Le Grandi Recensioni

Bohemian Rhapsody

Posted in cinema by Ares on novembre 30, 2018

Io sono cresciuto con i Queen, e questo film l’ho aspettato e temuto per tanti anni.

Se esiste un film la cui lavorazione è stata lenta e complicata, quello è Bohemian Rhapsody, storia di Freddie Mercury e dei Queen dalla formazione della band all’apoteosi di 20 minuti del Live Aid del 13 luglio 1985.

Visivamente molto fedele e di grande impatto, un cast perfetto in cui spiccano Rami Malek – Freddie Mercury e Gwilym Lee – Brian May, canzoni che hanno fatto storia e sono ormai parte del patrimonio culturale mondiale. Ecco, per fortuna la colonna sonora è esente da difetti, con addirittura una Doing All Right (risalente al repertorio degli Smile, era pre-Queen e poi finita nel primo album della band) rivista per l’occasione da Brian May e Roger Taylor assieme al vecchio compagno degli esordi Tim Staffell. Una chicca: la fanfara della 20th Century Fox è stata riarrangiata e risuonata da Brian May nel suo inconfondibile stile.

Eppure, ci sono cose che stonano notevolmente, specie se chi guarda il film è una persona che è letteralmente cresciuta con le canzoni della band e conosce bene la storia dei Queen.

Licenze poetiche, diciamo così. Per esempio, perché Fat Bottomed Girls viene utilizzata per i tour di inizio anni ’70 quando è stata pubblicata nel 1978? Perché sembra che We Will Rock You sia stata composta negli anni ’80 quando risale al 1977? Il presunto scioglimento pre Live Aid? Avevano appena finito il tour di The Works suonando a Rio de Janeiro davanti a 200.000 persone. La diagnosi dell’AIDS? A quanto è risaputo, e dichiarato da May e Taylor nel corso degli anni, Mercury disse ai compagni di avventura della malattia solo dopo quello che è poi stato il loro ultimo tour nel 1986 (il Magic Tour, quello del concerto di Wembley tanto per capirsi), quindi almeno un anno dopo rispetto al film. Brian May che suona una Gibson Les Paul durante le session di Another One Bites the Dust? Mah.

La gestione dell’aspetto della sessualità di Mercury non riesco a giudicarlo: se è vero che dev’essere stato un uomo molto solo e circondato da una corte di personaggi tutt’altro che interessati al suo benessere, la figura e il comportamento di Paul Prenter sembrano essere storicamente corretti. E questo più che a raccontare la vita del cantante sembra sia servito a puntare il dito contro chi lo ha solo sfruttato.

Nel film c’è molto della vita privata di Mercury: il rapporto con la famiglia, il rapporto con Mary Austin, l’inizio della relazione con Jim Hutton che lo avrebbe accompagnato fino alla fine, gli eccessi, gli atteggiamenti da diva eccentrica e megalomane. Quanto c’è di vero e quanto è frutto della memoria – volutamente o meno distorta – dei Queen superstiti?

Nel corso degli anni sono stati pubblicati diversi libri sulla storia dei Queen e di Freddie Mercury. Personalmente mi sono fermato a As It Began di Jacky Gunn e Jim Jenkins e Queen in 3D di Brian May. Non ho mai voluto realmente “approfondire” la figura di Freddie Mercury, amava la sua privacy, mi sembra giusto rispettarlo anche 27 anni dopo la sua morte. Esistono comunque diversi libri più o meno autorevoli tra cui le memorie dell’ultimo compagno, ognuno è libero di cercare e approfondire.

Il giudizio finale è sufficiente, non di più, purtroppo i biopic musicali sono una brutta bestia. In questo caso poi, e parlo da fan, c’è la netta sensazione di aver assistito a una versione della storia e dei personaggi secondo l’idea di May e Taylor. Sarebbe molto interessante conoscere l’opinione di John Deacon, se avesse voglia di uscire allo scoperto, e anche di Mary Austin.

Un’occasione sprecata? Un altro modo per fare soldi e alimentare il mito della band? Un altro passo falso (l’ennesimo, purtroppo) di May e Taylor che fanno poco o nulla di quello che vorrebbero davvero i fans (dischi/video live e non ce ne frega niente se ci sono delle imperfezioni)?

Edit del 7 gennaio 2019: e alla fine Bohemian Rhapsody si è portato a casa il Golden Globe, così come Rami Malek per la sua interpretazione di Freddie Mercury. Evidentemente la critica non è stata tutta concorde nello stroncare il film, anzi ci hanno visto tante cose buone. Bene così, alla fine resto un fan e sono contento per l’ulteriore luce di cui vengono inondati i Queen.
A proposito poi della figura di Mercury: la curiosità ha vinto e mi sono procurato qualche biografia. Su tutte vi consiglio quella di Lesley Ann Jones. Le memorie di Peter Freestone e Jim Hutton invece le ho considerate un po’ troppo “di parte”.
Ripeto: sarei felice di sentire la storia raccontata da John Deacon e da Mary Austin.

Annunci

A Quiet Place

Posted in cinema by Ares on agosto 16, 2018

Ogni volta che mi si presenta qualcosa ambientato in un futuro distopico drizzo le antenne, spalanco occhi e orecchie, cerco tutte le notizie possibili riguardo attori, registi, sceneggiatori eccetera e poi mi metto a guardare.

Se poi c’è Emily Blunt, meglio ancora. Emily Blunt è aldilà del bene e del male.

Dopo aver precisato la mia profonda ammirazione per quella donna, A Quiet Place è un signor film.

Si parte dal giorno 89. Di cosa? Si capisce solo che il mondo è finito, una famiglia si muove in quel che resta di un supermercato in cerca di provviste/medicine cercando di fare il minor rumore possibile. Perché in giro ci sono dei mostri ciechi ma dall’udito finissimo che, evidentemente, sono arrivati 89 giorni prima da non si sa dove a mangiarci tutti. Non c’è un antefatto, niente soldati eroici che soccombono, è tutto già successo e non ci vengono spiegati né il motivo né l’origine (Cloverfield ha fatto scuola tanto che i produttori avevano avuto una mezza idea di far diventare questo film parte dell’universo di mostri creato ad JJ Abrams).

Il SILENZIO è il tema del film. A Quiet Place è sostanzialmente un film muto, i dialoghi “veri” si contano sulle dita di una mano, tutta la comunicazione è non verbale e fatta col linguaggio dei segni (e la giovane attrice che interpreta Regan, Millie Simmonds, è davvero sorda nda).

Per un’ora e mezza seguiamo il dramma di due genitori (Krasinski e la Blunt sono marito e moglie anche nella vita reale) che cercano di sopravvivere, di salvare i propri figli, cercano una soluzione, una speranza. Non solo la lotta contro i mostri, quella è in realtà il contorno.

Come in tutti i film del genere si possono trovare buchi nella trama e pecche di ogni genere, ma A Quiet Place merita di essere visto e apprezzato.

Lost In Translation

Posted in cinema, stroncature by Ares on agosto 16, 2018

Ovvero, “perché Scarlett Johansson è famosa?”

Ecco:

Mai capito tutto l’hype per questa donna. Quindi ho pensato che fosse il caso di (ri)vedere l’inizio di tutto, ovvero questo Lost in Translation che nel 2001 aveva suscitato tanto tanto clamore e fatto pensare a tutti che Sofia Coppola non fosse solo la figlia di Francis Ford Coppola.

Tokyo. Inizio XXI secolo, Bill Murray è un attore sul viale del tramonto, stanco e annoiato. Scarlett Johansson è una giovanissima sposina annoiata. Si incontrano per caso, si parlano, si conoscono, forse si innamorano, non succede nulla.

Nulla. Tranne un bacio d’addio e parole sussurrate a un orecchio che si possono solo immaginare.

E allora? Scarlett Johansson? Perché?

Edit: Ho visto Her di Spike Jonze (film splendido), in cui della bella Scarlett si sente solo la voce che ha prestato per il ruolo di Samantha. Devo ammettere che l’ho trovata straordinaria, ma se la sua performance migliore in un film è l’unico in cui non appare di persona allora forse abbiamo un problema.

Terminal

Posted in cinema, mezze stroncature by Ares on luglio 17, 2018

Ci sono film che hanno poco senso, ma sorprendono perché per qualche motivo possono permettersi un cast importante.

Terminal
Margot Robbie as Annie CR: RLJE Films

Terminal è uno di questi: due ore scarse in cui sembra di assistere a una specie di parodia-scopiazzatura-omaggio a Quentin Tarantino, Sin City, il genere noir e altro che sicuramente degli spettatori più attenti di me riusciranno a cogliere.

Ha dei pregi, soprattutto Margot Robbie che aldilà della bellezza irreale sembra trovarsi particolarmente a suo agio nelle parti da fuori di testa (e infatti attendo con ansia Birds Of Prey per rivederla nei panni di Harley Quinn, l’unica nota positiva di quella cosa imbarazzante che è stata Suicide Squad) e risulta essere davvero brava. Simon Pegg e Mike Myers aggiungono qualcosa esattamente come gli altri protagonisti Max Irons e Dexter Fletcher nei panni dei due assassini che, alla fin della fiera, non si capisce bene a che cosa servano…in sostanza il film sta in piedi (traballando) solo per la (finta) bionda.

Ci sono delle belle trovate per quando riguarda la fotografia, alcune sequenze sono ben fatte. Ma è troppo poco.

Avengers: Infinity War

Posted in cinema by Ares on maggio 4, 2018

Finalmente siamo arrivati al tanto atteso scontro tra gli amici della Marvel contro il perfido (ma a suo modo logico) Thanos.

I colpi di scena e le morti eccellenti aprono e chiudono il film che in 2 ore e mezza ci porta a New York, Edimburgo, Wakanda e in giro per l’universo a bordo di navi spaziali dove Thor incontra i Guardiani della Galassia, li tratta un po’ da ebeti e se ne va col procione e l’albero a cercare l’arma per fermare Thanos, mentre gli altri vanno invece a caccia di Thanos. Questi ultimi però incontrano Doctor Strange, Iron Man e Spider Man impegnati nella stessa missione dopo essere stati presi a calci in culo dagli scagnozzi del mostro in quel della Grande Mela.

Nel frattempo, sulla Terra, i restanti Avengers si ritrovano e scoprono che Visione e Wanda vorrebbero solo scopare un po’, ma il povero ragazzo (?) ha una gemma dell’Infinito in testa che gli dà problemi. Quindi? Che si fa? Su Hulk non si può contare perché è in sciopero, e gli altri non hanno ben chiaro cosa stia succedendo.

Intanto Thanos fa a pezzi tutto e tutti e si prende le gemme una alla volta addirittura sacrificando la prediletta figlioccia Gamora davanti al Teschio Rosso (ecco dov’era finito!). Il tentativo ben congegnato di fermarlo viene immancabilmente mandato all’aria da Chris Pratt-Starlord che è più ebete del solito.

Thanos allora si incazza di brutto e va sulla Terra dove intanto i suoi mostri stanno disintegrando Wakanda che è protetta da: Captain America, War Machine, Soldato d’Inverno, Falcon, Bruce Banner dentro un’armatura gigante tipo Iron Man, Wanda che fa la guardia a Visione che si cerca di salvare staccandogli la gemma per distruggerla, Black Panther e i suoi guerrieri, Scarlett Johansson/Vedova Nera (che appare sì e no 10 minuti, quanto soldi avrà preso?). Tornano anche Thor (con martello spaccaculi nuovo), Rocket e Groot che non fa un cazzo. Dicevo, Thanos è duro da battere, infatti riesce nel suo piano.

Finiscono in cenere Wanda, Falcon, Starlord, Doctor Strange, Spiderman, Groot, Soldato d’Inverno, Black Panther, Drax, Mantis e metà della popolazione dell’Universo. Loki e Heimdall ce li eravamo giocati a inizio film, Gamora a metà, Visione muore due volte. Non male!

Morale? Io mi diverto un sacco, però a volte con tutti questi personaggi diventa difficile seguire tutto. Ma alla fine, in fondo, ma chi se ne frega (cit.). La scena post-credit vede l’agente Hill e Nick Fury capire che qualcosa non va, finiscono in cenere ma il guercio riesce a inviare un messaggio di aiuto a qualcuno (Captain Marvel?). Ergo, tra un anno arriverà il nuovo film a chiudere la vicenda, non si sa ancora quali personaggi resusciteranno e quali resteranno cenere, quel che è certo è che la Marvel ha creato un filone cinematografico virtualmente inesauribile e difficilmente verrà interrotto visto il successo che sta avendo da tanti anni.

 

Tagged with: , , ,

The Cloverfield Paradox

Posted in cinema, mezze stroncature by Ares on febbraio 9, 2018

Toh, chi si rivede, Cloverfield!

 

Siamo stati tutti colti di sorpresa, un po’ come all’apparizione del mostro nel capitolo iniziale.

A parte la geniale mossa di marketing con lancio del trailer durante il Superbowl e disponibilità del film due ore dopo via Netflix, veniamo al dunque.

In una stazione spaziale gigantesca ci sono un’inglese, un americano, una cinese, un tedesco, un russo, un brasiliano e un irlandese. Detta così sembra una barzelletta, poi tutti parlano Inglese tranne la cinese che parla Cinese ma capisce tutti (e tutti la capiscono e alcuni anche le parlano nella sua lingua madre, magia degli astronauti poliglotti). Ma non è affatto una barzelletta: la Terra è nella merda fino al collo, servono fonti di energia pulite e gratuite per scongiurare l’ennesima guerra e la fine del mondo, e trovare una soluzione è proprio quello che stanno cercando di fare gli scienziati in orbita nella stazione spaziale denominata, appunto, Cloverfield.

Ovviamente qualcosa va storto, molto storto. E questo qualcosa che va storto segna l’inizio di una serie di situazioni assurde che hanno un grande pregio e un grande difetto. Il pregio sta nel dare finalmente qualche indizio in più riguardo cosa sia successo nei precedenti capitoli (Cloverfield e 10 Cloverfield Lane); il difetto è che le situazioni assurde (ma anche drammatiche) si sono già viste e riviste in altri film di fantascienza ambientati in stazioni spaziali o astronavi, basta pensare al capostipite di un certo filone fantascientifico come Alien o al più recente Life.

The Cloverfield Paradox non è fatto male, ma poteva essere fatto molto meglio anche per sfruttare un cast in cui ci sono un paio di nomi importanti. Si corre di nuovo il rischio di vedere un gran lavoro gettato alle ortiche.

Non è finita qui. E’ già stato annunciato il quarto capitolo intitolato Overlord, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. Riusciranno a non rovinare tutto?

Star Wars Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi

Posted in cinema, stroncature by Ares on dicembre 14, 2017

Spoiler a raffica, se non avete visto il film state alla larga.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

A questo punto voglio vedere cosa si inventerà la Disney per togliere di mezzo Leia (che comunque finisce nel vuoto dello spazio ma magicamente usa la Forza per volare e tornare a bordo dell’astronave e salvarsi…e già questa è una cazzata micidiale) e concludere la saga (spero una volta per tutte).

Al regista Rian Johnson bastano i primi 5 minuti per far capire che siamo nell’universo Disney, non in quello creato da George Lucas: durante il solito assedio dei cattivi contro i buoni ci viene nuovamente svelato che Hux è uno sfigato imbecille (ma la sua sete di potere ci scommetto sarà utile per sconfiggere il Primo Ordine) e quell’esaltato guerrafondaio di Poe Daemeron si diverte a prenderlo per il culo (prima di lanciarsi in una brillante operazione che finirà col decimare la flotta ribelle, bravo). Ma davvero: le battutine per prenderlo in giro, e fatevela una cazzo di risata! Mancava solo una gag di Paperino ed eravamo a posto. L’ironia e il sarcasmo di Harrison Ford/Han Solo restano inavvicinabili.
Il supermegacattivo Leader Supremo Snoke? Fa la figura dell’imbecille anche lui: legge la mente di Kylo Ren e dice di sapere tutto quello che farà e non si accorge che lo stesso gli ha rivolto contro la spada laser di Rey e lo taglia in due. Applausi. Sembrava potentissimo, è grazie a lui che i due giovani si “connettono”, poi fa una fine ridicola. Lo avrei visto meglio in Balle Spaziali. Uno stratega così brillante non si vedeva da tempo, grazie per le emozioni che ci hai regalato.

Kylo Ren e Rey: il loro futuro è scritto, o scopano o si ammazzano (e la seconda sarebbe bene per tutti). Però il loro combattimento è una delle poche cose positive di questo film. Il loro dialogo da un capo all’altro della galassia? Ma per piacere: questi al momento della storia sono ancora degli apprendisti il che vuol dire che non conoscono a fondo tutti i segreti della Forza. I dialoghi a distanza siderale non li facevano nemmeno Yoda e Obi-Wan Kenobi o l’Imperatore e Darth Vader e ci riescono quei due? Notizia: la Forza nella nuova trilogia non serve a un cazzo di nulla. Tutto quello che è stato narrato nei film precedenti non vale nulla. Kylo Ren/Ben Solo capisce di avere l’occasione della vita per comandare la galassia e cerca di portare con sé Rey (stessa cosa di Anakin con Padme nell’episodio 3, toh, che combinazione…). D’altra parte però Rey è tanto buona e convinta di poter salvare quel ragazzo problematico e gli dice “dai, ti porto a casa dalla tua mamma, non vuoi rivedere la tua mamma? C’è anche tuo zio Luke, ha sbagliato ma è tanto dispiaciuto e vuole fare pace. Ci stai?“…ma Rey in fondo vive con disagio questa sua condizione di eroina per caso. E poi Ben Solo ormai è fuori di testa e non sente ragioni.

Chewbacca: ah, c’era anche lui? Non me ne sono accorto. Sfonda una porta, mangia, urla, pilota il Millennium Falcon.

I porgs: non servono a niente (a parte nutrire Chewbacca).

Quelle specie di volpi di cristallo: carine, e almeno servono a qualcosa.

Finn e Rose: ed ecco a voi la banalità politicamente corretta.

Benicio del Toro/DJ (non in quel senso, dai): complimenti per il brillante cameo (pagato a peso d’oro? Potrei scommetterci). Decisamente più a suo agio in altri ambiti cinematografici.

Lupita Nyongo’o/Maz: altro personaggio francamente discutibile e inutile. E altro cameo pagato chissà quanto.

Laura Dern/Holdo: la dottoressa Sattler era molto più a suo agio quando scappava dai velociraptor o esaminava merda di triceratopo. Adesso sembra una vecchia strega rinsecchita coi capelli viola. Almeno non si sacrifica invano.

Capitan Phasma: a cosa serve? A parte a cercare di uccidere Finn.

Leia: ho già detto. Sarebbe stato comunque bello vederla anche nell’ultimo episodio (a meno che non si inventino qualcosa di ignobile con la computer grafica) anche perché Luke…

Luke Skywalker è morto. Ma aveva capito tutto, ovvero Jedi e Sith devono estinguersi perché questo è il vero equilibrio nella Forza. E soprattutto ci ricorda di quanto i Jedi siano babbei: al loro apice hanno permesso che il Signore Oscuro dei Sith diventasse capo della Repubblica e poi Imperatore, ce l’avevano accanto e non si sono accorti di niente, ma che bravi questi Jedi, potenti davvero. Inizia un duello finale con Kylo Ren, lo prende per il culo e svanisce, probabilmente tornerà a dare consigli o a ripetere quanto sono coglioni tutti quanti. Magari tornerà anche il fantasma di suo padre a dire due parole a suo nipote, temo ce ne sia bisogno.

Maestro Yoda: riappare per ripetere le stesse cose dette ne L’Impero Colpisce Ancora e ne Il Ritorno dello Jedi. E per distruggere gli antichi testi dei Jedi che evidentemente non servono e non sono mai serviti a nulla.

Edit: ho voglia di aggiungere un po’ di cose…parliamo della strategia del Primo Ordine e dell’abilità di quell’idiota di Hux? Allora, dopo il massacro iniziale la flotta ribelle conta 3 navi a corto di carburante e sostanzialmente disarmate. E qui parte un inseguimento inutile che dura praticamente tutto il film…troppo difficile per il Primo Ordine (che come ci dicono a inizio film domina la galassia nda) chiamare altre navi e spazzare via quel che resta dei ribelli? No, aspettiamo così magari gli altri riescono a trovare un modo per organizzarsi e scappare, il solito cliché da cattivo di James Bond. Ovvio che non si possono spazzare via subito tutti i buoni, ma almeno cerchiamo di non portare la storia a una situazione vista e rivista come quella descritta.

A proposito, il ritmo della narrazione: la prima parte è di una lentezza esasperante.

Altra cosa insopportabile: l’atmosfera politicamente corretta per far piacere ai Social Justice Warrior del cazzo: i cattivi sono nazisti, i buoni sono buoni…e abbiamo anche le coppie miste (così Trump o i suoi seguaci si arrabbiano) e su un pianeta lontano i bambini sono schiavi e gli animali trattati di merda, ma noi siamo i ribelli e salviamo tutti. W Bambi e Dumbo (e Disney merda).

Andavano fatte altre cose (e ringrazio l’amico Eversen per il suggerimento): 1. chiarire l’identità di Snoke; 2. chiarire l’origine di Rey; 3. trovare il modo di far morire Leia. Nessuna di queste cose è stata fatta, anzi il regista e chi ha scritto il film hanno fatto solo un disastro.

Personaggi storici dell’universo Star Wars come l’Ammiraglio Ackbar che muore e sembra che nessuno se ne accorga.

L’altra scema che comanda la nave che non dice di avere un piano a Poe…ma perché? Che senso ha? Poi, chiaro, siamo nella merda fino al collo e ci mettiamo anche a fare l’ammutinamento.

Qualcuno può togliere dal cazzo C3PO? Da decenni non fa che combinare o dire cazzate, peggio di Jar Jar Binks.

Con questo film sono riusciti a farmi rivalutare gli episodi 1, 2 e 3. Persino l’episodio 7 mi sembra un gran film in confronto a questo, per non parlare di Rogue One che sarà anche uno spin-off ma ha tutto l’occorrente per essere un film degno di essere marchiato Star Wars.

Questo no. Questo è ridicolo. E scommetto che tutte le recensioni positive di critici e siti specializzati siano pagate dalla Disney.

Non c’è logica in questa nuova trilogia. Con la morte dell’Imperatore Palpatine il male era stato sconfitto ma 30 anni dopo non è cambiato nulla. Perché?
La situazione per i ribelli alla fine dell’episodio 8 è la seguente: ci sono Leia (che è già morta), Poe Daemeron, una che forse è una Jedi, un ex soldato imperiale che appena ne ha l’occasione cerca di scappare, una tizia che si è innamorata di lui ma è in coma, qualche droide (di cui uno da eliminare per manifesta stupidità), un gigante peloso, una specie di uccello inutile, qualche altra comparsa, e sono tutti a bordo di una vecchia astronave scassata. Armi: poco o nulla + una spada laser rotta. Alleati: non pervenuti (tranne il fantasma di Luke che poi è morto quindi ciao). Da qualche parte però c’è un bambino con un anello col simbolo della Resistenza! Che culo! La vittoria è nostra! Sembrano i Village People in tournée con le drag queen di Priscilla la Regina del Deserto.
I loro nemici possono contare su un esercito armato fino ai denti e guidato da uno che ha ammazzato suo padre, poi il Leader del Primo Ordine, ha poi cercato di ammazzare l’unica ragazza che gli ha parlato come un essere umano e probabilmente ammazzerebbe anche sua madre (che tanto vola nello spazio). Il secondo in comando è uno squilibrato vittima di bullismo che per qualche strano motivo ha scalato le gerarchie militari e se ne avesse la possibilità incenerirebbe ogni singolo pianeta della galassia.

Adesso dobbiamo aspettare 2 anni per vedere la fine di questa trilogia. Nel frattempo dovrebbe arrivare lo spin-off su Han Solo. Dopodiché speriamo che la Disney torni ad occuparsi di cartoni animati.

Blade Runner 2049

Posted in cinema by Ares on ottobre 19, 2017

Grazie Denis Villeneuve.

Per il coraggio che hai avuto: accettare di confrontarsi con uno dei più grandi film della storia del cinema non è da tutti, ci vuole davvero un coraggio da leone.

E grazie perché hai creato un degno erede dell’opera originale di Ridley Scott. Non un capolavoro, sia chiaro: non credo che nel 2047 saremo ancora qui a parlare di questo film ricordandoci le battute esattamente come si fa con il primo, unico, inimitabile film.

Blade Runner 2049 ha molto dell’originale, come le atmosfere opprimenti e angoscianti (la Los Angeles e l’umanità del 2049 fanno ancora più schifo). Non serve capire perché quel mondo sia così, lo è e basta (in Youtube comunque si trovano i cortometraggi che hanno accompagnato l’uscita del film e che spiegano alcuni dettagli della storia). E in questo mondo orribile umani e replicanti si mescolano, si parlano, si cercano, si amano e si odiano. Soprattutto, si confondono. E Villeneuve è bravo a insinuare dubbi negli stessi personaggi e nello stesso spettatore.

Il legame con il primo film è fortissimo, non solo per la presenza di Rick Deckard/Harrison Ford, non solo per le ambientazioni ma anche per il senso di desolazione e rassegnazione umana e non.

Cast perfetto: Ryan Gosling, Harrison Ford, l’inquietante Jared Leto, Robin Wright, replicanti e ologrammi.

Ho già letto qualche critica: chi punta il dito contro la trama, chi ripete “ma l’originale è un’altra cosa” (va beh, grazie, lo avevamo capito), chi critica la regia accusandola di essere piatta e lenta (per me no). L’unica critica che faccio è solo rivelare il mio timore che so essere condiviso da altri: vi prego, NON fatene un altro. Non ripetete gli errori fatti con Alien e con altri film. Lasciate Blade Runner così com’è.

Captain America – Civil War

Posted in cinema by Ares on maggio 21, 2016

Dov’eravamo rimasti? Ah sì, gli Avengers con enorme sforzo erano riusciti a salvare il mondo dalla minaccia di Ultron (ennesima prova del talento di Tony “genio e sregolatezza” Stark) ma a farne le spese era stato il piccolo stato-città di Sokovia (??) assieme a un non bene precisato numero di persone. A casa mia si chiamano “danni collaterali”, e vorrei anche vedere: preferisci il mondo distrutto o il mondo ancora intero anche se senza qualche migliaia di umani e di uno staterello inutile?

captain-america-civil-war-final-poster

Questioni etiche a parte, un gruppo di Avengers capitanato da Captain America (e chi altri potrebbe capitanare?) arriva a Lagos, Nigeria, per dare la caccia a uno degli ultimi stronzi dell’Hydra che in Captain America Winter Soldier stava per far fuori mezzo mondo (e ancora).

Il problema è che tra gli Avengers ci sono anche le nuove reclute, inclusa quella figa di Wanda Maximoff che, per salvare il suo capitano, fa esplodere il cattivo di turno disintegrando mezzo palazzo in centro città e ammazzando un altro imprecisato numero di persone.

Al che, qualcuno dalle parti dei governi centrali decide di mettere un freno agli Avengers. Alcuni dicono “sì ok, giusto così” (Iron Man) altri “no, col cazzo, voglio continuare a fare come dico io” (Captain America).

Complice testosterone a mille (Captain America va al funerale dell’agente Carter che voleva farsi 70 anni prima, ma scopre che la nipote è forse più figa ma in sostanza non combina nulla a parte un bacio), ego (Iron Man vuole frenare tutti ma solo perché pensa che sia giusto che sia lui a decidere), il ritorno sulla scena di Bucky/Winter Soldier/amico-del-cuore-di-Steve-Rogers, ecco che gli eroi si dividono in fazioni.

Nel frattempo fanno la loro bella comparsa anche Pantera Nera (mai visto, chi è? Non sono un esperto di fumetti, comunque è un figo) e Spiderman (di gran lunga il più riuscito del film) a cui si aggiungono i recenti amici Visione, la Maximoff di cui sopra, coso lì con le ali (Falcon nda), e Ant-Man che è un imbecille ma fa ridere e diventa anche gigante. C’è anche War Machine/Rhodes che facendo a botte con gli altri amici-nemici a momenti ci resta secco, se la cava con la schiena rotta e la paralisi che Stark cerca di curare con una specie di esoscheletro.

La verità è che c’è un uomo proprio cattivo e incazzato con gli Avengers per la questione iniziale di Sokovia tanto che ha ideato un piano perfetto per far sì che si distruggano tra loro mwhhahahahahahahahaaaa….

Ovviamente non funzionerà, ma calci, pugni, esplosioni, superpoteri e bullismo non mancano. Forse un po’ troppo casino con tutti questi eroi, ma alla fine il prodotto è più che soddisfacente.

In tutto questo, Scarlett Johansson riesce ad essere irritante. Personalmente darei tutto in mano a Visione e Thor. Mi piacerebbe sapere dov’è finito Hulk. L’amichetto di Rogers decide di farsi ibernare per non fare più casino. Il cattivo di turno viene imprigionato ma si ha l’impressione che stia per arrivare altro casino, soprattutto alla luce delle varie gemme che stanno saltando fuori e che immagino saranno protagoniste dei prossimi capitoli di Avengers/Thor/Guardiani della Galassia.

Batman v Superman

Posted in cinema, stroncature by Ares on aprile 30, 2016

 

Il niente per 2 ore e mezza.

batmanvsuperman

La storia parte dalla fine de L’Uomo d’Acciaio, il reboot di Superman di qualche anno fa. Metropolis è stata fatta a pezzi dall’alieno in tuta blu e mutande rosse sopra la tuta e dai suoi nemici alieni.
In tutto questo Ben Affleck/Bruce Wayne guarda un suo palazzo che crolla, pensa al danno economico subito e decide che Superman deve morire. Ora, dopo aver visto la trilogia di Batman firmata da Nolan e aver visto un grande attore come Christian Bale interpretare Bruce Wayne/Batman, vedere un simile personaggio con le fattezze e la faccia da ebete di Affleck è davvero un pugno nello stomaco.

Ma andiamo avanti.

Lois Lane scopre che qualcuno vuole fregare Superman il quale scopre l’identità di Batman. In tutto questo appare Lex Luthor che è un ragazzino psicopatico perché il papà lo violentava. È pieno di soldi e non sa parlare, chiunque lo prenderebbe a calci in bocca fino a ucciderlo. Invece no, i soliti ebeti lo aiutano inconsapevolmente e lui scatena il disastro.

Batman quasi uccide Superman ma scopre che le loro mamme hanno lo stesso nome quindi capisce che è Luthor quello cattivo. Chiaro, no? Ma Luthor ha creato un supermostro col cadavere del vecchio nemico di Superman. Ecco che arriva dal nulla Wonder Woman ad aiutare i due supereroi. Poi alla fine ci pensa Superman che salva tutti e muore.

Il mostro viene ucciso. Lex Luthor è in galera ma annuncia l’arrivo di un altro supercattivo spaccaculi.

Nel frattempo appaiono anche Flash e Aquaman e un Cyborg.

Superman in realtà non è proprio morto, senza di lui è impossibile fare il film della Justice League.

In sostanza, Marvel batte DC Comics. E dopo la trilogia di Nolan, Batman non deve più essere protagonista di nessun film. Per farla breve, questo film è inutile.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: