Le Grandi Recensioni

Queen – A Night At The Opera

Posted in dischi, musica by Ares on maggio 4, 2010

E al quarto lavoro in studio i Queen fecero il capolavoro e di conseguenza il botto che li trasformò e consacrò in rockstar di livello mondiale.

A Night At The Opera è l’apoteosi dei Queen più sfrontati ed eccessivi, forse quelli più mercuryiani di tutta la loro lunga e luminosa carriera. In circa 45 minuti di estasi musicale si trova il massimo sforzo creativo e compositivo di Mercury, May, Taylor e Deacon. La varietà e le scelte fatte durante la registrazione di quest’album hanno portato alcuni critici a definirlo una sorta di risposta queenesca a Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band.

Ora, paragonare chiunque ai Beatles è sempre un azzardo, si rischia di impelagarsi in un infinito mare di polemiche e opinioni contrastanti, ma, nel caso di A Night At The Opera (tutt’ora uno dei dischi più costosi di sempre), è sbagliato un paragone simile?

Con il docuto rispetto verso i Fab Four, sembrerebbe di no: perché passare dall’apertura rock di Death On Two Legs all’atmosfera fine ‘800 di Lazing On A Sunday Afternoon, passando per il pop di You’re My Best Friend, il folk di ’39 e una specie di jazz con Good Company (con May che si diverte a creare un’intera orchestrina con la chitarra), o la ballad Love Of My Life i Queen al loro apice creativo e sperimentale offrono una panoramica a 360° della musica. Pensate ora a Sgt Pepper e alla sua diversità di stili e arrangiamenti, tralasciamo l’importanza che hanno avuto le singole band perché allora il paragone non sta in piedi con nessuno: Beatles avanti milioni di anni luce.

Ma A Night At The Opera offre altre due cose di inestimabile valore. La prima si chiama The Prophet’s Song, una lunga suite di 8 minuti in cui epica e progressive si uniscono in tono drammatico e imponente grazie alla magistrale prova vocale di Mercury.

L’altra è ovviamente Bohemian Rhapsody, un’opera rock in 6 minuti e il loro brano più famoso e rappresentativo, la quintessenza dei Queen. E non c’è bisogno di dire altro.

Siamo di fronte a un capolavoro, un disco che è una colonna portante della storia del rock.

Voto: 10

Consigliato: a tutti.

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2 Risposte

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  1. Sidistef said, on maggio 5, 2010 at 12:00

    Sono d’accordo sul coraggioso paragone di Sgt Peppers e dei Beatles. Non è azzardato, anzi, credo che i Queen, a loro modo, abbiano creato qualcosa di unico, per lo più in un momento musicale piuttosto ambiguo, quale quello a cavallo tra il ’70 e l’80. Lo capiremo quando riusciremo a metterci in testa che prima o poi arriverà anche un nuovo Maradona… Però quel 10 me lo sarei tenuto per qualcos’altro… Ciao!

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  2. […] ufficiale di questo concerto…comunque sia, all’epoca era stato appena pubblicato A Night at the Opera e Bohemian Rhapsody stava trasformando i Queen da quartetto di belle speranze a pesi massimi del […]

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