Le Grandi Recensioni

Queen – A Night at the Odeon

Posted in concerti, dischi, DVD, musica by Ares on novembre 23, 2015

I Queen sono stati una delle band che più di altre ha subito il fenomeno bootleg.

E, tra gli innumerevoli bootleg dei Queen, quello del concerto tenutosi all’Hammersmith Odeon di Londra la sera del 24 dicembre 1975 è senza dubbio il più conosciuto e diffuso. Circola da decenni, in versioni più o meno complete e di qualità più o meno buona. Quasi 40 anni dopo è arrivata nei negozi quella che dovrebbe essere la versione definitiva.

hammersmith75

(breve nota sul packaging: copertina oscena, note interne ridotte all’osso, si sprecano alla Queen Productions…)

Oh, è almeno dal 2009 che si parla di una versione ufficiale di questo concerto…comunque sia, all’epoca era stato appena pubblicato A Night at the Opera e Bohemian Rhapsody stava trasformando i Queen da quartetto di belle speranze a pesi massimi del rock britannico.

In quella sera lontana i quattro non erano certo al top della forma fisica, ma nonostante questo la performance fu memorabile e una delle più amate dai fans. I neofiti o chi pensa che i Queen siano solo Bohemian Rhapsody, Radio Ga Ga e Freddie Mercury morto avranno una bella sorpresa. La scaletta si concentra quasi esclusivamente sulle canzoni dei primi tre album, l’unica eccezione è appunto Bohemian Rhapsody inglobata nel consueto medley iniziale. Suono ben ripulito e rispetto alla registrazione pirata le cose sono migliorate (da dove salta fuori il verso iniziale di The March of the Black Queen che per 40 anni non abbiamo ascoltato? Chi possiede il bootleg sa di cosa parlo).

Purtroppo nel filmato non sono inclusi i bis Seven Seas of Rhye e See What a Fool I’ve Been che invece sono disponibili nella versione cd, questo perché i fenomeni della BBC avevano già messo via tutto. Il filmato venne trasmesso in diretta per la serie Old Grey Whistle Test, programma che doveva durare 60 minuti o si finiva dritti nella Torre di Londra per poi fare la stessa fine di Anna Bolena. Tra i bonus della versione video è incluso il documentario Looking Back at the Odeon oltre tre canzoni prese dal concerto al Budokan di Tokyo del 1 maggio 1975.

In sostanza, una bella strenna pre-natalizia e un favore ai tanti fans ancora in giro per il mondo.

Ultima nota: vuoi vedere che adesso arriveranno i live degli anni settanta a cadenza annuale? Hyde Park ’76, Earls Court ’77, Houston ’77, qualcosa del ’78, Concert fo Kampuchea ’79…staremo a vedere.

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Pink Floyd – Wish You Were Here

Posted in dischi, musica by Ares on settembre 12, 2015

12 settembre 1975

wish_you_were_here

 

…dopo Dark Side of The Moon, prima di Animals…

Wish You Were Here è il secondo grande concept album dei Pink Floyd. L’album dell’assenza, l’album del “fantasma” di Syd Barrett che aleggiava attorno alla band (tanto che il povero Syd non venne nemmeno riconosciuto quando all’improvviso si presentò in studio durante le ultime fasi di lavorazione) e il primo segnale che l’equilibrio tra i quattro membri stava iniziando a rompersi.

Shine On You Crazy Diamond (parts I-V); Welcome to the Machine; Have a Cigar; Wish You Were Here; Shine On You Crazy Diamond (parts VI – IX).

Capolavoro assoluto, uno splendido 40enne.

Queen – Live at the Rainbow ’74

Posted in concerti, dischi, DVD, musica by Ares on settembre 21, 2014

Roba da fans, ma non solo.

Queen Live at the Rainbow 74

Ebbene, dopo anni di pressioni/richieste/preghiere dei fans, dalle parti dei Queen (leggasi Brian May e Roger Taylor) si sono decisi a pubblicare qualcosa di veramente interessante (le ultime versioni del Live at Wembley e il concerto di Budapest ’86 hanno lasciato perplesso me e molti altri in giro per il mondo). Finalmente ecco arrivare in cd/dvd/bluray/vinile la miglior testimonianza audio/video del periodo iniziale della band.

Anno 1974, i Queen pubblicano Queen II e Sheer Heart Attack, ottengono le prime hit in classifica (Seven Seas Of Rhye e Killer Queen) e nei tour che accompagnano gli album finiscono per suonare tre volte al Rainbow Theatre di Londra. C’è stato un periodo in cui non esisteva Bohemian Rhapsody, e nemmeno esistevano We Will Rock You e We Are The Champions. Questo era il loro momento, quello in cui il destino di una band prende la direzione “giusta” e la storia cambia portandola dal semi-anonimato all’essere conosciuta in tutto il mondo.

L’edizione in cd racchiude 2 concerti: il primo risale al 31 Marzo 1974, durante il tour di Queen II, registrazione che originariamente doveva diventare essere pubblicata come album live, e l’altro registrato il Novembre successivo, poco dopo la pubblicazione di Sheer Heart Attack. Il dvd contiene invece solo il concerto di Novembre con qualche bonus-track del concerto di marzo. Tanta roba.

I Queen degli esordi lasciano sempre sorpresi per il sound pesante dominato dalla chitarra di May con tanto di versione embrionale dell’assolo con l’utilizzo dell’effetto eco che nel corso degli anni e’ diventato una delle sue caratteristiche principali.  L’album offre l’occasione di ascoltare delle versioni live di canzoni che sono state suonate pochissimo e poi abbandonate nel corso degli anni (Great King Rat e The Fairy Feller’s Master-Stroke del concerto di Marzo sono le rarità assolute, difficili da trovare anche in bootleg).

Nel dvd/blu-ray e nel cd i neofiti potranno scoprire un aspetto decisamente più aggressivo del quartetto, ben lontano dal sound del concerto di Wembley ’86 e della produzione anni ’80-’90. Ogre Battle, Stone Cold Crazy, Father To Son, Liar e tanto altro del periodo in cui i Queen erano una band a metà strada tra l’hard rock e il progressive e avevano solo fatto intuire cosa sarebbero diventati nel corso degli anni successivi, un periodo di transizione prima dell’arrivo di Bohemian Rhapsody e del primo cambio di rotta.

Qualità audio e video ottima, è stato fatto davvero un eccellente lavoro di pulizia delle tracce. Se vi piacciono gli album live questo non deve assolutamente mancare nella vostra personale discoteca.

Clinton Heylin – All The Madmen

Posted in libri by Ares on aprile 22, 2013

all-the-madmenUn po’ per caso mi è capitato per le mani questo interessantissimo libro scritto da Clinton Heylin che ci riporta a un periodo della storia del rock in cui la follia sembrava aver preso il controllo di molti illustri artisti della musica inglese.

Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta il mondo del rock stava cambiando pelle: l’illusione hippy si era conclusa con Woodstock, i Beatles erano alla fine della loro esistenza, Hendrix e Morrison scomparsi, le sperimentazioni progressive iniziavano a prendere forme inconcepibili.

In questo ambiente esordiva David Bowie, mentre Syd Barrett precipitava chissà dove, col cervello bruciato, cercando di registrare dei dischi aiutato da persone che avevano a cuore la sua condizione ma che si trovarono del tutto incapaci di gestire il diamante pazzo; Pete Townshend e i The Who cercavano di scrollarsi di dosso Tommy e My Generation, una vera ossessione; un personaggio misterioso e poi di culto come Nick Drake che in un attimo si era trovato suo malgrado a fare il cantautore, era rimasto distrutto dai suoi demoni e solo post-mortem è stato rivalutato; David Bowie e il rapporto con la pazzia della sua famiglia, in particolare col fratellastro Terry, e la paranoia di essere anche lui vittima di un DNA difettoso; i Kinks di Ray Davies, un altro che tra esaurimenti, depressione e pazzia in quegli anni cercava di dar voce a quello che si portava dentro; molto altro ancora.

E’ davvero il lato oscuro del rock inglese.

Libro molto piacevole e ricco di aneddoti interessanti, raccontati riportando un buon numero di citazioni dei protagonisti prese da svariate interviste. Una perfetta descrizione di un mondo che non esiste più e di un modo di fare musica che è quasi scomparso.

Soprattutto ci sono tanti spunti interessanti e tante idee riguardo buona musica da ascoltare.

Per appassionati e curiosi.

Pink Floyd – The Dark Side of the Moon

Posted in dischi, musica by Ares on marzo 1, 2013

The Rolling Stones – Black and Blue

Posted in dischi, musica by Ares on agosto 30, 2012

Anno 1976, i Rolling Stones sono in una fase particolarmente felice della loro carriera e vengono da una serie di album assolutamente perfetti, sono abbastanza fatti e fuori di testa da permettersi cose incredibili, fanno concerti più o meno memorabili, Mick Jagger è già proiettato nella megalomania.

Tra le cose folli di questo periodo succede anche che il chitarrista Mick Taylor lascia la band per essere rimpiazzato da Ron Wood. Ora, va detto che è anche merito di Mick Taylor se gli album da Let It Bleed (1969) fino a It’s Only Rock’n’Roll (1974) sono di fatto i migliori lavori della band, ma Taylor in fondo non era mai stato un vero Rolling Stone, troppo bravo e buono, meglio un disgraziato come Wood, degno compagno di merende di Keith Richards…

Quel che viene fuori dalle session è questo:

Black and Blue si ascolta per il puro piacere di ascoltare i Rolling Stones che suonano: 2 ballate straordinarie come Memory Motel e Fool To Cry aggiunte a brani che assomigliano più a jam session tra il reggae (Cherry Oh Baby), la disco (Hot Stuff) e qualche brano più rock tra cui Crazy MamaHey Negrita a cui sono molto legato.

Da notare che in questo Black and Blue c’è anche lo zampino di Billy Preston che accompagnò gli Stones nel successivo tour (esiste un video bootleg di un concerto a Parigi, ve lo consiglio così che vi rendiate conto di che cos’era un concerto della band all’epoca…e in che condizioni si presentavano sul palco) che finì col diventare l’album Love You Live.

40 minuti di puro piacere, un ottimo sottofondo per qualsiasi cosa stiate facendo, incluso scriverne la recensione.

Che aspettate?

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David Bowie – The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars

Posted in musica by Ares on giugno 6, 2012

Buon compleanno Ziggy…

Esattamente 40 anni fa veniva pubblicato uno dei più grandi capolavori del rock, un album che ha segnato un’epoca, forse l’ultimo vero urlo del glam-rock anni 70.

Ancora oggi ascoltare canzoni come StarmanFive YearsRock’n’Roll Suicide o Moonage Daydream e la stessa title-track è un’emozione non da poco, e rivedere il concerto in cui Ziggy Stardust/David Bowie annuncia la sua “fine” è qualcosa che è davvero difficile da spiegare.

Ziggy Stardust non è stato solo la più grande operazione di travestimento operata da David Bowie, è stato anche un momento in cui il rapporto tra fans e artista ha raggiunto una dimensione del tutto nuova e per certi versi inaspettata. Non è stato solo rock’n’roll, è stato teatro, musica e religione. E come tutte le cose belle ha avuto vita breve, causa genialità del proprio autore.

Semplicemente perfetto.

 

Pink Floyd – Obscured By Clouds

Posted in dischi, musica by Ares on giugno 3, 2012

Oggi compie la bellezza di 40 anni uno dei dischi meno conosciuti dei Pink Floyd.

Meno conosciuto non significa che non sia bello, anzi, Obscured By Clouds, come ha più volte dichiarato il batterista Nick Mason, fu un disco straordinario per la band.

Registrato in Francia in circa una settimana, mentre i signori Waters, Gilmour, Mason e Wright erano alle prese con la lavorazione di The Dark Side of The Moon, queste 10 canzoni sono la colonna sonora di La Vallée, dimenticato film di Barbet Schroeder che aveva già commissionato alla band inglese la colonna sonora del suo precedente film More.

L’importanza di Obscured By Clouds sta nel fatto che è l’ultima testimonianza del periodo intermedio dei Pink Floyd, il momento della sperimentazione post-barrettiana e all’alba del’era dei grandi concept album che sarebbe durata fino a The Final Cut.

Perle di inimmaginabile bellezza tra brani strumentali e ballate come Wot’s..uh, the DealStayChildhood’s End, Absolutely Curtains e The Gold Is In The…, un piccolo gioiello capitato per caso e per questo irripetibile.

Buon compleanno!

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Elton John – Honky Chateau

Posted in dischi, musica by Ares on maggio 21, 2012

E’ passato sotto silenzio il quarantesimo anniversario della pubblicazione di questo disco:

Honky Chateau fa parte del gruppo dei grandi capolavori anni 70 di Elton John, un album importante dove sono contenute alcuni dei piu’ grandi classici del geniale cantautore e pianista, in particolare Rocket Man che forse è la sua canzone più celebre in assoluto.

I primi anni 70 sono stati in assoluto il periodo più prolifico e interessante di Elton John, quando, come molti altri, pubblicava un disco all’anno e il resto del tempo lo passava in tour e la creatività era alle stelle e la buona musica che ne scaturiva era semplicemente perfetta. Honky Chateau fu il primo album che fece conoscere Elton John nel mondo e da questo lavoro in poi arrivarono dischi come Goodbye Yellow Brick Road e Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy.

In piena epoca progressive, quando il mondo era dominato dai Led Zeppelin e pochi mesi prima dell’inizio dell’era dei concept album dei Pink Floyd, si fece strada un personaggio bizzarro che avrebbe fatto sentire la sua voce e il suo pianoforte per decenni.

Da (ri)scoprire, anche 40 anni dopo.

Neil Young – Harvest

Posted in dischi, musica by Ares on marzo 31, 2012

Questo ha da poco compiuto 40 anni…

Neil Young in versione country rock folk nella sua massima espressione.

Harvest e’ un capolavoro senza tempo, perfetto, semplice, equilibrato, pacifico. E con canzoni molto importanti e che hanno fatto versare tanto inchiostro al tempo (Alabama e la polemica antirazzista su tutte, e la conseguente risposta dei Lynyrd Skynyrd).

E poi The Needle and the Damage Done, dedicata agli artisti scomparsi causa eroina, Out On The Weekend e Heart Of Gold che ancora oggi dovrebbero essere materia di studio per giovani chitarristi in erba.

E la conclusiva cavalcata Words (Between the Lines of Age) con le chitarre che urlano.

Da riascoltare subito, se invece siete tra i pazzi che non lo hanno mai ascoltato…beh, non e’ troppo tardi.

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