Le Grandi Recensioni

Fiona Apple – The Idler Wheel…

Posted in dischi, musica by Ares on giugno 20, 2012

Allora, il titolo completo è il seguente: “The idler wheel is wiser than the driver of the screw and whipping cords will serve you more than ropes will ever do” (che è comunque più corto del titolo del suo secondo disco).

Nuovo album per quella che considero come la migliore cantautrice degli ultimi 20 o 30 anni. Classe, eleganza, talento, una vena di rabbia e follia che la rendono assolutamente unica, Fiona Apple torna a distanza di 7 anni dall’ultimo lavoro, quell’Extraordinary Machine che era stato pubblicato solo in seguito alle pressanti richieste dei fans.

The Idler Wheel ci presenta un’artista sempre alle prese con i suoi demoni e che affida il suo bisogno di urlare a un semplice tappeto sonoro dominato da pianoforte e percussioni. Arrangiamenti minimal dunque, sui quali lei ricama dei passaggi vocali sempre notevoli cantando disagio e incazzature, a volte inquietanti come “how can I ask anyone to love me when all I do is beg to be left alone” in Left Alone.

Parla d’amore e lotte interiori; pubblica un disco senza avere un vero singolo di lancio (se si esclude il bizzarro video di Every Single Night che apre il disco e ce la presenta emaciata come ai tempi dell’esordio di Tidal (anno 1997) e del pluripremiato singolo Criminal. Il brano d’apertura dice che “every single night is a fight with my brain“, battaglia che si prolunga per tutti i 42 minuti circa dell’album che scivola via catturando l’attenzione ascolto dopo ascolto, in un crescendo che culmina con l’intreccio vocale di Hot Knife.

Non male. E che lei non sia un personaggio facile ce lo raccontano la sua storia e le sue vicissitudini e le numerose interviste che sono state pubblicate di recente.

Qualsiasi cosa lei abbia in mente, qualsiasi problema lei abbia, io spero solo che continui a mettere in musica ogni suo sentimento. Sono disposto ad aspettare altri 7 anni per un suo disco, l’importante è che lei resti così com’è.

Perfetta e bravissima.

Per me questo The Idler Wheel (eccetera) è già un candidato al Disco dell’Anno 2012.

Consigliatissimo.

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Alice Cooper – live in Padova 13-10-2011

Posted in concerti, musica by Ares on ottobre 14, 2011

Dopo poco più di un anno sono tornato a vedere lo zio Alice dal vivo!

Tour ‘No More Mr Nice Guy’ che vede il nostro eroe ancora in giro per il mondo forte di un nuovo album, di nuovo in giro col suo carrozzone horror-rock grandguignolesco e grottesco, con una band da urlo nella quale ieri sera brillava per vari motivi Orianthi (per la quale il tag ‘figa e talento’ è anche riduttivo nda)..

Ma il concerto? Voglio menzionare la band suopporter, tali The Treatment, 5 ragazzotti inglesi che fanno del sano hard-rock vecchio stile che ci hanno intrattenuti alla grande per mezz’ora.

Poi cambio palco, buio in sala, e inizia lo show…

Quasi 2 ore a ripercorrere l’intera carriera di Alice Cooper con apertura affidata a The Black Widow, Brutal Planet e I’m Eighteen e poi via attraverso No More Mr Nice Guy, Hey Stoopid, Poison, School’s Out, Million Dollar Babies, Is It My Body, Feed My Frankenstein, la nuova I’ll Bite Your Face Off e, per la mia immensa gioia, Only Women Bleed che l’anno scorso non aveva eseguito.

Mostri e ghigliottine, bambole e dollari, gente infilzata a colpi di spada…e lui, il mattatore, che nel finale sulle note di Elected ha fatto capire che potrebbe benissimo governare il mondo molto meglio di tanti altri. E a 60 anni suonati, e con quest’energia, tanto di cappello…

Performer straordinario.

10 e lode.

Superheavy

Posted in dischi, musica by Ares on settembre 30, 2011

Finalmente mi sono imbattuto in questo…

Protagonisti: Damian Marley, uno dei figli di Bob; Dave Stewart, mente degli Eurythmics; A.H. Rahman, compositore di colonne sonore come The Millionaire; Joss Stone, stella del soul made in England; Mick Jagger, che conosciamo tutti.

Risultato? Un’ora e più di reggae, rock, soul, funk, elettronica e molto altro ancora, una gran bella miscela di suoni e atmosfere che vanno dai Caraibi all’India incontrando tutti i gusti preferiti dei protagonisti di quest’avventura musicale. Se avete visto il video della (perfettamente reggae-pop) Miracle Worker e siete ancora distratti dal completo indossato da Mick Jagger o da quanto figa è diventata Joss Stone (brava lo è sempre stata), allora vi consiglio di recuperare il cd, inserirlo nel lettore, premere play e alzare il volume, e non potrete fare a meno di dondolare al ritmo della musica. La citata Miracle Worker è solo un assaggio, direi che il manifesto migliore è la title-track posta in apertura, ma un po’ tutto funziona alla grande. Funziona benissimo l’unione delle voci di Jagger e della Stone a cui fa da ottimo contrasto Marley; musicalmente siamo in un territorio che potrà piacere a tutti, dai fans degli Stones a quelli del reggae e dei Black Eyed Peas, tanto per citare qualcuno. L’impressione è che si siano divertiti moltissimo a fare quest’album, rilassati, senza l’assillo di dover dimostrare qualcosa a qualcuno, senza la pressione di dover scrivere l’album perfetto o chissà quale canzone innovativa. Non un semplice esercizio di stile, perché la varietà è tanta e trovare un equilibrio stabile in un insieme del genere è cosa difficile (e in questo risiede il grande merito di Dave Stewart, vera mente progenitrice del progetto).

Insomma, se cercate un’ora di musica spensierata e divertente questo è l’album che fa per voi.

Divertentissimo.

Anna Calvi

Posted in dischi, musica by Ares on maggio 25, 2011

Premessa: Anna Calvi NON è la nuova PJ Harvey.

Ma potrebbe diventarlo.

Talento in abbondanza: la ragazza ha una gran voce, suona la chitarra molto bene oltre a saper suonare pianoforte, organo, basso e violino; le canzoni se le scrive da sola; questo disco naviga in un mare che sta tra Patti Smith (con il dovuto rispetto) e appunto PJ Harvey (sempre con il dovuto rispetto).

L’album si apre con un brano strumentale per chitarra (Rider To The Sea) e già questo dovrebbe mettere in guardia l’ascoltatore: questa non è la solita cantautrice. Quello che segue fino a completare i 39 minuti del disco (per me troppo breve…de gustibus…) specialmente in Desire, Suzanne & I, The Devil e la conclusiva Love Won’t be Leaving ci offre un saggio delle capacità di una cantante che, speriamo, ci allieterà con tanta buona musica in futuro.

Restiamo quindi in attesa delle sue prove future, restiamo in attesa e speriamo non si tratti di una meteora perché nell’imbarazzante (per molti aspetti) panorama musicale odierno c’è bisogno di grandi artisti e Anna Calvi sembra avere le carte in regola…a meno che non sia un bluff…

Melissa Auf Der Maur – Live at New Age 11/12/2010

Posted in concerti, musica by Ares on dicembre 12, 2010

Melissa spacca.

E chi afferma il contrario sta semplicemente dicendo cazzate.

Il New Age di Roncade (TV) ci regala un altro bel concertone dopo quello dei Black Rebel Motorcycle Club di due settimane fa. E questa volta le mie aspettative erano enormi, gigantesche, perche’ la bassista dai capelli rossi e’ la stessa che qualche mese fa ha pubblicato quello che considero il miglior disco del 2010, Out Of Our Minds.

Ebbene, lo show inizia con la proiezione del cortometraggio omonimo, presentato anche al Sundance Festival 2009, che ci porta in un mondo fatto di natura distrutta, alberi che sanguinano e guerrieri vichinghi. Notevole.

La band di supporto (sigh!) ce la siamo fortunatamente già dimenticata.

E poi arriva lei.

E per un’ora e qualcosa (unica pecca: concerto breve e senza bis…evidentemente il pubblico troppo compassato non le e’ piaciuto, amen) martella i presenti con canzoni dal nuovo album e altri dal precedente del 2004. Quindi si parte con Isis Speaks e via via arrivano Taste You, I Need I Want I Will, Out Of Our Minds, e addirittura una cover di Paranoid che definire riveduta e corretta o stravolta è poco o nulla. In generale una botta di rock straordinaria, band perfetta ed essenziale e con tanta tanta energia da vendere.

Tra le chiacchiere col pubblico e un invito (non raccolto) a muoversi un po’ di più il concerto scivola via che è un piacere. Soprattutto è un’artista che ha un suo personalissimo modo di trasmettere la propria arte, sia essa musica, fotografia o cinema. Personaggio assolutamente da non sottovalutare, anzi, dopo ieri sera e il tour e l’album credo sia giusto ritenere che Melissa Auf Der Maur faccia parte della schiera delle grandi e più raffinate donne del rock.

Melissa spacca.

Melissa Auf Der Maur – Out Of Our Minds

Posted in dischi, musica by Ares on maggio 28, 2010

Alzi la mano chi pensa che Melissa Auf Der Maur sia solo una figa che ha avuto la fortuna di suonare con gli Smashing Pumpkins.

Bene, voi che pensate questo, non avete capito nulla.

Questa è figa e anche brava. Tanto brava. Molto più brava di tanti/e colleghi/e.

Quì il talento si sente tutto, 6 anni di lavorazione spesi alla grande per un disco che poi si scopre essere solo una parte di un progetto molto più ampio e articolato: musica, cortometraggio, galleria d’arte…Melissa ha passato gli ultimi 6 anni a scrivere, fare musica, fotografare e pensare a qualcosa di grande, diverso, poliedrico. Mi sembra ci sia tanta carne al fuoco per una che dovrebbe essere solo una bella donna che suona il basso…voglio dire, anche Sheryl Crow si fa guardare, ma non ha mai fatto un album che si avvicini a questo…

Non è un caso che questo Out Of Our Minds sia anche un disco difficile: è necessario ascoltarlo con molta attenzione, perche’ c’è tanta roba. Non so se è un concept-album vero e proprio, quello che so è che mi sta incantando, sono senza parole, sono spiazzato, sorpreso.

Perché non me l’aspettavo: ok, l’esordio solista della rossa bassista canadese era carino, ma anche fragile e discontinuo. Questo invece è un album di una solidità impressionante, non la credevo in grado di produrre musica di una tale qualità. Roba che i “grandi nomi” del rock odierno (ovvero i gruppi di ragazzini che secondo i media spaccano il mondo mntre in realta’ suonano tutti la stessa, identica, insulsa e penosa robaccia) non riescono e non riusciranno mai a fare.

Out Of Our Minds è un’ipnotica danza rock, accompagnata dalla voce sicura della Auf Der Maur e dei suoi ospiti sui quali spicca, per classe e capacità evocativa, Glen Danzig in Father’s Grave. Ma di canzoni valide quest’album è pieno, come Meet Me On The Dark Side, 1000 Years, la stessa title-track. Un’ora abbondante di rock che galleggia in un mare cupo e misterioso.

Nel 2004, all’epoca dell’esordio solista, Melissa fece scrivere cose tipo “va beh, brava bambolina, adesso torna a casa che il rock è altra cosa”…gli stessi che scrissero cose simili dopo un mese scrissero: “scusate…Melissa spacca”…già, questa è la sola verita.

Melissa spacca.

Voto: 9

Consigliato: agli scettici, aprite occhi e orecchie.

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