Le Grandi Recensioni

Godzilla II – King of the Monsters

Posted in cinema, mezze stroncature by Ares on giugno 11, 2019

2 ore e dieci minuti circa in cui dialoghi insensati e gente che sopravvive per sbaglio toglie spazio ai mostri.

Ma in fondo, ma chissenefrega (cit.), Godzilla torna a proteggerci perché qualche talebano ambientalista ha pensato bene di risvegliare i mostri addormentati nelle profondità della Terra. E questo perché 1. gli esseri umani fanno cagare ed è giusto che i mostri li estinguano per risanare il pianeta e 2. “Godzilla ha ucciso mio figlio”.

Il problema è che tra questi mostri c’è Ghidorah, che è enorme, ha tre teste che rispuntano appena ne tagli una, spara scariche elettriche devastanti e di fatto comanda tutti gli altri mostri che se ne vanno in giro a distruggere tutto.

Tutti tranne Godzilla e Mothra, che è una falena gigante amica di Godzilla.

E Kong? Lui se ne sta sulla sua isola, a lui non interessano le questioni terrene, è una persona seria e saggia e ha faccende ben più importanti a cui badare.

In ogni caso, il film di per sé non dice nulla di nuovo/avvincente/sensato. Gli attori sembrano svogliati, tanto sanno benissimo che chi andrà al cinema non lo farà perché interessato alla “trama”, ma solo ed esclusivamente per assistere ai combattimenti tra i mostri. Quindi perché sbattersi per risultare credibili? Anche il buon Charles Dance, può aver fatto una carriera da urlo ma ormai è solo Tywin Lannister.

Detto questo, mostri che combattono e distruggono: gli effetti speciali raggiungono vette notevoli, anche se complice l’oscurità delle ambientazioni a volte il tutto sembra un po’ troppo confuso. Ma funziona, e alla fine la vittoria di Godzilla con annessa sottomissione dei rimanenti titani (incluso quel/la bastardo/a di Rodan) fa piangere di gioia grandi e piccini…

Il prossimo capitolo, già annunciato per il 2020, dovrebbe vedere lo scontro tra King Kong e Godzilla. Sempre che si faccia davvero, perché questo secondo episodio pare non stia riscuotendo il successo sperato al botteghino complici alcune notevoli stroncature da parte della critica. Inclusa la mia: non sarò un critico, ma con tutti i soldi che hanno speso si poteva far di meglio.

Godzilla vs Cloverfield farebbe ridere. Pensateci, uomini di Hollywood.

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Game of Thrones

Posted in mezze stroncature, serie tv by Ares on maggio 21, 2019

Ricordo quando arrivò la prima stagione, quasi non me ne accorsi. Poi qualcuno mi disse “ma ci sono i draghi!”, e mi rimisi in pari (potenza dello streaming).

Da allora (seconda stagione), ho seguito con grande soddisfazione l’epopea di Westeros. Ho tentato anche di leggere i libri di Martin, ma mi sono fermato dopo i primi capitoli del primo perché, semplicemente, la sua scrittura non mi ha colpito.

Comunque sia, Game of Thrones ha accompagnato me e molti altri per tanto tempo e adesso che tutto è finito mi sento un po’ abbandonato. Ho assistito a un serial che definire colossale è poco: costumi, scenografie, effetti speciali, la costruzione di interi eserciti, attori bravissimi che hanno dato vita a una trama fatta di continui colpi di scena, alleanze, guerre, tradimenti, sospetti, vendette, sesso e violenza. Mai vista una serie con così tanti morti tra i protagonisti…e tutto ‘sto casino per colpa di fratello e sorella che scopano e un bambino che non doveva essere lì a vederli, e per il desiderio di potere di un arrampicatore sociale senza scrupoli e figlio di puttana come pochi (Lord Baylish)

Game of Thrones ha alzato l’asticella per le produzioni televisive, un vero blockbuster televisivo senza eguali.

Eppure anche per GOT vale la regola: tanto più è bella una serie, tanto più farà cagare l’episodio finale.

La sesta puntata dell’ottava stagione è una puttanata colossale: un intero continente dominato da casate di psicopatici, incestuosi, assassini, vigliacchi e traditori che si fanno la guerra per un trono di merda e alla fine cosa succede? Ve lo dico io.

Targaryen: sono rimasti in due Danaerys e Jon Snow/Aegon Targaryen, sono zia e nipote e lo hanno scoperto dopo aver iniziato a scopare (ma l’incesto è tradizione familiare, quindi ok). Il nipote, Jon, cresciuto come Bastardo e ripudiato urbi et orbi è i legittimo erede al trono, ma la zia è più figa e si è sbattuta un sacco per arrivare lì. E poi le è ancora rimasto un drago sputafuoco terrificante grazie al quale ha incenerito capitale del regno e nemici, oltre a migliaia di altri uomini, donne e bambini che non c’entravano niente, e ci fa anche capire che grazie al suo esercito di psicopatici selvaggi si impadronirà del resto del mondo uccidendo chiunque non si piegherà. Jon le dice “sì, sei la mia regina” e la uccide. Arriva il drago che brucia il trono del cazzo, lascia lì Jon e porta via il cadavere della sua mamma. Jon Snow viene condannato a tornare a fare quello che faceva nella prima stagione, Guardiano della Notte sulla Barriera a nord. Anche se i nemici dall’altra parte non ci sono più (e infatti scappa con loro in mezzo ai boschi e alla neve) e chi voleva la sua testa per aver ucciso Danaerys se ne va. Quindi a che serve allontanarlo?

Lannister: i peggiori figli di troia mai visti. L’unico che si salva è un nano scaltro e alcolizzato che ha tradito i suoi migliori amici, ha ammazzato suo padre, strangolato la sua amante e ha cercato di salvare il fratellone Jaime e la sorellona Cersei nonostante quest’ultima lo abbia sempre odiato per tutta la vita. Jaime e Cersei erano gemelli, scopavano, hanno avuto dei figli tutti morti ammazzati o suicidi (e uno di questi è stato uno dei personaggi più psicopatici della storia dei serial tv), e muoiono travolti dalle macerie della reggia. Speravo morissero sotto tortura ma va beh. Tyrion ha tradito Danaerys, meriterebbe la morte ma spiega a tutti perché il nuovo re deve essere il ragazzino storpio. Tutti d’accordo. Mah. Io ne avrei approfittato e avrei tolto di mezzo l’ultimo Lannister, troppo pericoloso per lasciarlo in vita.

Stark: gli unici “buoni”, di sicuro gli ultimi che volevano tutto ‘sto casino e in sostanza volevano solo stare in pace e per i cazzi loro. Gente del nord, fa freddo da quelle parti, non c’è tempo per cazzate. Sono rimasti in 3: Sansa, la principessina scema che con la sua stupidità ha inconsciamente fatto quasi sterminare la propria casata, è diventata Regina del Nord; Arya, la bambina che voleva avventure, si salva per culo, diventa un’assassina e poi alla fine si scopre novella Cristoforo Colombo; Bran, il bambino che scoprì Cersei e Jaime Lannister a scopare e venne da quest’ultimo buttato giù da una torre (e da lì è partito tutto il casino), rimasto storpio, scappa e diventa una specie di entità onnisciente e alla fine Re di tutto facendo chiaramente capire che era questo il suo piano. Nessuno obietta, mi sembra chiaro. In ogni caso, nord indipendente e uno Stark re dei sei regni rimasti, alla fine sono loro i vincitori.

Le altre casate: no comment.

Il trono? Sciolto dal drago incazzato per la perdita della mammina (ma l’assassino della mammina è rimasto lì, a lui neanche un buffetto).

Anni di intrighi, misteri, sotterfugi, battaglie, orrore, morte e violenza spesso gratuita per cosa? 7 stagioni per caratterizzare i personaggi, farli crescere e poi la fretta di chiudere tutto in 6 episodi perché? Per 7 stagioni Danaerys che ripete “io non sono come mio padre” e poi, quando la città si arrende e i nemici sono di fatto sconfitti, lei si incazza e la rade al suolo? Meno male che non era come suo padre (salvo aver carbonizzato e fatto ammazzare una quantità assurda di persone come ricorda Tyrion nel dialogo decisivo con Jon Snow). Le trame parallele? Intendo i Clegane, Varys (a chi ha rivelato la verità su Jon Snow prima di essere incendiato?) e tutti gli altri? Forse era il caso di utilizzare il budget meglio, più episodi per chiudere le varie vicende.

La scena finale mi è sembrata una brutta copia del finale del Signore degli Anelli di Jackson, tanto per dire.

Per me era giusto che fosse Danaerys a vincere. I Lannister andavano incendiati. Gli Stark lasciati a casa loro, che tanto non li vuole nessuno.

Eppure, nonostante un finale zoppicante, ci mancherà.

 

 

Avengers: Endgame

Posted in cinema by Ares on aprile 25, 2019

La degna chiusura di un ciclo durato 11 anni per 22 film.

La battaglia finale per salvare tutti quelli polverizzati da Thanos si è conclusa, non senza sorprese e alcuni imprevisti addii.

3 ore di film per riannodare le tante trame, ricucire rapporti e amicizie, elaborare un piano e metterlo in atto salvo poi dover affrontare l’inevitabile intoppo che per poco non manda letteralmente tutto all’aria. Gli eroi rimasti, gli Avengers originali, si ritrovano ognuno con la propria missione e i propri demoni da combattere. Il cerchio deve essere e sarà chiuso.

La prima metà del film è naturalmente più lenta e serve solo a preparare il terreno per l’epico scontro finale e per chiudere il film. Ogni personaggio deve fare i conti con ciò che ha perso e ciò che rischia di perdere ulteriormente. Nessuno delude, anzi alcuni acquistano una certa umanità anche se per Thor e Hulk si è andati verso un tono un po’ troppo farsesco sulla scia di Ragnarok (uno dei film meno riusciti della saga, va detto).

E come anticipato urbi et orbi nulla potrà essere come prima, perché SPOILER ci siamo giocati la Vedova Nera che si sacrifica per il bene comune, così come Iron Man che per salvare tutti subisce la potenza estrema delle Gemme dell’Infinito, e last but not least Captain America per inaspettatamente sopraggiunti limiti d’età e conseguente passaggio di consegne.

Non ci sono scene post-credit, un altro marchio di fabbrica dei Marvel Studios, e questa è un’altra sorpresa che indica chiaramente la fine di un ciclo narrativo unico ed irripetibile. D’ora in poi ci saranno vecchi/nuovi protagonisti impegnati in nuove avventure come i Guardiani della Galassia e il prossimo Spiderman.

Alla luce degli eventi di questo capitolo finale non vedo che senso possa avere un film su Natasha Romanoff/Black Widow, tanto che la stessa Scarlett Johansson per ora ha dichiarato di non sapere assolutamente nulla riguardo un progetto “solista” (pretattica o dice la verità?). E’ però anche vero che la Marvel ha imparato a dare ampio spazio alle donne negli ultimi anni, tanto che nello stesso Endgame una delle scene della battaglia è una pura rappresentazione di girl power estremo. Quindi, che faranno? Uno spin-off sulle avventure della Romanoff precedenti agli Avengers o parallele ad essi?

Marvel (e Disney) hanno per le mani un filone narrativo pressoché inesauribile, con una fanbase di milioni di persone. Il team alla guida (produttori, sceneggiatori, registi e anche alcuni degli attori) sembrano essere una squadra molto affiatata e con le idee chiare, per cui il successo sembra garantito. Va anche ricordato che presto i diritti di X-Men e Fantastici Quattro dovrebbero tornare a Marvel/Disney dalla Fox, ci sarà un ulteriore reboot? Wait and see…

Leaving Neverland

Posted in documentari by Ares on aprile 11, 2019

Un pugno nello stomaco della durata di 4 ore.

Presentato al Sundance Festival e poi trasmesso da varie emittenti, questo Leaving Neverland ha fatto scalpore, ha fatto incazzare milioni di fans (oltre alla famiglia e agli amici di Jacko) e messo i brividi ai tanti che l’hanno guardato con distacco critico.

Se è tutto vero (e io credo che sia tutto vero), l’uomo Michael Jackson era un sadico manipolatore psicopatico. L’artista, il filantropo generoso che aiutava tutti, nel privato della sua camera da letto si “divertiva” con bambini di 7 anni.

I due grandi accusatori raccontano nel dettaglio cosa avveniva. Ci sono foto, lettere, registrazioni di messaggi (inquietanti) e telefonate, non solo il racconto loro e dei loro familiari incluse le madri che è difficile non ritenere in parte responsabili.

4 ore sono tante, è non è giusto definirlo documentario perché di fatto non c’è nessun tentativo di trovare delle prove di quanto affermano Wade Robson e James Safechuck. Piuttosto, sarebbe meglio definire Leaving Neverland come la storia di questi due che ormai adulti hanno deciso di raccontare tutto e smetterla di raccontare balle per coprire il loro idolo/mentore/aguzzino.

Che sia vero o meno, io non riesco più ad ascoltare Michael Jackson come prima.

 

Love Death + Robots

Posted in serie tv by Ares on aprile 10, 2019

Una non-serie di animazione che per temi e atmosfere rimanda a Heavy Metal?

Ok. Per me è già imperdibile.

E si guarda in un attimo, 18 episodi che non superano i 16 minuti (e alcuni non arrivano a 10) sono perfetti per passare una serata davanti alla tv.

Hanno collaborato diversi studi e artisti, le storie sono tratte da racconti di diversi autori, questo inevitabilmente porta a una notevole differenza tra un episodio e l’altro ma tutti hanno in comune un grande livello di produzione che per me diventa sublime in The Witness e Beyond the Aquila Rift. Certo, alcune cose sono un po’ deboli sia come trama che come resa rispetto ad altre, ma il tutto fa parte del gioco e immagino sia stato preventivato.

Qual è il tema fondamentale di questa serie? Amore, Morte, Robot. Che volete di più?

Mary Queen of Scots

Posted in cinema by Ares on aprile 9, 2019

Mi sono sempre piaciuti i film in costume, specie quelli ambientati nella Gran Bretagna dal medioevo all’Ottocento. Sono riuscito a procurarmi una copia in lingua originale di Mary Queen of Scots, un affresco ben dipinto del periodo in cui Mary Stuart ed Elisabetta I si contesero il trono d’Inghilterra e Scozia.

 

La storia è conosciuta: Mary Stuart, interpretata da una sempre bravissima Saoirse Ronan, cattolica, torna vedova dalla Francia e rivendica il diritto di essere regina. Il ruolo è però occupato dalla cugina Elisabetta, figlia di Enrico VIII, interpretata dall’altrettanto brava Margot Robbie che per l’occasione diventa irriconoscibile (Elisabetta I contrasse davvero il vaiolo e rimase sfigurata).

Il film si svolge tra la corte scozzese dove tra mille intrighi e complotti Mary cerca di ottenere ciò che è suo di diritto, cerca di unire i due regni (cosa che riuscirà a suo figlio Giacomo I, successore di Elisabetta) mentre la corte inglese è alle prese con una regina che non ne vuole sapere di sposarsi e mettere al mondo un erede, indecisa sul da farsi, quasi schiacciata dalla forza di volontà della cugina.

Donne di potere che lottano in un mondo dominato da maschi. Entrambe passate alla storia per motivi diversi, con Elisabetta che diede inizio all’era moderna dell’Inghilterra ponendo le basi del dominio britannico sul mondo che durò per secoli.

E’ tutto un po’ romanzato, forse troppo, ma l’incontro finale tra le due contendenti è il vero apice, ed è una grande dimostrazione di bravura di entrambe le attrici.

Saoirse Ronan è in ascesa, e mi sembra abbastanza sveglia da non perdersi in film stupidi. Margot Robbie è già una superstar che presto vedremo nei panni di Sharon Tate nel nuovo Once Upon a Time in Hollywood di Tarantino.

 

Captain Marvel

Posted in cinema by Ares on marzo 9, 2019

En attendant Avengers Endgame…

Girl Power!

Film che serve solo ed esclusivamente a introdurre il personaggio di Carol Danvers/Captain Marvel prima dell’attesissimo (quello sì, altri forse meno) capitolo finale (?) degli Avengers in uscita a fine aprile.

Si è parlato molto di Captain Marvel e del suo spirito femminista in epoca di MeToo eccetera, e non sono ovviamente mancate le polemiche per alcune uscite della protagonista Brie Larson. Di tutte queste polemiche, francamente, ne faccio a meno. Cinema è intrattenimento: se c’è qualcuno infastidito dal fatto che uno degli esseri più potenti dell’Universo Marvel sia una donna, beh, si faccia curare; se qualcuno è infastidito dal messaggio che le donne possono spaccare culi come e più degli uomini, beh, riprenda la macchina del tempo e torni tra gli australopitechi.

La storia è semplice e nota: Carol Danvers è una pilota dell’aviazione americana, ma non sa di esserlo perché in seguito a un incidente/attacco viene rapita dai Kree e addestrata a combattere la loro guerra contro gli Skrull. Ovviamente ci va di mezzo la Terra, altrimenti di che parliamo?

Ambientato negli anni ’90, con tanto di colonna sonora che comprende Garbage, No Doubt e Nirvana, il film chiarisce anche alcuni piccoli dettagli sui personaggi di Nick Fury e Phil Coulson e sulla nascita del progetto Avengers. Torna fuori il caro vecchio tesseract che tanti problemi ha causato a partire dai tempi di Captain America. Due ore che passano in fretta, l’ideale per spegnere il cervello dopo una settimana di lavoro.

La vera chicca è la scena post-credit (occhio, spoiler) che anticipa quanto vedremo in Endgame: gli Avengers superstiti improvvisamente si trovano davanti Captain Marvel richiamata dal congegno di Fury.

Sarà lei a decidere le sorti? Sarà abbastanza potente da sconfiggere Thanos?

Lo sapremo tra poco più di un mese.

Dream Theater – Distance Over Time

Posted in dischi, musica, stroncature by Ares on febbraio 18, 2019

Come sempre quando si parla dei Dream Theater, questo blog si affida al prof. Crotaloalbino, massimo esperto mondiale della band di Petrucci e soci.
Ecco a voi la sua recensione del nuovo album della band “Distance Over Time”.

Hai 15 anni, vorresti infilarlo in un orifizio qualsiasi di una compagna di classe ma, anche se sei stupido come il culo di un asino, sai che è un lavoro per Ethan Hunt, al di là delle tue possibilità. Sei in camera tua, le luci sono spente e l’ambiente è illuminato solo dal bagliore dello schermo del PC che ti hanno regalato per la cresima.

Hai il cazzo in mano e stai per fare fuori qualche migliaio di spermatozoi che finiranno prima in un pezzo di carta igienica, quindi nella tazza nel cesso. infine nel pozzo nero. Senti le vene pulsare sulle tempie, la pressione arteriosa s’impenna, Rocco e un’ungherese di sì e no 20 anni ci stanno dando dentro come dannati. All’improvviso, come la biologia comanda, sborri.

Copiosamente.

Dappertutto.

Una considerevole quantità di quelli che avrebbero potuto essere tuoi figli finisce sul monitor del tuo computer, un altro po’ sulla tastiera.

La pressione arteriosa comincia ad abbassarsi e, nel giro di nemmeno un minuto, ti sentirai sull’orlo di un collasso.

È stata una delle migliori seghe della tua vita e, giusto quando stai per infilarlo nei pantaloni e tirare su la cerniera, considerando che il monitor si può pulire ma la qwerty va assolutamente sostituita, tua madre entra in camera.

Cosa fai?

Dai un’occhiata al tuo cazzo floscio, al liquido grigiastro che cola sullo schermo del pc, poi guardi tua madre. In faccia. Dritto negli occhi.

il tuo cervello è ancora annebbiato.

Ti metti a ballare. Balli come uno stronzo drogato. Sembri Ashlee Simpson al Saturday Night Live con la base sbagliata.

Lo fai per confondere le idee a tua madre che però è nata prima di te e la sa un sacco più lunga di quanto tu possa immaginare.

Capisci di essere fottuto. Non c’è modo di uscire da questa situazione. Non ci si può mettere una pezza.

Fot-tu-to nel culo fino alle tonsille.

“Cosa stai facendo?” tua madre ti osserva, una mano sulle labbra a nascondere il mento tremolante.
“Che razza di domande?” pensi, “Sto controllando il sito dell’inps per calcolare la mia pensione quando avrò 80 anni.” – “Non è come sembra.” dici, la fronte costellata da minuscole gocce di sudore. Freddo.

La porta cigola.

Entra anche tuo padre.

Abbassa lo sguardo sul tuo cavallo e tu realizzi, per la seconda volta nell’arco di 30 secondi, di avere ancora il cazzo fuori.

Tuo padre si mette a ridere. Fino alle lacrime. Piegato in due. Tossisce perché non riesce a riprendere fiato.

Cosa fai?

No, sul serio, COSA. CAZZO. FAI?

Apri la finestra e ti butti di sotto. Ma la tua camera è al piano terra di una bifamigliare e finisci sulle felci di tua madre. Razza di idiota segaiolo del cazzo.

Ecco. Ho appena descritto il nuovo disco dei Dream Theater che ho appena scaricato.

Grazie professore.

Alice in Chains – Jar of Flies

Posted in musica by Ares on gennaio 26, 2019

Ha appena compiuto 25 anni, ed è sempre meraviglioso.

Ricordo ancora quando Videomusic (!!!) trasmetteva il video di No Excuses (il cui testo imparai a memoria subito, la musica e MTV sono stati ottimi insegnanti d’Inglese): rimasi sorpreso perché era un brano con le chitarre acustiche e poca chitarra elettrica, ben distante da quello che avevo già ascoltato in Dirt.

Quante volte avrò suonato Don’t Follow, No Excuses, Rotten Apple, I Stay Away? Innumerevoli. Giornate intere.

Rimasi folgorato da Jar of Flies, e ancora una volta dagli Alice in Chains. E lo rimango sempre, ogni volta che lo ascolto.

Buon compleanno, che tu possa continuare ad essere celebrato in eterno.

Led Zeppelin I

Posted in dischi, musica by Ares on gennaio 12, 2019

12 gennaio 1969, 50 anni fa, all’improvviso cambiò tutto.

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Narra la leggenda che i Led Zeppelin impiegarono 36 ore per registrare il loro disco d’esordio, una manciata di canzoni tra nuove composizioni,  cover e materiale risalente agli Yardbyrds che di fatto divennero l’archetipo dell’hard rock per i decenni a seguire. Jimmy Page stesso ha definito questo album come il suo preferito, proprio perché è il manifesto di ciò che erano i Led Zeppelin.

50 anni, ed è ancora magnifico. Da ascoltare ad alto volume.

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