Le Grandi Recensioni

House of Cards

Posted in stroncature by Ares on novembre 19, 2018

e la difficoltà di portare a termine una storia.

Se come me avete seguito House of Cards non potrete non avere qualcosa dire sulla sesta e ultima stagione. Perché House of Cards è stata la prima serie Netflix e ha di fatto segnato uno spartiacque, il prima e il dopo, la normalità del serial tv da seguire settimana dopo settimana con il “tutto e subito”garantito dal servizio streaming.

Ebbene, causa le note vicissitudini di quel grande attore (e pessimo essere umano?) di Kevin Spacey, cacciato via in seguito all’ondata di indignazione delle molestie sessuali dentro e fuori dal set, la produzione ha dovuto riscrivere la sesta stagione incentrando tutto su Claire Underwood.

Inizio: lei al comando, Frank Underwood morto . Ma gli otto episodi hanno mostrato tante di quelle lacune e trovate per me strampalate che la visione è stata per me una sorta di discesa verso il nulla. Ho avuto l’impressione che la fretta ha portato solo tanto scompiglio e poche confuse idee. Quasi a dire “chiudiamola in fretta e non parliamone più”. Perché sarà sempre ricordata per la questione Spacey, un fantasma che si aleggia continuamente come il suo defunto personaggio.

Però…Claire Underwood è sola, circondata da nemici e gente che vuole fregarla e/o ucciderla, sembra un’incapace totale ma in realtà pianifica in modo diabolico. Alcune trovate sono imbarazzanti (la gravidanza), alcuni personaggi non si capisce che origine abbiano e che fine facciano (gli Shepherd), altri non si capisce perché, nonostante tutto quello che hanno combinato, siano ancora liberi di girare (Doug Stamper). Aggiungere una serie di cadaveri eccellenti che neanche nelle dittature sudamericane, qualche altro espediente assurdo tipo la minaccia nucleare et voilà.

E la fine? Cos’è stato, un duello? La confessione?? L’aver ucciso uno perché evitasse di uccidere l’altra e così rovinare la sua “eredità”? L’eredità di Frank? Dopo la merda che ha combinato e che stava venendo a galla? Ma che palle…ma dai…

Non capisco la fretta. Avrebbero potuto prendere spunto da Game of Thrones e aspettare qualche mese, finire di scrivere con calma la sceneggiatura e poi girare il tutto. 

Un applauso enorme va comunque fatto a Robin Wright per aver tenuto la scena praticamente da sola.

Credo che le serie tv moderne, specie quelle più riuscite, corrano tutte il rischio di Lost, ovvero chiudersi in modo indecoroso (se esiste qualcuno che ha apprezzato l’ultimo episodio di Lost si faccia avanti o taccia per sempre) o lasciandosi dietro mille domande irrisolte perché così “i fans possono farsi un’idea”. No. I fans le idee se le fanno comunque, ma vogliono prima delle risposte.

Lost è finito male. House of Cards è finito male. Fringe (altra serie che ho adorato) ha avuto alti e bassi ma si è chiusa in modo tutto sommato sensato. Spero di non dover attendere troppo per la fine di The Walking Dead. Tremo al pensiero di cosa possano fare con Game of Thrones. Attendo Westworld con ansia.

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A Quiet Place

Posted in cinema by Ares on agosto 16, 2018

Ogni volta che mi si presenta qualcosa ambientato in un futuro distopico drizzo le antenne, spalanco occhi e orecchie, cerco tutte le notizie possibili riguardo attori, registi, sceneggiatori eccetera e poi mi metto a guardare.

Se poi c’è Emily Blunt, meglio ancora. Emily Blunt è aldilà del bene e del male.

Dopo aver precisato la mia profonda ammirazione per quella donna, A Quiet Place è un signor film.

Si parte dal giorno 89. Di cosa? Si capisce solo che il mondo è finito, una famiglia si muove in quel che resta di un supermercato in cerca di provviste/medicine cercando di fare il minor rumore possibile. Perché in giro ci sono dei mostri ciechi ma dall’udito finissimo che, evidentemente, sono arrivati 89 giorni prima da non si sa dove a mangiarci tutti. Non c’è un antefatto, niente soldati eroici che soccombono, è tutto già successo e non ci vengono spiegati né il motivo né l’origine (Cloverfield ha fatto scuola tanto che i produttori avevano avuto una mezza idea di far diventare questo film parte dell’universo di mostri creato ad JJ Abrams).

Il SILENZIO è il tema del film. A Quiet Place è sostanzialmente un film muto, i dialoghi “veri” si contano sulle dita di una mano, tutta la comunicazione è non verbale e fatta col linguaggio dei segni (e la giovane attrice che interpreta Regan, Millie Simmonds, è davvero sorda nda).

Per un’ora e mezza seguiamo il dramma di due genitori (Krasinski e la Blunt sono marito e moglie anche nella vita reale) che cercano di sopravvivere, di salvare i propri figli, cercano una soluzione, una speranza. Non solo la lotta contro i mostri, quella è in realtà il contorno.

Come in tutti i film del genere si possono trovare buchi nella trama e pecche di ogni genere, ma A Quiet Place merita di essere visto e apprezzato.

Lost In Translation

Posted in cinema, stroncature by Ares on agosto 16, 2018

Ovvero, “perché Scarlett Johansson è famosa?”

Ecco:

Mai capito tutto l’hype per questa donna. Quindi ho pensato che fosse il caso di (ri)vedere l’inizio di tutto, ovvero questo Lost in Translation che nel 2001 aveva suscitato tanto tanto clamore e fatto pensare a tutti che Sofia Coppola non fosse solo la figlia di Francis Ford Coppola.

Tokyo. Inizio XXI secolo, Bill Murray è un attore sul viale del tramonto, stanco e annoiato. Scarlett Johansson è una giovanissima sposina annoiata. Si incontrano per caso, si parlano, si conoscono, forse si innamorano, non succede nulla.

Nulla. Tranne un bacio d’addio e parole sussurrate a un orecchio che si possono solo immaginare.

E allora? Scarlett Johansson? Perché?

Edit: Ho visto Her di Spike Jonze (film splendido), in cui della bella Scarlett si sente solo la voce che ha prestato per il ruolo di Samantha. Devo ammettere che l’ho trovata straordinaria, ma se la sua performance migliore in un film è l’unico in cui non appare di persona allora forse abbiamo un problema.

Terminal

Posted in cinema, mezze stroncature by Ares on luglio 17, 2018

Ci sono film che hanno poco senso, ma sorprendono perché per qualche motivo possono permettersi un cast importante.

Terminal
Margot Robbie as Annie CR: RLJE Films

Terminal è uno di questi: due ore scarse in cui sembra di assistere a una specie di parodia-scopiazzatura-omaggio a Quentin Tarantino, Sin City, il genere noir e altro che sicuramente degli spettatori più attenti di me riusciranno a cogliere.

Ha dei pregi, soprattutto Margot Robbie che aldilà della bellezza irreale sembra trovarsi particolarmente a suo agio nelle parti da fuori di testa (e infatti attendo con ansia Birds Of Prey per rivederla nei panni di Harley Quinn, l’unica nota positiva di quella cosa imbarazzante che è stata Suicide Squad) e risulta essere davvero brava. Simon Pegg e Mike Myers aggiungono qualcosa esattamente come gli altri protagonisti Max Irons e Dexter Fletcher nei panni dei due assassini che, alla fin della fiera, non si capisce bene a che cosa servano…in sostanza il film sta in piedi (traballando) solo per la (finta) bionda.

Ci sono delle belle trovate per quando riguarda la fotografia, alcune sequenze sono ben fatte. Ma è troppo poco.

Ringo Starr live in Marostica 09-07-2018

Posted in concerti, musica by Ares on luglio 17, 2018

E con questo posso dire di aver visto dal vivo metà dei Beatles…

Ringo Starr & his All Stars Band non è stata la celebrazione dell’ex batterista dei Fab Four, ma una pura e semplice festa musicale tra amici.

90 minuti in cui il nostro eroe arriva sul palco di corsa, canta e saltella, ride e scherza, si siede alla batteria e suona e canta e lascia il dovuto spazio ai suoi compagni tra i quali spiccano Gregg Rolie (ex Santana e Journey) e Steve Lukather (Toto) che regalano alcuni grandi classici del loro repertorio (Evil Ways, Oye Como Va, Black Magic Woman/Gypsy Queen, Rosanna, Hold the Line). Ma ci sono anche gli ex Men At Work (Colin Hay all chitarra) e 10cc (Graham Gouldman al basso) che non sfigurano ai quali si aggiungono Gregg Bissonette alla batteria e Warren Ham a voci, tastiere, percussioni e fiati.

Ma ovviamente tutto il pubblico è per Sir Ringo, 78 anni (!!!) e non sentirli, e che quando parte con Don’t Pass Me By, Yellow Submarine o la sua splendida Photograph ci ricorda che un piccolo grande ruolo nella storia della musica lo ha avuto anche lui.

Se poi il concerto si chiude con With a Little Help From My Friends…

Jeff Beck live at Garden Riviera 23-06-2018

Posted in Uncategorized by Ares on luglio 16, 2018

Who else?

(niente foto, sorry)

 

 

Nella mia vita ho assistito a numerosi concerti e ho avuto la fortuna di poter ascoltare alcuni grandi, grandissimi chitarristi inclusi i miei eroi Brian May e David Gilmour.

Ma Jeff Beck va oltre.

Splendida la cornice dell’Anfiteatro del Vittoriale in quel di Gardone Riviera, band eccellente in cui oltre al nostro eroe spicca la sezione ritmica affidata a Vinnie Colaiuta, ormai fedele compagno di Beck da tanti anni, e la garanzia di Ronda Smith al basso.

Una carrellata citaristica di 2 ore in cui c’è stato spazio per ripercorrere gran parte della carriera di Jeff Beck che ha regalato tante emozioni con la sua amata Fender Stratocaster che tratta in maniera assolutamente incredibile. Pubblico in gran parte composto da appassionati musicisti tra cui anche qualche volto noto venuto ad omaggiare il maestro. La cosa che mi ha fatto piacere è stato vedere anche qualche giovane, evidentemente il potere della chitarra elettrica non si è ancora dissolto sotto i colpi del trash musicale che regna sovrano. Ci sono delle nicchie, è nostro compito mantenerle vive.

Dei grandi vecchi del blues britannico che hanno iniziato la carriera nei primi anni ’60 ritengo che Beck sia in assoluto il migliore. In tutto: tecnica, suono, fantasia, capacità e voglia di sperimentare. Non me ne vogliano i fan di Clapton e altri, ma siamo su pianeti diversi.

Mikel Santiago – L’Estate del Silenzio

Posted in libri by Ares on luglio 16, 2018

Ritorno al blog per consigliare un libro agli appassionati di gialli, thriller e misteri.

In realtà, come per La Strada delle Ombre, si tratta solo di promuovere l’edizione italiana dell’ultimo lavoro di uno dei miei fratelli di rock’n’roll con il quale ho condiviso una breve ma estremamente significativa, importante ed emozionante parentesi di vita in terra d’Irlanda.

Mikel ambienta la strana estate di Tom Harvey in un paesino della costiera amalfitana dove sono accadute e accadono tante, troppe cose strane. Quasi 400 pagine ricche di sorprese e indizi, un ritmo che ha la capacità di tenere il lettore incollato, a mio parere questo romanzo è già migliore del precedente.

Le recensioni positive avute in patria e non solo, e il fatto che i suoi libri siano (stati) tradotti un po’ ovunque vorranno pur dire qualcosa, no? Spero che dalle parti dell’editore italiano ci sia la voglia di tradurre anche le altre opere, nel frattempo sappiate che il 20 settembre in Spagna sarà pubblicato un nuovo romanzo (“Las Isla de las Últimas Voces” il titolo, magari tra di voi c’è qualcuno che conosce lo spagnolo e ama leggere le versioni originali).

Buona lettura.

Avengers: Infinity War

Posted in cinema by Ares on maggio 4, 2018

Finalmente siamo arrivati al tanto atteso scontro tra gli amici della Marvel contro il perfido (ma a suo modo logico) Thanos.

I colpi di scena e le morti eccellenti aprono e chiudono il film che in 2 ore e mezza ci porta a New York, Edimburgo, Wakanda e in giro per l’universo a bordo di navi spaziali dove Thor incontra i Guardiani della Galassia, li tratta un po’ da ebeti e se ne va col procione e l’albero a cercare l’arma per fermare Thanos, mentre gli altri vanno invece a caccia di Thanos. Questi ultimi però incontrano Doctor Strange, Iron Man e Spider Man impegnati nella stessa missione dopo essere stati presi a calci in culo dagli scagnozzi del mostro in quel della Grande Mela.

Nel frattempo, sulla Terra, i restanti Avengers si ritrovano e scoprono che Visione e Wanda vorrebbero solo scopare un po’, ma il povero ragazzo (?) ha una gemma dell’Infinito in testa che gli dà problemi. Quindi? Che si fa? Su Hulk non si può contare perché è in sciopero, e gli altri non hanno ben chiaro cosa stia succedendo.

Intanto Thanos fa a pezzi tutto e tutti e si prende le gemme una alla volta addirittura sacrificando la prediletta figlioccia Gamora davanti al Teschio Rosso (ecco dov’era finito!). Il tentativo ben congegnato di fermarlo viene immancabilmente mandato all’aria da Chris Pratt-Starlord che è più ebete del solito.

Thanos allora si incazza di brutto e va sulla Terra dove intanto i suoi mostri stanno disintegrando Wakanda che è protetta da: Captain America, War Machine, Soldato d’Inverno, Falcon, Bruce Banner dentro un’armatura gigante tipo Iron Man, Wanda che fa la guardia a Visione che si cerca di salvare staccandogli la gemma per distruggerla, Black Panther e i suoi guerrieri, Scarlett Johansson/Vedova Nera (che appare sì e no 10 minuti, quanto soldi avrà preso?). Tornano anche Thor (con martello spaccaculi nuovo), Rocket e Groot che non fa un cazzo. Dicevo, Thanos è duro da battere, infatti riesce nel suo piano.

Finiscono in cenere Wanda, Falcon, Starlord, Doctor Strange, Spiderman, Groot, Soldato d’Inverno, Black Panther, Drax, Mantis e metà della popolazione dell’Universo. Loki e Heimdall ce li eravamo giocati a inizio film, Gamora a metà, Visione muore due volte. Non male!

Morale? Io mi diverto un sacco, però a volte con tutti questi personaggi diventa difficile seguire tutto. Ma alla fine, in fondo, ma chi se ne frega (cit.). La scena post-credit vede l’agente Hill e Nick Fury capire che qualcosa non va, finiscono in cenere ma il guercio riesce a inviare un messaggio di aiuto a qualcuno (Captain Marvel?). Ergo, tra un anno arriverà il nuovo film a chiudere la vicenda, non si sa ancora quali personaggi resusciteranno e quali resteranno cenere, quel che è certo è che la Marvel ha creato un filone cinematografico virtualmente inesauribile e difficilmente verrà interrotto visto il successo che sta avendo da tanti anni.

 

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The Cloverfield Paradox

Posted in cinema, mezze stroncature by Ares on febbraio 9, 2018

Toh, chi si rivede, Cloverfield!

 

Siamo stati tutti colti di sorpresa, un po’ come all’apparizione del mostro nel capitolo iniziale.

A parte la geniale mossa di marketing con lancio del trailer durante il Superbowl e disponibilità del film due ore dopo via Netflix, veniamo al dunque.

In una stazione spaziale gigantesca ci sono un’inglese, un americano, una cinese, un tedesco, un russo, un brasiliano e un irlandese. Detta così sembra una barzelletta, poi tutti parlano Inglese tranne la cinese che parla Cinese ma capisce tutti (e tutti la capiscono e alcuni anche le parlano nella sua lingua madre, magia degli astronauti poliglotti). Ma non è affatto una barzelletta: la Terra è nella merda fino al collo, servono fonti di energia pulite e gratuite per scongiurare l’ennesima guerra e la fine del mondo, e trovare una soluzione è proprio quello che stanno cercando di fare gli scienziati in orbita nella stazione spaziale denominata, appunto, Cloverfield.

Ovviamente qualcosa va storto, molto storto. E questo qualcosa che va storto segna l’inizio di una serie di situazioni assurde che hanno un grande pregio e un grande difetto. Il pregio sta nel dare finalmente qualche indizio in più riguardo cosa sia successo nei precedenti capitoli (Cloverfield e 10 Cloverfield Lane); il difetto è che le situazioni assurde (ma anche drammatiche) si sono già viste e riviste in altri film di fantascienza ambientati in stazioni spaziali o astronavi, basta pensare al capostipite di un certo filone fantascientifico come Alien o al più recente Life.

The Cloverfield Paradox non è fatto male, ma poteva essere fatto molto meglio anche per sfruttare un cast in cui ci sono un paio di nomi importanti. Si corre di nuovo il rischio di vedere un gran lavoro gettato alle ortiche.

Non è finita qui. E’ già stato annunciato il quarto capitolo intitolato Overlord, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. Riusciranno a non rovinare tutto?

Star Wars Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi

Posted in cinema, stroncature by Ares on dicembre 14, 2017

Spoiler a raffica, se non avete visto il film state alla larga.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

A questo punto voglio vedere cosa si inventerà la Disney per togliere di mezzo Leia (che comunque finisce nel vuoto dello spazio ma magicamente usa la Forza per volare e tornare a bordo dell’astronave e salvarsi…e già questa è una cazzata micidiale) e concludere la saga (spero una volta per tutte).

Al regista Rian Johnson bastano i primi 5 minuti per far capire che siamo nell’universo Disney, non in quello creato da George Lucas: durante il solito assedio dei cattivi contro i buoni ci viene nuovamente svelato che Hux è uno sfigato imbecille (ma la sua sete di potere ci scommetto sarà utile per sconfiggere il Primo Ordine) e quell’esaltato guerrafondaio di Poe Daemeron si diverte a prenderlo per il culo (prima di lanciarsi in una brillante operazione che finirà col decimare la flotta ribelle, bravo). Ma davvero: le battutine per prenderlo in giro, e fatevela una cazzo di risata! Mancava solo una gag di Paperino ed eravamo a posto. L’ironia e il sarcasmo di Harrison Ford/Han Solo restano inavvicinabili.
Il supermegacattivo Leader Supremo Snoke? Fa la figura dell’imbecille anche lui: legge la mente di Kylo Ren e dice di sapere tutto quello che farà e non si accorge che lo stesso gli ha rivolto contro la spada laser di Rey e lo taglia in due. Applausi. Sembrava potentissimo, è grazie a lui che i due giovani si “connettono”, poi fa una fine ridicola. Lo avrei visto meglio in Balle Spaziali. Uno stratega così brillante non si vedeva da tempo, grazie per le emozioni che ci hai regalato.

Kylo Ren e Rey: il loro futuro è scritto, o scopano o si ammazzano (e la seconda sarebbe bene per tutti). Però il loro combattimento è una delle poche cose positive di questo film. Il loro dialogo da un capo all’altro della galassia? Ma per piacere: questi al momento della storia sono ancora degli apprendisti il che vuol dire che non conoscono a fondo tutti i segreti della Forza. I dialoghi a distanza siderale non li facevano nemmeno Yoda e Obi-Wan Kenobi o l’Imperatore e Darth Vader e ci riescono quei due? Notizia: la Forza nella nuova trilogia non serve a un cazzo di nulla. Tutto quello che è stato narrato nei film precedenti non vale nulla. Kylo Ren/Ben Solo capisce di avere l’occasione della vita per comandare la galassia e cerca di portare con sé Rey (stessa cosa di Anakin con Padme nell’episodio 3, toh, che combinazione…). D’altra parte però Rey è tanto buona e convinta di poter salvare quel ragazzo problematico e gli dice “dai, ti porto a casa dalla tua mamma, non vuoi rivedere la tua mamma? C’è anche tuo zio Luke, ha sbagliato ma è tanto dispiaciuto e vuole fare pace. Ci stai?“…ma Rey in fondo vive con disagio questa sua condizione di eroina per caso. E poi Ben Solo ormai è fuori di testa e non sente ragioni.

Chewbacca: ah, c’era anche lui? Non me ne sono accorto. Sfonda una porta, mangia, urla, pilota il Millennium Falcon.

I porgs: non servono a niente (a parte nutrire Chewbacca).

Quelle specie di volpi di cristallo: carine, e almeno servono a qualcosa.

Finn e Rose: ed ecco a voi la banalità politicamente corretta.

Benicio del Toro/DJ (non in quel senso, dai): complimenti per il brillante cameo (pagato a peso d’oro? Potrei scommetterci). Decisamente più a suo agio in altri ambiti cinematografici.

Lupita Nyongo’o/Maz: altro personaggio francamente discutibile e inutile. E altro cameo pagato chissà quanto.

Laura Dern/Holdo: la dottoressa Sattler era molto più a suo agio quando scappava dai velociraptor o esaminava merda di triceratopo. Adesso sembra una vecchia strega rinsecchita coi capelli viola. Almeno non si sacrifica invano.

Capitan Phasma: a cosa serve? A parte a cercare di uccidere Finn.

Leia: ho già detto. Sarebbe stato comunque bello vederla anche nell’ultimo episodio (a meno che non si inventino qualcosa di ignobile con la computer grafica) anche perché Luke…

Luke Skywalker è morto. Ma aveva capito tutto, ovvero Jedi e Sith devono estinguersi perché questo è il vero equilibrio nella Forza. E soprattutto ci ricorda di quanto i Jedi siano babbei: al loro apice hanno permesso che il Signore Oscuro dei Sith diventasse capo della Repubblica e poi Imperatore, ce l’avevano accanto e non si sono accorti di niente, ma che bravi questi Jedi, potenti davvero. Inizia un duello finale con Kylo Ren, lo prende per il culo e svanisce, probabilmente tornerà a dare consigli o a ripetere quanto sono coglioni tutti quanti. Magari tornerà anche il fantasma di suo padre a dire due parole a suo nipote, temo ce ne sia bisogno.

Maestro Yoda: riappare per ripetere le stesse cose dette ne L’Impero Colpisce Ancora e ne Il Ritorno dello Jedi. E per distruggere gli antichi testi dei Jedi che evidentemente non servono e non sono mai serviti a nulla.

Edit: ho voglia di aggiungere un po’ di cose…parliamo della strategia del Primo Ordine e dell’abilità di quell’idiota di Hux? Allora, dopo il massacro iniziale la flotta ribelle conta 3 navi a corto di carburante e sostanzialmente disarmate. E qui parte un inseguimento inutile che dura praticamente tutto il film…troppo difficile per il Primo Ordine (che come ci dicono a inizio film domina la galassia nda) chiamare altre navi e spazzare via quel che resta dei ribelli? No, aspettiamo così magari gli altri riescono a trovare un modo per organizzarsi e scappare, il solito cliché da cattivo di James Bond. Ovvio che non si possono spazzare via subito tutti i buoni, ma almeno cerchiamo di non portare la storia a una situazione vista e rivista come quella descritta.

A proposito, il ritmo della narrazione: la prima parte è di una lentezza esasperante.

Altra cosa insopportabile: l’atmosfera politicamente corretta per far piacere ai Social Justice Warrior del cazzo: i cattivi sono nazisti, i buoni sono buoni…e abbiamo anche le coppie miste (così Trump o i suoi seguaci si arrabbiano) e su un pianeta lontano i bambini sono schiavi e gli animali trattati di merda, ma noi siamo i ribelli e salviamo tutti. W Bambi e Dumbo (e Disney merda).

Andavano fatte altre cose (e ringrazio l’amico Eversen per il suggerimento): 1. chiarire l’identità di Snoke; 2. chiarire l’origine di Rey; 3. trovare il modo di far morire Leia. Nessuna di queste cose è stata fatta, anzi il regista e chi ha scritto il film hanno fatto solo un disastro.

Personaggi storici dell’universo Star Wars come l’Ammiraglio Ackbar che muore e sembra che nessuno se ne accorga.

L’altra scema che comanda la nave che non dice di avere un piano a Poe…ma perché? Che senso ha? Poi, chiaro, siamo nella merda fino al collo e ci mettiamo anche a fare l’ammutinamento.

Qualcuno può togliere dal cazzo C3PO? Da decenni non fa che combinare o dire cazzate, peggio di Jar Jar Binks.

Con questo film sono riusciti a farmi rivalutare gli episodi 1, 2 e 3. Persino l’episodio 7 mi sembra un gran film in confronto a questo, per non parlare di Rogue One che sarà anche uno spin-off ma ha tutto l’occorrente per essere un film degno di essere marchiato Star Wars.

Questo no. Questo è ridicolo. E scommetto che tutte le recensioni positive di critici e siti specializzati siano pagate dalla Disney.

Non c’è logica in questa nuova trilogia. Con la morte dell’Imperatore Palpatine il male era stato sconfitto ma 30 anni dopo non è cambiato nulla. Perché?
La situazione per i ribelli alla fine dell’episodio 8 è la seguente: ci sono Leia (che è già morta), Poe Daemeron, una che forse è una Jedi, un ex soldato imperiale che appena ne ha l’occasione cerca di scappare, una tizia che si è innamorata di lui ma è in coma, qualche droide (di cui uno da eliminare per manifesta stupidità), un gigante peloso, una specie di uccello inutile, qualche altra comparsa, e sono tutti a bordo di una vecchia astronave scassata. Armi: poco o nulla + una spada laser rotta. Alleati: non pervenuti (tranne il fantasma di Luke che poi è morto quindi ciao). Da qualche parte però c’è un bambino con un anello col simbolo della Resistenza! Che culo! La vittoria è nostra! Sembrano i Village People in tournée con le drag queen di Priscilla la Regina del Deserto.
I loro nemici possono contare su un esercito armato fino ai denti e guidato da uno che ha ammazzato suo padre, poi il Leader del Primo Ordine, ha poi cercato di ammazzare l’unica ragazza che gli ha parlato come un essere umano e probabilmente ammazzerebbe anche sua madre (che tanto vola nello spazio). Il secondo in comando è uno squilibrato vittima di bullismo che per qualche strano motivo ha scalato le gerarchie militari e se ne avesse la possibilità incenerirebbe ogni singolo pianeta della galassia.

Adesso dobbiamo aspettare 2 anni per vedere la fine di questa trilogia. Nel frattempo dovrebbe arrivare lo spin-off su Han Solo. Dopodiché speriamo che la Disney torni ad occuparsi di cartoni animati.

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