Le Grandi Recensioni

Godzilla

Posted in cinema by Ares on maggio 23, 2014

Qual è il modo migliore per festeggiare il Cloverfield Day (22 maggio)?

Andare a vedere Godzilla, naturalmente.

Godzilla

Cosa rende questo Godzilla un monster-movie che merita di essere visto? Semplice: hanno voluto rendere omaggio alla produzione originale giapponese. Quindi Godzilla assomiglia molto alla bestiaccia che la Toho porta sugli schermi da 60 anni, gli umani in circolazione hanno solo il ruolo di morire o cercare di rendersi (in)utili in ogni momento, le città si fanno distruggere allegramente. Per essere precisi, è stato ripreso il filone del Godzilla “buono”, ovvero quando il nostro amicone fa il lavoro sporco e salva l’umanità. Gli antagonisti sono veramente dei bastardi, complimenti a chi li ha ideati, anche per aver ideato l’intreccio narrativo, che non sarà il massimo ma si è visto di molto peggio.

Rispettati tutti i cliché del genere catastrofico, ma la scelta di non indugiare sui soliti cliché rende il film molto più godibile (personaggi eliminati subito, niente bimbi rompicoglioni a intralciare il lavoro degli adulti e altro che non vi dico).

Soprattutto, a differenza di altri film del genere, è chiaro che quello che dovrebbe essere “l’eroe” è solo in balia di mostri alti 100 metri che si menano di brutto non curanti di cose, persone, città, navi, ponti, varie ed eventuali.

Ho letto le solite stroncature riguardo Godzilla, la più gettonata delle quali sembra essere “ma (il mostro) si vede poco (cosa dovevano fare, 2 ore di Godzilla che picchia tutti?), ed è lui il protagonista (sicuro?), erano più belli quelli vecchi (grazie per non aver citato il Godzilla del 1998)” eccetera. Cose scritte da chi non ha MAI visto i vecchi film e non ha ben capito il concetto di “evito di farti vedere subito il mostro perché voglio creare un po’ di tensione, chiaro? Hai presente Lo Squalo di Spielberg? O quegli stronzi dei velociraptor in Jurassic Park? ”

Il Re dei Mostri è tornato, ne sentivamo la mancanza.

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Oblivion

Posted in cinema by Ares on luglio 27, 2013

Alla fine ho ceduto e l’ho guardato…

Oblivion-poster-II

Premesso che il filone post-apocalittico con la Terra distrutta e abbandonata mi ha sempre affascinato, Oblivion alla fine risulta essere il perfetto antidoto a quelle giornate in cui tutto non va come deve andare.

Spegni il cervello per 2 ore e ciao.

Oppure ti addormenti, e non c’e’ nulla di male…

Chiaro, no?

p.s. qualcuno fermi Tom Cruise, vi prego, non se ne può più.

Iron Sky

Posted in cinema by Ares on giugno 29, 2013

Io ne ho viste di stronzate, ma questa raggiunge vertici di idiozia davvero impensabili.

iron-sky

La storia? HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAAHAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

I nazisti si sono rifugiati sulla Luna e tornano a cercare di conquistare la Terra (con il solito metodo, ovvero “distruggere/uccidere tutto/tutti”). Solo il vedere la loro base a inizio film mi ha fatto cadere per terra in preda alle convulsioni.

Ci penseranno 4 storditi a far saltare il loro “piano”…

Un’ora e mezza di niente, battaglie spaziali, ufo, nazisti improbabili e idioti come i terrestri. Sembra Mars Attacks, solo ancora più stupido.

E’ talmente una stronzata che quasi quasi merita 10 e lode. Pazzesco.

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Dream Theater live in Pordenone 20/02/2012

Posted in concerti, musica, stroncature by Ares on febbraio 21, 2012

Come  l’altra volta ho affidato un compito ben preciso al Professor Crotaloalbino che, gentilissimo, ieri sera si è recato al concerto dei Dream Theater e mi ha scritto la fredda cronaca della serata nonché un’attenta analisi dell’esibizione live della band di Petrucci e compagnia bella.

Buona lettura.

Siccome sono ricco da far schifo, ho deciso di sputtanarmi quarantasei euri per assistere al concerto dei Dream Theater. Per me è uno status symbol: butto la mia grana nel cesso allo stesso modo in cui altri bastardi danarosi si accendono i sigari cubani con le banconote da dieci euro prima di fare i gargarismi col Dom Perignon.
Insomma, mi sono recato al punto vendita della livenation, ho guardato la femmina dietro il desk e le ho detto “Un biglietto per il concerto dei Dream Theater del 20 Febbraio, grazie.”
E quella: “Come?”
E io: “Ho detto che voglio un biglietto per il concerto dei Dream Theater. E anche alla svelta. Muovi il culaccio, puttana!”
E lei, capendo che sono uno che ha la grana: “Ah, ok. Sei fidanzato?”
E io: “Povera cagna bevicazzi, quelle come te le riconosco subito. Niente sentimento, solo materialismo. Dammi il mio fottuto biglietto e vattene due passi a fare in culo.”
Lei: “Sono qurantasei euro, prevendita compresa, signore.”
Le ho dato un cinquanta, “Tieni il resto.”, ho ruttato e sono uscito.
Le ho spezzato il cuore. Ma tanto a me?
Bon, è arrivato il 20 Febbraio, ok? E io sono andato al concerto perché ho pensato: “Ho pagato, il concerto potrebbe essere ok… hai visto mai? Al limite, prima di entrare, mi faccio quei 20-30 cabernet e 10 crostini col crudo così anche se è una merda, faccio finta di niente.”
Ed è andata esattamente così: cabernet più crostini nel pre-concerto ed entrata in palazzetto in equilibrio precario.
Inizialmente mi sono piazzato vicino al mixer perché ho pensato “Questo è il posto dove si sente meglio…”, poi mi sono rotto i coglioni di stare in piedi e ho visto che c’era qualche sedile libero vicino al palco così, con grande fatica, mi sono arrampicato a quattro zampe fino a lì e mi ci sono svaccato.
Prima dei Merd Theater, lì, come si chiamano, ha suonato un altro gruppo americano mai sentito nominare prima, i Periphery. Adesso non è che sono sicuro di quello che dico, non vorrei sbagliare ma mi pare che il nome, tradotto, significhi “sborra”.
Ho pensato “Ma guarda questi quanto avanti sono… hanno scelto di chiamarsi Sborra.”
C’era uno vicino a me che continuava a fare foto al palco con una macchina fotografica reflex con un obiettivo lungo un metro. L’ho guardato, lui si è accorto che lo stavo osservando e mi fa: “È una Leica”.
E io: “Lo sapevi che Periphery vuol dire sborra?”
E lui: “No, sul serio?”
E io: “Non si finisce mai di imparare, vecchio.”
Hanno iniziato con la loro mezz’oretta e, francamente, non ci ho capito un cazzo ma sono pronto a scommettere il culo che non è stato per via del cabernet, nossignore. Il problema è che questi avevano tre chitarristi e ognuno suonava la merda che gli pareva perché dovevano far vedere che erano bravi e tutto quanto, tapping, scale, riff a pattern di cinquanta note, bassista con basso a quindici corde… mi hanno scassato i coglioni in cinque minuti netti.
Bon, fortunatamente a un certo punto hanno abbassato il telone con il loro logo, se ne sono sfanculati via e hanno lasciato il posto agli headliners, ok?
Prima roba che ho notato: la batteria aveva tre casse, venti tom, quindici octoban, due rullanti (uno posizionato sui tom), una mezza dozzina di pad, una mitragliata di piatti e un gong.
“Ho il cazzo più lungo del batterista, garantito al limone.”, ho pensato.
Mi sono girato verso il tipo con la macchina Leica e gli ho fatto: “Io ho il cazzo più lungo di Mike Mangini.”, quello mi ha guardato strano. Allora ho aggiunto: “Tranquo, non sono frocio. Mi piace la figaccia unta, ahahahahahahahahahahahaha!”, poi ho ruttato per fargli capire che era vero e non una posa. Lui mi ha creduto.
Comunque, no? Inizia il concerto dei Merd Theater, ok? Cartoni animati con draghi cinesi e effetti sonori.


Mi sono girato di nuovo verso quello con la Leica: “Ti hanno dato gli occhialini 3D? Sul mio biglietto della live c’è scritto che li avrebbero distribuiti gratis all’entrata. Ma a me non hanno mica dato un cazzo. Senti qua: io sono un avvocato. Un avvocato cazzutissimo. Se per te è ok, valuto se fare causa.”
Ci ha creduto.
Coglione.
Intanto sul palco i Merd suonavano duecento note al secondo senza muoversi di un centimetro, piripiripiripiripiripiripippippì. E il pubblico “PETRUCCI! PETRUCCI! PETRUCCI!” e Petrucci: PIRIPIRPIRIPIRIPIRIPIRIPIRI! Ancora più veloce di prima.
Butto l’occhio un po’ più in là: Jordan Rudess si è fatto crescere un pizzetto bianco lungo trenta centimetri perché è diventato un budino di uomo totale. Ha una panza da birra schifosa.
Mi sono messo a ridere da solo per via della panza di Rudess.
Mentre ridevo, questo ha preso un keytar a forma di arpa e ha iniziato a suonarci ancora più note di Petrucci: PIRIPIRIPIRIPIRIPIRIPIRIPIRPIRIPIRIPI!
E Petrucci: “Col cazzo! Vado più veloce io!” PIRIIPIRPIRPIRPIRPIRPIRPIRPIRPIRPIRPIRPIRPIRPIRPIRIPI!
E Rudess: “Ma il mio vuole essere un tributo a Sandy Marton in acido, guarda, c’ho pure il keytar a forma di merda!” PIRIPIRIPIRIPIRPIRPIRPIRPIRPIPRIPRIPIRI! “E faccio piripippipippì anche da dietro la schiena, occhio…” PIRIPRIPIRPIRPIRPIRPIPRIPRIPRIPIRPIPRIRIRIRIPIPIPIPPPI!
Giunti a questo punto, nonostante il cabernet in circolo, mi sono reso conto che c’era qualcosa che non funzionava all’altezza dei miei testicoli. Proprio mi si stava aprendo lo scroto in tre punti.
Ho guardato l’orologio, mi sono girato verso quello con la Leica e gli ho fatto, in dialetto: “Me son scassà i coioni!”, lui si è messo a ridere. Cazzo ridi, stronzo?
Assolo di batteria, terzine, quartine, rulli doppi fatti con una sola mano, altre quartine, octoban, rulli tripli con la mano sinistra sola, doppia cassa, ruspa sound. Pubblico: “MANGINI! MANGINI! MANGINI! MANGINI!”
Non ne potevo più. Davvero.
“This next song is called the spirit carries on.”, tastierone che fanno “UAAAAAAAHHHH!”, Petrucci che ci fa piripiripiripippì sopra, pianoforte… sembrava un brano di The Final Cut, solo che era una merda. Il pubblico cantava ogni parola.
Mi sono addomerntato sulla poltroncina di plastica. Sul serio.
Mi sono svegliato verso la fine del concerto perché anche il tipo della Leica stava urlando “PETRUCCI! PETRUCCI! PETRUCCI!”
Ho bestemmiato, gli ho tirato un destro in bocca e l’ho steso.
Mi sono alzato in piedi. Nessuno si era accorto di niente e, proprio mentre iniziava il bis, me ne sono sfanculato a casa.
Quarantasei euro.
Sono ricco da far schifo.

Grazie Prof, ti devo almeno una decina di birre.

Cowboys & Aliens

Posted in cinema, stroncature by Ares on gennaio 23, 2012

Questo e’ difficile considerarlo un film…

Trattasi di stronzata di portata immane, siamo ai livelli degli ultimi film sugli alieni…roba tipo Skyline e Battle: Los Angeles.

Solo che qui siamo nel Far West hahahahhahahahaa!!! E Daniel Craig fa lo smemorato di turno che ha al polso uno swatch alieno, fa il bullo ma in realta’ è un eroe buono…che quasi quasi si innamora della figa di turno impersonata da Olivia Wilde (o Thirteen come direbbe il dr House). Ah si, c’è anche Harrison Ford che sta invecchiando e si vede, e non è credibile nei panni dello sceriffo.

Non dico che è fatto male. E’ proprio una cagata. Insulso. Inutile. La storia non sta in piedi, gli alieni son dei mostracci del cazzo che si fanno fare il culo da vaccari in sella a cavalli e armati di winchester…mentre loro, gli alieni, hanno viaggiato milioni di anni luce e hanno macchine volanti. Voglio dire, è come se…come se…boh, non mi viene neanche un paragone stupido.

Madonna se è brutto ‘sto film…in genere quando son brutti e idioti fanno ridere, questo no, e’ talmente una merda che lo guardi e ti deprimi.

Voto: zero assoluto.

Bitch Slap

Posted in cinema by Ares on gennaio 22, 2012

Era tanto tempo che non scrivevo nulla…

e ho voglia di scrivere di stronzate.

Allora, Bitch Slap è un film (???) che parla di tre fighe a caso che in un turbine di sesso e violenza ridicoli e gratuiti fanno un gran casino per niente. Parlano come scaricatori di porto, una di loro è palesemente psicopatica, mentre un’altra è il Male Assoluto. La terza sembra quella a posto…seh, col cazzo.

Botte, sangue, morti, fighe, gente pazza e idiota, scontri a fuoco ed esplosioni.

Film perfetto, a suo modo un capolavoro del trash del peggior livello hahahahhahahahahahaa!!!!!

Dream Theater – A Dramatic Turn Of Events

Posted in dischi, stroncature by Ares on settembre 5, 2011

Tranquilli, io questa roba non l’ascolto…ma dopo aver visto uno scambio di battute su facebook a proposito del nuovo album dei Dream Theater ho chiesto di scrivere una recensione per questo umile blog.

Quindi, ecco cosa ne pensa il Professor Crotaloalbino a proposito di A Dramatic Turn Of Events…

C’era una volta un batterista con la testa più grande del suo drum kit che un giorno decise che aveva bisogno di andare in ferie un paio di anni così lo disse agli altri del gruppetto con cui suonava. Ma loro, da quell’orecchio, proprio non ci sentivano un cazzo perciò lo mandarono a fare in culo e anche alla svelta perché erano troppo creativi per non chiudersi in studio subito a registrare un altro capolavoro dell’arte con canze lunghe una settimana. 

Il batterista con la testa gigantesca allora disse: “Seh, tanto a me? Io suono con un altra band un sacco più strafica di voi, sono anche più giovani e hanno anche le groupies, coglioni!”

Senonché le cose non andarono secondo i piani e anche l’altro gruppo più edgy con le groupies e tutto quanto disse al batterista con la testa gigantesca di andare a fare in culo e anche alla svelta. 

Ma questa è un’altra storia che è ancora più interessante… tipo che l’ultima volta che l’ho raccontata al bar, la cameriera che mi stava ascoltando per cortesia è stramazzata di gioia.

Quello che conta è che i musicisti del gruppo che compone canze lunghe mezz’ora con cinquanta cambi di tempo e un cazzigliaio di note al minuto non si sono dati per vinti, hanno tirato su da terra un altro batterista con la testa un po’ più piccola e hanno registrato un altro disco che hanno intitolato “A Dramatic Turn Of Events”.

Lo stesso dovrebbe essere pubblicato la terza settimana di Settembre e c’è un sacco di gente là fuori che, invece che sputtanare i propri soldi in birra e puttane come faccio io, non vede l’ora di andare al negozio di dischi a comprarsi la versione limitata extra-lusso con il dvd del documentario più il vinile, il poster e il modellino in plexiglas della nuova batteria con sette casse, quattro hi-hat, dodici tom, sei timpani, nove china, diciotto ride, quindici crash, undici spash e due gong con il logo e tutto quanto (“Un vero affare! Solo 160 euro ma, col tempo, si rivaluta: è un investimento, hey!”).

Se però uno non riuscisse proprio ad aspettare, be’ può sempre affidarsi a google e alle chiavi di ricerca giuste per scaricare il promo del nuovo capolavoro termonucleare globale dei Dream Theater e goderne fin da subito.

Io, per esempio, l’ho fatto, ok? L’ho scaricato, l’ho scompresso e ho fatto partire winamp. 

In pratica ho tenuto ‘sta roba a volume abbastanza alto per un po’ di tempo mentre ero alla ricerca di porno anal-creampie su xhamster. Esatto: ho usato “A Dramatic Turn Of Events” come una specie di sottofondo-specchietto-per-le-allodole al fine di coprire i gemiti e i grugniti dei protagonisti del porno. Tutto perché sono una persona per bene e non voglio dare fastidio ai miei vicini di casa che, di porno, non capiscono niente… né ne capiranno mai un cazzo, se è per quello, sarebbe una battaglia persa in partenza.

Bon, io non me l’aspettavo ma è andata a finire che è successo un casino. In pratica stavo guardando un negro che rifaceva le pareti del colon a una quando è suonato il campanello di casa. Ho bestemmiato, sono andato ad aprire e c’era la mia vicina di settant’anni con le braccia conserte che mi guardava come si osserva una merda di cane che hai appena pestato con le scarpe nuove.

Mi fa: “Senti qua, brutto figlio di troia onanista che non sei altro. Hai rotto i coglioni con quella squacquera lì, ok?.”
“Cosa? Non so di cosa sta parlando, signora.”, ho detto io, ostentando un’espressione innocente.
E quella: “È da mezz’ora che stai facendo andare questa catasta di merda con quel cazzone castrato che gorgheggia come un cherubino gay di stronzate su gente che vola sulla schiena degli angeli, sui ponti del cielo, sulle illusioni spezzate e sulla merda che sta sotto la superficie. Tutta merda da finti intellettuali che non si drogano e compensano lo sballo con quattrocento scale misolidie una dietro l’altra.”
“Non immaginavo che parlasse così bene l’inglese.”, ho cercato di cambiare discorso.
E la vecchia: “Puoi scommetterci il culo che parlo inglese, stronzo! Sono nata in Saskatchewan! Ma cosa cazzo te lo dico a fare ché tanto non sai nemmeno dov’è. Be’, è in Canada. Adesso spegni quella merda perché preferisco ascoltare una troia che urla STUFF MY CUNT WITH YER CUM, MOTHERFUCKER!”

Ho dovuto darle ragione. Vecchia di merda.

Grazie Prof…

Super 8

Posted in cinema, stroncature by Ares on giugno 24, 2011

Quando Cloverfield, o il suo cugino più piccolo, incontra E.T.

Super 8, ultima fatica di JJ Abrams, è esattamante questo. Un gruppo di ragazzini sta cercando di fare un film ma si trova ad essere testimone di uno spaventoso incidente ferroviario in cui l’uomo che lo ha causato, facendo un frontale col treno in corsa, naturalmente sopravvive per dire ai ragazzini che moriranno tutti. E molto presto. E quando in un film uno dice “moriremo tutti” in genere c’è da credergli…Predator docet.

Qui inizia la fase Cloverfield del film, ovvero c’è una presenza (uomo? donna? animale? vegetale? terrestre? subacqueo? Pippo Baudo?) in giro per la città che si diverte a far danni e a far sparire la gente. Ma tipo che ruba i motori delle automobili, fa mancare l’elettricità…cose del genere, da vero buontempone.

Ma ci pensano i ragazzini, e soprattutto quello innamorato della ragazzina (che è la sorella di Dakota Fanning, la bimba fastidiosa che faceva la figlia di Tom Cruise ne La Guerra dei Mondi nda), che scoprono la truffa dei soliti militari (ma questa volta non sono i marines), salvano lei, scoprono il mostro e si arriva alla cazzata da E.T. che non vi voglio svelare. Prima della cazzata finale ci sono 5-10 minuti di caccia al mostro e guerra con artiglieria pesante proprio come in Cloverfield.

Insomma, JJ Abrams voleva fare il suo solito lavoro misterioso, ma dev’essere stato Steven Spielberg in produzione a dirgli “no, col cazzo! ci vogliono i buoni sentimenti e happy-end, è cosi che si fanno i soldi“…e infatti Spielberg aveva iniziato con Duel e Jaws (Lo Squalo) per poi passare ad altre opere meno crudeli facendo soldi a palate…ha ragione lui, niente da dire.

Ma fare Cloverfield 2? No? Oppure spiegare una volta per tutte un paio di cose a proposito di Lost? No?

No. Va beh…adesso aspetto quell’altra roba degli alieni e i cowboys che farà ridere un sacco.

p.s. solo ed esclusivamente per Adriano aka Evaristo aka V for Vainmona aka Io Sono Tuo Padre aka paladino dell’allevamento di Mostri di Cloverfield gestito da David Beckham: non racconto mai la trama dei film.

Sucker Punch

Posted in cinema, stroncature by Ares on aprile 20, 2011

Dal creatore di 300 e Watchmen…

Zack Snyder riesce nell’intento di unire Quentin Tarantino, Matrix, Alice In Wonderland, i samurai, Robotech e un gruppo di fighe a caso per creare uno dei film (?) più inutili del sistema solare.

E’ talmente trash e scontato che sembra quasi bello…draghi che sputano fuoco, soldati tedeschi, samurai alti 5 metri il tutto nella mente di una che sta per essere lobotomizzata e crede di dover scappare da un manicomio che sembra il Crazy Horse. Fine. C’è anche Scott Glenn che anche se sta invecchiando per me rimane sempre il comandante Bart Mancuso dell’USS Dallas in Caccia a Ottobre Rosso. O Jack Crawford ne Il Silenzio degli Innocenti.

Ora, 300 e Watchmen erano tratti da fumetti, questo invece è tutta farina del sacco di Zack Snyder.

Siamo sicuri che si tratti di farina?

Ultimamente guardo solo roba trash e mi hanno comunicato dalla regia che sta arrivando Cowboys and Aliens in cui alcuni vaccari dell’Ottocento si trovano a dover difendere la loro cittadina dagli alieni…praticamente Wyatt Earp contro Predator.

HAHAHHAHAHAHHAHAHAA!!!!!!!!!!!!!

Battle: Los Angeles

Posted in cinema by Ares on aprile 12, 2011

Allora, quando vedo che sta per arrivare un film del genere “invasione aliena con tanta distruzione e morte e sangue a secchiate” vado su di giri.

Perché il filone catastrofico a base di creature extraterrestri mi ha sempre affascinato, e in fondo uno dei miei più grandi desideri è vedere l’arrivo di alieni incazzati che ci massacrano e ci rubano il pianeta che tanto non ce lo meritiamo.

Quindi, per tornare alla recensione, Battle: Los Angeles è il film che stavo aspettando dopo la delusione di quella cazzata di Skyline.

La storia è questa: un bel giorno di agosto uno sciame di meteoriti si schianta sulla Terra. Ma non sono meteoriti, nossignore, sono in realtà degli alieni che vengono a ucciderci tutti e a rubarci l’acqua. Così un sergente dei marines all’ultimo giorno di servizio viene mandato a recuperare un gruppo di civili in una stazione di polizia in mezzo alla battaglia. Moriranno un sacco di persone, Los Angeles distrutta come altre città nel mondo, i marines non mollano mai, megaretorica militare americana e via…

Poteva essere un bel film, invece no.

Perché gli alieni sembrano più stupidi dei droidi-soldato di Star Wars episodi 1-3; combattono con delle specie di mitragliatrici (viaggiano milioni di anni luce e hanno mitragliatrici???? HAHAHAHHAHAHHAHAHHAAA!!!!!!!!!); per fotterli si usa il solito espediente di Independence Day, perché è ovvio che c’è l’apparecchio che controlla tutto, e bastano 7 marines e un missile per vincere; alla fine è un film-propaganda sui marines buoni ed eroici…evidentemente le truppe americane al fronte hanno bisogno di sostegno morale e Hollywood fa la sua parte.

In realtà credo che i disaster-movie non abbiano più senso dopo Cloverfield. Mi spiego, o meglio vi rimando al commento di Bixx in questa recensione.

Peccato, poteva essere fatto meglio, invece il tutto si riduce a buoni effetti speciali su un war-movie di basso livello con gli alieni più babbei della storia del cinema, con delle scene francamente discutibili (tipo quella dell’alieno ucciso previa vivisezione col marine-medico-nigeriano che dice “non ho mai visto niente del genere”…ma dai, ti prego…).

Voto: mavaccagareva’….

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