Le Grandi Recensioni

Queen in 3D

Posted in libri, musica by Ares on ottobre 6, 2017

Pubblicato lo scorso maggio (ed è appena arrivata nelle librerie la versione italiana), Queen In 3D non è un semplice libro fotografico dedicato alla band ma molto di più.

Innanzitutto è scritto in prima persona da Brian May, le fotografie sono quasi tutte sue, ed è in sostanza una specie di autobiografia del riccioluto chitarrista-astrofisico che racconta retroscena e aneddoti vari della vita della band dagli inizi fino alla fine e oltre, inclusi i capitoli con Paul Rodgers e Adam Lambert.

Brian May è un appassionato di fotografia stereoscopica, è direttore della London Stereoscopy Company (che è anche editrice del libro), e ha brevettato l’apposito visore incluso nel libro che ha come nome “Owl” (“gufo” in Inglese nda). La prima parte del libro è proprio dedicata alla passione per la fotografia e la stereoscopia che ha colpito May da ragazzino, i primi esperimenti nella casa di Feltham sempre aiutato da papà Harold (che lo aiutò a costruire la chitarra “Red Special” di cui ha parlato in un altro libro)  per poi essere trasportati direttamente nella vita dei Queen.

Armatevi di pazienza, il libro è bello grosso, pesante ed è realmente qualcosa di diverso dal solito. Appena i vostri occhi avranno capito come adattarsi al visore e alle immagini sarete catapultati in un mondo pazzesco, “dentro” le immagini. Affascinante e insolito, non c’è che dire.

Ovviamente è un prodotto pensato per i fans della band, ma credo che anche chi sia un semplice appassionato di fotografia e di cose bizzarre possa trovare piacere dalla lettura e visione di Queen in 3D.

Annunci

Jimi Hendrix, una foschia rosso porpora

Posted in libri, musica by Ares on ottobre 2, 2017

Questa probabilmente è la miglior biografia mai scritta su Jimi Hendrix. Un lavoro meticoloso e maniacale, frutto di interviste con i protagonisti dell’epoca (musicisti, produttori, familiari, uomini e donne che hanno accompagnato l’artista durante la sua purtroppo breve vita) e con un sacco di citazioni prese da interviste realmente concesse da Hendrix stesso.

Gli autori (Harry Shapiro e Caesar Glebeek) sono riusciti a produrre un ritratto piuttosto completo dell’uomo e dell’artista (anche se in alcuni punti sembra un po’ datato: la prima edizione è del 1990, ci sono stati aggiornamenti ma a mio parere dovrebbe essere rivisto tutto quello che è successo negli ultimi 20 anni): l’infanzia e l’adolescenza a Seattle, l’ambiente familiare, i rapporto col padre e il resto della famiglia, la permanenza nell’esercito prima di iniziare una carriera da musicista tanto rapida quanto rivoluzionaria fino alla prematura scomparsa. Non vengono dati giudizi definitivi, vengono solo esposti i fatti e in alcuni csi si hanno diverse versioni così che ognuno possa poi farsi una propria opinione. Poche foto, ma ce ne sono già tantissime in giro e nei booklet dei tanti tanti album pubblicati fino ad oggi, quindi non è un grosso problema. Da segnalare anche un’interessante sezione tecnica con l’elenco di tutte le chitarre e le attrezzature usate sia dal vivo che in studio.

Edizioni Arcana, prezzo variabile (in rete si trova a meno di 10€), godimento assicurato.

Che aspettate?

Tagged with: ,

Mikel Santiago – La Strada delle Ombre

Posted in libri by Ares on giugno 30, 2016

Un consiglio per tutti gli appassionati di gialli, thriller e misteri.

IMG_3552

Ho divorato questo libro, perché lo aspettavo con ansia. E lo aspettavo perché conosco l’autore e con lui ho condiviso momenti belli e importanti in terra d’Irlanda. Conosco la sua passione e conosco la sua capacità di creare storie. E’ difficile restare distaccati, ma in fondo chissenefrega: posso scrivere due righe e consigliare il libro di uno dei miei fratelli di rock’n’roll? Certo che posso.

La Strada delle Ombre riesce a catturare il lettore e lo accompagna in un mondo in cui nulla è ciò che sembra ed è impossibile non appassionarsi ai protagonisti per scoprire chi ha fatto cosa e se davvero è successo qualcosa. Cosa succede nel tranquillo sud della Francia? Chi sono i personaggi che animano le 370 pagine del romanzo? Realtà o fantasia? Paranoia o c’è davvero qualcosa di strano?

Ci sono recensioni in giro per il web in cui vengono dati troppi dettagli riguardo la storia. Io non vi dico nulla. Vi dico solo di leggerlo (c’è anche la versione ebook, che volete di più?) e giudicare. Io posso solo dire “bravo Mikel!!!” e fare il tifo per lui.

 

 

Andy Weir – L’Uomo di Marte

Posted in libri by Ares on giugno 5, 2015

uomodimarte Un caso letterario e il soggetto per il nuovo film di Ridley Scott in arrivo al cinema nei prossimi mesi.

Era da tempo che volevo leggerlo, grazie a un’irrinunciabile offerta Amazoniana ho scaricato la versione ebook e…

…l’ho divorato.

Non è sbagliato considerare L’Uomo di Marte (titolo originale The Martian) come una sorta di Castaway in versione marziana. Le(dis)avventure descritte in forma di diario di bordo dal malcapitato Mark Watney sono presentate in modo incalzante e con piglio scientifico come d’altra parte si converrebbe a un autentico scienziato astronauta spedito nello spazio e rimasto solo sul pianeta rosso. Weir è bravo anche a sdrammatizzare dipingendo il naufrago spaziale come un burlone (o un idiota, dipende dai gusti).

Le questioni scientifiche (fisica, algebra, botanica, chimica…i nerd si divertiranno) e la lotta per la sopravvivenza sono intervallate da quanto succede sulla Terra (e non solo) senza che il ritmo della narrazione rallenti o si perda.

Adesso bisogna solo sperare che l’autore di Prometheus non mandi in vacca tutto…

Tagged with: , ,

Luce e Ombra. Incontro con Jimmy Page.

Posted in libri, musica by Ares on maggio 20, 2015

Mesi che non aggiorno il blog
Questo è un libro molto interessante. E’ scritto bene, tradotto così così, e si legge in un attimo.

luce-e-ombra-incontro-con-jimmy-page

 

Brad Tolinski è un giornalista musicale, redattore capo di Guitar World, e ha raccolto alcuni dei tanti colloqui avuti nel corso degli anni con Jimmy Page, noto per essere sempre stato piuttosto schivo e diffidente nei confronti dei giornalisti.

I capitoli e le relative domande/risposte offrono un ritratto molto esaustivo dell’ex leader dei Led Zeppelin, in verità un uomo che ha fatto molte altre cose e che ha giocato un ruolo fondamentale nel definire il concetto di musica rock sia come chitarrista ma anche come fonico, produttore e per aver saputo definire il concetto e il personaggio della rockstar.

Page racconta tutta la sua carriera, dagli inizi come giovane sessionman al passaggio negli Yardbyrds, il suo rapporto con altri mostri sacri della chitarra quali Eric Clapton e Jeff Beck, l’epopea dei Led Zeppelin, il lavoro in studio e il suo pensiero come fonico e produttore, le chitarre, i progetti paralleli, il suo interesse per l’esoterismo. Il tutto intervallato da altri interventi di colleghi e amici che vanno a completare il ritratto di uno dei personaggi fondamentali della musica degli ultimi 50 anni.

Elijah Wald – Escaping the Delta: Robert Johnson and the Invention of the Blues

Posted in libri by Ares on luglio 31, 2014

Dedicato agli amanti del blues e della musica in generale:

Escaping the Delta Elijah Wald

Elijah Wald e’ un musicista e uno storico della musica. In Escaping the Delta si mette a far luce, per quanto possibile, sui luoghi e i personaggi che hanno creato e/o dato forma a quello che oggi viene considerato “il blues”.

La cosa interessante, e la grande differenza con un altro straordinario libro sul blues, ovvero Deep Blues di Robert Palmer, e’ che Wald compie soprattutto un’analisi storica (mentre Palmer ha avuto un taglio più antropologico): in questo modo, per certi versi, “scardina” alcune delle storie e delle leggende che hanno contribuito a formare quell’alone mitico che ancora oggi circonda il Mississippi Delta e i suoi protagonisti della prima meta’ del 900. Wald sceglie Robert Johnson come pretesto per fare chiarezza sul contesto culturale e storico del periodo: chi erano questi musicisti? Come si ponevano nei confronti della musica? Quanto effettivo successo ebbero e da chi era composto il pubblico per il quale suonavano? Da dove deriva l’idea che abbiamo noi del blues e della musica nera di quel periodo?

Libro diviso in 3 parti principali: il luogo; la figura di Robert Johnson e un’analisi di alcune sue canzoni; l’eredità lasciataci da Johnson e come essa sia stata assorbita e rielaborata.

Elijah Wald a volte scrive come se fosse l’unico custode della verità, e questo in alcuni punti può stancare, ma il libro e’ godibilissimo e molto molto interessante. Qualcuno potrà vedere crollare alcune delle proprie certezze, ma forse potrà anche cominciare ad ascoltare quegli artisti ormai tanto lontani nel tempo con orecchio e spirito diversi. Potrete leggere e scoprire nomi di personaggi che oggi sono quasi dimenticati, conoscere la loro musica e ampliare il vostro bagaglio musicale, e solo per questo vale la pena leggere il libro.

A quanto pare non esiste una traduzione in italiano, buona scusa per fare un po’ di esercizio di inglese e unire l’utile al dilettevole.

Buona lettura!

Francesco Maino – Cartongesso

Posted in libri by Ares on aprile 18, 2014

cartongesso  Direttamente dalla Svezia, ecco un’interessante recensione di Cartongesso, opera prima di Francesco Maino, vincitore del Premio Italo Calvino 2013, da parte della vecchia amica Bixx.

Io non l’ho ancora letto, ma dopo quanto scritto in seguito dovrò assolutamente colmare questa lacuna in tempi brevi. 

 

 

Non è facile recensire un libro come Cartongesso senza ricorrere alle espressioni già usate nella quarta di copertina Einaudi. Cartongesso è effettivamente un’invettiva che continua, ininterrotta, dalla prima all’ultima pagina. È un atto d’accusa nei confronti del Basso Piave e della morte cerebrale dei suoi abitanti.

Non è un libro che si legge facilmente. Non è un libro che definirei scorrevole. Le pagine sono fitte, senza spazi tra i paragrafi, senza neanche paragrafi. Maino adotta parzialmente la tecnica del monologo interiore – ci sono riferimenti sconnessi, associazioni idiosincratiche, eventi legati da un filo logico che solo il narratore conosce – anche se non è mai chiaro se Michele Tessari, l’avvocato protagonista del libro, stia parlando a se stesso o a qualcuno. Potrebbe essere un lungo monologo sputato, con rabbia e rassegnazione, davanti a uno psicologo, o a un giudice.

È una prosa ruminante, in cui Tessari torna più volte sugli stessi temi: la professione di avvocato; la speculazione edilizia; l’ignoranza e la povertà di spirito inestirpabili della gente del Basso Piave; il materialismo parossistico, ridicolo, incredibile, di una provincia che si vanta di tradizioni che non conosce o che ha sbadatamente ucciso a suon di rabosi e bestemmie.

Colpisce l’uso del dialetto nel testo. Le parole dialettali (non dialetto veneziano, ma segnatamente sandonatese) sono sparse nel testo; alcune segnalate dall’uso del corsivo, altre no. Alcune tradotte in nota a pié di pagina, altre no: e pare proprio che la scelta di quali tradurre, o di quali marcare, sia stata arbitraria. Del resto Maino/Tessari descrive l’abbrutimento linguistico che va di pari passo con la cancrena di tutto il resto, concludendo che l’idioma di Insaponata di Piave e dintorni è “il grezzo”, un mix di italiano e dialetto che non fa onore né all’uno né all’altro.

Da fossaltina, devo complimentarmi con l’autore per la conoscenza e l’uso accuratissimo delle parole in dialetto, che rendono l’idea in un modo che l’italiano non riuscirebbe a fare. Se non sapessi che l’obiettivo di Maino è mostrare quanto buzzurri e insemenii siamo noi della cosiddetta “razza Piave”, direi che le frequenti parole dialettali aggiungono colore e calore alla narrazione. Ma nel contesto desolato descritto da Maino, anche il valore poetico e rustico del dialetto – che io, spontaneamente, difenderei – si mostra per quello che è: un retaggio reazionario di ignoranza e pellagra brandito da stolti ubriachi per affermare un’identitá regionale di cui, francamente, bisognerebbe vergognarsi.

Michele Tessari fa l’avvocato e si occupa di casi per nulla redditizi, di cause perse, di gente persa. Stranieri, spacciatori, i dannati della terra. È, come tanti suoi coetanei, ancora succube della madre. Detesta e disprezza la gente di Insaponata di Piave, e a tratti pare che si senta in qualche modo superiore a loro, ma non è così: è invece un “complice debole”, uno che non ha avuto il coraggio di andare via, né di restare opponendo aperta resistenza al degrado ignorante. Rimane e rimugina, accusa ma non dissente.

Non c’è lieto fine, se è questo che vi interessa sapere.

Resta da vedere come un libro del genere sarà interpretato fuori dal Veneto. Chi, come la sottoscritta, è nato e cresciuto a Insaponata e dintorni, riconoscerà sin troppo bene luoghi, personaggi, conversazioni. La storia di Michele Tessari risulterà deprimente da quanto è familiare. Per un lettore non veneto, di sicuro Cartongesso affonda un colpo pesante all’immaginario del Nord-Est ex-miracoloso, confermando le peggiori caratterizzazioni di questa regione.

Philip Norman – Mick Jagger

Posted in libri, musica by Ares on agosto 27, 2013

Chi è Mick Jagger?

norman-jagger

La più grande rockstar mai esistita?

Satana?

Un artista geniale?

O un uomo prigioniero di un personaggio che gli è stato cucito addosso 50 anni fa e da cui non è mai riuscito a liberarsi?

È un brav’uomo? Dolce e generoso? Un ottimo padre di famiglia?

O è un dannatissimo figlio di puttana che per i soldi farebbe di tutto?

Questa interessante biografia scritta da Philip Norman getta un po’ di luce sul leader dei Rolling Stones, la storia della band,  i retroscena, le donne, i figli, e tutto quello che ruota attorno al personaggio Mick Jagger. E può aiutare il lettore e l’appassionato a crearsi un’idea più “precisa” di chi sia davvero Mick Jagger, un aspetto tutt’altro che trascurabile.

Da non perdere.

p.s. a volte l’ “offerta lampo” di Amazon serve a qualcosa…

Robert Palmer – Deep Blues

Posted in libri by Ares on agosto 7, 2013

Premessa: questo libro non è mai stato tradotto in italiano ed è stato pubblicato nel 1980. Ergo, specie nelle ultime pagine, ci sono frasi che risultano datate.

Detto questo, se masticate l’Inglese e siete curiosi di conoscere la storia del blues e i personaggi che hanno contribuito a creare il genere musicale che ha dato vita al 90% di tutto quello che si ascolta oggi, questo è il libro che fa per voi.

deep_blues_f

Robert Palmer racconta la storia di leggende come Charley Patton e Muddy Waters, Robert Johnson e Robert Lockwood Jr. fino ad arrivare ad Albert King, Ike Turner ed Elmore James. Ci racconta di negri e piantagioni, musicisti vagabondi, schiavi, che in un territorio grande quanto la Lombardia (forse anche meno) giravano per le fattorie e le cittadine, prima di spingersi poi verso città come Chicago, Memphis, New Orleans, Houston, Detroit, New York. E nelle baracche delle piantagioni e in cittadine come Helena o Greenwood posero le basi di un nuovo genere musicale.

E’ la storia del blues e delle sue radici che affondano nella cultura africana, nel voodoo. E’ la storia del blues e delle sue leggende come il “patto col diavolo”. E’ la storia del blues e dei suoi protagonisti, delle sue mille facce, della sua evoluzione.

E’ anche uno straordinario lavoro di ricerca su uno degli aspetti più importanti non solo della cultura americana del Ventesimo secolo, ma su un movimento che inconsciamente e senza nessuna reale intenzione ha avuto un impatto immenso nella musica moderna. Una vera rivoluzione nata dai più poveri e bistrattati, ma che in qualche modo ha finito poi per colpire una generazione di giovani musicisti oltreoceano, tra la fine degli anni 50 e l’inizio dei 60. Una musica che ha contribuito alla nascita del rock’n’roll e ha formato generazioni di musicisti e che ancora oggi cattura e incanta con le sue storie.

Da avere nella propria biblioteca personale.

Tagged with: , , ,

Duff McKagan – It’s So Easy (and other lies)

Posted in libri by Ares on giugno 27, 2013

Mi sono dedicato alla lettura dell’autobiografia del biondo ex bassista di Guns’n’Roses e Velvet Revolver (e altri gruppetti).

duff-autobio Duff mi ha sempre fatto ridere un sacco, da ragazzino con gli amici della prima band lo canzonavamo chiamandolo il porco…e in effetti Michael Duff “King of Beers” McKagan per un periodo si era portato a casa un maiale che viveva assieme a lui e a tutti i tossici che ruotavano attorno ai Guns’n’Roses…e lui non si fa problemi a raccontare che viveva letteralmente tra sballati (inclusa la moglie dell’epoca) e la merda di maiale…

A parte gli ovvi discorsi che si possono fare sulla band capitanata da Axl Rose, quello che traspare è la sincera passione per la musica di questo sopravvissuto del rock anni 80, uscito dalla Seattle devastata dall’eroina che avrebbe partorito il grunge chiedendo però un grosso tributo in vite umane.

Duff ne ha combinate di tutti i colori, ma non si è mai arreso ed è andato per la sua strada, da vero punk-rocker. Ha attraversato gli anni 80 della Los Angeles rock’n’roll dove o morivi o finivi a fare il tossico in una band; è stato parte di un gruppo che in pochi anni ha fatto di tutto prima di squagliarsi in mano ad Axl Rose (non aspettatevi peste e corna contro Axl, anzi, ne parla da vero amico); a 30 si è trovato quasi stecchito a causa di una pancreatite (in sostanza gli è “esploso” il pancreas) e in quel momento è rinato.

E una bella parte del libro è dedicata alla vita normale di uno che è riuscito a sopravvivere e lotta ogni giorno per restare pulito, badare alle figlie e alla moglie, suonare in giro per il mondo, scrivere e tanto altro riguardo arti marziali e meditazione e la continua ricerca di fare qualcosa per liberarsi di tutta la merda accumulata negli anni della gioventù..

Libro simpatico e non mancano aneddoti divertenti, tutti ovviamente legati all’essere stato uno dei peggiori sbarellati degli ultimi 30 anni di rock, un vero sopravvissuto.

Non potrà non piacere ai fans più accaniti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: