Le Grandi Recensioni

Blade Runner 2049

Posted in cinema by Ares on ottobre 19, 2017

Grazie Denis Villeneuve.

Per il coraggio che hai avuto: accettare di confrontarsi con uno dei più grandi film della storia del cinema non è da tutti, ci vuole davvero un coraggio da leone.

E grazie perché hai creato un degno erede dell’opera originale di Ridley Scott. Non un capolavoro, sia chiaro: non credo che nel 2047 saremo ancora qui a parlare di questo film ricordandoci le battute esattamente come si fa con il primo, unico, inimitabile film.

Blade Runner 2049 ha molto dell’originale, come le atmosfere opprimenti e angoscianti (la Los Angeles e l’umanità del 2049 fanno ancora più schifo). Non serve capire perché quel mondo sia così, lo è e basta (in Youtube comunque si trovano i cortometraggi che hanno accompagnato l’uscita del film e che spiegano alcuni dettagli della storia). E in questo mondo orribile umani e replicanti si mescolano, si parlano, si cercano, si amano e si odiano. Soprattutto, si confondono. E Villeneuve è bravo a insinuare dubbi negli stessi personaggi e nello stesso spettatore.

Il legame con il primo film è fortissimo, non solo per la presenza di Rick Deckard/Harrison Ford, non solo per le ambientazioni ma anche per il senso di desolazione e rassegnazione umana e non.

Cast perfetto: Ryan Gosling, Harrison Ford, l’inquietante Jared Leto, Robin Wright, replicanti e ologrammi.

Ho già letto qualche critica: chi punta il dito contro la trama, chi ripete “ma l’originale è un’altra cosa” (va beh, grazie, lo avevamo capito), chi critica la regia accusandola di essere piatta e lenta (per me no). L’unica critica che faccio è solo rivelare il mio timore che so essere condiviso da altri: vi prego, NON fatene un altro. Non ripetete gli errori fatti con Alien e con altri film. Lasciate Blade Runner così com’è.

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Star Wars Episodio VII – Il Risveglio della Forza

Posted in cinema, mezze stroncature by Ares on dicembre 18, 2015

Ho fatto finta di niente fino a un mese fa, quasi non volessi aver più nulla a che fare con Star Wars dopo la seconda trilogia (che col passare degli anni sopporto sempre meno).

Poi, vinto dai trailer, ho deciso di acquistare il biglietto: 16 dicembre, ore 16:30 (primo spettacolo presso il multisala prescelto) ed evitare così le minacce di spoiler.

Buio in sala.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

star-wars-il-risveglio-della-forza

Pensavate che fosse tutto finito con la seconda Morte Nera distrutta in orbita della luna boscosa di Endor? Pensavate che fosse tutto finito con la morte dell’Imperatore e di Darth Vader?

Sì. Io lo speravo ancora di più dopo aver visto gli episodi 1, 2 e 3.

E dopo aver visto il settimo episodio ne sono ancora più convinto.

Perché credo di aver visto una sorta di remake degli episodi precedenti, tutto condensato in 2 ore e con personaggi dai nomi diversi (ma in fondo sono gli stessi) più qualche vecchio protagonista messo lì più per volere dei fans che per altro.

Andiamo con ordine AVVISO SPOILER – SE NON AVETE VISTO IL FILM ALLONTANATEVI O APRIREMO IL FUOCO

Prima curiosità: i vecchi personaggi hanno ripreso i nomi originali. Jan Solo è Han Solo, Leila è Leia e così via.

Non c’è un eroe, ma c’è un’eroina (non quella di Trainspotting): evidentemente a Hollywood va di moda avere delle giovani donne, possibilmente attraenti, che volenti o nolenti diventano l’ago della bilancia e protagoniste dell’avventura. In questo senso Rey, interpretata dalla semisconosciuta e brava Daisy Ridley, assomiglia molto alla Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) di Hunger Games. Una novella Luke Skywalker tanto che il suo legame col vecchio maestro verrà, come si intuisce, spiegato tra un paio d’anni (Episodio VIII). Ah, questa scopre la Forza e in due secondi riesce anche a fronteggiare (e sconfiggere) il cattivo di turno con tanto di spada laser appartenuta a Luke (ma come? La spada è blu, e sappiamo che la spada blu di Luke è precipitata nel vuoto assieme alla sua mano alla fine de L’Impero Colpisce Ancora, boh). Rey vive in un posto inutile in mezzo al deserto e aspetta qualcuno, “la mia famiglia” dice lei. Anche Luke abitava in un posto ugualmente inutile e aspettava qualcosa (voleva andarsene, poi gli hanno carbonizzato gli zii e allora si è unito a Obi Wan Kenobi). Lei si sposta con una specie di sprinter, come Luke. È una bravissima pilota, come Luke. Solo una coincidenza, mica si saranno accorti delle somiglianze tra i personaggi in fase di stesura della sceneggiatura, no?

Il cattivo è Kylo Ren, figlio di Han Solo e della Principessa Leila. Si capisce come sia stato padawan di Luke salvo poi incazzarsi e mandare tutto a puttane irretito dal Lato Oscuro. Kylo Ren (nato Ben Solo) sembra un ragazzino con tanti problemi coi genitori, un brutto carattere e incapace di gestire la rabbia. In sostanza è uguale ad Anakin Skywalker/Darth Vader che venera coma una divinità senza averne un briciolo del carisma/potere. Voglio dire: quando c’erano problemi o imprevisti Vader camminava, diceva due parole e poi strangolava il malcapitato di turno. Kylo Ren invece sguiana (?) la spada laser e spacca tutto. Si fa infinocchiare da Rey perché probabilmente all’epoca dell’apprendistato da Skywalker lei era più in gamba di lui (girl power!), o forse perché sotto sotto lui è innamorato di lei (e se fanno una cazzata del genere sarà solo per volere della Disney). In questo film lui è (o dovrebbe essere) il cattivo spaccaculi, ma finisce col farsi prendere a calci in culo da lei che non sa una mazza. Sa solo uccidere suo padre in un vero colpo di scena che rimanda alla morte di Obi Wan nell’episodio IV (e questo mi fa pensare che Harrison Ford abbia fatto questo film solo perché implorato dalla produzione alla disperata ricerca di un collegamento con la trilogia originale). Se non avete capito, ve lo ripeto: Han Solo muore. Trafitto dalla spada laser del figlio e gettato nel vuoto. E suo figlio è uno sfigato.

Poe Dameron: interpretato da Oscar Isaac, una sorta di pistolero/cowboy che arriva col suo caccia e spacca tutto. È simpatico e me lo vedo come nuovo Han Solo di questa nuova trilogia.

Il droide BB-8: è buffo e, ma guarda un po’, nasconde una cosa importantissima che serve tipo a tutti: il Primo Ordine gli sta dando la caccia mentre gli altri vogliono portarlo a casa (stessa cosa di R2D2 nell’episodio IV).

Finn: stormtrooper imperiale pentito, diventa amico di Rey (e forse lui vorrebbe altro). Eroe suo malgrado, farà di tutto per aiutare la giovane. Bell’esempio di amicizia tra un ragazzo nero e una ragazza bianca nel segno dell’amore e della fratellanza (buonismo Disney?). Mi sono sempre chiesto: nell’universo di Star Wars ci sono un sacco di alieni, perché non usare una di quelle centinaia di razze per un nuovo eroe? Mica c’è solo Chewbacca.

Il generale Hux del Primo Ordine sembra una checca isterica. La mega adunata ricorda i nazisti di Iron Sky.

Il supremo capo del Primo Ordine via ologramma appare in formato gigante. E’ Gollum, si sa solo che il figlio di Han Solo è diventato quello che è anche per colpa sua.

Capitan Phasma: è Brienne di Tarth, solo che è coperta da una maschera. Senza spadone e fuori dai confini di Westeros perde tutto.

La base Starkiller: è una super Morte Nera (risucchia una stella e con un solo colpo spazza via diversi pianeti) costruita all’interno di un pianeta e col solito punto debole sgamato in un baleno e opportunamente utilizzato per distruggerla. L’Alleanza aveva distrutto DUE VOLTE la Morte Nera, possibile che quelli del Primo Ordine non abbiano capito niente dagli errori passati dell’Impero?

Han Solo: ruba la scena. Il vecchio Harrison Ford è diverse spanne sopra tutti, anche senza cappello da Indian Jones. La scena tra lui e Kylo Ren in cui il padre cerca di redimere il figlio è l’apice del film e il grande colpo di scena dell’episodio VII.

Leila: non più principessa, ora è generale. Invecchiata male, alla disperata ricerca del fratello e del figlio, perderà il grande amore della sua vita. Ma da vecchia saggia sembra avere un buon ascendente su Rey.

Chewbacca: il solito Ciube, una garanzia, e anche lui sarà una spalla importante per Rey.

I vecchi droidi C3PO e R2D2: il primo è inutile, il secondo si sveglia misteriosamente alla fine del film per dirci dove si trova padron Luke.

Appunto, e Luke Skywalker? Il vecchio Jedi adesso fa l’eremita a Skellig Michael e spera che tutti si siano dimenticati di lui. Appare solo alla fine, non dice una parola, ma quando Rey lo trova e gli mostra la spada laser capisce di essere di nuovo in ballo. Spero che chieda a qualcuno chi e come è riuscito a ritrovare la sua vecchia spada laser e se c’era ancora la mano attaccata.

Il film per fortuna ha tutto di Star Wars: astronavi, pianeti strani, buoni contro cattivi, alieni, mostri, attimi di pausa che fanno sorridere, il conflitto interiore che anima alcuni dei personaggi. C’è tutto quello che ha reso Star Wars la più straordinaria saga del cinema nonché un fenomeno di cultura popolare che non conosce crisi e che, anzi, continua a raccogliere nuovi fans. Bravo Abrams per aver usato tanti modellini e non aver sacrificato la magia sull’altare della computer grafica; a proposito, i nuovi/vecchi caccia X-Wing e Tie Fighter hanno un sacco di dettagli in più e sono veramente belli cosi come le scene delle battaglie aeree. Il Millennium Falcon ha ancora problemi col motivatore dell’iperguida, ma è il pezzo di ferraglia più veloce della galassia. La regia di Abrams è perfetta per film del genere.

La cosa che mi fa male è vedere poca originalità nella trama: ci sono troppi richiami alle situazioni dei vecchi film, troppe cose che sono semplicemente rifatte. Sarebbe stato più interessante capire come si è giunti alla situazione Primo Ordine vs Resistenza/Repubblica, non voglio aspettare altri due film perché temo che questo sia un aspetto che non verrà trattato adeguatamente. Avrebbero dovuto investire molto di più su questa parte della trama.

Ma il problema davvero grosso è un altro, e purtroppo va ad intaccare l’elemento fondamentale dell’universo di Star Wars.

La Forza. I maestri jedi, e penso a Qui Gon Jin e Obi Wan Kenobi, Yoda e Mace Windu fino agli Skywalker hanno dovuto intraprendere un addestramento lunghissimo prima di padroneggiare i propri poteri. Rey invece sfiora la spada laser, ha dei flashback che chiariscono parte del suo passato e all’improvviso inizia a fare cose impensabili: dall’uso della voce per farsi liberare a resistere agli attacchi di Kylo Ren arrivando a sconfiggerlo dopo aver preso in mano la spada per la prima volta. Si capisce che la Forza scorre potente in lei, ma i sei film precedenti ci hanno insegnato che la Forza è talmente potente che senza addestramento è impossibile da controllare, addirittura impossibile da percepire, ed è facile venirne distrutti. Per quanto mi riguarda questa è una grave pecca, come può Rey avere una simile padronanza se, da come si vede nei suoi ricordi, è stata abbandonata su Jakku che era solo una bambina? Troppo poco esperta. Forse deve esser cosi perché scopriremo che Rey farà ciò che doveva fare Anakin, ovvero riportare l’equilibrio nella Forza? Restiamo in attesa.

Sinceramente mi aspettavo di meglio, ma non voglio credere alla morte della saga. Voglio credere invece che sia l’inizio di un’ultima grande avventura che, ahinoi, dovremo aspettare ancora per tanto tempo prima di vederne la fine. L’appuntamento con l’episodio VIII è fissato per il 26 maggio 2017, che la Forza sia con voi.

Andy Weir – L’Uomo di Marte

Posted in libri by Ares on giugno 5, 2015

uomodimarte Un caso letterario e il soggetto per il nuovo film di Ridley Scott in arrivo al cinema nei prossimi mesi.

Era da tempo che volevo leggerlo, grazie a un’irrinunciabile offerta Amazoniana ho scaricato la versione ebook e…

…l’ho divorato.

Non è sbagliato considerare L’Uomo di Marte (titolo originale The Martian) come una sorta di Castaway in versione marziana. Le(dis)avventure descritte in forma di diario di bordo dal malcapitato Mark Watney sono presentate in modo incalzante e con piglio scientifico come d’altra parte si converrebbe a un autentico scienziato astronauta spedito nello spazio e rimasto solo sul pianeta rosso. Weir è bravo anche a sdrammatizzare dipingendo il naufrago spaziale come un burlone (o un idiota, dipende dai gusti).

Le questioni scientifiche (fisica, algebra, botanica, chimica…i nerd si divertiranno) e la lotta per la sopravvivenza sono intervallate da quanto succede sulla Terra (e non solo) senza che il ritmo della narrazione rallenti o si perda.

Adesso bisogna solo sperare che l’autore di Prometheus non mandi in vacca tutto…

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Interstellar

Posted in cinema by Ares on novembre 16, 2014

Rage against the dying of the light

interstellar

Film che inevitabilmente divide pubblico e critica tra osannatori e stroncatori. Se non lo avete visto non continuate la lettura (spoiler in arrivo).
Non mi sento di potermi schierare con nessuna delle due fazioni: Interstellar ha sicuramente degli enormi pregi e Nolan conferma la sua bravura, ma ci sono anche delle incongruenze e/o buchi nella sceneggiatura che non possono non lasciare l’amaro in bocca o quantomeno un senso di scoramento per le mancate risposte.

Cosa ha voluto (o cercato di) dirci Christopher Nolan con Interstellar? Che potremmo salvare le persone che amiamo anche nel modo più impensato e l’Amore vince su tutto (bah…)? O che faremmo meglio a trattare bene questo pianeta perché non abbiamo un’altra casa e sarà molto difficile andarsene dalla Terra e colonizzare altri pianeti (molto più sensato e realistico)? Il regista dice che e’ un film ottimista e ricco di speranza…

Vero, ma questo e’ solo un film.

Nella realtà saremmo tutti fottuti.

Di sicuro dice che se spedisci una sonda su un pianeta di un’altra galassia, e questo pianeta e’ vicino a un buco nero, NON devi andare a recuperarla.
Ci dice anche che se spedisci Matt Damon su un altro pianeta della stessa galassia del pianeta precedente e vai a salvarlo lui cercherà di ucciderti. E questo perché Matt Damon e’ Jason Bourne. Se vi interessa scoprire cosa non va davvero in Interstellar leggete questo post.

Domande fondamentali: Interstellar e’ un bel film? Un capolavoro? O una cagata pazzesca (cit.)? Direi che e’ un buon film; non credo sia un capolavoro e nemmeno che sia una cagata pazzesca.

Recitato in modo impeccabile, con McConaughey in stato di grazia assoluta e ottimamente supportato da Anne Hathaway, Michael Caine e Jessica Chastain. Scenografia spettacolare e “kubrickiana” al punto giusto (Saturno e la pioggia, straordinario). Colonna sonora eccellente come in ogni film di Nolan. Citazioni colte letterarie (Dylan Thomas, che classe) e non (inevitabili i riferimenti a 2001). Ma questi sono solo aspetti tecnici.

Il resto (e quindi il giudizio definitivo) e’ ancora poco chiaro.

Gravity

Posted in cinema by Ares on novembre 3, 2013

Premessa: in questo film l’utilizzo del 3D e’ stato fatto in modo intelligente. Tranquilli, per la legge dei grandi numeri prima o poi salta fuori un film che in 3D risulta bello. La bellezza delle immagini del nostro pianeta ripreso dallo spazio e’ impareggiabile, vorremmo tutti andare lassù a farci un giro, dimenticando per un attimo che non esiste ambiente più ostile di quello che si trova fuori dall’atmosfera.

Detto questo,

gravity

Gravity e’ l’ultima opera del messicano Alfonso Cuarón, già autore di I Figli degli Uomini (‘nsomma…) e di quello che si dice essere il miglior episodio cinematografico della saga di Harry Potter (mai visto o letto, quindi non giudico).

Lasciamo perdere tutte le imprecisioni, inesattezze, errori grossolani che ricorrono nel film. Si tratta di cinema, non di un manuale di fisica o astronomia. Ergo, se davvero accadesse qualcosa del genere NESSUNO sopravviverebbe, tanto meno una specialista di missione che sulla Terra e’ un medico d’ospedale e di certo non ha un addestramento specifico come potrebbe averlo uno che di mestiere invece fa il pilota dello Shuttle. Anzi, probabilmente il panico di ritrovarsi da soli, in orbita a 600 km dal suolo, senza navetta per tornare a casa e con l’ossigeno quasi esaurito sarebbe abbastanza da far venire un infarto istantaneo. E fine.

Ma siamo al cinema, quindi va tutto bene. E allora Sandra Bullock (mai piaciuta o sopportata, ma regge il film da sola, straordinaria) aiutata da George Clooney che vuole fare il figo (ma fa anche il pilota saggio ed esperto e pieno di buoni consigli), riesce non solo a raggiungere stazioni spaziali e capsule di salvataggio evitando catastrofi, ma riesce anche a vincere la disperazione della solitudine e il silenzio cosmico.  E a proposito del silenzio mi torna in mente il trailer del primo Alien, quello di Ridley Scott: in space no one can hear you scream.

E’ un bel film? Per gli occhi e’ uno spettacolo, ma va visto solo al cinema. La “trama” e’ semplice al punto giusto. Le imprecisioni (tantissime, se conoscete un minimo di astronomia e fisica) se ne vedono a pacchi e si potrebbe farne un lungo elenco. I paragoni con Kubrick sono insostenibili, preferisco affiancare Gravity ad altre opere come Moon o Solaris (l’originale).

Promosso? Certo.

Voto? Sufficienza piena, anche qualcosa in più.

Pacific Rim

Posted in cinema by Ares on agosto 1, 2013

Guillermo Del Toro si conferma come uno dei registi più visionari e folli del mondo.

pacific-rim

Se fate parte della generazione cresciuta a pane e robot giganti che lottano contro mostri giganti usciti dalle viscere della Terra allora non potrete non apprezzare Pacific Rim.

Del Toro rende omaggio alle creazioni di Go Nagai e ai mostri Kaiju giapponesi con ulteriori richiami a Gundam, Godzilla, Robotech e tanti altri.

La storia è semplice: la Terra a intervalli regolari viene visitata da mostri grandi come un grattacielo che sono qui solo per ripulirla e far strada ai veri bastardi. I terrestri sono quindi costretti a creare dei mostri a loro volta, sotto forma di robot giganti comandati a coppie di piloti, interconnessi a livello neurale (tipo Avatar, ok?).

Risultato? Botte da orbi, morte e distruzione, drammi, bullismo a livelli impensabili, finale pirotecnico.

I primi 10 minuti di film sono una delle cose migliori della fantascienza di ultima generazione.

Sono sempre più sbalordito dai livelli raggiunti dalla computer-grafica: i combattimenti ma soprattutto i dettagli delle creature e dei robot sono pazzeschi.

Insomma, due ore di puro divertimento, quelle che servono al termine della giornata lavorativa.

Oblivion

Posted in cinema by Ares on luglio 27, 2013

Alla fine ho ceduto e l’ho guardato…

Oblivion-poster-II

Premesso che il filone post-apocalittico con la Terra distrutta e abbandonata mi ha sempre affascinato, Oblivion alla fine risulta essere il perfetto antidoto a quelle giornate in cui tutto non va come deve andare.

Spegni il cervello per 2 ore e ciao.

Oppure ti addormenti, e non c’e’ nulla di male…

Chiaro, no?

p.s. qualcuno fermi Tom Cruise, vi prego, non se ne può più.

Cloud Atlas

Posted in cinema by Ares on marzo 22, 2013

Allora, vediamo un po’…

Cloud Atlas

mmm…boh?

Capolavoro o cagata pazzesca?

E soprattutto: cosa vuole dirci questo film? Che se la tua vita è un inferno è colpa di qualcuno che ha fatto il bastardo 500 anni prima? Forse il messaggio è contenuto nella frase di Sonmi-451 “La nostra vita non è nostra. Da grembo a tomba siamo legati ad altri passati e presenti, e da ogni crimine e ogni gentilezza generiamo il nostro futuro.” o qualcosa del genere.

O vuole dirci altro? Qualcosa di ben più profondo che io non ho colto?

“Certo che non l’hai colto, capra ignorante!” direbbe Sgarbi.

Qualcuno lo ha visto? Qualcuno ha qualche idea?

Looper

Posted in cinema by Ares on febbraio 4, 2013

Paradossi spazio-temporali? Grazie!

Looper-poster

Looper è un film molto ben costruito che sfrutta l’idea di viaggiare nel tempo per controllare affari, eliminare gente scomoda e a volte se stessi.

Quindi, in un futuro non troppo lontano, il nostro “eroe” Joe si troverà a combattere contro Joe, per salvare il mondo, forse, da una specie di demonio che se lasciato crescere potrebbe rovinare la festa a tanti.

In sostanza, bisogna fermare il futuro perché non faccia cazzate nel presente…che è il passato del futuro. E il futuro va fermato combattendo contro il passato per impedirgli di diventare quel futuro, quindi bisogna cambiare il corso degli eventi e [lo portano via…]

Chiaro, no?

Insomma, se vi piacciono fantascienza e paradossi Looper è il film che fa per voi.

Joseph Gordon-Levitt sembra un po’ insipido, ma se la cava.

Bruce Willis fa le cose essenziali che fa nei suoi film.

Emily Blunt si fa guardare, eccome.

Il bimbo che interpreta Cid è il più bravo di tutti.

Prometheus

Posted in cinema, mezze stroncature by Ares on ottobre 16, 2012

Ho visto l’ultima fatica di Ridley Scott.

E sono molto, molto perplesso.

Non si discute l’impatto visivo o la base della storia di cui ormai si sa tutto o quasi (grazie al fatto che i film in Italia vengono distribuiti in modo ridicolo), quello che mi lascia dubbioso è la resa, i dettagli, il cast, e un sacco di altre scelte che inevitabilmente mi portano a non poter considerare Prometheus come un buon film.

O meglio, sarebbe anche buono, ma da una megaproduzione del genere e soprattutto da chi ha portato sugli schermi Alien (il primo e l’unico davvero bello) e Blade Runner pretendo molto di più.

Ok, non è un vero prequel di Alien, e questo ce lo ha detto lo stesso regista, ma la sostanza non cambia.

Il film è piatto, non decolla e non bastano alcune scene splatter che ci riportano a certi episodi anni 80 a salvarlo. Non bastano le creature, o la ricerca dei creatori, gli accenni filosofici. Non basta nemmeno Charlize Theron in tuta aderente.

Salvo Michael Fassbender nel ruolo del robot David, gli altri del cast francamente non lasciano il segno soprattutto l’insipida Noomi Rapace che qualche avventato aveva cercato di far passare per la nuova Sigourney Weaver/Ellen Ripley.

Prometheus sa di occasione mancata, bastava poco per renderlo memorabile, invece lo guardi, passi 2 ore cercando di non addormentarti e alla fine pensi di aver buttato via tempo e soldi per il biglietto (a meno che uno non se lo sia guardato in lingua originale scaricandolo da qualche parte nel vasto mondo della Rete per poi eliminarlo).

Bah…voto 5, e speriamo che non facciano dei sequel.

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