Le Grandi Recensioni

Ugly Kid Joe – Uglier Than They Used Ta Be

Posted in dischi, musica by Ares on dicembre 10, 2015

A 19 anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio (e tralasciando l’EP Stairway to Hell del 2013) tornano gli Ugly Kid Joe, tra i massimi esponenti dell’hard rock più scanzonato e ignorante degli anni ’90 del Ventesimo secolo

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Cosa ci si deve aspettare? Ci si aspetta di tornare al 1994, ai tempi in cui chi vi scrive guardava MTV Europe e aspettava con ansia programmi tipo Headbanger’s Ball (per molti di voi questa è pura fantascienza, ma per i miei amici dinosauri del rock sono bei ricordi). E questo Uglier Than They Used Ta Be ci riporta sì indietro nel tempo ma ci fa ritrovare una band in forma e molto matura: quindi chitarroni pesanti, bei riff, la voce di Whitfield Crane e, come da tradizione, un paio di brani acustici (Mirror of the Man e Nothing Ever Changes) che riportano alla mente cose come Cats in the Cradle, Cloudy Skies o Mr Recordman. Insomma, l’album è divertente, ignorante al punto giusto e grintoso e ha un paio di chicche assolute come le cover di Ace of Spades (omaggio a Lemmy e con Phil Campbell – ex Motorhead – come ospite) e di Papa Was a Rolling Stone (che non è affatto male) che non ha alcun senso e per questo fa ancora più ridere.

La cosa che mi è sempre piaciuta degli Ugly Kid Joe è il non essersi mai presi troppo sul serio: ci possono essere dei momenti “riflessivi” nella loro discografia, ma senza la presunzione di voler a tutti i costi offrire la verità assoluta sull’andare delle cose e dell’universo. La verità è che gli Ugly Kid Joe facevano i Foo Fighters meglio dei Foo Fighters quando Dave Grohl era ancora il batterista dei Nirvana.

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Ugly Kid Joe – Stairway To Hell EP

Posted in dischi, musica by Ares on luglio 15, 2012

Una delle band simbolo degli anni 90 è tornata, e dato che questi ragazzacci all’epoca erano tra i miei preferiti non potevo evitare di spendere due parole sull’EP Stairway To Hell, firmato Ugly Kid Joe.

La cosa più bella di questa band è il fatto di non essersi mai presa troppo sul serio, nemmeno quando America’s Least Wanted 20 anni fa faceva sfracelli con singoli come Everything About You e Cats In The Cradle, e nemmeno con l’album successivo Menace To Sobriety e quel Motel California (ignorato da tutti) che sembrava aver messo la parola fine alla loro avventura.

Invece la moda della reunion colpisce ovunque e capita che tornino in pista anche loro.

Gli anni passano, arriva qualche ruga, e i capelli sono più radi, ma questi ragazzacci continuano 1. a non prendersi sul serio e 2. a fare lo stesso rock dell’epoca, con energia e in sostanza divertendosi da pazzi. Così Devil’s Paradise è un salto indietro nel tempo, la mezza acustica No One Survives potrebbe essere scambiata per il nuovo singolo strafigo di qualche band odierna e invece a cantare e urlare è un tizio che va per i 45 anni. Capitano anche passaggi funky con tanto di fiati in Love Ain’t True che introduce alla conclusiva Another Beer che ci riporta ai tempi di Mr Recordman (atto conclusivo del primo album).

Un gradito ritorno che non potra’ che far piacere ai vecchi fans.

Ugly Kid Joe – Motel California

Posted in dischi, musica by Ares on luglio 12, 2010

Terzo e ultimo capitolo dell’avventura Ugly Kid Joe…sigh…

Un album veloce veloce, garage rock con ancora tanto sapore di grunge. Album arrabbiato da parte di una band che sognava di girare il mondo sonando negli stadi e invece dopo il secondo album si era trovata abbandonata dalla major che tante promesse aveva fatto.

Vittime del sistema? Mah, ai posteri l’ardua sentenza.

Quello che conta è che Motel California è un album onestissimo, con alcuni spunti interessanti e decisamente libero dagli schemi imposti da case discografiche maledette. It’s a Lie, Rage Against The Answering Machine (merita solo per il titolo), Undertow, Would You Like To Be There sono i momenti migliori di un disco che scorre via in un attimo.

Ci mancano gruppi simili, adesso siamo pieni di imbecilli noiosi e boriosi, gli Ugly Kid Joe erano dannatamente veri.

Vero rock.

Ah, gli anni ’90…

Ugly Kid Joe – Menace To Sobriety

Posted in dischi, musica by Ares on giugno 30, 2010

15 anni fa venimmo tutti tratti in inganno dagli Ugly Kid Joe: dop0 l’uscita di America’s Least Wanted eravamo convinti di avere davanti i soliti ragazzotti imbecilli from Los Angeles, California che suonavano e facevano solo tanto casino per avere le groupies e bere birra sparando cazzate.

Invece no.

Nel 1995 il quintetto californiano torno’ sulle scene con un album ai limiti della perefezione come Menace To Sobriety, la cui miscela a base di hard-rock e qualche azzeccatissimo singolo fece saltare tanti giovani rocker assetati di chitarre distorte e headbanging (io ero tra loro nda).

Milkman’s Son, Tomorrow’s World, Cloudy Skies (ancora oggi stupenda ballad) e tanto altro come C.U.S.T. e Jesus Rode a Harley. Album maturo e massiccio, aggressivo senza esserlo per forze e con tanto raziocinio, piu’ vicino al metal e alle radici dei Black Sabbath rispetto ad America’s Least Wanted.

Prova vocale di Whitfield Crane straordinaria (in God il suo apice), band affiatatissima, eppure quest’album non fece scalpore in classifica tanto che gli Ugly Kid Joe vennero abbandonati dalla casa discografica…sigh…e registrarono un altro album (di cui scrivero’ qualcosa) per poi sparire.

Ci mancano.

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Ugly Kid Joe – America’s Least Wanted

Posted in dischi, musica by Ares on giugno 14, 2010

HAHAHAHAHAHAAA!!!

Hard-rock bullissimo da Los Angeles, primi anni 90, ahahahahaaaaa…

Gli Ugly Kid Joe sono stati uno dei gruppi piu’ ignoranti e simpatici del periodo: solo il fatto di aver scritto e registrato Everything About You (e relativo video) li fa entrare di diritto nell’Olimpo del rock piu’ stolto e cretino e per questo divertente come poche cose al mondo.

Oh, intendiamoci: gli Ugly Kid Joe sapevano suonare e Whitfield Crane sapeva fare il suo sporco mestiere di frontman urlatore quando serviva (e cantar bene gli riusciva/riesce anche meglio nda). Quest’album d’esordio che segue l’EP As Ugly As They Wanna Be è ricco di spunti interessanti e divertenti. Nulla di nuovo, per carità, ma era il periodo in cui anche in ambito rock-metal andavano cose scanzonate e irriverenti: in California gli Ugly Kid Joe, a New York gli Spin Doctors, chiaro?

America’s Least Wanted racchiude alcune gemme che resteranno per sempre nel cuore di tanti rocker: Everything About You l’ho gia’ citata, seguono Busy Bee, Mr Recordman e la celeberrima cover di Cats In The Cradle di Harry Chapin solo per ricordare le piu’ famose, ma sento il dovere di menzionare anche Neighbour, So Damn Cool e Madman.

Roba semplice e diretta, riff pestati e tanta energia, per un’ora di musica e headbanging.

Manca quest’atteggiamento rilassato in molti artisti odierni, tutti che si prendono troppo sul serio non avendo poi molto da dire. Gli Ugly Kid Joe non avevano poi tanto da comunicare, ma non facevano nulla per nasconderlo e per questo vincono.

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