Le Grandi Recensioni

Queen in 3D

Posted in libri, musica by Ares on ottobre 6, 2017

Pubblicato lo scorso maggio (ed è appena arrivata nelle librerie la versione italiana), Queen In 3D non è un semplice libro fotografico dedicato alla band ma molto di più.

Innanzitutto è scritto in prima persona da Brian May, le fotografie sono quasi tutte sue, ed è in sostanza una specie di autobiografia del riccioluto chitarrista-astrofisico che racconta retroscena e aneddoti vari della vita della band dagli inizi fino alla fine e oltre, inclusi i capitoli con Paul Rodgers e Adam Lambert.

Brian May è un appassionato di fotografia stereoscopica, è direttore della London Stereoscopy Company (che è anche editrice del libro), e ha brevettato l’apposito visore incluso nel libro che ha come nome “Owl” (“gufo” in Inglese nda). La prima parte del libro è proprio dedicata alla passione per la fotografia e la stereoscopia che ha colpito May da ragazzino, i primi esperimenti nella casa di Feltham sempre aiutato da papà Harold (che lo aiutò a costruire la chitarra “Red Special” di cui ha parlato in un altro libro)  per poi essere trasportati direttamente nella vita dei Queen.

Armatevi di pazienza, il libro è bello grosso, pesante ed è realmente qualcosa di diverso dal solito. Appena i vostri occhi avranno capito come adattarsi al visore e alle immagini sarete catapultati in un mondo pazzesco, “dentro” le immagini. Affascinante e insolito, non c’è che dire.

Ovviamente è un prodotto pensato per i fans della band, ma credo che anche chi sia un semplice appassionato di fotografia e di cose bizzarre possa trovare piacere dalla lettura e visione di Queen in 3D.

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Gravity

Posted in cinema by Ares on novembre 3, 2013

Premessa: in questo film l’utilizzo del 3D e’ stato fatto in modo intelligente. Tranquilli, per la legge dei grandi numeri prima o poi salta fuori un film che in 3D risulta bello. La bellezza delle immagini del nostro pianeta ripreso dallo spazio e’ impareggiabile, vorremmo tutti andare lassù a farci un giro, dimenticando per un attimo che non esiste ambiente più ostile di quello che si trova fuori dall’atmosfera.

Detto questo,

gravity

Gravity e’ l’ultima opera del messicano Alfonso Cuarón, già autore di I Figli degli Uomini (‘nsomma…) e di quello che si dice essere il miglior episodio cinematografico della saga di Harry Potter (mai visto o letto, quindi non giudico).

Lasciamo perdere tutte le imprecisioni, inesattezze, errori grossolani che ricorrono nel film. Si tratta di cinema, non di un manuale di fisica o astronomia. Ergo, se davvero accadesse qualcosa del genere NESSUNO sopravviverebbe, tanto meno una specialista di missione che sulla Terra e’ un medico d’ospedale e di certo non ha un addestramento specifico come potrebbe averlo uno che di mestiere invece fa il pilota dello Shuttle. Anzi, probabilmente il panico di ritrovarsi da soli, in orbita a 600 km dal suolo, senza navetta per tornare a casa e con l’ossigeno quasi esaurito sarebbe abbastanza da far venire un infarto istantaneo. E fine.

Ma siamo al cinema, quindi va tutto bene. E allora Sandra Bullock (mai piaciuta o sopportata, ma regge il film da sola, straordinaria) aiutata da George Clooney che vuole fare il figo (ma fa anche il pilota saggio ed esperto e pieno di buoni consigli), riesce non solo a raggiungere stazioni spaziali e capsule di salvataggio evitando catastrofi, ma riesce anche a vincere la disperazione della solitudine e il silenzio cosmico.  E a proposito del silenzio mi torna in mente il trailer del primo Alien, quello di Ridley Scott: in space no one can hear you scream.

E’ un bel film? Per gli occhi e’ uno spettacolo, ma va visto solo al cinema. La “trama” e’ semplice al punto giusto. Le imprecisioni (tantissime, se conoscete un minimo di astronomia e fisica) se ne vedono a pacchi e si potrebbe farne un lungo elenco. I paragoni con Kubrick sono insostenibili, preferisco affiancare Gravity ad altre opere come Moon o Solaris (l’originale).

Promosso? Certo.

Voto? Sufficienza piena, anche qualcosa in più.

Drive Angry 3D

Posted in cinema, stroncature by Ares on aprile 9, 2011

HAHAHAHAHHAHAHHAHAHHAHAHAHAHHAHAHHAHAHAHHAHAHAHHAHAHHAHAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

….

HAHAHHAHAHHAHAHAHHAHAHAHHAHAHAHHAHAHHAHAHAHHAAAHHAHAHAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Quando leggo stroncature sui film di Nicolas Cage godo come un riccio.

E ieri ne ho letta una meravigliosa grazie a Maurizio Porro del Corriere della Sera.

Io ve la riporto, copy and paste, l’originale la trovate a questo link.

L’inutile violenza di Nicolas cage

È uno di quei film in cui non funziona niente, neppure la cassiera che stacca il biglietto col rincaro di inutili 3D. Un avanzo infernale, in senso stretto, di nome John Milton vendica la morte della figlia e il rapimento della nipote: berrà birra nel teschio nemico. Il regista, chiamiamolo pure così, Patrick Lussier si diverte (solo lui, giuro) in quest’accozzaglia violenta per minorenni in multiplex. Nicolas Cage se avesse dignità dovrebbe togliersi il parrucchino e restituire l’Oscar.
VOTO: 2

HAHAHHAHAHHAHAHAHHAHAHAA!!!!!!!!!!!!! Mi fa quasi venir voglia di vederlo ahahahahahahahhahahahaa!!!!!!!!!!!

Clash Of The Titans – Scontro tra Titani

Posted in cinema by Ares on aprile 20, 2010

HAHAHHAHAHAHAHAAAA!!!

Andare al cinema a vedere una cazzata in 3D…aaaaahh, che bello!

Se poi il film è tratto dalla mitologia greca ancora meglio.

Allora, va detto che si tratta di un remake di un film con Laurence Olivier del 1981…me lo ricordo, coi mostri in stop-motion e altre cose, e mi ricordavo particolari diversi nella storia di Perseo e delle sue avventure ed effettivamente wikipedia conferma i miei ricordi.

Scontro tra Titani versione 2010 è pieno di cose incredibili come la Carovana degli Scorpioni Giganti (che potrebbe essere il nome di un gruppo progressive degli anni 70) o il Kraken, che sembra un antenato del mostro di Cloverfield. Ma ci sono anche gli dei che sono in armatura e sembrano i cavalieri della Tavola Rotonda di Excalibur. Una rivisitazione del mito di Perseo tutto sommato accettabile, anche se non del tutto conforme al mito originale.

Girarlo in 3D e’ stato inutile, va detto.

Voto: 6

Consigliato: a chi ama i miti greci.

Ares

Avatar

Posted in cinema by Ares on aprile 10, 2010

19/01/2010

Avatar è un bel film?
Tecnicamente parlando, non credo ci possano essere cose che non funzionano e/o errori. Dal punto di vista del puro intrattenimento, Avatar
è il cinema allo stato puro: racconta una favola, un’illusione, per 2 ore mezza trasporta lo spettatore in un mondo fantastico fatto di luci e colori e tante cose belle, pericolose e affascinanti.


La trama del film è originale? Neanche per scherzo.
Mi dicono che sia uguale a Pocahontas. Io Pocahontas non l’ho visto, ma posso dire che secondo me ricorda moltissimo Balla coi Lupi o anche Piccolo Grande Uomo e tutti quei film in cui il protagonista si arrende all’evidenza che il mondo dei “selvaggi” alla fine
è tanto più figo di quello da cui viene lui e allora è meglio diventarne parte. Se poi finisci anche con l’entrare nelle grazie di un’aliena alta 3 metri, con la pelle blu, gli occhi gialli, che si muove come un gatto e ha la coda…beh, allora voglio farne parte anch’io…

La storia (ripeto: banale e terribilmente politically/ecologically correct) diventa quindi un pretesto per l’impiego di nuove teconologie, tutto qui. E’ una favola e questo lo si sapeva da quando si è iniziato a parlare di Avatar.
Chi
è rimasto deluso forse si aspettava altro (cosa?), immagino.
Chi storce il naso davanti a tanta magnificenza di computer grafica e 3D rimpiangendo i modellini come negli anni 50 forse ha sbagliato film (per la cronaca, adoro le magie del computer, ma la prima trilogia di Guerre Stellari coi suoi modellini per me resta sempre imbattibile, e senza George Lucas e la sua invenzione probabilmente saremmo ancora ai modellini e allo stop motion coi pupazzi).
Ci sono poi altri che rimpiangono il lavoro degli artigiani di un tempo, coi fondali in cartapesta eccetera…scusate, ma l’arte si evolve…
è come rimpiangere le tecniche di registrazione degli anni ’20 mentre si ascolta Dark Side Of The Moon…
Ci sono poi quelli che non vanno a vederlo e lo bollano automaticamente come merda perché
è un film di Hollywood e gli americani sono tutti cattivi e “chi ha deciso che è un capolavoro?” eccetera…questi signori evidentemente si accontentano della solita commedia o del solito dramma ambientato nella campagna italiana degli anni 50, in cui non succede un cazzo per 90 minuti…o quelli per cui il cinema è morto dopoUmberto D…o quelli che preferiscono il cinema indipendente del Kirghizistan…proprio quelli di cui senti le proteste quando escono opere come Avatar et similia, mai quando escono i vari cinepanettoni o Pieraccioni o mille altre merdate made in Hollywood e non solo.

Quello che non mi aspettavo nel film
è il vago richiamo ad Asimov (e altri), ovveroGaia.

Non mi aspettavo nemmeno che ci fosse gente pronta al suicidio dopo aver visto il film: tanto lavoro in vista per psicologi e psichiatri.
Il mondo di Avatar è pura fantasia, Pandora non esiste, ma per un paio d’ore può essere talmente bello da sembrare reale.
E’ cinema, magia.

Ares

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Alice in Wonderland

Posted in cinema by Ares on aprile 9, 2010

23/03/2010

Alice in Wonderland è esattamente quello che mi aspettavo.


Certo, se uno si aspetta di rivedere il classico Disney riveduto e corretto ci rimane male, ma il risultato rimane grandioso. E gli attori sono proprio tutti bravi.
Le regine fanno morire dal ridere!
Anche la stessa tizia (mai vista prima) che fa Alice
è tanto brava.
Mentre per Johnnny Depp la categoria “attore” va stretta, perche’ lui
è DAVVERO il Cappellaio Matto.
Certo, la mancanza di Biagio, della Maratonda o de “Il Tricheco e il Carpentiere, ovvero la Storia delle Ostrichette Curiose” sono una ferita aperta, ma possiamo sopravvivere.

D’altra parte, più che Alice nel Paese delle Meraviglie si tratta di Attraverso lo Specchio (Through the Looking-glass), anche se alcune scene appartengono al primo libro…e dato che le due opere di Carroll sono più folli di quanto voi possiate pensare ecco che tutto è perfettamente illogico.
Aggiungere come regista Tim Burton e il gioco
è fatto. Chiaro, no?

Voto: 9 (perché continuo a preferire la versione Disney, ecco).

[…]

Ares

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