Le Grandi Recensioni

Soundgarden – Superunknown

Posted in dischi, musica by Ares on agosto 31, 2014

Il 2014 segna il ventesimo compleanno di:

superunknown

All’epoca conoscevo poco i Soundgarden. A parte Rusty Cage e Jesus Christ Pose i cui video giravano per MTV, non conoscevo altro dei loro album. Ero più concentrato su Alice In Chains e Nirvana e una manciata di altre band contemporanee e non solo; ero più impegnato ad imparare i rudimenti della chitarra; c’era il ginnasio e bisognava studiare per avere in cambio qualche attimo di libertà concesso dai genitori (altri tempi) e, in sostanza, i Soundgarden erano solo uno dei tanti gruppi che venivano da Seattle. Erano uno dei gruppi che facevano “grunge”.

Poi, un giorno, vidi quel video e ascoltai per la prima volta nella mia vita quel riff di chitarra.

Spoonman.

E molte cose cambiarono.

Rimasi sconvolto. E Spoonman era, è e resterà sempre la mia canzone preferita dei Soundgarden.

L’album fu un regalo di compleanno, feci una fatica immane a capirlo ma l’impatto fu comunque devastante. Non solo per Spoonman: non posso non citare Let Me Drown e Fell On Black Days, ovviamente Black Hole Sun, 4th Of July e la title-track.

E nel corso degli anni, avendo scoperto e ampliato le conoscenze musicali, ho potuto apprezzarne ancora di più la grandezza e cogliere i riferimenti ai maestri del passato (Black Sabbath e Led Zeppelin su tutti). Sono passati 20 anni, ma lo ascolto ancora e continuo a cogliere cose che mi erano sfuggite, piccoli passaggi, anche una singola nota fatta dalla chitarra in un particolare punto di una qualunque canzone. I dettagli.

Superunknown e’ stato l’apice dell’ondata rock di Seattle, probabilmente il “canto del cigno” del grunge,

Dettagli che rendono Superunknown un disco monumentale, uno degli ultimi veri, autentici capolavori del rock. Non è un album da ascoltare, questo va divorato, assimilato in ogni sua parte e poi ancora riascoltato e avanti così. Ad libitum.

Annunci

Black Sabbath & Soundgarden live in Berlin 08-06-2014

Posted in concerti by Ares on giugno 9, 2014

Trasferta berlinese per incontrare la vecchia socia e insieme andare a vedere Soundgarden e ai Black Sabbath.

Premessa: personalmente sono andato soprattutto a rendere omaggio a Tony Iommi e al suo strapotere chitarristico.

Detto questo

IMAG0354

(i Soundgarden ce li siamo visti da vicino, in mezzo all’imbalsamato pubblico tedesco)

IMAG0360

(i Black Sabbath, o “quello che resta di Ozzy Osbourne”, ce li siamo visti in gradinata: dopo aver preso da bere non siamo più riusciti a scendere nda)

Wuhlheide è un’arena naturale nel mezzo di un parco della periferia sud-est di Berlino, si arriva molto facilmente, tiene un sacco di gente ed è tutto organizzato in modo tedesco (aquile, dobermann, filo spinato, rotaie, il solito…). In verità con l’arena strapiena la situazione risulta caotica, per riuscire a prendere da bere si fanno code interminabili e il caldo pazzesco non ha fatto altro che aumentare la sete di tutti con conseguente area ristoro intasata.

Ora, passiamo alla fredda cronaca. Il concerto parte con i Soundgarden orfani di Matt Cameron: qualcuno ha sentito la mancanza di Matt Cameron? No. I tre superstiti hanno infilato Jesus Christ Pose, SpoonmanRusty Cage e Outshined all’inizio, tanto per far capire l’andazzo. 10 canzoni per un’oretta circa con grande spazio per la produzione di Superunknown che ha compiuto 20 anni e concluso con Beyond The Wheel recuperata dai tempi di Ultramega OK. Eravamo a pochi metri dal palco, in zona calda, ma il pubblico tedesco evidentemente ha problemi nel mostrare le proprie emozioni.

Pausa per recuperare le forze, salire la gradinate, fare coda per mangiare e bere ed entrano in scena i Black Sabbath.

Prima cosa: il suono della chitarra di Tony Iommi e’ devastante e lui si aggira per la sua zona di palco con flemma inglese, snocciolando riff e assoli con una naturalezza estrema, ovviamente vestito di nero, vero motore dei Sabbath.

Seconda cosa: Geezer Butler se ne sta dalla sua parte, anche lui ha un suono imponente e quando improvvisa un assolo di basso condito di wah-wah si aspetta solo l’inizio di N.I.B. che puntualmente arriva e ci fa ringraziare il demonio per averci regalato attimi meravigliosi.

Terza cosa: alla batteria siede Tommy Clufetos, batterista di Ozzy, che picchia come un dannato e fa il suo onestissimo dovere, incluso un assolo molto tirato che precede Iron Man.

Quarta cosa: la nota dolente (e in questo caso stonata). Ozzy Osbourne non ce la fa. Voglio dire, quando becca la tonalità della canzone tutto fila liscio, ma spesso l’esecuzione e’ stata altalenante. Purtroppo l’impressione e’ quella di un vecchio fattone rincoglionito che sta sul palco solo per il suo nome e non certo per come porta avanti lo spettacolo. E’ simpatico, fa ridere, ma forse e’ giunta ora di smettere? Under The Sun e’ stata imbarazzante e non e’ stata l’unica…

Hanno iniziato con War Pigs e Into The Void, hanno recuperato una chicca come Dirty Women da Technical Ecstasy, un paio di pezzi dall’ultimo album (Age Of Reason e God Is Dead?), Snowblind, Fairies Wear Boots, Children Of The Grave e l’ovvia chiusura con Paranoid.

Sarebbe stato tutto perfetto, peccato per il povero Ozzy.

Soundgarden – King Animal

Posted in dischi, musica by Ares on novembre 14, 2012

I giganti del grunge made in Seattle sono tornati.

Un ritorno atteso da molto tempo, addirittura 16 anni sono passati dall’ultimo lavoro in studio dei Soundgarden, Down On The Upside.

Oggi si parla di King Animal, il nuovo lavoro

Arrivatomi in formato deluxe, con 3 bonus tracks che in realtà sono demo di canzoni già presenti nel disco (e mi chiedo perché Amazon avesse descritto il bonus come tracce live registarte al concerto di Rho dello scorso giugno…va beh…), mi sono sentito emozionato e felice come quando da “bravo” adolescente mi accingevo ad ascoltare il nuovo album dei miei beniamini dell’epoca…ho pensato “chissà se l’energia è rimasta la stessa, se i riff hanno ancora qul tocco maligno, se usano ancora quei tempi così strani e difficili, chissà chissà chissà…”

E dopo 3 canzoni ho capito che i Soundgarden sono ancora vivi, vegeti, pieni di energia e in poche parole non hanno perso per strada il loro modo di far musica. Soprattutto le 13 canzoni nuove tra cui il singolo Been Away Too Long che apre il disco, assente invece Live To Rise che faceva da colonna sonora al film The Avengers (giustamente, nulla a che fare con il mood del disco nda), sono ben scritte e strutturate e suonate in modo impeccabile. Tutti hanno contribuito a scrivere musica e testi e tutti hanno creato qualcosa che è Soundgarden al 100%. Chris Cornell urla come un pazzo, Ben Shepherd e Matt Cameron pestano come pazzi e si dilettano in cori e comparsate in altre vesti (Cameron suona il moog in Blood On The Valley Floor e  Eyelid’s Mouth e Shepherd si diverte alla chitarra in Attrition), Kim Thayil invece è accreditato come “lead and color guitar” che dice più di ogni altra cosa (e per me resta uno dei chitarristi più sottovalutati degli ultimi 30 anni di rock) e ci regala un paio di canzoni degne di nota come A Thousand Days Before e Blood On The Valley Floor. C’è anche il vecchio amico Mike McCready dei Pearl Jam tra gli ospiti, sia mai che ci dimentichiamo dei compagni di merende giù a Seattle…

Partenza spedita grazie alla già citata Been Away…cui seguono Non-State Actor e By Crooked Steps che ci riportano in un territorio musicale ben conosciuto e atteso da anni. L’album prosegue senza cadute di tono, anzi, rimane incalzante e in alcuni punti anche oscuro, e proprio qui risiede il suo fascino. Un fascino ancora attuale nonostante la musica di questo inizio millennio sia dominata da fenomeni da baraccone. Notevole, davvero notevole sentire come l’alchimia tra i 4 non sia stata scalfita dal tanto tempo passato. Al concerto di Rho ero rimasto ben impressionato, ma in fondo avevano suonato una sorta di greatest hits dal vivo e per capire lo stato di forma autentico aspettavo con ansia le nuove canzoni, e adesso devo dire di essere davvero contento del risultato.

Questi signori vengono da un altro mondo e per troppo tempo ci hanno lasciati soli.

Ma adesso che sono tornati spero che abbiano voglia di restare qui a farci compagnia ancora per tanto tempo.

Bentornati, Soundgarden…

Soundgarden Live in Rho – Milano 04-06-2012

Posted in concerti by Ares on giugno 5, 2012

Gente che invecchia bene, questa è la prima cosa che mi viene da dire dopo aver assistito all’esibizione dei Soundgarden nella zona dell Fiera di Rho…

E la foto purtroppo non può farvi capire molto, ma vi assicuro che i signori Cornell, Cameron, Shepherd e Thayil sono in ottima forma. Suonano sempre alla grande e soprattutto si divertono.

2 ore circa di concerto aperto da Searching With My Good Eye Closed e Spoonman e chiuso da Jesus Christ Pose e Slaves and Bulldozers in cui Chris Cornell ha dato sfogo a tutta la sua rabbia vocale. A proposito del cantante, devo dire che rispetto a quando lo vidi a Milano nel 2007 vocalmente sta molto meglio, e questo è un bene per tutta l’umanità.

In mezzo sono passati i grandi classici e alcune perle del passato come Gun, una carrellata lungo tutta la carriera della band in cui ha trovato spazio anche l’ultimo singolo Live To Rise che dal vivo rende molto meglio rispetto ai passaggi in radio.

Scenografia essenziale, poche parole e tanta tanta musica che ha riportato il pubblico a un’epoca che sembra lontana anni luce, quando la musica veniva (ancora) prima di ogni altra cosa.

Bentornati, Soundgarden. Adesso non lasciateci più e fateci avere presto qualche cosa di nuovo.

Chris Cornell – Songbook

Posted in dischi, musica by Ares on gennaio 3, 2012

In attesa di novità dal pianeta Soundgarden, Chris Cornell torna armato di chitarra e voce e ci regala Songbook.

Una manciata di canzoni, tra cui brani di Soundgarden, Audioslave, Temple Of The Dog e alcune interessanti cover come Thank You e Imagine che il nostro eroe si diverte a proporre in solitudine.

E’ roba per appassionati del genere ed estimatori dell’artista, ma una cosa è certa: quest’uomo canta ancora da dio, e in versione “solitario menestrello” rende al massimo.

Da brividi, se vi è piaciuto il superbootleg “Unplugged in Sweden” questo non potrà che piacervi ugualmente…

Soundgarden – Badmotorfinger

Posted in dischi, musica by Ares on ottobre 8, 2011

Oggi cade il ventesimo anniversario della pubblicazione del terzo album dei Soundgarden…

e il mondo del rock veniva scosso da un altro tsunami musicale made in Seattle.

La band più ledzeppeliniana della scena grunge nell’ottobre del 1991 arrivava nei negozi di dischi con Badmotorfinger, album che presentava un’altra faccia del grunge che proprio in quei mesi iniziava a far sentire la sua prepotente voce.

Un’altra faccia perché se i Nirvana affondavano le radici nel punk e i Pearl Jam nella tradizione classica del rock impegnato americano (tipo Neil Young, anche se è canadese), i Soundgarden capitanati dalla voce mostruosa di Chris Cornell affondavano le radici in territori Led Zeppelin e altri misteriosi. Non è un caso che all’epoca Badmotorfinger sia stato battuto da Nevermind e Ten, molto più accessibili, ma la storia ci ha poi raccontato che quest’album è un’opera basilare del rock alternativo degli ultimi 20 anni.

Urla disumane (il ritornello di Slaves & Bulldozers…ogni volta che lo ascolto mi chiedo come sia possibile avere una voce del genere), riff di chitarra folli (Rusty Cage e Jesus Christ Pose) suonati da un pazzo di nome Kim Thayil, una sezione ritmica poderosa in mano a Matt Cameron e Ben Shepherd.

Capolavoro assoluto. Da (ri)ascoltare a tutto volume.

Soundgarden – Live on I 5

Posted in concerti, dischi, musica by Ares on marzo 23, 2011

A volte ritornano…

e se a ritornare è la band più straordinaria uscita dall’epoca d’oro del grunge made in Seattle, allora c’è solo da essere contenti.

I Soundgarden tornano, per ora, con un album live, il primo della loro carriera. Registrato nel 1996 durante l’ultimo tour americano prima dello scioglimento, coglie Chris Cornell e soci all’apice della carriera.

Se ne sentiva il bisogno? Certo che sì. Perché è una testimonianza di cos’era il rock 15 anni fa e una testimonianza di come suonava una delle migliori rock band degli ultimi 30 anni.

Basta questo, se poi la scaletta parte con Spoonman e si chiude con Jesus Christ Pose non ci si può lamentare. Aggiungere anche una versione di Rusty Cage da brividi.

In attesa di sapere cosa salterà fuori dal loro lavoro in studio (rumors dicono che il nuovo album possa uscire verso fine anno nda) godiamoci del sano grunge da un’altra epoca, godiamoci i Soundgarden in stato di grazia.

Soundgarden – live in Seattle 16/04/2010

Posted in concerti, musica by Ares on aprile 26, 2010

Grazie ai potenti mezzi messimi a disposizione dalla Rete, sono entrato in possesso di un (bel) bootleg registrato pochi giorni fa che documenta l’inizio della tanto attesa reunion dei Soundgarden.

Qualita’ audio accettabile, nonostante sia stato registrato da qualche galantuomo in mezzo al pubblico (quindi si sentono le urla e le voci della folla, in questo senso è molto “vero”), e prova inconfutabile che questi quattro signori hanno ancora quella magia, quell’alchimia che li ha resi la miglior band della scena grunge. Migliori persino dei miei amati Alice In Chains, senza dubbi.

18 canzoni, tratte dai vari album della band, addirittura da Ultramega Ok e Screaming Life. Partenza con Spoonman e chiusura con una cover dei Doors: Waiting For The Sun.

Che dire? Sono i Soundgarden al 100%. Suonano da paura. Chris Cornell urla in modo diverso, ma urla sempre come un invasato. Kim Thayil alla chitarra è una sorta di divinità. Ben Shepherd e Matt Cameron sono il muro che sostiene tutto.

Sono i Soundgarden, sono tornati, ricordiamoci di ringraziarli.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: