Le Grandi Recensioni

Mikel Santiago – L’Estate del Silenzio

Posted in libri by Ares on luglio 16, 2018

Ritorno al blog per consigliare un libro agli appassionati di gialli, thriller e misteri.

In realtà, come per La Strada delle Ombre, si tratta solo di promuovere l’edizione italiana dell’ultimo lavoro di uno dei miei fratelli di rock’n’roll con il quale ho condiviso una breve ma estremamente significativa, importante ed emozionante parentesi di vita in terra d’Irlanda.

Mikel ambienta la strana estate di Tom Harvey in un paesino della costiera amalfitana dove sono accadute e accadono tante, troppe cose strane. Quasi 400 pagine ricche di sorprese e indizi, un ritmo che ha la capacità di tenere il lettore incollato, a mio parere questo romanzo è già migliore del precedente.

Le recensioni positive avute in patria e non solo, e il fatto che i suoi libri siano (stati) tradotti un po’ ovunque vorranno pur dire qualcosa, no? Spero che dalle parti dell’editore italiano ci sia la voglia di tradurre anche le altre opere, nel frattempo sappiate che il 20 settembre in Spagna sarà pubblicato un nuovo romanzo (“Las Isla de las Últimas Voces” il titolo, magari tra di voi c’è qualcuno che conosce lo spagnolo e ama leggere le versioni originali).

Buona lettura.

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Mark Danielewski – House of Leaves

Posted in libri by Ares on novembre 30, 2017

Da qualche parte, tanto tempo fa, avevo letto di questo libro che al tempo della sua pubblicazione era stato un caso editoriale. Avevo poi cercato informazioni e avevo capito che doveva trattarsi di qualcosa di davvero molto insolito e ostico.

Di conseguenza l’ho cercato, l’ho tenuto (tanto tempo) nel carrello della celebre multinazionale di Seattle indeciso se comprarlo o no.

Poi l’ho fatto. È arrivato. L’ho aperto e ho iniziato a leggere.

Ho preso la versione in inglese perché volevo rendermi davvero conto del livello della narrazione e non perdere nulla dell’originale. Ebbene, House of Leaves è senza dubbio una delle cose più fuori di testa che mi siano mai capitate tra le mani. Un lavoro mastodontico e folle secondo quelli che sono i dettami della “letteratura ergodica” (tanto per capire a questo link trovate un po’ di immagini giusto per capire il suo aspetto).

La storia, o meglio le storie, si intrecciano, i narratori cambiano, le pagine si capovolgono, si svuotano e si riempiono. La vicenda principale, quella legata alla casa, è abbastanza inquietante, bizzarra e ben narrata. La vicenda “parallela” è a tratti delirante. Il contorno serve a rendere il tutto ancora più intricato.

Non è facile, anzi direi che è solo per i lettori più curiosi e avventurosi (e pazienti, perché ci sono stati dei momenti in cui avrei voluto gettarlo dalla finestra). Se deciderete di leggerlo prendetevi tutto il tempo che volete ma siate costanti nella lettura o sarà difficile venirne a capo.

Queen in 3D

Posted in libri, musica by Ares on ottobre 6, 2017

Pubblicato lo scorso maggio (ed è appena arrivata nelle librerie la versione italiana), Queen In 3D non è un semplice libro fotografico dedicato alla band ma molto di più.

Innanzitutto è scritto in prima persona da Brian May, le fotografie sono quasi tutte sue, ed è in sostanza una specie di autobiografia del riccioluto chitarrista-astrofisico che racconta retroscena e aneddoti vari della vita della band dagli inizi fino alla fine e oltre, inclusi i capitoli con Paul Rodgers e Adam Lambert.

Brian May è un appassionato di fotografia stereoscopica, è direttore della London Stereoscopy Company (che è anche editrice del libro), e ha brevettato l’apposito visore incluso nel libro che ha come nome “Owl” (“gufo” in Inglese nda). La prima parte del libro è proprio dedicata alla passione per la fotografia e la stereoscopia che ha colpito May da ragazzino, i primi esperimenti nella casa di Feltham sempre aiutato da papà Harold (che lo aiutò a costruire la chitarra “Red Special” di cui ha parlato in un altro libro)  per poi essere trasportati direttamente nella vita dei Queen.

Armatevi di pazienza, il libro è bello grosso, pesante ed è realmente qualcosa di diverso dal solito. Appena i vostri occhi avranno capito come adattarsi al visore e alle immagini sarete catapultati in un mondo pazzesco, “dentro” le immagini. Affascinante e insolito, non c’è che dire.

Ovviamente è un prodotto pensato per i fans della band, ma credo che anche chi sia un semplice appassionato di fotografia e di cose bizzarre possa trovare piacere dalla lettura e visione di Queen in 3D.

Jimi Hendrix, una foschia rosso porpora

Posted in libri, musica by Ares on ottobre 2, 2017

Questa probabilmente è la miglior biografia mai scritta su Jimi Hendrix. Un lavoro meticoloso e maniacale, frutto di interviste con i protagonisti dell’epoca (musicisti, produttori, familiari, uomini e donne che hanno accompagnato l’artista durante la sua purtroppo breve vita) e con un sacco di citazioni prese da interviste realmente concesse da Hendrix stesso.

Gli autori (Harry Shapiro e Caesar Glebeek) sono riusciti a produrre un ritratto piuttosto completo dell’uomo e dell’artista (anche se in alcuni punti sembra un po’ datato: la prima edizione è del 1990, ci sono stati aggiornamenti ma a mio parere dovrebbe essere rivisto tutto quello che è successo negli ultimi 20 anni): l’infanzia e l’adolescenza a Seattle, l’ambiente familiare, i rapporto col padre e il resto della famiglia, la permanenza nell’esercito prima di iniziare una carriera da musicista tanto rapida quanto rivoluzionaria fino alla prematura scomparsa. Non vengono dati giudizi definitivi, vengono solo esposti i fatti e in alcuni csi si hanno diverse versioni così che ognuno possa poi farsi una propria opinione. Poche foto, ma ce ne sono già tantissime in giro e nei booklet dei tanti tanti album pubblicati fino ad oggi, quindi non è un grosso problema. Da segnalare anche un’interessante sezione tecnica con l’elenco di tutte le chitarre e le attrezzature usate sia dal vivo che in studio.

Edizioni Arcana, prezzo variabile (in rete si trova a meno di 10€), godimento assicurato.

Che aspettate?

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Mikel Santiago – La Strada delle Ombre

Posted in libri by Ares on giugno 30, 2016

Un consiglio per tutti gli appassionati di gialli, thriller e misteri.

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Ho divorato questo libro, perché lo aspettavo con ansia. E lo aspettavo perché conosco l’autore e con lui ho condiviso momenti belli e importanti in terra d’Irlanda. Conosco la sua passione e conosco la sua capacità di creare storie. E’ difficile restare distaccati, ma in fondo chissenefrega: posso scrivere due righe e consigliare il libro di uno dei miei fratelli di rock’n’roll? Certo che posso.

La Strada delle Ombre riesce a catturare il lettore e lo accompagna in un mondo in cui nulla è ciò che sembra ed è impossibile non appassionarsi ai protagonisti per scoprire chi ha fatto cosa e se davvero è successo qualcosa. Cosa succede nel tranquillo sud della Francia? Chi sono i personaggi che animano le 370 pagine del romanzo? Realtà o fantasia? Paranoia o c’è davvero qualcosa di strano?

Ci sono recensioni in giro per il web in cui vengono dati troppi dettagli riguardo la storia. Io non vi dico nulla. Vi dico solo di leggerlo (c’è anche la versione ebook, che volete di più?) e giudicare. Io posso solo dire “bravo Mikel!!!” e fare il tifo per lui.

 

 

Andy Weir – L’Uomo di Marte

Posted in libri by Ares on giugno 5, 2015

uomodimarte Un caso letterario e il soggetto per il nuovo film di Ridley Scott in arrivo al cinema nei prossimi mesi.

Era da tempo che volevo leggerlo, grazie a un’irrinunciabile offerta Amazoniana ho scaricato la versione ebook e…

…l’ho divorato.

Non è sbagliato considerare L’Uomo di Marte (titolo originale The Martian) come una sorta di Castaway in versione marziana. Le(dis)avventure descritte in forma di diario di bordo dal malcapitato Mark Watney sono presentate in modo incalzante e con piglio scientifico come d’altra parte si converrebbe a un autentico scienziato astronauta spedito nello spazio e rimasto solo sul pianeta rosso. Weir è bravo anche a sdrammatizzare dipingendo il naufrago spaziale come un burlone (o un idiota, dipende dai gusti).

Le questioni scientifiche (fisica, algebra, botanica, chimica…i nerd si divertiranno) e la lotta per la sopravvivenza sono intervallate da quanto succede sulla Terra (e non solo) senza che il ritmo della narrazione rallenti o si perda.

Adesso bisogna solo sperare che l’autore di Prometheus non mandi in vacca tutto…

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Luce e Ombra. Incontro con Jimmy Page.

Posted in libri, musica by Ares on maggio 20, 2015

Mesi che non aggiorno il blog
Questo è un libro molto interessante. E’ scritto bene, tradotto così così, e si legge in un attimo.

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Brad Tolinski è un giornalista musicale, redattore capo di Guitar World, e ha raccolto alcuni dei tanti colloqui avuti nel corso degli anni con Jimmy Page, noto per essere sempre stato piuttosto schivo e diffidente nei confronti dei giornalisti.

I capitoli e le relative domande/risposte offrono un ritratto molto esaustivo dell’ex leader dei Led Zeppelin, in verità un uomo che ha fatto molte altre cose e che ha giocato un ruolo fondamentale nel definire il concetto di musica rock sia come chitarrista ma anche come fonico, produttore e per aver saputo definire il concetto e il personaggio della rockstar.

Page racconta tutta la sua carriera, dagli inizi come giovane sessionman al passaggio negli Yardbyrds, il suo rapporto con altri mostri sacri della chitarra quali Eric Clapton e Jeff Beck, l’epopea dei Led Zeppelin, il lavoro in studio e il suo pensiero come fonico e produttore, le chitarre, i progetti paralleli, il suo interesse per l’esoterismo. Il tutto intervallato da altri interventi di colleghi e amici che vanno a completare il ritratto di uno dei personaggi fondamentali della musica degli ultimi 50 anni.

Elijah Wald – Escaping the Delta: Robert Johnson and the Invention of the Blues

Posted in libri by Ares on luglio 31, 2014

Dedicato agli amanti del blues e della musica in generale:

Escaping the Delta Elijah Wald

Elijah Wald e’ un musicista e uno storico della musica. In Escaping the Delta si mette a far luce, per quanto possibile, sui luoghi e i personaggi che hanno creato e/o dato forma a quello che oggi viene considerato “il blues”.

La cosa interessante, e la grande differenza con un altro straordinario libro sul blues, ovvero Deep Blues di Robert Palmer, e’ che Wald compie soprattutto un’analisi storica (mentre Palmer ha avuto un taglio più antropologico): in questo modo, per certi versi, “scardina” alcune delle storie e delle leggende che hanno contribuito a formare quell’alone mitico che ancora oggi circonda il Mississippi Delta e i suoi protagonisti della prima meta’ del 900. Wald sceglie Robert Johnson come pretesto per fare chiarezza sul contesto culturale e storico del periodo: chi erano questi musicisti? Come si ponevano nei confronti della musica? Quanto effettivo successo ebbero e da chi era composto il pubblico per il quale suonavano? Da dove deriva l’idea che abbiamo noi del blues e della musica nera di quel periodo?

Libro diviso in 3 parti principali: il luogo; la figura di Robert Johnson e un’analisi di alcune sue canzoni; l’eredità lasciataci da Johnson e come essa sia stata assorbita e rielaborata.

Elijah Wald a volte scrive come se fosse l’unico custode della verità, e questo in alcuni punti può stancare, ma il libro e’ godibilissimo e molto molto interessante. Qualcuno potrà vedere crollare alcune delle proprie certezze, ma forse potrà anche cominciare ad ascoltare quegli artisti ormai tanto lontani nel tempo con orecchio e spirito diversi. Potrete leggere e scoprire nomi di personaggi che oggi sono quasi dimenticati, conoscere la loro musica e ampliare il vostro bagaglio musicale, e solo per questo vale la pena leggere il libro.

A quanto pare non esiste una traduzione in italiano, buona scusa per fare un po’ di esercizio di inglese e unire l’utile al dilettevole.

Buona lettura!

Francesco Maino – Cartongesso

Posted in libri by Ares on aprile 18, 2014

cartongesso  Direttamente dalla Svezia, ecco un’interessante recensione di Cartongesso, opera prima di Francesco Maino, vincitore del Premio Italo Calvino 2013, da parte della vecchia amica Bixx.

Io non l’ho ancora letto, ma dopo quanto scritto in seguito dovrò assolutamente colmare questa lacuna in tempi brevi. 

 

 

Non è facile recensire un libro come Cartongesso senza ricorrere alle espressioni già usate nella quarta di copertina Einaudi. Cartongesso è effettivamente un’invettiva che continua, ininterrotta, dalla prima all’ultima pagina. È un atto d’accusa nei confronti del Basso Piave e della morte cerebrale dei suoi abitanti.

Non è un libro che si legge facilmente. Non è un libro che definirei scorrevole. Le pagine sono fitte, senza spazi tra i paragrafi, senza neanche paragrafi. Maino adotta parzialmente la tecnica del monologo interiore – ci sono riferimenti sconnessi, associazioni idiosincratiche, eventi legati da un filo logico che solo il narratore conosce – anche se non è mai chiaro se Michele Tessari, l’avvocato protagonista del libro, stia parlando a se stesso o a qualcuno. Potrebbe essere un lungo monologo sputato, con rabbia e rassegnazione, davanti a uno psicologo, o a un giudice.

È una prosa ruminante, in cui Tessari torna più volte sugli stessi temi: la professione di avvocato; la speculazione edilizia; l’ignoranza e la povertà di spirito inestirpabili della gente del Basso Piave; il materialismo parossistico, ridicolo, incredibile, di una provincia che si vanta di tradizioni che non conosce o che ha sbadatamente ucciso a suon di rabosi e bestemmie.

Colpisce l’uso del dialetto nel testo. Le parole dialettali (non dialetto veneziano, ma segnatamente sandonatese) sono sparse nel testo; alcune segnalate dall’uso del corsivo, altre no. Alcune tradotte in nota a pié di pagina, altre no: e pare proprio che la scelta di quali tradurre, o di quali marcare, sia stata arbitraria. Del resto Maino/Tessari descrive l’abbrutimento linguistico che va di pari passo con la cancrena di tutto il resto, concludendo che l’idioma di Insaponata di Piave e dintorni è “il grezzo”, un mix di italiano e dialetto che non fa onore né all’uno né all’altro.

Da fossaltina, devo complimentarmi con l’autore per la conoscenza e l’uso accuratissimo delle parole in dialetto, che rendono l’idea in un modo che l’italiano non riuscirebbe a fare. Se non sapessi che l’obiettivo di Maino è mostrare quanto buzzurri e insemenii siamo noi della cosiddetta “razza Piave”, direi che le frequenti parole dialettali aggiungono colore e calore alla narrazione. Ma nel contesto desolato descritto da Maino, anche il valore poetico e rustico del dialetto – che io, spontaneamente, difenderei – si mostra per quello che è: un retaggio reazionario di ignoranza e pellagra brandito da stolti ubriachi per affermare un’identitá regionale di cui, francamente, bisognerebbe vergognarsi.

Michele Tessari fa l’avvocato e si occupa di casi per nulla redditizi, di cause perse, di gente persa. Stranieri, spacciatori, i dannati della terra. È, come tanti suoi coetanei, ancora succube della madre. Detesta e disprezza la gente di Insaponata di Piave, e a tratti pare che si senta in qualche modo superiore a loro, ma non è così: è invece un “complice debole”, uno che non ha avuto il coraggio di andare via, né di restare opponendo aperta resistenza al degrado ignorante. Rimane e rimugina, accusa ma non dissente.

Non c’è lieto fine, se è questo che vi interessa sapere.

Resta da vedere come un libro del genere sarà interpretato fuori dal Veneto. Chi, come la sottoscritta, è nato e cresciuto a Insaponata e dintorni, riconoscerà sin troppo bene luoghi, personaggi, conversazioni. La storia di Michele Tessari risulterà deprimente da quanto è familiare. Per un lettore non veneto, di sicuro Cartongesso affonda un colpo pesante all’immaginario del Nord-Est ex-miracoloso, confermando le peggiori caratterizzazioni di questa regione.

Philip Norman – Mick Jagger

Posted in libri, musica by Ares on agosto 27, 2013

Chi è Mick Jagger?

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La più grande rockstar mai esistita?

Satana?

Un artista geniale?

O un uomo prigioniero di un personaggio che gli è stato cucito addosso 50 anni fa e da cui non è mai riuscito a liberarsi?

È un brav’uomo? Dolce e generoso? Un ottimo padre di famiglia?

O è un dannatissimo figlio di puttana che per i soldi farebbe di tutto?

Questa interessante biografia scritta da Philip Norman getta un po’ di luce sul leader dei Rolling Stones, la storia della band,  i retroscena, le donne, i figli, e tutto quello che ruota attorno al personaggio Mick Jagger. E può aiutare il lettore e l’appassionato a crearsi un’idea più “precisa” di chi sia davvero Mick Jagger, un aspetto tutt’altro che trascurabile.

Da non perdere.

p.s. a volte l’ “offerta lampo” di Amazon serve a qualcosa…

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