Le Grandi Recensioni

Alice In Chains – The Devil Put Dinosaurs Here

Posted in dischi, musica by Ares on giugno 7, 2013

Nuovo album della Jerry Cantrell Band…

Cover

Non ci riesco.

Non sono assolutamente in grado di accettare il fatto che si utilizzi il nome della band SENZA Layne Staley.

Musicalmente parlando è un dico tosto, pesante anche con i brevi intermezzi acustici. La direzione era stata presa a metà anni 90, quando ormai Staley aveva deciso di uccidersi e gli altri “amici” probabilmente se ne sono anche sbattuti il cazzo, ma va beh…

The Devil Put Dinosaurs Here è l’esatta continuazione di Black Gives Way To Blue, a sua volta esatta continuazione di Degradation Trip. Riff pesanti, al limite del metal, canzoni lunghe e testi cupi. Almeno 3-4 canzoni entrano di diritto tra le migliori della band (su tutte la title-track).

E ascoltandolo ho avuto l’intuizione, ho capito come va considerato questo disco: un saggio chitarristico del signor Cantrell che ormai, a 47 anni e coi capelli corti, si permette di fare quel che vuole.

Poi c’è la questione delle armonie vocali che sono il vero marchio di fabbrica della band e l’attuale insormontabile problema.

Perché William DuVall sarà anche bravo, non lo metto in dubbio, ma ha una voce troppo simile a quella del biondo chitarrista, di conseguenza uno ricorda com’era la voce di quello che non c’è più e fine della storia. Non esistono più armonie. Non esistono più gli Alice In Chains.

….

……

(il disco merita, è suonato davvero bene e le canzoni sono ottime, solo che mi fa incazzare vedere quel nome in copertina)

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6 Risposte

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  1. steve said, on giugno 11, 2013 at 12:19

    allora ti fa incazzare anche vedere tutti gli album degli AC/DC da Back in Black in poi. giusto? Io credo una cosa: la stragrande maggioranza dei pezzi li scrive, e li ha scritti Jerry Cantrell. I componenti (basso e batteria) sono sempre quelli. Il sound è sempre quello, inconfondibile degli Alice in Chains, quindi, perché mettere un altro nome? E poi William Duvall, non ha lo spazio che aveva Layne. Secondo me va bene così.

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    • Ares said, on giugno 11, 2013 at 20:48

      Potrei dirti qualsiasi cosa e non ci troveremmo d’accordo. Per me la voce di Staley era il vero ago della bilancia nel sound della band. Questo rimane un buon disco e Cantrell e’ uno dei migliori chitarristi/songwriter rock degli ultimi 30 anni.

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  2. Ilaria said, on ottobre 14, 2013 at 07:56

    Dire che gli altri della band si siano “sbattuti il cazzo” di Layne mi pare alquanto ingeneroso. Hanno provato a chiamarlo, andare sotto casa sua, sono andati alle sedute di terapia quando era in riabilitazione Gli hanno rotto le palle fino alla fine e lui li ha sempre sfanculati. Probabilmente dovevano sfondare la porta e portarlo via, io almeno avrei fatto così, ma non possiamo dare loro la colpa: io me la prendo con la madre e con lui, che non ha mai voluto veramente uscire dall’eroina ( si parla di 15 ricoveri in rehab!) e che preferiva vivere nel ricordo di quella tossica di Demri, in una sorta di amore alla Romeo & Giulietta o Dante & Beatrice.

    Hai ragione quando dici che la voce di Staley e le armonie erano il fondamento del gruppo, ma la nuova impronta mi piace per la sua onestà e perchè tenta di rinverdire un genere che negli ultimi anni mi è parso abbastanza annebbiato. Forse non dovevano usare il nome di Alice, ma sarebbero comunque stati quegli degli Alice in chains con il nuovo cantante, non cambiava molto.

    Che pippone che ho scritto.

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    • Ares said, on ottobre 14, 2013 at 08:06

      Ma no pippone, dai. Non hai scritto nulla di sbagliato. È che continuo a credere che Layne Staley poteva essere salvato, e potevano essere i compagni di band a farlo.

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  3. BullHead said, on novembre 16, 2014 at 19:45

    Idem. Purtroppo manca QUELLA VOCE. Non l’ho ascoltato questo. Presi invece il precedente album, quel “Black Gives Way To Blue”, che in fin dei conti non era neppure malaccio ma…per me che li seguivo dai tempi di “Dirt” (Milano, Rolling Stone, Febbraio 1993, assieme ai mai troppo lodati Screaming Trees come opening act…io c’ero) qualcosa non torna. sarò nostalgico ma..ogni cosa ha il suo tempo. Ed il tempo degli A.I.C. erano quei favolosi anni. Con quella voce. Holà

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    • Ares said, on novembre 17, 2014 at 08:23

      Sai quanto ti invidio per averli visti dal vivo?

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