Le Grandi Recensioni

The Beatles – Please Please Me

Posted in dischi, musica by Ares on marzo 22, 2013

Oggi cade il cinquantesimo anniversario della pubblicazione di questo:

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Il primo album dei Beatles, serve aggiungere altro?

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Il Codice McCartney

Posted in libri by Ares on settembre 17, 2012

La leggenda dice che Paul McCartney sarebbe morto nel 1966 e da allora sarebbe stato sostituito da un sosia.

E questo libro, scritto anche benino e che si legge in un attimo, spiega tutti i fatti e soprattutto le incongruenze di questa vicenda, cercando di appassionare il lettore e di far nascere qualche legittimo dubbio.

Probabilmente siamo davanti a uno dei più clamorosi casi di autosuggestione della storia, il tutto tra le mani di un quartetto geniale prima e di un diabolicamente geniale solista poi. La leggenda infatti pare sia nata nell’ambiente universitario americano di metà anni Sessanta, quando LSD e droghe di ogni altro genere scorrevano a fiumi: magari un tizio completamente sconvolto se ne è uscito con “Paul McCartney è morto, lo hanno sostituito con un sosia” e bum! Non è nemmeno complottismo, e i Beatles all’epoca e McCartney poi sono stati abilissimi nello sfruttare la cosa e ci hanno giocato per anni.

L’unica cosa sensata da dire è questa: in fondo, quale sarebbe il problema? Paul McCartney, chiunque egli sia, ha scritto e cantato le canzoni che tutti conoscono e per questo va solo ringraziato.

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Paul McCartney live in Milano 27/11/2011

Posted in concerti by Ares on novembre 28, 2011

Chi può permettersi di aprire un concerto con Hello Goodbye?

Chi può permettersi di chiuderlo con l’ultima parte (Golden Slumbers, Carry That Weight, The End) di quel capolavoro chiamato Abbey Road?

Chi può permettersi di non suonare canzoni come Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band, Michelle, And I Love Her o Penny Lane e decidere di inserire in scaletta brani come The Night Before, I’ve Just Seen a Face o The Word?

Chi ti fa sognare per 2 ore e 40 minuti, alla veneranda età di 69 anni?

Sir Paul McCartney, ovvio…

Il concerto perfetto, il musicista perfetto.

The Beatles – Revolver

Posted in dischi, musica by Ares on giugno 12, 2010

Avete presente la scena di Matrix in cui Neo prende la pillola e si sveglia nel mondo reale?

Ecco, ascoltare Revolver per la prima volta deve aver fatto questo effetto. Sicuramente lo ha fatto a mio padre, che ancora oggi, 44 anni dopo, ricorda il momento in cui lui e i suoi amici dell’epoca hanno ascoltato per la prima volta quest’opera che descrivere a parole è impresa impossibile. Indicibile, da svenire, come faceva Dante nella Divina Commedia. Secondo il racconto, mio padre e i suoi amici rimasero senza parole perche’ si resero conto di ascoltare qualcosa che non era mai nemmeno stato immaginato possibile. Una specie di sbarco alieno registrato su vinile.

Revolver è l’entrata nella Tana del Bianconiglio, lo stesso Bianconiglio che i Beatles avevano fatto intravedere (per poi inseguire) con Rubber Soul pochi mesi prima (mesi, non anni…l’evoluzione musicale dei Beatles è spaventosa perché nel giro di 2 anni, per esempio, sono passati da Help a Sgt Pepper’s, pensateci bene…).

Revolver segna l’inizio del periodo d’oro dei Fab Four, periodo che si concluderà con la registrazione di Abbey Road nel 1969, il loro maestoso canto del cigno.

Revolver racchiude in se’ tutti gli elementi che fino al 1969 saranno l’ossatura dei Beatles più innovativi, sperimentatori e geniali: dalle influenze indiane di Harrison (Love You To) e psichedeliche di Lennon (Tomorrow Never Knows), le ballate di McCartney (Here, There and Everywhere…McCartney lo ritiene il suo pezzo migliore nda) a cose più semplici e gaie come Yellow Submarine, le polemiche di Taxman, i racconti di For No One, esistenzialismo lennoniano di I’m Only Sleeping, salti di gioia con Good Day Sunshine e storie lontane e amare con Eleanor Rigby.

E molto, molto altro.

Revolver.

The Beatles.

Voto: capolavoro.

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