Le Grandi Recensioni

Wolf Parade – At Mount Zoomer

Posted in dischi, musica, richieste by Ares on maggio 31, 2010

richiesto da Eleonora

Il bello delle recensioni a richiesta è che mi metto ad ascoltare cose che in genere mai ascolterei. In questo caso ascolto i Wolf Parade di cui avevo sentito qualcosa anni fa, penso il primo disco, canzoni che però non hanno lasciato memoria. Va anche detto che non sono un grande amante dell’indie rock, definizione che vuol dire tutto e niente e che racchiude gruppi a volte diversissimi tra loro.

Ascoltando le prime canzoni di questo At Mount Zoomer mi viene da dire che i synth in Soldier’s Grin sono la cosa piu’ irritante del mondo mentre Call It A Ritual mi ricorda certi fortunati momenti degli XTC. Queste le impressioni iniziali.

Andando avanti con l’ascolto le impressioni si fanno più marcate: io non sopporto i synth usati in questo modo, ovvero a caso, quando non ha nessun senso metterceli in mezzo, nemmeno nel tentativo di fare qualcosa di diverso…ma se devo dirla tutta, posso anche lasciar perdere il fatto del synth e che queste canzoni mi ricordano mille altre band del passato dagli XTC ai Talking Heads fino ad arrivare a cose come Strokes o Interpol. Perché a parte Bang Your Drum che non mi dice niente, il resto del disco è godibilissimo e regala alcune gemme notevoli come California Dreamer e Fine Young Cannibals (che mi fa ridere perché mi torna in mente la band omonima) il cui finale sembra una rilettura soft dei Television.

Ma ho tanti dubbi: son bravi davvero o si limitano a scopiazzare idee da numerose e diverse fonti? La risposta mi arriva dalla canzone di chiusura, Kissing The Beehive, che coi suoi quasi 11 minuti di varietà musicale mi fa affermare che questi Wolf Parade hanno qualcosa da dire in più rispetto ad altri compagni di merende indie rock. Potrebbero diventare un nuovo piccolo fenomeno underground, e magari evitare di diventare Arcade Fire et similia. Le idee e la voglia ci sono, basteranno?

Voto: 7 (molto generoso)

Consigliato: agli insaziabili curiosi e a chi si fida ciecamente della Sub Pop Records.

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Una Risposta

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  1. eleonora said, on maggio 31, 2010 at 15:56

    molto obbligata. Detesto anche io Soldier’s Grin e i suoi synth come The Grey Estates (entrambe opera di una delle due menti dietro la band, Dave Boeckner) mentre California Dreamer e Kissing the Beehive, indubbiamente mie preferite, sono opera di Spencer Krug che credo invece abbia davvero qualcosa da dire.

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