Le Grandi Recensioni

The Hateful Eight

Posted in cinema by Ares on febbraio 12, 2016

8vo film di Quentin Tarantino

hateful eight

Premessa: distruggere una Martin del 1870 è imperdonabile, chi ha fatto la cazzata sul set (ovvero chi doveva avvisare il povero Kurt Russell di cosa aveva in mano Jennifer Jason Leigh) dovrebbe essere punito severamente. Va anche detto che quei fenomeni della Martin Guitars potevano benissimo evitare di prestare un pezzo da museo a Quentin Tarantino…

Detto questo, The Hateful Eight è stato stroncato da alcuni critici e anche da tanti spettatori che hanno accusato il regista di essersi fatto prendere la mano e aver creato un film inutilmente prolisso e, in sostanza, aver calcato troppo la mano indugiando nelle sue manie.

Sbagliato. The Hateful Eight è al 100% un film di Quentin Tarantino. Diverso dal solito perché questa volta il regista è riuscito a creare un giallo-thriller-western-pulp facendo montare la tensione minuto dopo minuto, infarcendo la storia con i soliti dialoghi al limite del surreale al quale ci ha abituati, inserendo (auto)citazioni dall’inizio alla fine e portandoci piano piano alla soluzione del caso attraverso i vari capitoli nei quali è diviso il film. Sinceramente, non capisco la delusione di parte di critica e pubblico, lo stile di Tarantino si è evoluto negli ultimi anni prima con Bastardi senza Gloria e poi con Django Unchained. Non siamo più ai tempi di Pulp Fiction, gli ultimi film giocano con la Storia che viene riscritta, adattata e distorta (pensare alla fine di Hitler in Bastardi) oppure diventa lo sfondo per mettere in scena gli ultimi “western”. C’è da chiedersi cosa farà la prossima volta (io spero sempre nel terzo capitolo di Kill Bill).

Riuniti gli attori simbolo del cinema tarantiniano: Tim Roth, Michael Madsen e Samuel L Jackson (di gran lunga il migliore, da metà film in poi la sua performance diventa gigantesca come ai tempi di Pulp Fiction) ai quali si possono aggiungere Kurt Russell, James Parks e Zoe Bell (storica controfigura di Uma Thurman). Nota di merito a Walton Goggins e a Jennifer Jason Leigh. Tutti riescono a pronunciare una battuta che entrerà a far parte della lunga serie di “frasi storiche” del cinema di Tarantino. Ce n’è per tutti: bianchi, neri, vecchi, giustizia, Abramo Lincoln.

Basta, andate a vederlo.

Revenant

Posted in cinema by Ares on febbraio 11, 2016

Riuscirà Leonardo DiCaprio a vincere l’Oscar?

revenant

A giudicare da Revenant si direbbe di sì…anche se…premio oscar per questo quando non lo ha vinto per The Wolf of Wall Street (giusto per citare un film a caso)? Premiarlo per il film in cui parla di meno sembra più un riconoscimento alla fatica fatta durante la lavorazione (riprese a -30° eccetera). Va beh, staremo a vedere. Comunque è bravissimo.
Anche Tom Hardy, straordinario nel ruolo del bastardo-cattivo di turno.

The Revenant è una storia di morte e vendetta, ispirata alla vera storia di Hugh Glass che all’inizio dell’Ottocento riuscì a sopravvivere e a tornare dai compagni di avventura. E fin qui ci siamo.

L’impatto visivo del film di Inarritu è spettacolare, l’immensa desolazione degli spazi e della luce naturale meritano ben più di un premio per regia e fotografia. Devo però dire che in alcuni momenti ho pensato di guardare un documentario di National Geographic e non un film drammatico, mi è sembrato una sorta di grande autocelebrazione di tecnica cinematografica.

Il problema, per me, è che il film è di una lentezza a tratti esasperante. Forse l’idea è quella di trasmettere il tanto tempo trascorso nella ricerca e nel compimento della vendetta, tempo che viene scandito dal fuoco che riscalda e rischiara la notte, dai lunghi silenzi e dalla natura che appare spietatamente dura e ostile ma che è anche l’unica speranza alla quale aggrapparsi per sopravvivere dato che gli uomini sono (quasi) tutti dei disgraziati pronti a uccidere tutto quello che si muove attorno a loro.

Si guarda, e può piacere, ma posso capire tutti quelli che escono dalla sala delusi o un po’ annoiati.

Jurassic World

Posted in cinema by Ares on giugno 20, 2015

Son passati 22 anni dal primo disastro a Isla Nublar, ed evidentemente nessuno ha ascoltato Alan Grant, Ellie Sattler e soprattutto Ian Malcolm.

jurassic world

 

Così, dopo aver rimesso in piedi il parco e riportato in vita i lucertoloni estinti ecco la brillante idea: creare un nuovo dinosauro più grande e spaventoso.

Bravi, bell’idea.

Col trucco dell’altra volta (e grazie allo stesso dottor Wu, vero scienziato pazzo della serie) il gioco è fatto, peccato solo che abbiano scelto pessimi animali per completare il dna mancante. Così l’Indominous Rex non è solo grosso e cattivo, ma anche molto furbo ed esce a far festa (leggi “uccidere ogni cosa abbia delle zampe”) tanto che nel giro di qualche ora il disastro è compiuto.

Insomma, Jurassic World soddisfa gli occhi ed è costruito sulla falsariga del primo film. Anzi, alcune scene sono proprio dei richiami a quanto già visto negli altri film della serie (sì, incluso il terzo). Alla fine diverte e continua a far sognare quanto belle e spaventose dovevano essere quelle creature vissute tanto tempo fa. L’unica pecca del film è data dai protagonisti: Chris Pratt e Bryce Dallas Howard non mi hanno per niente convinto, ho sentito la mancanza dei vecchi personaggi, soprattutto del professor Malcolm.

Comunque sia, Jurassic World è promosso, ma temo che abbiano in mente di farne altri col rischio di creare cose davvero imbarazzanti.

Django Unchained

Posted in cinema by Ares on gennaio 31, 2013

Altra conferma (se c’era bisogno) della bravura di Quentin Tarantino.

django

Se vi è piaciuto Bastardi Senza Gloria allora non potrete non apprezzare Django Unchained.

Tarantino si diverte e fa divertire. Non sbaglia nulla: dalla colonna sonora agli attori, dalle location ai dialoghi in cui si possono trovare le digressioni filosofiche che hanno reso immortali i suoi film, Django Unchained scorre per quasi 3 ore senza un attimo di tregua e facendo tenere gli occhi incollati allo schermo.

Battute memorabili, come il breve dialogo tra il nuovo Django (Jamie Foxx bravissimo) e l’originale (Franco Nero che si presta al gioco), le battute sferzanti di un Samuel L. Jackson immenso, il parlar forbito del dottor Schultz (Cristoph Waltz) e un Leonardo DiCaprio perfettamente a suo agio nei panni del ricco proprietario terriero, bianco e schiavista.

L’epica vendetta di Django alla ricerca di chi tiene schiava la moglie ricorda la quest della sposa Uma Thurman in Kill Bill e il commando capitanato da Brad Pitt in Inglorious Basterds, sol oche qui siamo negli USA pre Guerra Civile, in pieno schiavismo e un “negro a cavallo” (cit.) è sempre qualcosa di strano o materia da rendere grottesca. E la bravura di Tarantino si vede anche nei personaggi di contorno, che in questo caso sono anche i classici idioti che fanno una brutta fine…magari dopo averti fatto ridere parlando di sacchetti da mettere in testa…

Adesso mi chiedo che cosa potrà inventarsi Tarantino. Il terzo capitolo di Kill Bill? O tornerà ad omaggiare i film e i generi che ama magari riproponendo qualche vecchio poliziesco anni 70?

Attendo con ansia. Nel frattempo, Django vince.

Battle: Los Angeles

Posted in cinema by Ares on aprile 12, 2011

Allora, quando vedo che sta per arrivare un film del genere “invasione aliena con tanta distruzione e morte e sangue a secchiate” vado su di giri.

Perché il filone catastrofico a base di creature extraterrestri mi ha sempre affascinato, e in fondo uno dei miei più grandi desideri è vedere l’arrivo di alieni incazzati che ci massacrano e ci rubano il pianeta che tanto non ce lo meritiamo.

Quindi, per tornare alla recensione, Battle: Los Angeles è il film che stavo aspettando dopo la delusione di quella cazzata di Skyline.

La storia è questa: un bel giorno di agosto uno sciame di meteoriti si schianta sulla Terra. Ma non sono meteoriti, nossignore, sono in realtà degli alieni che vengono a ucciderci tutti e a rubarci l’acqua. Così un sergente dei marines all’ultimo giorno di servizio viene mandato a recuperare un gruppo di civili in una stazione di polizia in mezzo alla battaglia. Moriranno un sacco di persone, Los Angeles distrutta come altre città nel mondo, i marines non mollano mai, megaretorica militare americana e via…

Poteva essere un bel film, invece no.

Perché gli alieni sembrano più stupidi dei droidi-soldato di Star Wars episodi 1-3; combattono con delle specie di mitragliatrici (viaggiano milioni di anni luce e hanno mitragliatrici???? HAHAHAHHAHAHHAHAHHAAA!!!!!!!!!); per fotterli si usa il solito espediente di Independence Day, perché è ovvio che c’è l’apparecchio che controlla tutto, e bastano 7 marines e un missile per vincere; alla fine è un film-propaganda sui marines buoni ed eroici…evidentemente le truppe americane al fronte hanno bisogno di sostegno morale e Hollywood fa la sua parte.

In realtà credo che i disaster-movie non abbiano più senso dopo Cloverfield. Mi spiego, o meglio vi rimando al commento di Bixx in questa recensione.

Peccato, poteva essere fatto meglio, invece il tutto si riduce a buoni effetti speciali su un war-movie di basso livello con gli alieni più babbei della storia del cinema, con delle scene francamente discutibili (tipo quella dell’alieno ucciso previa vivisezione col marine-medico-nigeriano che dice “non ho mai visto niente del genere”…ma dai, ti prego…).

Voto: mavaccagareva’….

The Wolfman

Posted in cinema, stroncature by Ares on aprile 9, 2010

28/02/2010

The Wolfman è un horror moderno, con un pizzico di gotico, che dovrebbe fare tanta paura.
Poi alla fine non fa tanta paura.
E Benicio Del Toro è molto, molto bravo.
Ma Anthony Hopkins
è di un altro pianeta.
E ricorda, lettore: anche se sei un licantropo che ad ogni luna piena uccide e sbudella un sacco di gente, troverai sempre e comunque una figa che si innamora di te e vuole salvarti la vita, il tuo culo peloso e quelle zanne da tirannosauro che hai.

Ares

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