Le Grandi Recensioni

Francesco Maino – Cartongesso

Posted in libri by Ares on aprile 18, 2014

cartongesso  Direttamente dalla Svezia, ecco un’interessante recensione di Cartongesso, opera prima di Francesco Maino, vincitore del Premio Italo Calvino 2013, da parte della vecchia amica Bixx.

Io non l’ho ancora letto, ma dopo quanto scritto in seguito dovrò assolutamente colmare questa lacuna in tempi brevi. 

 

 

Non è facile recensire un libro come Cartongesso senza ricorrere alle espressioni già usate nella quarta di copertina Einaudi. Cartongesso è effettivamente un’invettiva che continua, ininterrotta, dalla prima all’ultima pagina. È un atto d’accusa nei confronti del Basso Piave e della morte cerebrale dei suoi abitanti.

Non è un libro che si legge facilmente. Non è un libro che definirei scorrevole. Le pagine sono fitte, senza spazi tra i paragrafi, senza neanche paragrafi. Maino adotta parzialmente la tecnica del monologo interiore – ci sono riferimenti sconnessi, associazioni idiosincratiche, eventi legati da un filo logico che solo il narratore conosce – anche se non è mai chiaro se Michele Tessari, l’avvocato protagonista del libro, stia parlando a se stesso o a qualcuno. Potrebbe essere un lungo monologo sputato, con rabbia e rassegnazione, davanti a uno psicologo, o a un giudice.

È una prosa ruminante, in cui Tessari torna più volte sugli stessi temi: la professione di avvocato; la speculazione edilizia; l’ignoranza e la povertà di spirito inestirpabili della gente del Basso Piave; il materialismo parossistico, ridicolo, incredibile, di una provincia che si vanta di tradizioni che non conosce o che ha sbadatamente ucciso a suon di rabosi e bestemmie.

Colpisce l’uso del dialetto nel testo. Le parole dialettali (non dialetto veneziano, ma segnatamente sandonatese) sono sparse nel testo; alcune segnalate dall’uso del corsivo, altre no. Alcune tradotte in nota a pié di pagina, altre no: e pare proprio che la scelta di quali tradurre, o di quali marcare, sia stata arbitraria. Del resto Maino/Tessari descrive l’abbrutimento linguistico che va di pari passo con la cancrena di tutto il resto, concludendo che l’idioma di Insaponata di Piave e dintorni è “il grezzo”, un mix di italiano e dialetto che non fa onore né all’uno né all’altro.

Da fossaltina, devo complimentarmi con l’autore per la conoscenza e l’uso accuratissimo delle parole in dialetto, che rendono l’idea in un modo che l’italiano non riuscirebbe a fare. Se non sapessi che l’obiettivo di Maino è mostrare quanto buzzurri e insemenii siamo noi della cosiddetta “razza Piave”, direi che le frequenti parole dialettali aggiungono colore e calore alla narrazione. Ma nel contesto desolato descritto da Maino, anche il valore poetico e rustico del dialetto – che io, spontaneamente, difenderei – si mostra per quello che è: un retaggio reazionario di ignoranza e pellagra brandito da stolti ubriachi per affermare un’identitá regionale di cui, francamente, bisognerebbe vergognarsi.

Michele Tessari fa l’avvocato e si occupa di casi per nulla redditizi, di cause perse, di gente persa. Stranieri, spacciatori, i dannati della terra. È, come tanti suoi coetanei, ancora succube della madre. Detesta e disprezza la gente di Insaponata di Piave, e a tratti pare che si senta in qualche modo superiore a loro, ma non è così: è invece un “complice debole”, uno che non ha avuto il coraggio di andare via, né di restare opponendo aperta resistenza al degrado ignorante. Rimane e rimugina, accusa ma non dissente.

Non c’è lieto fine, se è questo che vi interessa sapere.

Resta da vedere come un libro del genere sarà interpretato fuori dal Veneto. Chi, come la sottoscritta, è nato e cresciuto a Insaponata e dintorni, riconoscerà sin troppo bene luoghi, personaggi, conversazioni. La storia di Michele Tessari risulterà deprimente da quanto è familiare. Per un lettore non veneto, di sicuro Cartongesso affonda un colpo pesante all’immaginario del Nord-Est ex-miracoloso, confermando le peggiori caratterizzazioni di questa regione.

Annunci

5 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Alessandro said, on aprile 22, 2014 at 19:04

    Qui, un’altra bella recensione di Cartongesso:
    http://diego56.com/2014/04/22/cartongesso/

    Mi piace

  2. diegod56 said, on aprile 23, 2014 at 06:17

    ringrazio Alessandro di avermi immeritatamente segnalato
    nella bella recensione di Ares ci si domanda come puo’ esser «capito» il libro fuori dal Veneto; ebbene direi che il libro è forse più utile per chi sta fuori del Veneto, per fare un «viaggio» letterario, politico, sociale di grande interesse
    sul dialetto non ho accennato nulla, ma ho trovato molto efficace l’uso delle frasi dialettali, tra l’altro senza il compiacimento, il gusto retorico del pittoresco
    e poi, seppur tenendo conto delle differenze, l’Italia tutta è vittima della «cartongessizzazione»

    Mi piace

    • Ares said, on aprile 23, 2014 at 07:09

      Ti ringrazio, ma la recensione non è mia, ho solo pubblicato quanto scritto da un’altra persona.
      Devo dire che sono sempre più incuriosito, penso che approfitterò del weekend per leggere il libro e vedere quanto saprò riconoscere del mio Veneto (conosco l’autore e la zona).

      Mi piace

  3. Matteo said, on aprile 24, 2014 at 08:29

    Carissimi, sarebbe possibile sapere chi ha scritto questa bella recensione di Maino? Anche io sono fossaltino e sandonatese, e sono curioso di sapere chi dalla Svenzia continua a seguire le vicende di Insaponata di Piave 🙂

    Mi piace

  4. Ares said, on giugno 6, 2014 at 15:31

    Non avevo ancora lasciato un commento.

    Leggendo Cartongesso ho riconosciuto tutto della zona in cui sono cresciuto e ancora oggi abito e frequento. Tessari/Maino e il suo flusso di coscienza sono spietati nel descrivere quanto sia grezza e imbruttita la realtà quotidiana del sandonatese e quanto riescano ad essere grotteschi i suoi protagonisti.
    È tutto vero, può sembrare esagerato (e in alcuni punti è chiara l’iperbole) ma i non-veneti sappiano che è tutto vero.

    Mi piace


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: