Le Grandi Recensioni

Rival Sons – Pressure and Time

Posted in dischi, musica by Ares on settembre 14, 2011

Va beh, dopo il letamaio scatenato da chi non accetta critiche ai propri eroi (vedere post precedente nda) è ora di passare ad altro.

E questo altro sono i Rival Sons, ovvero l’ennesima nuova speranza del rock o almeno così vengono descritti in altre parti del mondo.

E insomma, se essere la “nuova speranza” vuol dire ispirarsi (o scopiazzare) ai Led Zeppelin allora qualcosa non va. Perché diciamolo: Pressure and Time, la title-track, è palesemente scopiazzata da vari episodi della band di Page, Plant, Jones e Bonham. E nel resto del disco ci sono echi The Doors, The Who e altri mostri sacri del rock. Si è capito che le case discografiche sono alla ricerca di una nuova grande rock band che possa riportare in auge un certo tipo di rock che negli ultimi anni fatica a imporsi, ogni tanto salta fuori qualcuno che viene additato come il salvatore della musica, speranza che spesso sfuma in un attimo.

Ma non per questo i Rival Sons vanno cestinati. Semplicemente hanno fatto un onesto album di hard-rock: hanno le radici profondamente piantate nel terreno dei maestri del passato e pare abbiano appreso la lezione in maniera perfetta tanto che quest’album (con addirittura copertina firmata da Storm Thorgerson…quello della Hipgnosis, ovvero lo studio responsabile delle copertine dei Pink Floyd e di tanti altri nda) suona genuinamente rock, e genuinamente seventies. Produzione scarna, tanta passione e rock’n’roll. Niente di nuovo o trascendentale, non c’è bisogno di spaccarsi la testa alla ricerca della novità assoluta. I Rival Sons dimostrano che si può continuare a suonare con uno spirito e un gusto retro che non vanno affatto male, anzi, alla fine il tutto suona molto più vero e sincero di tante altre band di grido che però sembrano uscite da una catena di montaggio da quanto suonano uguale l’una all’altra tanto da rendere difficile il riconoscimento al primo ascolto. Questi sono nella scia di gente come Wolfmother o Taddy Porter o addirittura gli Airbourne. E va bene così.

La pecca, per me, è la solita breve durata dell’album, appena 30 minuti. Che sia anche questa una precisa scelta della band? Una manciata di canzoni, mezz’ora di musica sparata come un treno, proprio come facevano i maestri 40 anni fa?

Copiano? Sì, e si sente.

Citano? Sì, e si sente.

Ma almeno suonano bene? Sì, suonano dannatamente bene. E senza virtuosismi inutili.

In altre parole it’s only rock’n’roll but I like it. Come dargli torto?

Consigliato. E speriamo che non si perdano per strada.

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2 Risposte

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  1. Giuseppe said, on settembre 14, 2011 at 21:56

    Pienamente d’accordo su tutto…nel video di Pressure and Time il cantante sembra addirittura muoversi come Plant, ma cavolo, il disco suona bene eccome!

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  2. ChiodoMetallico said, on novembre 4, 2011 at 14:14

    Ormai io ho smesso di cercare innovazioni. Ma almeno è apprezzabile scoprire attitudine e bravura. I Rival Sons hanno sia l’una che l’altra, allora ben vengano. Certo è innegabile la forte influenza delle rock band dei 60′ e 70′, ma vanno bene così come sono!

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