Le Grandi Recensioni

Faith No More – Angel Dust

Posted in musica by Ares on giugno 8, 2012

Questa robina qui ha 20 anni…

Capolavoro del crossover anni 90, una delle vette della creatività pazza di Mike Patton e soci, Angel Dust arrivò in piena epoca grunge a ricordare che non esistevano solo i Nirvana e i Pearl Jam (e i Soundgarden e gli Alice In Chains), ma che in mezzo a quel marasma di band piccole e grandi si trovavano anche musicisti che sperimentavano (con successo) l’unione di più generi creando spesso miscele esplosive.

Purtroppo Angel Dust viene spesso ricordato solo per la cover di Easy, vecchio brano di Lionel Richie ai tempi dei Commodores, e non per altri gioielli come A Small Victory (sottovalutatissima) , Be Aggressive, Crack Hitler, Jizzlobber e l’iniziale Land Of Sunshine.

Ma e’ tutto il disco che ancora oggi lascia spiazzati. Rock, funk, metal, rap, tutti insieme appassionatamente in quello che e’ stato il capolavoro di una delle band piu’ interessanti del panorama musicale dell’epoca.

Album del genere escono molto raramente, band simili sono ancora piu’ rare.

Da (ri)scoprire.

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4 Risposte

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  1. Gio said, on giugno 9, 2012 at 06:33

    Marzo 1997. Mio fratello maggiore, in licenza dal militare a Padova, torna a casa con una pila di vecchissimi Sturmtruppen e il CD di quest’album, passatogli da un suo superiore. Lo infiliamo nel lettore e parte Land Of Sunshine: un pezzo assurdo, delirante, che parte in medias res con quelle improbabilissime tastiere in maggiore e quella batteria cattiva. Ecco, se dovessi trovare un termine per definire Angel Dust sarebbe proprio questo: cattivo. Chitarre taglienti, slap metallicissimi, sghignazzate sadiche. Poi Caffeine, Midlife Crisis, RV, Smaller and Smaller (la batteria di Smaller and Smaller!). Suoni acerbi e crudi come Jizzlobber, inaspettati come l’organo e i coretti di Be Aggressive, accordi imprevedibili come quelli di Kindergarten, sperimentazioni vocali inarrivate e inarrivabili.
    Incomprensibile e meraviglioso. Volutamente ostico e ostile, e forse è per questo che mi è piaciuto subito. Decisamente uno degli album più sottovalutati dei Faith No More e di quel periodo, decisamente il mio preferito dei Faith No More e uno dei miei preferiti in assoluto. Grazie per averlo ricordato, sono davvero in pochi a farlo.

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  2. Massimino said, on giugno 9, 2012 at 10:07

    Sono d’accordo. E’ un disco che suona ancora benissimo a distanza di anni. Pur preferendo Patton in vesti un po’ più “radical” (Fantomas, Tomahawk e altre innumerevoli collaborazioni più o meno note), non c’è dubbio che anche qui ha dato prova inconfutabile di saper usare la voce in maniera assolutamente originale e atipica per gli standard degli anni. Vero quello che sottolinei, l’arrivo in piena epoca grunge, e vero anche il lato sperimentale. Il funk pestato di questo disco ricorda alcuni episodi dei primi due album di Red Hot Chili Peppers, e, azzardo, qualche episodio dei Primus di “Sailing the Seas of Cheese”.

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  3. SongsAboutFucking said, on giugno 10, 2012 at 01:34

    Un grandissimo lavoro, spanne sopra il tanto lodato ma per me mediocre The Real Thing. Qui invece si fa sul serio, e Patton inizia a mostrare la sua duttilità vocale. Ma a mio parere, il meglio del meglio arriverà tre anni dopo con quello che sarà si il capolavoro di questi pazzi, ovvero KING FOR A DAY…uno dei più grandi lavori dei 90 tutti. Non capisco come mai un disco del genere passi sempre in secondo piano, mentre si esalta sempre The Real Thing che alle mie orecchie suona come immaturo, ed ancora ancorato a certo Metal tamarro anni ’80, a parte qualche grande brano (Epic, Surprise! You’re Dead).

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  4. bixx said, on giugno 11, 2012 at 06:22

    Non é un album facile. Non si presta ad un ascolto casuale, e anche a starci attenti viene da chiedersi: ma che cazz…?
    È la follia dei FNM. Mike Patton inizia a mostrare i segni del suo squilibrio mentale, che nel suo caso passa dalla voce. A me comunque Angel Dust fa soprattutto ridere; mi sembra una presa per il culo geniale di certi stilemi metal, sia musicali che tematici.
    Un gran disco.

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