grande. Fanno esattamente quello che ci si aspetta da loro: rock’n’roll alla vecchia maniera, prendendo spunto dai Led Zeppelin, dai Black Sabbath e non ultimi The Doors, specie per quanto riguarda l’atteggiamento sul palco dell’ottimo Jay Buchanan. Non si fanno problemi ad abbassare il ritmo concedendosi qualche lento blues, per poi crescere di nuovo con dinamiche paurose e tanto calore.

Suono potente, Scott Holiday alla chitarra si lascia andare ben volentieri a lunghi assoli ben supportato da una sezione ritmica precisa e incazzata al punto giusto. Inoltre si dedicano alle seconde voci in maniera eccelsa, cosa non da poco.

Insomma, il commento unanime è stato it’s only rock’n’roll but I like it, e c’è da sperare che tornino presto a farci visita, magari durante qualche festival come Pistoia Blues dove potrebbero fare un figurone accanto ad altri nomi, o al posto di gente che con il blues non ha nulla a che fare.

Bravi, Rival Sons, e grazie e di cuore per l’ottimo concerto.

Eric Clapton – Unplugged

Posted in concerti, dischi, musica by Ares on novembre 2, 2012

E’ da qualche settimana che sto tornando alle origini e ascolto tanto blues

Sono andato addirittura a ripescare Robert Johnson e le sue registrazioni della fine degli anni ’30, quelle che sono universalmente riconosciute come l’ABC della musica moderna e fonte d’ispirazione per quei chitarristi che negli anni 60 hanno definito il concetto di chitarra rock.

Tra questi si trova quella vecchia volpe di Eric Clapton, il quale, ormai 20 anni fa, stava uscendo una volta per tutte dal tunnel autodistruttivo che ne aveva segnato la carriera fin dagli esordi.

Simbolo della rinascita, e ottimo strumento commerciale (grazie MTV), fu la pubblicazione del suo album Unplugged.

All’epoca ero un giovanissimo chitarrista alle prime armi e ascoltavo un sacco di cose, e quest’album è stato assolutamente uno dei miei preferiti del periodo, e lo è ancora.

Ricordo la lezione di chitarra quando passai un’ora abbondante a imparare Tears In Heaven e Layla seguito pazientemente dal mio maestro che mi spiegava i trucchi del mestiere e  mi parlava di blues…lui, jazzista fino all’osso.

Album live semplicemente perfetto, una manciata di grandi classici, brani all’epoca nuovi e standard blues suonati con gusto da quella che probabilmente è stata la band migliore che abbia mai fatto da supporto al signor Slowhand: San Francisco Bay Blues, Running On Faith, Alberta, Before You Accuse Me solo per citarne alcuni.

Soprattutto il nostro eroe all’epoca era molto, molto ispirato e ancora in lutto per la tragica e assurda scomparsa del figlio (da cui la struggente Tears In Heaven)…e sofferenza e blues spesso vanno a braccetto.

Un album live da riascoltare con piacere specie in questi pomeriggi autunnali. E un modo per riscoprire uno dei personaggi chiave della storia del rock e del “chitarrismo” rock, qui in veste più intimista e meno propenso all’abbandonarsi ad assoli chilometrici.

A me la situazione Unplugged piaceva molto ed è stata probabilmente la cosa più interessante mai proposta da MTV quando ancora si occupava di musica. Era la moda del periodo e molti “vecchi” artisti ne hanno approfittato sapientemente per accaparrarsi una fetta di giovane pubblico.

Potrò mai smettere di ringraziarli? No, ovvio…

Grazie signor Clapton.

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