Le Grandi Recensioni

Primus – Green Naugahyde

Posted in dischi, musica by Ares on settembre 5, 2011

Dopo ben 12 anni tornano i Primus!

Cosa bolle nel cervello di Les Claypool? Perché ricostituire la sua creatura più famosa dopo ben 12 anni dall’ultimo lavoro in studio (Antipop)? Il motivo lo sa solo lui e i pazzi che lo accompagnano, noi possiamo solo provare a spiegare che effetto ci fa ascoltare Green Naugahyde.

Tanto per iniziare con una polemica, Tragedy’s Comin’ è la canzone che i Red Hot Chili Peppers non sono più in grado di scrivere…e bisogna dirla tutta: pensavo di trovarmi a che fare con un disco inascoltabile o semplicemente brutto (così me ne avevano parlato), invece mi trovo a che fare con dei Primus equilibrati e che solo occasionalmente si fanno prendere dalla loro indelebile vena di pazzia come in Eternal Consumption Engine o in Eyes Of The Squirrel (ah sì…i titoli delle canzoni dei Primus…). Lee Van Cleef ricorda momenti del passato come Winona’s Big Brown Beaver e la successiva Moron TV è un’altra conferma del fatto che la band è viva, Claypool è in forma ed è quindi lecito nutrire speranze per il futuro dei Primus.

C’è del fumo, ma c’è anche tanto arrosto, e sembra sia stato cucinato con una maestria e una saggezza che 12 anni fa evidentemente non era possibile avere, Sembra che questa pausa abbia infine permesso a Claypool di liberarsi (non del tutto) di alcuni atteggiamenti musicali che in passato rendevano il suo lavoro troppo ostico o semplicemente incomprensibile. Sono sempre folli i Primus, sempre in bilico tra il rock alternativo di 20 anni fa e certe divagazioni in territorio Frank Zappa o Pink Floyd (e se avete mai ascoltato Les Claypool’s Frog Brigade sapete che cosa intendo), ma adesso sono decisamente più maturi e riflessivi, e la cosa è molto interessante.

Notevole e inaspettato ritorno.

Un bel ritorno, ci voleva.

Red Hot Chili Peppers – I’m With You

Posted in dischi, musica, stroncature by Ares on settembre 2, 2011

Sono passati 20 anni da Blood Sugar Sex Magik (tra pochi giorni compleanno e recensione nda).

E si sentono tutti…

…già la copertina…va beh.

Il problema dei Red Hot Chili Peppers è stato il ritorno di John Frusciante alla fine degli anni 90. Secondo me e molti altri la dipartita di Frusciante e il successivo arrivo di Dave Navarro e quindi la pubblicazione di One Hot MInute hanno coinciso col miglior momento della band negli ultimi 20 anni. Poi Frusciante è tornato, hanno fatto Californication e sono entrati in una fase degna dell’ultimo Vasco Rossi: dischi inutili e tour con annessi concerti imbarazzanti.

Adesso che Frusciante è andato via di nuovo (sostituito senza infamia né lode da Josh Klinghoffer) i nodi vengono al pettine. Non ci sono idee, e si ascolta il solito mix rock-funk per un’ora di calma piatta. Ma proprio piatta. Sembra di ascoltare le b-sides dei precedenti dimenticabilissimi lavori come By The Way e Stadium Arcadium. Oh dai, ci sono anche momenti riusciti, attimi fuggenti di una band che un tempo ormai lontano fece cose molto molto divertenti e interessanti.

L’inizio sembra anche promettere bene con Monarchy of Roses e Factory of Faith, ma è pura illusione e la realtà è che non c’è nulla.

La verità è che il nuovo album dei Red Hot Chili Peppers non esiste.

E Frusciante ha fatto bene ad abbandonare la nave (che affonda inesorabilmente in un oceano di nulla).

Green Jelly – Cereal Killer Soundtrack

Posted in dischi, musica by Ares on agosto 22, 2010

Se avete attorno ai 30 anni non potete non ricordare il video di Three Little Pigs, parodia ultraidiota della favola dei 3 porcellini ad opera dei Green Jelly…il video vedeva anche la partecipazione di Rambo…

Cereal Killer Soundtrack è uno dei dischi più idioti e divertenti di ogni epoca, una colossale presa per il culo di tutto e tutti.

Solo i titoli delle canzoni dovrebbero farvi riflettere…Obey The Cowgod, Anarchy In Bedrock, Misadventures Of Shitman, Trippin’ On XTC solo per citarne alcuni…

Di cosa si tratta? Di un gruppo di cretini che nel 1993 salta fuori con una roba un po’ punk, un po’ metal e un po’ hard rock che prende in giro mezzo mondo dai Sex Pistols ai Metallica (pare che Hetfield e soci si arrabbiarono perché i Green Jelly inserirono il riff di Enter Sandman in un brano dell’album…i Metallica e il loro sense of humour…).

Oh, tanto per dirne un paio, in quest’album la batteria è suonata da Danny Carey dei Tool e il coro in falsetto di Three Little Pigs è cantato da Maynard James Keenan…mica gli ultimi due rottami raccolti in strada.

Ah, gli anni 90…

Ugly Kid Joe – Motel California

Posted in dischi, musica by Ares on luglio 12, 2010

Terzo e ultimo capitolo dell’avventura Ugly Kid Joe…sigh…

Un album veloce veloce, garage rock con ancora tanto sapore di grunge. Album arrabbiato da parte di una band che sognava di girare il mondo sonando negli stadi e invece dopo il secondo album si era trovata abbandonata dalla major che tante promesse aveva fatto.

Vittime del sistema? Mah, ai posteri l’ardua sentenza.

Quello che conta è che Motel California è un album onestissimo, con alcuni spunti interessanti e decisamente libero dagli schemi imposti da case discografiche maledette. It’s a Lie, Rage Against The Answering Machine (merita solo per il titolo), Undertow, Would You Like To Be There sono i momenti migliori di un disco che scorre via in un attimo.

Ci mancano gruppi simili, adesso siamo pieni di imbecilli noiosi e boriosi, gli Ugly Kid Joe erano dannatamente veri.

Vero rock.

Ah, gli anni ’90…

Ugly Kid Joe – America’s Least Wanted

Posted in dischi, musica by Ares on giugno 14, 2010

HAHAHAHAHAHAAA!!!

Hard-rock bullissimo da Los Angeles, primi anni 90, ahahahahaaaaa…

Gli Ugly Kid Joe sono stati uno dei gruppi piu’ ignoranti e simpatici del periodo: solo il fatto di aver scritto e registrato Everything About You (e relativo video) li fa entrare di diritto nell’Olimpo del rock piu’ stolto e cretino e per questo divertente come poche cose al mondo.

Oh, intendiamoci: gli Ugly Kid Joe sapevano suonare e Whitfield Crane sapeva fare il suo sporco mestiere di frontman urlatore quando serviva (e cantar bene gli riusciva/riesce anche meglio nda). Quest’album d’esordio che segue l’EP As Ugly As They Wanna Be è ricco di spunti interessanti e divertenti. Nulla di nuovo, per carità, ma era il periodo in cui anche in ambito rock-metal andavano cose scanzonate e irriverenti: in California gli Ugly Kid Joe, a New York gli Spin Doctors, chiaro?

America’s Least Wanted racchiude alcune gemme che resteranno per sempre nel cuore di tanti rocker: Everything About You l’ho gia’ citata, seguono Busy Bee, Mr Recordman e la celeberrima cover di Cats In The Cradle di Harry Chapin solo per ricordare le piu’ famose, ma sento il dovere di menzionare anche Neighbour, So Damn Cool e Madman.

Roba semplice e diretta, riff pestati e tanta energia, per un’ora di musica e headbanging.

Manca quest’atteggiamento rilassato in molti artisti odierni, tutti che si prendono troppo sul serio non avendo poi molto da dire. Gli Ugly Kid Joe non avevano poi tanto da comunicare, ma non facevano nulla per nasconderlo e per questo vincono.

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