Le Grandi Recensioni

Alice in Chains – Jar of Flies

Posted in musica by Ares on gennaio 26, 2019

Ha appena compiuto 25 anni, ed è sempre meraviglioso.

Ricordo ancora quando Videomusic (!!!) trasmetteva il video di No Excuses (il cui testo imparai a memoria subito, la musica e MTV sono stati ottimi insegnanti d’Inglese): rimasi sorpreso perché era un brano con le chitarre acustiche e poca chitarra elettrica, ben distante da quello che avevo già ascoltato in Dirt.

Quante volte avrò suonato Don’t Follow, No Excuses, Rotten Apple, I Stay Away? Innumerevoli. Giornate intere.

Rimasi folgorato da Jar of Flies, e ancora una volta dagli Alice in Chains. E lo rimango sempre, ogni volta che lo ascolto.

Buon compleanno, che tu possa continuare ad essere celebrato in eterno.

Annunci

Led Zeppelin I

Posted in dischi, musica by Ares on gennaio 12, 2019

12 gennaio 1969, 50 anni fa, all’improvviso cambiò tutto.

ledzep1

Narra la leggenda che i Led Zeppelin impiegarono 36 ore per registrare il loro disco d’esordio, una manciata di canzoni tra nuove composizioni,  cover e materiale risalente agli Yardbyrds che di fatto divennero l’archetipo dell’hard rock per i decenni a seguire. Jimmy Page stesso ha definito questo album come il suo preferito, proprio perché è il manifesto di ciò che erano i Led Zeppelin.

50 anni, ed è ancora magnifico. Da ascoltare ad alto volume.

The Beatles

Posted in dischi, musica by Ares on novembre 22, 2018

22 Novembre 1968, viene pubblicato questo:

whitealbum

Il White Album dei Beatles è un Capolavoro. Punto. Fine delle discussioni. Nel giro di 3 anni questi quattro erano riusciti a passare da Rubber Soul, che già era notevole, a un doppio album passando per Revolver, Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band e Magical Mystery Tour.

Alcune delle canzoni dell’album bianco? Back in the USSR, Dear Prudence, Blackbird, While My Guitar Gently Weeps, Revolution (e Revolution 9 che tanto piacque a Charles Manson), Savoy Truffle, Helter Skelter, Birthday, Happines is a Warm Gun.

Si poteva chiedere di più?

Pink Floyd – Wish You Were Here

Posted in dischi, musica by Ares on settembre 12, 2015

12 settembre 1975

wish_you_were_here

 

…dopo Dark Side of The Moon, prima di Animals…

Wish You Were Here è il secondo grande concept album dei Pink Floyd. L’album dell’assenza, l’album del “fantasma” di Syd Barrett che aleggiava attorno alla band (tanto che il povero Syd non venne nemmeno riconosciuto quando all’improvviso si presentò in studio durante le ultime fasi di lavorazione) e il primo segnale che l’equilibrio tra i quattro membri stava iniziando a rompersi.

Shine On You Crazy Diamond (parts I-V); Welcome to the Machine; Have a Cigar; Wish You Were Here; Shine On You Crazy Diamond (parts VI – IX).

Capolavoro assoluto, uno splendido 40enne.

Soundgarden – Superunknown

Posted in dischi, musica by Ares on agosto 31, 2014

Il 2014 segna il ventesimo compleanno di:

superunknown

All’epoca conoscevo poco i Soundgarden. A parte Rusty Cage e Jesus Christ Pose i cui video giravano per MTV, non conoscevo altro dei loro album. Ero più concentrato su Alice In Chains e Nirvana e una manciata di altre band contemporanee e non solo; ero più impegnato ad imparare i rudimenti della chitarra; c’era il ginnasio e bisognava studiare per avere in cambio qualche attimo di libertà concesso dai genitori (altri tempi) e, in sostanza, i Soundgarden erano solo uno dei tanti gruppi che venivano da Seattle. Erano uno dei gruppi che facevano “grunge”.

Poi, un giorno, vidi quel video e ascoltai per la prima volta nella mia vita quel riff di chitarra.

Spoonman.

E molte cose cambiarono.

Rimasi sconvolto. E Spoonman era, è e resterà sempre la mia canzone preferita dei Soundgarden.

L’album fu un regalo di compleanno, feci una fatica immane a capirlo ma l’impatto fu comunque devastante. Non solo per Spoonman: non posso non citare Let Me Drown e Fell On Black Days, ovviamente Black Hole Sun, 4th Of July e la title-track.

E nel corso degli anni, avendo scoperto e ampliato le conoscenze musicali, ho potuto apprezzarne ancora di più la grandezza e cogliere i riferimenti ai maestri del passato (Black Sabbath e Led Zeppelin su tutti). Sono passati 20 anni, ma lo ascolto ancora e continuo a cogliere cose che mi erano sfuggite, piccoli passaggi, anche una singola nota fatta dalla chitarra in un particolare punto di una qualunque canzone. I dettagli.

Superunknown e’ stato l’apice dell’ondata rock di Seattle, probabilmente il “canto del cigno” del grunge,

Dettagli che rendono Superunknown un disco monumentale, uno degli ultimi veri, autentici capolavori del rock. Non è un album da ascoltare, questo va divorato, assimilato in ogni sua parte e poi ancora riascoltato e avanti così. Ad libitum.

Stone Temple Pilots – Purple

Posted in dischi, musica by Ares on giugno 6, 2014

Maledetti anniversari…

Questo qui venne pubblicato il 7 giugno 1994.

purple

Purple, seconda prova degli Stone Temple Pilots, compie 20 anni. Dire che mi sembra ieri ovviamente e’ superfluo, ma da profondo ammiratore della band dei fratelli DeLeo, di Eric Kretz e di quel folle di Scott Weiland non posso non ricordare la magnificenza di quest’album.

Sebbene siano stati spesso offuscati dai contemporanei che venivano da Seattle, gli Stone Temple Pilots sono stati una delle realtà più interessanti degli anni 90 e Purple e’ la loro prova migliore. Album che contiene Vasoline (sono davvero passati 20 anni da quando guardavo quel video su MTV/Videomusic?), Interstate Love Song (uno degli “inni” del decennio), Lounge Fly che ricordava tanto i Jane’s Addiction, e poi Big Empty (usata ne Il Corvo), Silvergun Superman, Pretty Penny…tutte fanno parte della migliore produzione della band che in seguito avrebbe dovuto iniziare a fare i conti con la voglia di autodistruzione di Weiland. Album meno aggressivo e grunge rispetto al precedenteCore, ma ispirato e con una direzione ben precisa e in cui spiccano le doti chitarristiche di Dean DeLeo.

Poi c’era Scott Weiland: ricordo ancora certe interviste lette nelle riviste del cazzo che c’erano all’epoca, tipo HARD! (cristo…). Parlava apertamente di alcool ed eroina, di programmi di disintossicazione eccetera, ma la sensazione era che bene presto ci avrebbe lasciati anche perché c’era ancora l’eco (dello sparo…) della morte di Cobain. Invece tra alti e bassi ce lo troviamo ancora in giro. Da solo. mentre gli altri hanno fatto un disco col cantante dei Linkin Park, cosa che mi rifiuto di ascoltare. Chi ha avuto ragione?

Tanti ricordi, tanta buona musica.

Buon compleanno, Purple.

Pink Floyd – The Division Bell

Posted in dischi, musica by Ares on marzo 28, 2014

Buon ventesimo compleanno…

the-division-bell-cover

20 anni fa veniva pubblicato l’ultimo album dei Pink Floyd nella versione capitanata da David Gilmour e orfana di Roger Waters.

Conosco già le critiche mosse a quest’album, in genere tutte dicono che non ha nulla a che vedere coi capolavori degli anni ’70, perché Waters e non Gilmour blablablablablabla…

Polemiche inutili. Perché alla fine conta solo la musica. E The Division Bell non sarà certo il miglior disco della band, non è nemmeno migliore di On An Island di David Gilmour, ma ha al suo interno tutti gli elementi che hanno contribuito all’immortalità del marchio Pink Floyd, dalla copertina alle atmosfere.

The grass was greener
The light was brighter
The taste was sweeter
The nights of wonder
With friends surrounded
The dawn mist glowing
The water flowing
The endless river

Forever and ever

 

E il 15 settembre prossimo saranno 20 anni dal concerto di Udine.

Tagged with: , ,

The Beatles – Please Please Me

Posted in dischi, musica by Ares on marzo 22, 2013

Pink Floyd – The Final Cut

Posted in dischi, musica by Ares on marzo 21, 2013

Oggi ricorre il trentesimo anniversario della pubblicazione di quello che è riconosciuto come uno degli album più controversi dei Pink Floyd.

Pink-Floyd-The-Final-Cut
Pink Floyd che, all’epoca, erano ormai una creatura morente nelle mani di un Roger Waters paranoico e megalomane. La band di fatto non esisteva più: il povero Richard Wright era già stato estromesso ai tempi di The Wall, Gilmour e Mason erano solo comprimari di lusso, e per la nutrita presenza di ospiti non è poi sbagliato definire The Final Cut come il primo vero album solista di Roger Waters.
Eppure, nonostante i problemi, quest’opera rappresenta un lavoro appassionato e discusso, amato e odiato, triste e sofisticato, privato dei tappeti sonori di Wright (che era stato messo musicalmente in disparte già ai tempi di Animals), ma impreziosito da alcune tra le migliori parti di chitarra mai registrate da David Gilmour.

Disco che Waters volle dedicare al padre caduto in guerra e mai conosciuto, disco che contiene nemmeno troppo velate proteste contro la politica inglese dell’epoca (Guerra delle Falkland dell’anno precedente).

Non ci fu un tour, anzi. Poco dopo Roger Waters dichiarò finiti i Pink Floyd, seguirono anni di battaglie legali fino alla rinascita sotto il controllo di Gilmour. Il resto è storia ben nota.

The Gunners Dream, The Fletcher Memorial Home, Southampton Dock, Not Now John, Two Suns in the Sunset…è un disco struggente e magnifico, nonostante tutto.

Da (ri)scoprire.

Pink Floyd – The Dark Side of the Moon

Posted in dischi, musica by Ares on marzo 1, 2013
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: