Le Grandi Recensioni

Jerry Cantrell – Degradation Trip

Posted in dischi, musica by Ares on giugno 14, 2010

Quando il destino degli Alice In Chains (quelli veri) sembrava ormai segnato, il biondo chitarrista Jerry Cantrell decideva che era inutile restare con le mani in mano ad aspettare una resurrezione della band (leggasi Layne Staley avviato alla prematura fine).

Nacque quindi il suo primo album solista, Boggy Depot, cui seguì qualche tempo dopo Degradation Trip pubblicato come singolo album prima e poi in versione doppio album con un botto di roba in più.

Se quest’album fosse stato registrato dagli autentici Alice In Chains avrebbe probabilmente venduto milioni di copie. E sarebbe stato osannato da critica e pubblico.

Compagni di viaggio sono Mike Bordin (Faith No More) alla batteria e Robert Trujilo (Suicidal Tendencies e ora Metallica) al basso. Musicalmente segue il percorso che Cantrell e soci avevano iniziato a tracciare nel 1996 con Alice In Chains, l’album dalla copertina col cane a 3 zampe: sonorità pesanti, cupe e drammatiche.

E’ difficile pensare a quest’opera senza tener conto dell’ambiente da cui proviene Cantrell. Ancora più difficile è smettere di immaginare cosa sarebbe stato Degradation Trip con la voce di Staley.

A noi ascoltatori rimangono alcune ottime canzoni come Psychotic Break, Anger Rising, Solitude, Chemical Tribe e Spiderbite. Altre, specie nella versione doppia, tendono forse a divagare e “perdersi”, nel senso che Cantrell si lascia andare a parti strumentali che evidentemente in ambito Alice In Chains venivano “sacrificate” per lasciar spazio ad altri tipi di armonie che di fatto erano il simbolo della band. In Degradation Trip queste divagazioni si fanno pesanti, ma non sfigurano e non tolgono nulla a un prodotto coraggioso di uno dei più talentuosi chitarristi rock e songwriter degli ultimi 20 anni.

Consigliato solo ai fans accaniti e ai chitarristi.

Annunci

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. […] Disco oscuro, tetro, ma di grande impatto, musicalmente molto forte e curato e con alcune delle migliori composizioni della band tra cui Grind, Sludge Factory, Again, Over Now, Heaven Beside You e la terribilmente angosciante Frogs. Non traspare la potenza di Dirt, ma una maggiore consapevolezza dei propri mezzi e senza dubbio l’enorme difficoltà di tenere in piedi la propria esistenza (i testi scritti da Staley in alcuni casi sono mazzate). Quest’album rappresenta(va) la direzione musicale che avevano intrapreso gli Alice in Chains: dopo aver passato fasi di glam rock a inizio carriera, cavalcato l’onda grunge con i primi due album, e aver dato prova di raffinata calma acustica con Jar Of Flies, con il cane a tre zampe la virata andava verso un hard-rock cupo e potente, sempre dominato dai riff di chitarra di Cantrell che avrebbe proseguito questo percorso portandolo all’apice con il suo Degradation Trip. […]

    Mi piace


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: