Le Grandi Recensioni

The Rolling Stones – live in Lucca 23/09/2017

Posted in concerti, musica, richieste by Ares on settembre 26, 2017

Vecchi pirati…

 

Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts e Ron Wood in quattro fanno quasi 300 anni d’età. E i loro concerti sono (ancora) una festa fatta di due ore abbondanti di rock’n’roll che coinvolge i loro coetanei, i figli dei loro coetanei e i figli dei figli dei loro coetanei. Diverse generazioni unite dalla comune passione per questi incredibili vecchietti in splendida forma e la loro musica.

Perché, alla fine, di questo si tratta. Questi vecchietti suonano, sempre, alla grande. Potranno sbagliare, potranno a volte essere imprecisi, potranno prendersi delle pause e letteralmente smetter di suonare per ampie parti di canzoni (vero, Keith e Ronnie?) ma tutto questo (less is more, l’importanza di cosa non si suona, eccetera) fa parte del loro modo di essere musicisti ed è una delle chiavi che li rendono, semplicemente, più bravi degli altri.

Chi può permettersi di aprire i concerti con un pezzo come Sympathy for the Devil? Gli stessi che si permettevano di aprire con (I Can’t Get No) Satisfaction (vedere Bridges to Babylon tour, fine anni ’90, uno dei vari tour che dovevano essere “l’ultimo”), e oggi lasciata in chiusura prima dei bis, e che oggi chiudono con Jumping Jack Flash (che per anni è stato il brano di apertura) e in mezzo riescono addirittura ad essere così simpaticamente ruffiani da inserire un classico del repertorio come As tears Go By per l’occasione lucchese cantata nella versione in italiano (“Con le mie lacrime”) datata 1965. Sono partiti piano, con It’s Only Rock’n’Roll e Tumbling Dice sapientemente utilizzate per scaldarsi, poi…

E poi c’è il blues: l’ultima fatica in studio, Blue and Lonesome, vede gli Stones alle prese con il primo amore e con la vera natura della loro musica, e sentirli dal vivo suonare due pezzi come Ride ‘em on Down e Just Your Fool fa capire quanto si trovino nel loro ambiente naturale quando c’è da suonare il blues. Non saranno dei virtuosi, non si lasceranno andare ad assoli di 10 minuti, ma la carica e il “tiro” che hanno sono realmente unici, qualcosa che sinceramente non sento in tanti, troppi, bluesmen contemporanei (e non solo) che vengono quasi divinizzati e descritti come salvatori del blues. Anche per questo trovo che gli Stones siano più bravi degli altri.
Il resto del concerto è semplicemente scivolato via tra altri grandi classici, la prova vocale di Keith Richards che ha proposto Happy e Slippin’ Away e un finale in crescendo fatto da Midnight Rambler (la perfetta unione del loro modo di intendere il rock e il blues), Street Fightin’ Man, Brown Sugar e appunto Satisfaction. Chiusura con Gimme Shelter e la già citata Jumping Jack Flash. 

In questi giorni ho letto molte critiche, quasi tutte puntavano al costo del biglietto e al fatto che i Rolling Stones sono vecchi, ormai non riescono più a suonare e in sostanza dovrebbero smetterla. Per quanto riguarda l’aspetto economico non posso che essere d’accordo, ma non ho la soluzione per risolvere il problema.
Riguardo il resto, riprendo alcuni concetti espressi qualche riga più su: lamentarsi degli errori, delle pause, addirittura dei finali troncati e di tutte le cose che in un concerto “normale” non ci sono significa non conoscere nulla né della storia dei Rolling Stones né, soprattutto, del loro modo di intendere la musica. Prima di criticare Keith Richards bisognerebbe guardare in che stato sono le sue mani e chiedersi come faccia ancora a prendere in mano una chitarra. In un articolo imbarazzante (non riporto il link perché è vergognoso ed evidentemente scritto da una persona che non conosce la band) in cui il “giornalista” critica l’espressione assente di Charlie Watts paragonandolo a una specie di mummia: e quando mai Charlie Watts ha avuto diverse espressioni? Ha sempre la stessa faccia dal 1962. La critica mossa a Ron Wood è il fatto di aver scampato il pericolo cancro pochi mesi fa, nessuna parola su quanto e come abbia suonato (molto molto bene). Su Jagger inventatevi quello che volete, ma è lui il mattatore che non sta fermo un secondo e canta, canta, canta…

Bisognerebbe spendere qualche parola sull’organizzazione a mente fredda (e dopo aver letto qualche commento sparso in Facebook). Appena arrivato mi è sembrato tutto perfetto: uscire dall’autostrada e trovare il parcheggio è stato semplice. Ma ci sono state alcune note dolenti: mettere qualche cartello in più per indicare i punti di accesso non costava tanto; va bene non far entrare bottiglie, tappi, borse eccetera, ma se poi il “prato” è una distesa di sassi? Mah…; c’erano quasi 60mila persone, ho letto diverse lamentele riguardo i pochi bagni (pochi e per me mal distribuiti) e qui si arriva alla nota più dolente: bagni, stand del merchandising, stand panini e birre (e quelli dove prendere i token necessari all’acquisto di cibo e bibite) erano tutti sulla strada lungo le mura, la stessa che avrei dovuto percorrere per tornare al parcheggio, ma lo spazio ristretto ha portato a una calca assurda alla fine del concerto, pessima situazione visti certi fatti di cronaca anche recenti; per uscire dal parcheggio c’è voluto un bel po’, non s’è visto un vigile che magari avrebbe potuto fare qualcosa per far defluire meglio il traffico. Dettagli, la città di Lucca è abituata ai concerti ma forse sarebbe stato il caso di cercare una location più adatta.

p.s. via lascio due link a due articoli di Giò Alajmo, grande giornalista e profondo conoscitore degli Stones, leggeteli bene che ne vale la pena http://www.spettakolo.it/2017/09/25/segreto-keith-richards-alla-faccia-ci-vuole-male/  http://www.spettakolo.it/2017/09/22/rolling-stones-la-rock-band-eccellenza-perche/

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The Rolling Stones – Totally Stripped

Posted in concerti, dischi, documentari, DVD, musica by Ares on giugno 11, 2016

Dopo più di 20 anni dalla sua pubblicazione, torna in una veste aggiornata e ampliata uno dei lavori migliori delle pietre rotolanti.

Totally Stripped
Nel 1995 gli Stones erano pienamente entrati nella fase ultima della loro carriera: pubblicare un nuovo album a cui far seguire il megatour con annesso disco/video live, una routine che in sostanza si ripete da 20 anni. Ma il 1995 era anche l’epoca d’oro di MTV e dei concerti Unplugged, potevano le pietre rotolanti più famose del rock non dare la loro personalissima versione? Infatti venne pubblicato il magnifico Stripped che raccoglieva alcune registrazioni in studio e tratte da concerti molto intimi registrati in luoghi molto amati dalla band. L’album era un gioiello, band in gran forma e tanti classici del repertorio Stones con l’aggiunta di qualche cover tra cui forse la migliore interpretazione di Like a Rolling Stone mai sentita.
Ebbene, 21 anni dopo è arrivato nei negozi Totally Stripped, gustoso cofanetto da 1 cd + 4 dvd/Bluray (c’è anche la versione vinile) che raccoglie una versione rivista del disco del ’95 con una diversa scaletta, un documentario registrato all’epoca durante le registrazioni, e soprattutto i concerti completi tenuti al Paradiso di Amsterdam, Olympia di Parigi e Brixton Academy di Londra.
Imperdibile, non solo per gli amanti dei Rolling Stones. E non costa nemmeno uno sproposito, fatevi un favore e sarete delle persone migliori e più felici.

Philip Norman – Mick Jagger

Posted in libri, musica by Ares on agosto 27, 2013

Chi è Mick Jagger?

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La più grande rockstar mai esistita?

Satana?

Un artista geniale?

O un uomo prigioniero di un personaggio che gli è stato cucito addosso 50 anni fa e da cui non è mai riuscito a liberarsi?

È un brav’uomo? Dolce e generoso? Un ottimo padre di famiglia?

O è un dannatissimo figlio di puttana che per i soldi farebbe di tutto?

Questa interessante biografia scritta da Philip Norman getta un po’ di luce sul leader dei Rolling Stones, la storia della band,  i retroscena, le donne, i figli, e tutto quello che ruota attorno al personaggio Mick Jagger. E può aiutare il lettore e l’appassionato a crearsi un’idea più “precisa” di chi sia davvero Mick Jagger, un aspetto tutt’altro che trascurabile.

Da non perdere.

p.s. a volte l’ “offerta lampo” di Amazon serve a qualcosa…

Crossfire Hurricane

Posted in cinema, musica by Ares on maggio 14, 2013

Sì, un paio di settimane fa sono andato al cinema a vedere il documentario sui Rolling Stones…potevo mica lasciarmelo sfuggire, no?

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La storia della greatest rock’nroll band in the world dagli esordi fino all’inizio dei megatour (ovvero 30 anni fa). In sostanza l’epoca d’oro di una macchina da guerra rock’n’roll che dopo 50 anni non ne vuol sapere di appendere strumenti al chiodo. La storia di Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Bill Wyman, del compianto (?) Brian Jones e dei successivi Mick Taylor e Ron Wood raccontata per immagini delle varie epoche e dalla viva voce dei protagonisti.

Molto interessante, non solo per i sostenitori accaniti, ma anche per chi si vuole avvicinare al mondo degli Stones o per chi non li conosce ancora bene.

It’s only rock’n’roll, but I like it.

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The Rolling Stones – Black and Blue

Posted in dischi, musica by Ares on agosto 30, 2012

Anno 1976, i Rolling Stones sono in una fase particolarmente felice della loro carriera e vengono da una serie di album assolutamente perfetti, sono abbastanza fatti e fuori di testa da permettersi cose incredibili, fanno concerti più o meno memorabili, Mick Jagger è già proiettato nella megalomania.

Tra le cose folli di questo periodo succede anche che il chitarrista Mick Taylor lascia la band per essere rimpiazzato da Ron Wood. Ora, va detto che è anche merito di Mick Taylor se gli album da Let It Bleed (1969) fino a It’s Only Rock’n’Roll (1974) sono di fatto i migliori lavori della band, ma Taylor in fondo non era mai stato un vero Rolling Stone, troppo bravo e buono, meglio un disgraziato come Wood, degno compagno di merende di Keith Richards…

Quel che viene fuori dalle session è questo:

Black and Blue si ascolta per il puro piacere di ascoltare i Rolling Stones che suonano: 2 ballate straordinarie come Memory Motel e Fool To Cry aggiunte a brani che assomigliano più a jam session tra il reggae (Cherry Oh Baby), la disco (Hot Stuff) e qualche brano più rock tra cui Crazy MamaHey Negrita a cui sono molto legato.

Da notare che in questo Black and Blue c’è anche lo zampino di Billy Preston che accompagnò gli Stones nel successivo tour (esiste un video bootleg di un concerto a Parigi, ve lo consiglio così che vi rendiate conto di che cos’era un concerto della band all’epoca…e in che condizioni si presentavano sul palco) che finì col diventare l’album Love You Live.

40 minuti di puro piacere, un ottimo sottofondo per qualsiasi cosa stiate facendo, incluso scriverne la recensione.

Che aspettate?

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Keith Richards – Life

Posted in libri by Ares on dicembre 10, 2010

Probabilmente questa è l’autobiografia più attesa della storia del rock…

E se c’era una persona che poteva raccontare quasi 50 anni di musica, cultura, droga, alcool, follia degenerativa e situazioni ai confini della realtà quello poteva essere solo Keith Richards.

A leggere le pagine sembra di essere seduti al bar, tanto è colloquiale e spiccio lo stile del discorso…un amicone, Keith…

E poi ci sono gli aneddoti e i personaggi, il rapporto con le persone, l’odio-amore con Mick Jagger e le donne e la famiglia e gli altri Stones.

La parola “fine” (sicuri? mah…) a certe voci e leggende che hanno accompagnato i Rolling Stones lungo tutta la loro carriera.

Soprattutto tanta tanta musica, personaggi e situazioni assurde, dagli arresti alle liti, dagli espedienti da tossicodipendenti alla Trainspotting (usare i kit-giocattolo da medico/infermiera per avere le siringhe per l’eroina…ma dai! hahahahhaaa!!!) alla nascita di alcuni grandi classici della musica del dopoguerra…blues e rock’n’roll, una vita intera in giro per il mondo, in fuga o per lavoro, parte integrante del carrozzone Rolling Stones… Oh insomma, imevitabilmente ci sarà chi rimarrà deluso, ma a mio modesto parere questo libro merita di essere letto e apprezzato. Non ve ne pentirete.

The Rolling Stones – Exile On Main Street

Posted in dischi, musica, richieste by Ares on maggio 29, 2010

ringraziando Skonch per il regalo…

Subito il mio personalissimo parere riguardo quest’album: Exile On Main Street è il miglior album dei Rolling Stones.

Punto.

La recensione è in occasione della pubblicazione della versione rimasterizzata del capolavoro della migliore rock’n’roll band del mondo, e ascoltando gli inediti viene da chiedersi “ma perché mai li avranno scartati?”. Voglio dire, Plundered My Soul cos’ha in meno rispetto a canzoni incluse nell’album originale come Torn & Frayed o Tumbling Dice?

Non lo sapremo mai, ringraziamo invece di poterle ascoltare.

Exile è anche il miglior disco di (country) blues suonato da dei bianchi che sia mai stato registrato. Poche storie. E’ un album perfetto, trasuda tutta la follia dei giorni più assurdi degli Stones, quando alcool e droga scorrevano come un torrente in piena, ma doveva essere roba di qualita’ eccelsa perche’ l’ispirazione che anima queste canzoni non si èmai più sentita in nessun disco successivo della band.

Voto: capolavoro

Consigliato: a tutti

Ron Wood – Ronnie

Posted in libri, musica by Ares on aprile 21, 2010

Non credo ci sia bisogno di presentare Ron Wood, vero?

Voglio dire, si parla di uno dei più grandi sopravvissuti del rock’n’roll, uno degli ultimi autentici dinosauri, un Rolling Stone dagli anni 70, compagno di merende e bravate di Keith Richards, mica uno sbarbatello qualunque…

Dall’infanzia all’ultimo tour con gli Stones (2007), Ron Wood ripercorre la sua vita e la sua carriera. Tra alti e bassi, problemi di alcool e droga (che sono tornati, purtroppo, a condizionare pesantemente la sua vita), dischi e tour in giro per il mondo, gli amici e le donne, l’arte con i suoi dipinti e la sua musica con i Faces, Jeff Beck e ovviamente i Rolling Stones.

In queste 400 e più pagine ci racconta come è stata e com’è la vita di una delle ultime autentiche, grandi rockstar. Attimi di pura follia che si alternano ad episodi molto divertenti e surreali…e, se ve lo state chiedendo, la risposta è sì: si parla parecchio di cosa voglia dire essere un Rolling Stone…

Ron Wood è finito al tappeto tante volte, ma è sempre riuscito a rialzarsi e a rimettersi in gioco. Speriamo solo che abbia la forza di tirarsi su anche adesso…ci dispiacerebbe non poco dover fare a meno di lui.

Voto: 10

Consigliato: a parte i fan, consigliato a chinque voglia conoscere il rock’n’roll style…quello vero, non quello di certi giornalacci…

Shine a Light

Posted in cinema, musica by Ares on aprile 8, 2010

o4/04/2008

Un’altra avventura di Ares, il dinosauro del rock.

Che bel bello l’altra sera e’ andato all’anteprima europea di Shine a Light, il film di Martin Scorsese girato al Beacon Theatre di New York nel novembre 2006, protagonisti quei quattro ragazzacci dei Rolling Stones.


Anteprima europea, a parte la parentesi del Fesival del Cinema di Berlino, e per l’occasione un sacco di cinema tra UK e Irlanda erano in collegamento con Leicester Square, London, per l’arrivo dei protagonisti e di qualche altro impagabile vip come quella faccia da fondoschiena ubriaco di Liam Gallagher accompagnato da un altro degli Oasis, credo, e dalle rispettive compagne..va beh.

Dicevo, i Rolling Stones.

Ecco.

A parte Keith Richards che adesso sta proprio invecchiando e secondo me si sta anche un po’ rincoglionendo e per questo fa ancora piu’ ridere, tanto che e’ arrivato a dare il suo biglietto da visita (?) alla presentatrice della serata…ho perso il filo…a parte lui, gli altri sono le solite maschere: Charlie Watts (arrivato tenendo per mano una delle nipoti che avra’ qualcosa da raccontare a scuola) che alla domanda “ma non ti senti elettrizzato per la folla, il film” eccetera risponde “non so, io ho solo suonato la batteria…”. Wood stranamente tranquillo. Jagger…Jagger.

Aiuto.
Mollami, Mick Jagger, lasciami in pace.
O dammi la tua faccia.

Se Michael Jackson e’ ormai Diana Ross io voglio avere la faccia di Mick Jagger.

A parte il mio delirio jaggeriano, il film merita di essere visto innumerevoli volte.
Per la musica, per loro, per la qualita’ sonora, per le performance degli ospiti Jack White (ma che bravo), Buddy Guy (impossibile commentare) e soprattutto Christina Aguilera perfettamente a suo agio con il diavolo.

Ecco, potrei spendere due parole sulla microscopica cantante e su quelli che la paragonavano alla sempre posseduta da chissa’ cosa Britney Spears, ma anche no.

Se avete avuto la fortuna di vedere gli Stones dal vivo questo film fa per voi, perche’ sembra davvero di essere li’ tra il pubblico, a due passi dalla band. Se ve li siete persi negli ultimi 45 anni questo film fa per voi. Se vi piace il buon vecchio rock’n’roll e avete avuto problemi di droga e alcool e pensate che suonare la chitarra sia un buon modo per circondarvi di donne questo film fa per voi (notare la prima fila del pubblico…). Se i Rolling Stones non vi piacciono non so cosa fare. Se pensate che siano delle entita’ malefiche vi sbagliate di grosso.

Saranno anche diabolici, questi 4 nonnetti, ma non sarebbero in grado di far male a una mosca.

Cosa ne pensa Paola Maugeri? Probabilmente e’ troppo impegnata ad ascoltare il nuovo disco dei REM che non ho il coraggio di affrontare perche’ temo una grossa delusione, meglio l’ultimo dei The Raconteurs.

Ares

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