Le Grandi Recensioni

Faith No More – Angel Dust

Posted in musica by Ares on giugno 8, 2012

Questa robina qui ha 20 anni…

Capolavoro del crossover anni 90, una delle vette della creatività pazza di Mike Patton e soci, Angel Dust arrivò in piena epoca grunge a ricordare che non esistevano solo i Nirvana e i Pearl Jam (e i Soundgarden e gli Alice In Chains), ma che in mezzo a quel marasma di band piccole e grandi si trovavano anche musicisti che sperimentavano (con successo) l’unione di più generi creando spesso miscele esplosive.

Purtroppo Angel Dust viene spesso ricordato solo per la cover di Easy, vecchio brano di Lionel Richie ai tempi dei Commodores, e non per altri gioielli come A Small Victory (sottovalutatissima) , Be Aggressive, Crack Hitler, Jizzlobber e l’iniziale Land Of Sunshine.

Ma e’ tutto il disco che ancora oggi lascia spiazzati. Rock, funk, metal, rap, tutti insieme appassionatamente in quello che e’ stato il capolavoro di una delle band piu’ interessanti del panorama musicale dell’epoca.

Album del genere escono molto raramente, band simili sono ancora piu’ rare.

Da (ri)scoprire.

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Superheavy

Posted in dischi, musica by Ares on settembre 30, 2011

Finalmente mi sono imbattuto in questo…

Protagonisti: Damian Marley, uno dei figli di Bob; Dave Stewart, mente degli Eurythmics; A.H. Rahman, compositore di colonne sonore come The Millionaire; Joss Stone, stella del soul made in England; Mick Jagger, che conosciamo tutti.

Risultato? Un’ora e più di reggae, rock, soul, funk, elettronica e molto altro ancora, una gran bella miscela di suoni e atmosfere che vanno dai Caraibi all’India incontrando tutti i gusti preferiti dei protagonisti di quest’avventura musicale. Se avete visto il video della (perfettamente reggae-pop) Miracle Worker e siete ancora distratti dal completo indossato da Mick Jagger o da quanto figa è diventata Joss Stone (brava lo è sempre stata), allora vi consiglio di recuperare il cd, inserirlo nel lettore, premere play e alzare il volume, e non potrete fare a meno di dondolare al ritmo della musica. La citata Miracle Worker è solo un assaggio, direi che il manifesto migliore è la title-track posta in apertura, ma un po’ tutto funziona alla grande. Funziona benissimo l’unione delle voci di Jagger e della Stone a cui fa da ottimo contrasto Marley; musicalmente siamo in un territorio che potrà piacere a tutti, dai fans degli Stones a quelli del reggae e dei Black Eyed Peas, tanto per citare qualcuno. L’impressione è che si siano divertiti moltissimo a fare quest’album, rilassati, senza l’assillo di dover dimostrare qualcosa a qualcuno, senza la pressione di dover scrivere l’album perfetto o chissà quale canzone innovativa. Non un semplice esercizio di stile, perché la varietà è tanta e trovare un equilibrio stabile in un insieme del genere è cosa difficile (e in questo risiede il grande merito di Dave Stewart, vera mente progenitrice del progetto).

Insomma, se cercate un’ora di musica spensierata e divertente questo è l’album che fa per voi.

Divertentissimo.

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