Le Grandi Recensioni

Prince & 3rdEyeGirl – Plectrumelectrum

Posted in dischi, musica by Ares on novembre 6, 2014

Furbo Prince…
plectrumelectrum-cover

Il Genio di Minneapolis ha sempre avuto un occhio di riguardo per LE musiciste, sia come membri delle proprie band che come artiste da lanciare o a cui donare propri brani, basti pensare a Wendy & Lisa negli anni ’80 ma se ne potrebbero citare molte altre tipo Bangles, Sinead O’Connor eccetera eccetera…

Negli ultimi anni Prince si fa accompagnare dalle 3rdEyeGirl, band di sole donne (sanno suonare, giusto per togliere gli equivoci, volete mica che Prince vada ad affidarsi a delle gnocche incapaci…) con le quali ha registrato i suoi ultimi lavori e fatto gli ultimi tour.
Ebbene, Plectrumelectrum è il lavoro appena uscito in contemporanea con Art Official Age. A tutti gli effetti è un album di Prince che qui “si limita” a cantare qualche brano e suonare un po’ di chitarra, tutto il resto è nelle mani e nelle corde vocali di Hannah Ford (batteria e voce), Ida Nielsen (basso e voce), Donna Grantis (chitarra e voce).

Disco furbo. Ammicca al rock, fa il verso al r’n’b e al funk, spiazza con un brano punk da nemmeno 2 minuti (Marz) e indovina alcuni brani che fanno sorridere, non aggiungendo nulla alla carriera del nostro, ma funzionano molto bene (Stopthistrain, Anotherlove, Tictactoe).
Sembra che in rete i puristi e i talebani si stiano scannando sugli ultimi lavori (soliti discorsi del tipo “Prince non indovina più un disco da Lovesexy” eccetera), io dico solo che a me questo Plectrumelectrum piace: le canzoni sono ben fatte, suonate ottimamente e il connubio tra il vecchio marpione e le ragazze funziona alla grande.

Per quelli che si lamentano del fatto che sia un po’ r’n’b: meglio Plectrumelectrum di tutta la robaccia prodotta e pubblicata negli ultimi 10 anni nella categoria suddetta.

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Jimi Hendrix – People, Hell and Angels

Posted in dischi, musica by Ares on aprile 5, 2013

Sì, va bene, un “nuovo” album di Jimi Hendrix, l’ennesima pubblicazione di materiale inedito o presunto tale.

In realtà si tratta di cose ben conosciute, solo in versione leggermente diversa, molto più funky secondo il percorso che Hendrix aveva iniziato a intraprendere alla fine della sua breve e magnifica carriera.

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Quindi, perché è bene ascoltare People, Hell & Angels?

Semplice: se venisse ritrovato un capolavoro di Leonardo o Michelangelo o Picasso o qualunque altro grande artista a voi caro, non vorreste vederlo?

Ecco, vengono ritrovate registrazioni di Hendrix sperdute in un cassetto? Che siano pubblicate, non privateci della gioia di ascoltare il migliore…

Red Hot Chili Peppers – Blood Sugar Sex Magik

Posted in dischi, musica by Ares on settembre 24, 2011

La recensione del loro ultimo lavoro I’m With You ha innescato un lungo scambio di battute tra i difensori e gli stroncatori…

…che però si sono ritrovati a riconoscere che il loro album migliore è quello che oggi vede il ventesimo anniversario dalla sua pubblicazione.

Buon compleanno Blood Sugar Sex Magik!

Che dire? Album fondamentale e uno dei simboli del rock all’inizio degli anni 90, miscela esplosiva di funk e rock, una band che ancora orfana del vecchio chitarrista Hillel Slovak (andatosene a miglior vita grazie alla solita overdose) ma che nello stesso tempo vedeva un giovane John Frusciante rinvigorire un percorso musicale che comunque durava già da tempo…e comunque Frusciante avrebbe abbandonato i RHCP pochi mesi dopo per ripigliarsi, e poi tornare e poi andarsene di nuovo.

Comunque: Under The Bridge, Give It Away, Breaking The Girl, Suck My Kiss. Aggiungete che MTV stravedeva per loro, e i loro video avevano comunque un loro perché, e tenete sempre e comunque presente che l’album è ispiratissimo e prodotto in maniera impeccabile.

Et voilà…pietra miliare. Piaccia o non piaccia Blood Sugar Sex Magik è uina pietra miliare del rock degli ultimi 20 anni, fonte d’ispirazione per numerose altre band e, purtroppo, uno degli ultimi esempi della autentica grandezza dei RHCP e l’inizio della fase discendente della loro lunga e controversa carriera.

Primus – Green Naugahyde

Posted in dischi, musica by Ares on settembre 5, 2011

Dopo ben 12 anni tornano i Primus!

Cosa bolle nel cervello di Les Claypool? Perché ricostituire la sua creatura più famosa dopo ben 12 anni dall’ultimo lavoro in studio (Antipop)? Il motivo lo sa solo lui e i pazzi che lo accompagnano, noi possiamo solo provare a spiegare che effetto ci fa ascoltare Green Naugahyde.

Tanto per iniziare con una polemica, Tragedy’s Comin’ è la canzone che i Red Hot Chili Peppers non sono più in grado di scrivere…e bisogna dirla tutta: pensavo di trovarmi a che fare con un disco inascoltabile o semplicemente brutto (così me ne avevano parlato), invece mi trovo a che fare con dei Primus equilibrati e che solo occasionalmente si fanno prendere dalla loro indelebile vena di pazzia come in Eternal Consumption Engine o in Eyes Of The Squirrel (ah sì…i titoli delle canzoni dei Primus…). Lee Van Cleef ricorda momenti del passato come Winona’s Big Brown Beaver e la successiva Moron TV è un’altra conferma del fatto che la band è viva, Claypool è in forma ed è quindi lecito nutrire speranze per il futuro dei Primus.

C’è del fumo, ma c’è anche tanto arrosto, e sembra sia stato cucinato con una maestria e una saggezza che 12 anni fa evidentemente non era possibile avere, Sembra che questa pausa abbia infine permesso a Claypool di liberarsi (non del tutto) di alcuni atteggiamenti musicali che in passato rendevano il suo lavoro troppo ostico o semplicemente incomprensibile. Sono sempre folli i Primus, sempre in bilico tra il rock alternativo di 20 anni fa e certe divagazioni in territorio Frank Zappa o Pink Floyd (e se avete mai ascoltato Les Claypool’s Frog Brigade sapete che cosa intendo), ma adesso sono decisamente più maturi e riflessivi, e la cosa è molto interessante.

Notevole e inaspettato ritorno.

Un bel ritorno, ci voleva.

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