Le Grandi Recensioni

Blade Runner 2049

Posted in cinema by Ares on ottobre 19, 2017

Grazie Denis Villeneuve.

Per il coraggio che hai avuto: accettare di confrontarsi con uno dei più grandi film della storia del cinema non è da tutti, ci vuole davvero un coraggio da leone.

E grazie perché hai creato un degno erede dell’opera originale di Ridley Scott. Non un capolavoro, sia chiaro: non credo che nel 2047 saremo ancora qui a parlare di questo film ricordandoci le battute esattamente come si fa con il primo, unico, inimitabile film.

Blade Runner 2049 ha molto dell’originale, come le atmosfere opprimenti e angoscianti (la Los Angeles e l’umanità del 2049 fanno ancora più schifo). Non serve capire perché quel mondo sia così, lo è e basta (in Youtube comunque si trovano i cortometraggi che hanno accompagnato l’uscita del film e che spiegano alcuni dettagli della storia). E in questo mondo orribile umani e replicanti si mescolano, si parlano, si cercano, si amano e si odiano. Soprattutto, si confondono. E Villeneuve è bravo a insinuare dubbi negli stessi personaggi e nello stesso spettatore.

Il legame con il primo film è fortissimo, non solo per la presenza di Rick Deckard/Harrison Ford, non solo per le ambientazioni ma anche per il senso di desolazione e rassegnazione umana e non.

Cast perfetto: Ryan Gosling, Harrison Ford, l’inquietante Jared Leto, Robin Wright, replicanti e ologrammi.

Ho già letto qualche critica: chi punta il dito contro la trama, chi ripete “ma l’originale è un’altra cosa” (va beh, grazie, lo avevamo capito), chi critica la regia accusandola di essere piatta e lenta (per me no). L’unica critica che faccio è solo rivelare il mio timore che so essere condiviso da altri: vi prego, NON fatene un altro. Non ripetete gli errori fatti con Alien e con altri film. Lasciate Blade Runner così com’è.

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Captain America – Civil War

Posted in cinema by Ares on maggio 21, 2016

Dov’eravamo rimasti? Ah sì, gli Avengers con enorme sforzo erano riusciti a salvare il mondo dalla minaccia di Ultron (ennesima prova del talento di Tony “genio e sregolatezza” Stark) ma a farne le spese era stato il piccolo stato-città di Sokovia (??) assieme a un non bene precisato numero di persone. A casa mia si chiamano “danni collaterali”, e vorrei anche vedere: preferisci il mondo distrutto o il mondo ancora intero anche se senza qualche migliaia di umani e di uno staterello inutile?

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Questioni etiche a parte, un gruppo di Avengers capitanato da Captain America (e chi altri potrebbe capitanare?) arriva a Lagos, Nigeria, per dare la caccia a uno degli ultimi stronzi dell’Hydra che in Captain America Winter Soldier stava per far fuori mezzo mondo (e ancora).

Il problema è che tra gli Avengers ci sono anche le nuove reclute, inclusa quella figa di Wanda Maximoff che, per salvare il suo capitano, fa esplodere il cattivo di turno disintegrando mezzo palazzo in centro città e ammazzando un altro imprecisato numero di persone.

Al che, qualcuno dalle parti dei governi centrali decide di mettere un freno agli Avengers. Alcuni dicono “sì ok, giusto così” (Iron Man) altri “no, col cazzo, voglio continuare a fare come dico io” (Captain America).

Complice testosterone a mille (Captain America va al funerale dell’agente Carter che voleva farsi 70 anni prima, ma scopre che la nipote è forse più figa ma in sostanza non combina nulla a parte un bacio), ego (Iron Man vuole frenare tutti ma solo perché pensa che sia giusto che sia lui a decidere), il ritorno sulla scena di Bucky/Winter Soldier/amico-del-cuore-di-Steve-Rogers, ecco che gli eroi si dividono in fazioni.

Nel frattempo fanno la loro bella comparsa anche Pantera Nera (mai visto, chi è? Non sono un esperto di fumetti, comunque è un figo) e Spiderman (di gran lunga il più riuscito del film) a cui si aggiungono i recenti amici Visione, la Maximoff di cui sopra, coso lì con le ali (Falcon nda), e Ant-Man che è un imbecille ma fa ridere e diventa anche gigante. C’è anche War Machine/Rhodes che facendo a botte con gli altri amici-nemici a momenti ci resta secco, se la cava con la schiena rotta e la paralisi che Stark cerca di curare con una specie di esoscheletro.

La verità è che c’è un uomo proprio cattivo e incazzato con gli Avengers per la questione iniziale di Sokovia tanto che ha ideato un piano perfetto per far sì che si distruggano tra loro mwhhahahahahahahahaaaa….

Ovviamente non funzionerà, ma calci, pugni, esplosioni, superpoteri e bullismo non mancano. Forse un po’ troppo casino con tutti questi eroi, ma alla fine il prodotto è più che soddisfacente.

In tutto questo, Scarlett Johansson riesce ad essere irritante. Personalmente darei tutto in mano a Visione e Thor. Mi piacerebbe sapere dov’è finito Hulk. L’amichetto di Rogers decide di farsi ibernare per non fare più casino. Il cattivo di turno viene imprigionato ma si ha l’impressione che stia per arrivare altro casino, soprattutto alla luce delle varie gemme che stanno saltando fuori e che immagino saranno protagoniste dei prossimi capitoli di Avengers/Thor/Guardiani della Galassia.

Batman v Superman

Posted in cinema, stroncature by Ares on aprile 30, 2016

 

Il niente per 2 ore e mezza.

batmanvsuperman

La storia parte dalla fine de L’Uomo d’Acciaio, il reboot di Superman di qualche anno fa. Metropolis è stata fatta a pezzi dall’alieno in tuta blu e mutande rosse sopra la tuta e dai suoi nemici alieni.
In tutto questo Ben Affleck/Bruce Wayne guarda un suo palazzo che crolla, pensa al danno economico subito e decide che Superman deve morire. Ora, dopo aver visto la trilogia di Batman firmata da Nolan e aver visto un grande attore come Christian Bale interpretare Bruce Wayne/Batman, vedere un simile personaggio con le fattezze e la faccia da ebete di Affleck è davvero un pugno nello stomaco.

Ma andiamo avanti.

Lois Lane scopre che qualcuno vuole fregare Superman il quale scopre l’identità di Batman. In tutto questo appare Lex Luthor che è un ragazzino psicopatico perché il papà lo violentava. È pieno di soldi e non sa parlare, chiunque lo prenderebbe a calci in bocca fino a ucciderlo. Invece no, i soliti ebeti lo aiutano inconsapevolmente e lui scatena il disastro.

Batman quasi uccide Superman ma scopre che le loro mamme hanno lo stesso nome quindi capisce che è Luthor quello cattivo. Chiaro, no? Ma Luthor ha creato un supermostro col cadavere del vecchio nemico di Superman. Ecco che arriva dal nulla Wonder Woman ad aiutare i due supereroi. Poi alla fine ci pensa Superman che salva tutti e muore.

Il mostro viene ucciso. Lex Luthor è in galera ma annuncia l’arrivo di un altro supercattivo spaccaculi.

Nel frattempo appaiono anche Flash e Aquaman e un Cyborg.

Superman in realtà non è proprio morto, senza di lui è impossibile fare il film della Justice League.

In sostanza, Marvel batte DC Comics. E dopo la trilogia di Nolan, Batman non deve più essere protagonista di nessun film. Per farla breve, questo film è inutile.

The Hateful Eight

Posted in cinema by Ares on febbraio 12, 2016

8vo film di Quentin Tarantino

hateful eight

Premessa: distruggere una Martin del 1870 è imperdonabile, chi ha fatto la cazzata sul set (ovvero chi doveva avvisare il povero Kurt Russell di cosa aveva in mano Jennifer Jason Leigh) dovrebbe essere punito severamente. Va anche detto che quei fenomeni della Martin Guitars potevano benissimo evitare di prestare un pezzo da museo a Quentin Tarantino…

Detto questo, The Hateful Eight è stato stroncato da alcuni critici e anche da tanti spettatori che hanno accusato il regista di essersi fatto prendere la mano e aver creato un film inutilmente prolisso e, in sostanza, aver calcato troppo la mano indugiando nelle sue manie.

Sbagliato. The Hateful Eight è al 100% un film di Quentin Tarantino. Diverso dal solito perché questa volta il regista è riuscito a creare un giallo-thriller-western-pulp facendo montare la tensione minuto dopo minuto, infarcendo la storia con i soliti dialoghi al limite del surreale al quale ci ha abituati, inserendo (auto)citazioni dall’inizio alla fine e portandoci piano piano alla soluzione del caso attraverso i vari capitoli nei quali è diviso il film. Sinceramente, non capisco la delusione di parte di critica e pubblico, lo stile di Tarantino si è evoluto negli ultimi anni prima con Bastardi senza Gloria e poi con Django Unchained. Non siamo più ai tempi di Pulp Fiction, gli ultimi film giocano con la Storia che viene riscritta, adattata e distorta (pensare alla fine di Hitler in Bastardi) oppure diventa lo sfondo per mettere in scena gli ultimi “western”. C’è da chiedersi cosa farà la prossima volta (io spero sempre nel terzo capitolo di Kill Bill).

Riuniti gli attori simbolo del cinema tarantiniano: Tim Roth, Michael Madsen e Samuel L Jackson (di gran lunga il migliore, da metà film in poi la sua performance diventa gigantesca come ai tempi di Pulp Fiction) ai quali si possono aggiungere Kurt Russell, James Parks e Zoe Bell (storica controfigura di Uma Thurman). Nota di merito a Walton Goggins e a Jennifer Jason Leigh. Tutti riescono a pronunciare una battuta che entrerà a far parte della lunga serie di “frasi storiche” del cinema di Tarantino. Ce n’è per tutti: bianchi, neri, vecchi, giustizia, Abramo Lincoln.

Basta, andate a vederlo.

Revenant

Posted in cinema by Ares on febbraio 11, 2016

Riuscirà Leonardo DiCaprio a vincere l’Oscar?

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A giudicare da Revenant si direbbe di sì…anche se…premio oscar per questo quando non lo ha vinto per The Wolf of Wall Street (giusto per citare un film a caso)? Premiarlo per il film in cui parla di meno sembra più un riconoscimento alla fatica fatta durante la lavorazione (riprese a -30° eccetera). Va beh, staremo a vedere. Comunque è bravissimo.
Anche Tom Hardy, straordinario nel ruolo del bastardo-cattivo di turno.

The Revenant è una storia di morte e vendetta, ispirata alla vera storia di Hugh Glass che all’inizio dell’Ottocento riuscì a sopravvivere e a tornare dai compagni di avventura. E fin qui ci siamo.

L’impatto visivo del film di Inarritu è spettacolare, l’immensa desolazione degli spazi e della luce naturale meritano ben più di un premio per regia e fotografia. Devo però dire che in alcuni momenti ho pensato di guardare un documentario di National Geographic e non un film drammatico, mi è sembrato una sorta di grande autocelebrazione di tecnica cinematografica.

Il problema, per me, è che il film è di una lentezza a tratti esasperante. Forse l’idea è quella di trasmettere il tanto tempo trascorso nella ricerca e nel compimento della vendetta, tempo che viene scandito dal fuoco che riscalda e rischiara la notte, dai lunghi silenzi e dalla natura che appare spietatamente dura e ostile ma che è anche l’unica speranza alla quale aggrapparsi per sopravvivere dato che gli uomini sono (quasi) tutti dei disgraziati pronti a uccidere tutto quello che si muove attorno a loro.

Si guarda, e può piacere, ma posso capire tutti quelli che escono dalla sala delusi o un po’ annoiati.

Star Wars Episodio VII – Il Risveglio della Forza

Posted in cinema, mezze stroncature by Ares on dicembre 18, 2015

Ho fatto finta di niente fino a un mese fa, quasi non volessi aver più nulla a che fare con Star Wars dopo la seconda trilogia (che col passare degli anni sopporto sempre meno).

Poi, vinto dai trailer, ho deciso di acquistare il biglietto: 16 dicembre, ore 16:30 (primo spettacolo presso il multisala prescelto) ed evitare così le minacce di spoiler.

Buio in sala.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

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Pensavate che fosse tutto finito con la seconda Morte Nera distrutta in orbita della luna boscosa di Endor? Pensavate che fosse tutto finito con la morte dell’Imperatore e di Darth Vader?

Sì. Io lo speravo ancora di più dopo aver visto gli episodi 1, 2 e 3.

E dopo aver visto il settimo episodio ne sono ancora più convinto.

Perché credo di aver visto una sorta di remake degli episodi precedenti, tutto condensato in 2 ore e con personaggi dai nomi diversi (ma in fondo sono gli stessi) più qualche vecchio protagonista messo lì più per volere dei fans che per altro.

Andiamo con ordine AVVISO SPOILER – SE NON AVETE VISTO IL FILM ALLONTANATEVI O APRIREMO IL FUOCO

Prima curiosità: i vecchi personaggi hanno ripreso i nomi originali. Jan Solo è Han Solo, Leila è Leia e così via.

Non c’è un eroe, ma c’è un’eroina (non quella di Trainspotting): evidentemente a Hollywood va di moda avere delle giovani donne, possibilmente attraenti, che volenti o nolenti diventano l’ago della bilancia e protagoniste dell’avventura. In questo senso Rey, interpretata dalla semisconosciuta e brava Daisy Ridley, assomiglia molto alla Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) di Hunger Games. Una novella Luke Skywalker tanto che il suo legame col vecchio maestro verrà, come si intuisce, spiegato tra un paio d’anni (Episodio VIII). Ah, questa scopre la Forza e in due secondi riesce anche a fronteggiare (e sconfiggere) il cattivo di turno con tanto di spada laser appartenuta a Luke (ma come? La spada è blu, e sappiamo che la spada blu di Luke è precipitata nel vuoto assieme alla sua mano alla fine de L’Impero Colpisce Ancora, boh). Rey vive in un posto inutile in mezzo al deserto e aspetta qualcuno, “la mia famiglia” dice lei. Anche Luke abitava in un posto ugualmente inutile e aspettava qualcosa (voleva andarsene, poi gli hanno carbonizzato gli zii e allora si è unito a Obi Wan Kenobi). Lei si sposta con una specie di sprinter, come Luke. È una bravissima pilota, come Luke. Solo una coincidenza, mica si saranno accorti delle somiglianze tra i personaggi in fase di stesura della sceneggiatura, no?

Il cattivo è Kylo Ren, figlio di Han Solo e della Principessa Leila. Si capisce come sia stato padawan di Luke salvo poi incazzarsi e mandare tutto a puttane irretito dal Lato Oscuro. Kylo Ren (nato Ben Solo) sembra un ragazzino con tanti problemi coi genitori, un brutto carattere e incapace di gestire la rabbia. In sostanza è uguale ad Anakin Skywalker/Darth Vader che venera coma una divinità senza averne un briciolo del carisma/potere. Voglio dire: quando c’erano problemi o imprevisti Vader camminava, diceva due parole e poi strangolava il malcapitato di turno. Kylo Ren invece sguiana (?) la spada laser e spacca tutto. Si fa infinocchiare da Rey perché probabilmente all’epoca dell’apprendistato da Skywalker lei era più in gamba di lui (girl power!), o forse perché sotto sotto lui è innamorato di lei (e se fanno una cazzata del genere sarà solo per volere della Disney). In questo film lui è (o dovrebbe essere) il cattivo spaccaculi, ma finisce col farsi prendere a calci in culo da lei che non sa una mazza. Sa solo uccidere suo padre in un vero colpo di scena che rimanda alla morte di Obi Wan nell’episodio IV (e questo mi fa pensare che Harrison Ford abbia fatto questo film solo perché implorato dalla produzione alla disperata ricerca di un collegamento con la trilogia originale). Se non avete capito, ve lo ripeto: Han Solo muore. Trafitto dalla spada laser del figlio e gettato nel vuoto. E suo figlio è uno sfigato.

Poe Dameron: interpretato da Oscar Isaac, una sorta di pistolero/cowboy che arriva col suo caccia e spacca tutto. È simpatico e me lo vedo come nuovo Han Solo di questa nuova trilogia.

Il droide BB-8: è buffo e, ma guarda un po’, nasconde una cosa importantissima che serve tipo a tutti: il Primo Ordine gli sta dando la caccia mentre gli altri vogliono portarlo a casa (stessa cosa di R2D2 nell’episodio IV).

Finn: stormtrooper imperiale pentito, diventa amico di Rey (e forse lui vorrebbe altro). Eroe suo malgrado, farà di tutto per aiutare la giovane. Bell’esempio di amicizia tra un ragazzo nero e una ragazza bianca nel segno dell’amore e della fratellanza (buonismo Disney?). Mi sono sempre chiesto: nell’universo di Star Wars ci sono un sacco di alieni, perché non usare una di quelle centinaia di razze per un nuovo eroe? Mica c’è solo Chewbacca.

Il generale Hux del Primo Ordine sembra una checca isterica. La mega adunata ricorda i nazisti di Iron Sky.

Il supremo capo del Primo Ordine via ologramma appare in formato gigante. E’ Gollum, si sa solo che il figlio di Han Solo è diventato quello che è anche per colpa sua.

Capitan Phasma: è Brienne di Tarth, solo che è coperta da una maschera. Senza spadone e fuori dai confini di Westeros perde tutto.

La base Starkiller: è una super Morte Nera (risucchia una stella e con un solo colpo spazza via diversi pianeti) costruita all’interno di un pianeta e col solito punto debole sgamato in un baleno e opportunamente utilizzato per distruggerla. L’Alleanza aveva distrutto DUE VOLTE la Morte Nera, possibile che quelli del Primo Ordine non abbiano capito niente dagli errori passati dell’Impero?

Han Solo: ruba la scena. Il vecchio Harrison Ford è diverse spanne sopra tutti, anche senza cappello da Indian Jones. La scena tra lui e Kylo Ren in cui il padre cerca di redimere il figlio è l’apice del film e il grande colpo di scena dell’episodio VII.

Leila: non più principessa, ora è generale. Invecchiata male, alla disperata ricerca del fratello e del figlio, perderà il grande amore della sua vita. Ma da vecchia saggia sembra avere un buon ascendente su Rey.

Chewbacca: il solito Ciube, una garanzia, e anche lui sarà una spalla importante per Rey.

I vecchi droidi C3PO e R2D2: il primo è inutile, il secondo si sveglia misteriosamente alla fine del film per dirci dove si trova padron Luke.

Appunto, e Luke Skywalker? Il vecchio Jedi adesso fa l’eremita a Skellig Michael e spera che tutti si siano dimenticati di lui. Appare solo alla fine, non dice una parola, ma quando Rey lo trova e gli mostra la spada laser capisce di essere di nuovo in ballo. Spero che chieda a qualcuno chi e come è riuscito a ritrovare la sua vecchia spada laser e se c’era ancora la mano attaccata.

Il film per fortuna ha tutto di Star Wars: astronavi, pianeti strani, buoni contro cattivi, alieni, mostri, attimi di pausa che fanno sorridere, il conflitto interiore che anima alcuni dei personaggi. C’è tutto quello che ha reso Star Wars la più straordinaria saga del cinema nonché un fenomeno di cultura popolare che non conosce crisi e che, anzi, continua a raccogliere nuovi fans. Bravo Abrams per aver usato tanti modellini e non aver sacrificato la magia sull’altare della computer grafica; a proposito, i nuovi/vecchi caccia X-Wing e Tie Fighter hanno un sacco di dettagli in più e sono veramente belli cosi come le scene delle battaglie aeree. Il Millennium Falcon ha ancora problemi col motivatore dell’iperguida, ma è il pezzo di ferraglia più veloce della galassia. La regia di Abrams è perfetta per film del genere.

La cosa che mi fa male è vedere poca originalità nella trama: ci sono troppi richiami alle situazioni dei vecchi film, troppe cose che sono semplicemente rifatte. Sarebbe stato più interessante capire come si è giunti alla situazione Primo Ordine vs Resistenza/Repubblica, non voglio aspettare altri due film perché temo che questo sia un aspetto che non verrà trattato adeguatamente. Avrebbero dovuto investire molto di più su questa parte della trama.

Ma il problema davvero grosso è un altro, e purtroppo va ad intaccare l’elemento fondamentale dell’universo di Star Wars.

La Forza. I maestri jedi, e penso a Qui Gon Jin e Obi Wan Kenobi, Yoda e Mace Windu fino agli Skywalker hanno dovuto intraprendere un addestramento lunghissimo prima di padroneggiare i propri poteri. Rey invece sfiora la spada laser, ha dei flashback che chiariscono parte del suo passato e all’improvviso inizia a fare cose impensabili: dall’uso della voce per farsi liberare a resistere agli attacchi di Kylo Ren arrivando a sconfiggerlo dopo aver preso in mano la spada per la prima volta. Si capisce che la Forza scorre potente in lei, ma i sei film precedenti ci hanno insegnato che la Forza è talmente potente che senza addestramento è impossibile da controllare, addirittura impossibile da percepire, ed è facile venirne distrutti. Per quanto mi riguarda questa è una grave pecca, come può Rey avere una simile padronanza se, da come si vede nei suoi ricordi, è stata abbandonata su Jakku che era solo una bambina? Troppo poco esperta. Forse deve esser cosi perché scopriremo che Rey farà ciò che doveva fare Anakin, ovvero riportare l’equilibrio nella Forza? Restiamo in attesa.

Sinceramente mi aspettavo di meglio, ma non voglio credere alla morte della saga. Voglio credere invece che sia l’inizio di un’ultima grande avventura che, ahinoi, dovremo aspettare ancora per tanto tempo prima di vederne la fine. L’appuntamento con l’episodio VIII è fissato per il 26 maggio 2017, che la Forza sia con voi.

Spectre

Posted in cinema by Ares on novembre 18, 2015

24° capitolo della saga di James Bond.

Diciamo subito che Monica Bellucci è semplicemente imbarazzante. Non è tanto il fatto che come attrice non sia poi così brava (è inguardabile), ma ha pure il coraggio di doppiarsi (con esiti francamente ridicoli). In Italia ci sono ancora tanti bravi doppiatori, perché non utilizzarli?

Bene, detto questo:

spectre

Quarta (e ultima?) volta per Daniel Craig nei panni di 007 e forse siamo giunti alla chiusura del cerchio per quanto riguarda il personaggio Bond in questa nuova versione.

Filmone da 2 ore e mezza che scorre via velocemente, tra richiami al passato dei precedenti capitoli con Craig, ma anche diversi riferimenti all’intera saga (Dalla Russia con Amore, Si Vive Solo Due Volte, Vivi e Lascia Morire, Licenza di Uccidere e altri). Bond finalmente scopre il suo più grande nemico, Ernst Stavro Blofeld interpretato dal magistrale Christoph Waltz, e chiarisce il disegno celato dietro ai cattivi delle ultime missioni e al dolore per la perdita di Vesper Lynd e di M-Judi Dench. Soprattutto, viene svelato un ulteriore tassello della storia personale di James Bond e il finale lascia intendere che il prossimo capitolo sarà inevitabilmente legato a questo. Allora il cerchio non è chiuso, mmm…

Non siamo ai livelli di Skyfall, qui c’è molta più azione e un po’ meno trama, ma il risultato è ugualmente soddisfacente e i tanti appassionati della saga di 007 saranno soddisfatti. Alcune parti sono spettacolari e l’inseguimento notturno per le strade di Roma entra di diritto tra le migliori sequenze delle avventure di Bond. Comprimari perfetti, la squadra ormai è ben collaudata.

Capitolo Bond-girl: non ci siamo. Monica Bellucci al massimo può essere una Bond-milf, mentre Léa Seydoux (dotata di una sola espressione in volto) non si capisce bene perché sia stata scelta. Sicuri che non ci fosse nulla di meglio in giro?

Mi aspettavo qualcosa in più. Adesso resto in attesa di capire chi sarà il prossimo interprete, sperando che non capiti un altro Timothy Dalton.

Jurassic World

Posted in cinema by Ares on giugno 20, 2015

Son passati 22 anni dal primo disastro a Isla Nublar, ed evidentemente nessuno ha ascoltato Alan Grant, Ellie Sattler e soprattutto Ian Malcolm.

jurassic world

 

Così, dopo aver rimesso in piedi il parco e riportato in vita i lucertoloni estinti ecco la brillante idea: creare un nuovo dinosauro più grande e spaventoso.

Bravi, bell’idea.

Col trucco dell’altra volta (e grazie allo stesso dottor Wu, vero scienziato pazzo della serie) il gioco è fatto, peccato solo che abbiano scelto pessimi animali per completare il dna mancante. Così l’Indominous Rex non è solo grosso e cattivo, ma anche molto furbo ed esce a far festa (leggi “uccidere ogni cosa abbia delle zampe”) tanto che nel giro di qualche ora il disastro è compiuto.

Insomma, Jurassic World soddisfa gli occhi ed è costruito sulla falsariga del primo film. Anzi, alcune scene sono proprio dei richiami a quanto già visto negli altri film della serie (sì, incluso il terzo). Alla fine diverte e continua a far sognare quanto belle e spaventose dovevano essere quelle creature vissute tanto tempo fa. L’unica pecca del film è data dai protagonisti: Chris Pratt e Bryce Dallas Howard non mi hanno per niente convinto, ho sentito la mancanza dei vecchi personaggi, soprattutto del professor Malcolm.

Comunque sia, Jurassic World è promosso, ma temo che abbiano in mente di farne altri col rischio di creare cose davvero imbarazzanti.

Interstellar

Posted in cinema by Ares on novembre 16, 2014

Rage against the dying of the light

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Film che inevitabilmente divide pubblico e critica tra osannatori e stroncatori. Se non lo avete visto non continuate la lettura (spoiler in arrivo).
Non mi sento di potermi schierare con nessuna delle due fazioni: Interstellar ha sicuramente degli enormi pregi e Nolan conferma la sua bravura, ma ci sono anche delle incongruenze e/o buchi nella sceneggiatura che non possono non lasciare l’amaro in bocca o quantomeno un senso di scoramento per le mancate risposte.

Cosa ha voluto (o cercato di) dirci Christopher Nolan con Interstellar? Che potremmo salvare le persone che amiamo anche nel modo più impensato e l’Amore vince su tutto (bah…)? O che faremmo meglio a trattare bene questo pianeta perché non abbiamo un’altra casa e sarà molto difficile andarsene dalla Terra e colonizzare altri pianeti (molto più sensato e realistico)? Il regista dice che e’ un film ottimista e ricco di speranza…

Vero, ma questo e’ solo un film.

Nella realtà saremmo tutti fottuti.

Di sicuro dice che se spedisci una sonda su un pianeta di un’altra galassia, e questo pianeta e’ vicino a un buco nero, NON devi andare a recuperarla.
Ci dice anche che se spedisci Matt Damon su un altro pianeta della stessa galassia del pianeta precedente e vai a salvarlo lui cercherà di ucciderti. E questo perché Matt Damon e’ Jason Bourne. Se vi interessa scoprire cosa non va davvero in Interstellar leggete questo post.

Domande fondamentali: Interstellar e’ un bel film? Un capolavoro? O una cagata pazzesca (cit.)? Direi che e’ un buon film; non credo sia un capolavoro e nemmeno che sia una cagata pazzesca.

Recitato in modo impeccabile, con McConaughey in stato di grazia assoluta e ottimamente supportato da Anne Hathaway, Michael Caine e Jessica Chastain. Scenografia spettacolare e “kubrickiana” al punto giusto (Saturno e la pioggia, straordinario). Colonna sonora eccellente come in ogni film di Nolan. Citazioni colte letterarie (Dylan Thomas, che classe) e non (inevitabili i riferimenti a 2001). Ma questi sono solo aspetti tecnici.

Il resto (e quindi il giudizio definitivo) e’ ancora poco chiaro.

Godzilla

Posted in cinema by Ares on maggio 23, 2014

Qual è il modo migliore per festeggiare il Cloverfield Day (22 maggio)?

Andare a vedere Godzilla, naturalmente.

Godzilla

Cosa rende questo Godzilla un monster-movie che merita di essere visto? Semplice: hanno voluto rendere omaggio alla produzione originale giapponese. Quindi Godzilla assomiglia molto alla bestiaccia che la Toho porta sugli schermi da 60 anni, gli umani in circolazione hanno solo il ruolo di morire o cercare di rendersi (in)utili in ogni momento, le città si fanno distruggere allegramente. Per essere precisi, è stato ripreso il filone del Godzilla “buono”, ovvero quando il nostro amicone fa il lavoro sporco e salva l’umanità. Gli antagonisti sono veramente dei bastardi, complimenti a chi li ha ideati, anche per aver ideato l’intreccio narrativo, che non sarà il massimo ma si è visto di molto peggio.

Rispettati tutti i cliché del genere catastrofico, ma la scelta di non indugiare sui soliti cliché rende il film molto più godibile (personaggi eliminati subito, niente bimbi rompicoglioni a intralciare il lavoro degli adulti e altro che non vi dico).

Soprattutto, a differenza di altri film del genere, è chiaro che quello che dovrebbe essere “l’eroe” è solo in balia di mostri alti 100 metri che si menano di brutto non curanti di cose, persone, città, navi, ponti, varie ed eventuali.

Ho letto le solite stroncature riguardo Godzilla, la più gettonata delle quali sembra essere “ma (il mostro) si vede poco (cosa dovevano fare, 2 ore di Godzilla che picchia tutti?), ed è lui il protagonista (sicuro?), erano più belli quelli vecchi (grazie per non aver citato il Godzilla del 1998)” eccetera. Cose scritte da chi non ha MAI visto i vecchi film e non ha ben capito il concetto di “evito di farti vedere subito il mostro perché voglio creare un po’ di tensione, chiaro? Hai presente Lo Squalo di Spielberg? O quegli stronzi dei velociraptor in Jurassic Park? ”

Il Re dei Mostri è tornato, ne sentivamo la mancanza.

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