Le Grandi Recensioni

Jimi Hendrix, una foschia rosso porpora

Posted in libri, musica by Ares on ottobre 2, 2017

Questa probabilmente è la miglior biografia mai scritta su Jimi Hendrix. Un lavoro meticoloso e maniacale, frutto di interviste con i protagonisti dell’epoca (musicisti, produttori, familiari, uomini e donne che hanno accompagnato l’artista durante la sua purtroppo breve vita) e con un sacco di citazioni prese da interviste realmente concesse da Hendrix stesso.

Gli autori (Harry Shapiro e Caesar Glebeek) sono riusciti a produrre un ritratto piuttosto completo dell’uomo e dell’artista (anche se in alcuni punti sembra un po’ datato: la prima edizione è del 1990, ci sono stati aggiornamenti ma a mio parere dovrebbe essere rivisto tutto quello che è successo negli ultimi 20 anni): l’infanzia e l’adolescenza a Seattle, l’ambiente familiare, i rapporto col padre e il resto della famiglia, la permanenza nell’esercito prima di iniziare una carriera da musicista tanto rapida quanto rivoluzionaria fino alla prematura scomparsa. Non vengono dati giudizi definitivi, vengono solo esposti i fatti e in alcuni csi si hanno diverse versioni così che ognuno possa poi farsi una propria opinione. Poche foto, ma ce ne sono già tantissime in giro e nei booklet dei tanti tanti album pubblicati fino ad oggi, quindi non è un grosso problema. Da segnalare anche un’interessante sezione tecnica con l’elenco di tutte le chitarre e le attrezzature usate sia dal vivo che in studio.

Edizioni Arcana, prezzo variabile (in rete si trova a meno di 10€), godimento assicurato.

Che aspettate?

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Philip Norman – Mick Jagger

Posted in libri, musica by Ares on agosto 27, 2013

Chi è Mick Jagger?

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La più grande rockstar mai esistita?

Satana?

Un artista geniale?

O un uomo prigioniero di un personaggio che gli è stato cucito addosso 50 anni fa e da cui non è mai riuscito a liberarsi?

È un brav’uomo? Dolce e generoso? Un ottimo padre di famiglia?

O è un dannatissimo figlio di puttana che per i soldi farebbe di tutto?

Questa interessante biografia scritta da Philip Norman getta un po’ di luce sul leader dei Rolling Stones, la storia della band,  i retroscena, le donne, i figli, e tutto quello che ruota attorno al personaggio Mick Jagger. E può aiutare il lettore e l’appassionato a crearsi un’idea più “precisa” di chi sia davvero Mick Jagger, un aspetto tutt’altro che trascurabile.

Da non perdere.

p.s. a volte l’ “offerta lampo” di Amazon serve a qualcosa…

J.M. Coetzee – Tempo d’Estate

Posted in libri, stroncature by Ares on giugno 5, 2010

Immaginare di essere morti e scrivere una propria biografia basata su diari, appunti e dialoghi con persone.

E far venire il più che legittimo dubbio che siano tutte stronzate scritte senza il minimo scopo, fatti e persone immaginarie, tutto inventato.

Questa, in estrema sintesi, l’ultima fatica letteraria di J.M.Coetzee, premio Nobel per la Letteratura, sudafricano, uomo di poche parole e ancor meno emozioni che ci regala un libro che non si può definire noioso perché non ha né capo né coda.

Ora, non so che problemi abbia l’autore, ma ci vuole coraggio e una faccia tosta come pochi a scrivere una roba del genere…e anche la casa editrice non manca certo di fegato nel pubblicare ‘sto libro…evidentemente vincere il Nobel dona ogni diritto letterario possibile.

Sarebbe un’idea interessante, eh…solo che la scrittura di Coetzee la rende terribile.

Voto: 3

Consigliato: consigliarlo è quasi una minaccia…

Stephen Davis – Hammer Of The Gods

Posted in libri, musica by Ares on aprile 21, 2010

Questo libro è conosciuto per essere la migliore biografia sui Led Zeppelin, o una delle migliori.

Se metà delle cose che sono raccontate nel libro sono vere, allora i Led Zeppelin sono il Male assoluto.

John Paul Jones a parte, troppo bravo e tranquillo, gli altri tre erano i diavoli in carne e ossa. John Bonham su tutti: avete presente lo stereotipo dell’inglese gran bevitore che appena èsbronzo diventa un selvaggio violento da abbattere a fucilate? Ecco…lui…un animale. Tanto che, scrive l’autore, arrivarono a un punto in cui venne dato ordine di non dire a Bonham dove fossero gli altri (feste, locali, casa, eccetera) per paura che lui potesse arrivare, ubriacarsi e sfasciare tutto (cosa che, puntulamente, accadeva).

C’è di tutto: danni in albergo, droga, groupies e tanta, tantissima musica, uno spaccato di cultura rock degli anni 70, quando l’utopia hippy era ormai morta, Woodstock un ricordo sbiadito e il rock entrava nella sua epoca d’oro.

Ma troviamo anche il lato più oscuro e tragico della band: l’influenza di personaggi come Aleister Crowley su Jimmy Page, la prematura scomparsa del figlio di Robert Plant e quella di John Bonham che decretò la fine della band.

Ovviamente, i membri superstiti lo hanno bollato come un mucchio di merda fumante, pieno di errori, inesattezze, invenzioni.

Comunque sia, un libro piacevole consigliato agli appassionati e ai curiosi.

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