Le Grandi Recensioni

Gravity

Posted in cinema by Ares on novembre 3, 2013

Premessa: in questo film l’utilizzo del 3D e’ stato fatto in modo intelligente. Tranquilli, per la legge dei grandi numeri prima o poi salta fuori un film che in 3D risulta bello. La bellezza delle immagini del nostro pianeta ripreso dallo spazio e’ impareggiabile, vorremmo tutti andare lassù a farci un giro, dimenticando per un attimo che non esiste ambiente più ostile di quello che si trova fuori dall’atmosfera.

Detto questo,

gravity

Gravity e’ l’ultima opera del messicano Alfonso Cuarón, già autore di I Figli degli Uomini (‘nsomma…) e di quello che si dice essere il miglior episodio cinematografico della saga di Harry Potter (mai visto o letto, quindi non giudico).

Lasciamo perdere tutte le imprecisioni, inesattezze, errori grossolani che ricorrono nel film. Si tratta di cinema, non di un manuale di fisica o astronomia. Ergo, se davvero accadesse qualcosa del genere NESSUNO sopravviverebbe, tanto meno una specialista di missione che sulla Terra e’ un medico d’ospedale e di certo non ha un addestramento specifico come potrebbe averlo uno che di mestiere invece fa il pilota dello Shuttle. Anzi, probabilmente il panico di ritrovarsi da soli, in orbita a 600 km dal suolo, senza navetta per tornare a casa e con l’ossigeno quasi esaurito sarebbe abbastanza da far venire un infarto istantaneo. E fine.

Ma siamo al cinema, quindi va tutto bene. E allora Sandra Bullock (mai piaciuta o sopportata, ma regge il film da sola, straordinaria) aiutata da George Clooney che vuole fare il figo (ma fa anche il pilota saggio ed esperto e pieno di buoni consigli), riesce non solo a raggiungere stazioni spaziali e capsule di salvataggio evitando catastrofi, ma riesce anche a vincere la disperazione della solitudine e il silenzio cosmico.  E a proposito del silenzio mi torna in mente il trailer del primo Alien, quello di Ridley Scott: in space no one can hear you scream.

E’ un bel film? Per gli occhi e’ uno spettacolo, ma va visto solo al cinema. La “trama” e’ semplice al punto giusto. Le imprecisioni (tantissime, se conoscete un minimo di astronomia e fisica) se ne vedono a pacchi e si potrebbe farne un lungo elenco. I paragoni con Kubrick sono insostenibili, preferisco affiancare Gravity ad altre opere come Moon o Solaris (l’originale).

Promosso? Certo.

Voto? Sufficienza piena, anche qualcosa in più.

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3 Risposte

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  1. Stefano Saldarelli said, on novembre 4, 2013 at 19:08

    Concordo in pieno. Un po’ meno sul 3D che ritengo piuttosto stancante e penalizzante per i contrasti e i colori. Ho scritto qualcosa anche io su Gravity. Se credi e ti va di leggere ecco il mio link http://stefanosaldarelli.com/2013/10/28/gravity-di-alfonso-cuaron-tecnologie-a-portata-di-artista/

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    • Ares said, on novembre 4, 2013 at 20:48

      Concordo sul fatto che il 3D penalizzi i colori, io poi lo trovo stancante soprattutto per il peso degli occhiali.

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  2. russell1981 said, on novembre 27, 2013 at 15:09

    Non l’ho visto. Ma ho sentito parlare che tra 40 anni si parlerà di distinzione tra la tecnica cinematografica prima e dopo Gravity.

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