Le Grandi Recensioni

Genesis – A Trick Of The Tail

Posted in dischi, musica by Ares on settembre 16, 2010

A metà degli anni 70 il panico si impadronì della scena progressive-rock britannica.

Il panico si manifestò in Peter Gabriel che decise di abbandonare i Genesis: seguirono scene di isteria collettiva, piogge di fuoco, sacrifici umani, esplosioni verdi…gente che entra ed esce volando…(cit.) e tanto altro ancora. Insomma i fans della band e gli appassionati di musica temevano di aver perso per sempre un sogno.

Invece…

…i Genesis orfani di Gabriel sorpresero tutto e tutti pubblicando un album che per qualità delle canzoni è di diritto nel gruppo dei loro grandi capolavori come Selling England By The Pound e The Lamb Lies Down On Broadway.

A Trick Of The Tail ci regala momenti di musica superba con Phil Collins che dimostra di essere un perfetto sostituto di Gabriel e i soci Tony Banks, Steve Hackett e Mike Rutherford in grado di scrivere ottima musica (a dire il vero Banks è sempre stato un bel passo avanti ai suoi compagni d’avventura e non a caso a lui va il merito della composizione della maggior parte dei grandi brani della band…).

Ascoltate Entangled o Squonk e rimarrete senza parole, garantito.

Purtroppo, si tratterà di uno degli ultimi capitoli felici dei Genesis: in poco tempo Hackett abbandonerà la band che verrà risucchiata nel vortice pop voluto da Phil Collins con esiti più o meno felici a seconda dei punti di vista (personalissimo parere, non tutto e’ da buttar via dei Genesis degli anni 80).

A Trick Of The Tail, uno dei migliori esempi del progressive rock britannico che non può mancare nella vostra personale discoteca.

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2 Risposte

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  1. BastaConLaDroga said, on settembre 16, 2010 at 16:19

    Disco ME-RA-VI-GLIO-SO. La canzone che dà il titolo all’album è l’Eleanor Rigby dei Genesis e il video è un trip.

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  2. Angelo Balzano said, on gennaio 4, 2011 at 21:45

    Un disco magnifico il quale dimostrò per la prima volta, semmai ve ne fosse stato bisogno, che i Genesis non erano solo costituiti da Peter Gabriel e quattro comprimari (come molti incompetenti fino ad allora avevano ritenuto erroneamente), ma da quattro grandi musicisti ed un cantante di grande talento espressivo.
    Esso dimostrò ,per giunta, come Phil Collins fosse un grande cantante dotato forse di minore espressività rispetto a Gabriel, ma di ben maggiori potenza, estensione, colore e flessibilità vocali rispetto a quest’ultimo.
    Seppure il disco contenga diversi splendidi, raffinatissimi e sontuosi brani lo ricordo in particolare per l’incomparabile duetto tra le tastiere di Banks e la batteria di Collins in “Robbery,assault and battery” (un brano composto prevalentemente da Phil Collins ma riempito e modulato in modo coloratissimo e molto melodioso dalle tastiere di Tony Banks) dove i medesimi mostrano non solo straordinarie padronanza, stile e tecnica degli strumenti che essi rispettivamente suonano, ma anche un intesa tecnica ed emotiva tra i due formidabile, ineguagliabile nel rock.
    Tanto più considerando che si tratta di strumenti (tastiere e batteria) non affini tra loro, anzi spesso in contrasto ed, anzi, incompatibili per certi brani o alcuni tipi di sound.
    L’uno a carattere oschestrale e melodico e l’altro tipicamente ritmico.
    Angelo Balzano.

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