Le Grandi Recensioni

Soundgarden Live in Rho – Milano 04-06-2012

Posted in concerti by Ares on giugno 5, 2012

Gente che invecchia bene, questa è la prima cosa che mi viene da dire dopo aver assistito all’esibizione dei Soundgarden nella zona dell Fiera di Rho…

E la foto purtroppo non può farvi capire molto, ma vi assicuro che i signori Cornell, Cameron, Shepherd e Thayil sono in ottima forma. Suonano sempre alla grande e soprattutto si divertono.

2 ore circa di concerto aperto da Searching With My Good Eye Closed e Spoonman e chiuso da Jesus Christ Pose e Slaves and Bulldozers in cui Chris Cornell ha dato sfogo a tutta la sua rabbia vocale. A proposito del cantante, devo dire che rispetto a quando lo vidi a Milano nel 2007 vocalmente sta molto meglio, e questo è un bene per tutta l’umanità.

In mezzo sono passati i grandi classici e alcune perle del passato come Gun, una carrellata lungo tutta la carriera della band in cui ha trovato spazio anche l’ultimo singolo Live To Rise che dal vivo rende molto meglio rispetto ai passaggi in radio.

Scenografia essenziale, poche parole e tanta tanta musica che ha riportato il pubblico a un’epoca che sembra lontana anni luce, quando la musica veniva (ancora) prima di ogni altra cosa.

Bentornati, Soundgarden. Adesso non lasciateci più e fateci avere presto qualche cosa di nuovo.

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7 Risposte

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  1. Evaristo said, on giugno 5, 2012 at 16:41

    sai che se posso evito la nostalgia dal punto di vista musicale, sai che come te ho vissuto intensamente quegli anni, sai che non si può sempre guardare indietro…sai che ti invidio e che spero che tu possa cagare ragni per i prossimi 2 mesi.

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  2. Gio said, on giugno 5, 2012 at 23:36

    Non ancora riesco a credere di averli visti davvero. Concerto fantastico e imperdibile che è decisamente valso la traversata da un capo all’altro dell’Italia. Lui – Chris Cornell – in forma fantastica, musicalmente e non solo: voce superpossente come forse non la si è mai sentita; in più è un tocco di gnocco stagionato decisamente bene, il che non guasta mai. Scaletta di tutto rispetto – com’era facile prevedere, viste le date precedenti del tour. Uniche grandi assenti, almeno per me, Face Pollution e Let Me Drown: peccato davvero. Felicissima però che abbiano suonato Jesus Christ Pose e Slaves And Bulldozers alla fine: la chisura ideale di un evento (quasi) perfetto.
    P.S: Che ti è parso degli Afghan Whigs? Io mi aspettavo di più, ad esser sincera. E poi soffro ancora per il fatto che non abbiano suonato Turn On The Water… sarei andata lì anche solo per quello, e invece cicciazza.

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    • Ares said, on giugno 6, 2012 at 09:20

      Gli Afghan Whigs stavano già suonando quando sono arrivato. Li ho ascoltati molto distrattamente, ma sinceramente non mi sembrava di ascoltare niente di trascendentale.
      A me dispiace che i Soundgarden non abbiano suonato Pretty Noose…

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      • Gio said, on giugno 8, 2012 at 08:10

        Anche, verissimo.

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  3. Lelio said, on giugno 8, 2012 at 13:23

    La cosa più bella per me, che ero a due metri dalle transenne, è stato vedere le espressioni soddisfatte di Chris e Kim. Solitamente piuttosto musoni, li ho visti sorridere e sgranare gli occhi diverse volte. Probabilmente non si aspettavano un calore del genere dopo tutto questo tempo da parte del pubblico. Personalmente, gli ho tirato addosso tutta la gratitudine che nutro verso di loro per aver reso la mia adolescenza (e l’età 30+) così preziosa e così bella da ricordare. Non c’era uno tra i presenti che non l’ha fatto secondo me, a parte forse un fott*to hipster che ha stroncato persino le maglie contraffatte all’uscita. Ma per loro non c’è gioia né salvezza.
    Insomma, è stata un’esperienza indescrivibile che mi ha rassicurato: pare che avrò 17 anni ancora per molto, molto tempo.

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  4. SongsAboutFucking said, on giugno 11, 2012 at 02:16

    Li ho persi. Visti aprire per i Guns n’ Roses, anni ed anni fa.

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  5. bixx said, on giugno 11, 2012 at 06:28

    Ho dovuto aspettare 15 anni per vederli, che nel 1996 ero troppo giovane.
    Ma ne é valsa la pena. E mi sento privilegiata, e voglio ringraziare i Soundgarden perché hanno onorato i fan – non solo con le canzoni scelte, ma anche con l’essere rimasti in forma. Sarebbe stato triste e patetico andare a vedere l’ennesima reunion di gente che non ha piú né voglia né energia, ma bisogno di soldi. Mi é sembrato che i Soundgarden abbiano voluto dire: “questa é l’ereditá rock che vi abbiamo lasciato sinora. E come potete notare, é un’ereditá che spacca il culo”.

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