Le Grandi Recensioni

Dream Theater – The Astonishing

Posted in dischi, mezze stroncature, musica by Ares on gennaio 27, 2016

È tradizione consolidata di questo blog che in occasione di un nuovo lavoro dei Dream Theater io lasci la parola a uno dei massimi esperti mondiali sull’argomento, il professor Crotaloalbino. Quindi, ecco a voi la recensione di The Astronishing, tredicesimo album della band di John Petrucci e soci. Buona lettura.

Per la serie: Fave di Fuca in formato audio…

theastonishing-dt
Raddoppia la tua libertà intestinale con i Dream Theater, hey! Se per caso dovessi trovarti ad affrontare un brutto caso di intestino pigro e se tale condizione ti tormentasse da più a lungo del previsto, be’, vecchio mio: puoi recarti presso il tuo rivenditore di ciddì di fiducia, tirare fuori un paio di dieci euri – o quello checcazz’è – e procurarti la tua copia del doppio disco in studio della più celebre prog-metal band del pianeta. Dopo non dovrai far altro che sfanculartene a casa, massaggiandoti il ventre mentre copiose gocce di sudore freddo ti imperlano la fronte, ficcare il primo dischetto nel lettore e lasciare che le cose accadano.
E non preoccuparti di nulla, razza di bastardo: se non ti si stura il culo col primo cd, c’è sempre quell’altro ad allietare i tuoi padiglioni auricolari e a oliare le pareti del tuo colon.
Qualora anche al termine del secondo ciddì non dovessi riuscire a liberarti di quel paio di chili di stronzi che opprimono le tue budella, be’, amico, non so proprio cosa aggiungere. È possibile che tu abbia gusti musicali di merda, oppure potresti essere messo davvero male… o entrambe le cose. Sì, insomma, ti toccherà chiamare la guardia medica, ti porteranno al pronto soccorso in ambulanza e lì ti ficcheranno un grossissimo tubo fottuto dove non batte il sole per aspirare fuori tutto il cioccolato. Ah, ora che ci penso, ci sarebbe anche un’altra soluzione per te, cara la mia testina di guano di condor: potresti provare a cospargerti le mani di super-colla a presa rapida, attaccarti a un tornio, farlo andare alla massima velocità e sperare che l’effetto centrifuga sortisca il risultato sperato.
Ciò detto, alla fine, la curiosità ha avuto la meglio su di me… come sempre. E anche se un po’ me ne vergogno, mi sono procurato una copia di “The Astonishing” dei Dream Theater.
Gran bella copertina, per carità. Diciamo che i problemi, come al solito, cominciano non appena si preme il tasto “play” e lo squacquerone sonoro comincia a invadere la stanza.
Qual è la differenza fondamentale tra questo disco e quelli che lo hanno preceduto? Fondamentalmente, qui si ha a che fare con composizioni più brevi – la canzone più lunga dura 7 minuti e 41 secondi. Il che, dal mio punto di vista, è un colossale passo avanti rispetto al passato recente, dato che si riesce a seguire le singole composizioni senza cadere in preda a violenti conati e ritrovarsi rannicchiati in posizione fetale nell’angolo della stanza più lontano dai diffusori acustici.
Inoltre, da quello che sento, potrei addirittura spingermi ad affermare che questo è il disco più pop che i Dream Theater hanno pubblicato dai tempi di “Falling into Infinity” (che, va detto, è l’ultimo lavoro che sono riuscito ad ascoltare da cima a fondo). A tratti si ha quasi l’impressione di avere a che fare con un musical, con sezione d’archi e tutto quanto.
Bon, dai, tirando le somme, quello che ho sentito all’interno di “The Astonishing”, sono i seguenti elementi buttati dentro a un frullatore: Les Miserables, Meat Loaf, Three Sides to Every Story degli Extreme, The Final Cut dei Pink Floyd, Song for America dei Kansas, EL&P all’inizio di “A Life Left Behind” e… il dolce confetto Falqui.
WILL IT BLEND?
At the end of the day, possono aver placcato tutto quanto con uno spesso strato di oro colato MA si tratta comunque di merda. Ciò detto, vado ad appoggiare i glutei sulla tazza del wc in compagnia della Settimana Enigmistica.
Ciao.

Grazie, professore.

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7 Risposte

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  1. Attila said, on gennaio 28, 2016 at 07:28

    Ringrazio il prof. Crotaloalbino perché il soggiorno prolungato in Germania, data la particolare conformazione del cibo locale, mi sta causando casi di sgradevole costipazione, con l’acquisto di questo doppio cd spero di risolvere. Solo una domanda : ci sono anche in quest’opera casi di pirulì pirulì ripetuti e ossessivi come nei lavori precedenti?

    Cordialità

    Attila

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    • Scassonio said, on gennaio 28, 2016 at 17:54

      In realtà, ci sono molti meno piripippì del solito. Quindi, a dirla tutta, va molto meglio del solito. Onesto.

      Mi piace

  2. Cinzia said, on gennaio 29, 2016 at 17:39

    Ecco il solito cretino che si sente simpatico a buttar merda su un gruppo meraviglioso perché nella sua miserabile vita lui nn è mai contato un cazzo.
    Patetico

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  3. Sevabbè said, on febbraio 3, 2016 at 07:52

    Evidentemente sei coprofilo, visto che dai tanto l’idea di uno che con la merda ci sguazza dalla mattina alla sera, drim tieater inclusi…

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