Le Grandi Recensioni

Fear Factory – Mechanize

Posted in dischi, musica, richieste by Ares on maggio 12, 2010

per la giovane cicogna Mariuz…

Botte e sangue in un’acciaieria gestita dai Terminator.

Questa la primissima impressione che ho avuto dalla prima traccia del nuovo album dei Fear Factory, Mechanize.

Uscito a inizio 2010, dopo qualche anno di silenzio, ci fa incontrare di nuovo gli alfieri dell’industrial metal americano. Roba che andava alla grande qualche anno fa, almeno 15 anni fa…ma a noi che importa? Non è certo il mio genere preferito, i genere evito di ascoltare cose simili perché mi annoiano a metà disco, ma devo ammettere che Mechanize ha quel suo perché che mi ha convinto.

E’ una sana esplosione di cattiveria e doppia cassa che ci riporta indietro con gli anni e ci fa tornare ai tempi in cui se non ascoltavi almeno i Sepultura eri considerato un perdente. Io andavo di grunge, Queen, Pink Floyd e altre cose retro’…al massimo mettevo gli Iron Maiden ed ero a posto…e nessuno ha mai osato contraddirmi, cosa che succede solo quando parlo malissimo dei Pearl Jam (li odio, salvo solo Ten e qualche altra canzone nda).

Tornando ai Fear Factory, non conosco la discografia e la storia quindi mi baso sulle sensazioni del momento e vi assicuro che dopo una giornata di lavoro mettersi al pc con Mechanize nelle orecchie e scrivere è tutta salute! Mi sento bene, rilassato, felice…aaaaaahhh…anche se alla fine le canzoni sono tutte uguali, eh, capiamoci un attimo, se vi mettete all’ascolto di un disco simile non potete aspettarvi la varieta’ del White Album dei Beatles.

Quindi, bando alle ciance, Mechanize è promosso, un bel 7 ci sta tutto (per me). Attendo che qualche esperto mi illumini di piu’ a proposito dei Fear Factory, magari scopro che questo è il loro peggior disco…oppure no?

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8 Risposte

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  1. negrodeath said, on maggio 14, 2010 at 09:32

    E’ uun buon album, dopo una serie di sbandate (tutta la discografia post-’98). Il rientro della mente Dino Cazares li ha riportati su binari quantomeno decorosi. Album buono, che riprende tutti gli elementi del suono classico dei FF con tanto mestiere e un po’ d’ispirazione. Se vuoi il meglio del meglio (nonche’ uno dei migliori album metal di ogni tempo) prendi Demanufacture del ’95, di cui Mechanize è un’appendice gradevole. Molto belli pure l’esordio Soul Of a New Machine (piu’ death metal) e Obsolete del ’98 (piu’ melodico ed epico).

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  2. Sidistef said, on maggio 14, 2010 at 11:46

    Non sono un esperto di Fear Factory, ma mi fa piacere sapere che sono tornati all’attività. Li avevo persi , quasi una decina di anni fa con Digimortal (i nomi degli album sono tutto un programma…) e sono d’accordo con negrodeath nel constatare che le prime produzioni, senza prestarvi però troppa attenzione, mi hanno colpito di più. Soul of a new machine è un bel album, niente da dire. Ma sacrilegio dei sacrilegi, come riesci a odiare i Peral Jam? Non sarai anche tu un atavico sostenitore del non-assolo alla Cobain?! Comunque respect, lo stesso…

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    • Ares79 said, on maggio 15, 2010 at 09:52

      Non sono un sostenitore del non-assolo, sono un chitarrista e adoro May e Gilmour.
      I Pearl Jam dopo i primi due album mi hanno dato sempre l’idea di un gruppo di 40enni stanchi. Proprio non li sopporto, non c’e’ niente da fare.

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  3. evaristo said, on maggio 16, 2010 at 22:40

    vecchio, scarivo, ascolto e poi ti dico, io ho la risposta! io ho due tituli!
    Eva’

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    • l'eunuco said, on luglio 26, 2010 at 22:46

      dopo un tot ascolto, bel disco, fatto decisamente come dici tu “Botte e sangue in un’acciaieria gestita dai Terminator”. Agreesco (?) con chi sostiene che demanufacture sia il loro disco migliore.
      Però valido, molto ispirato rispetto ai 2 precedenti.
      Lunedì prossimo ti dico come buttano dal vivo!

      Evaristo

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      • Ares79 said, on luglio 27, 2010 at 16:37

        Se riesci, scatta anche qualche foto. Anzi, se hai voglia potresti scrivere una recensione del concerto, poi te la pubblico.

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  4. wearenot said, on aprile 6, 2012 at 14:14

    E’ un albu questo che valuto sul 6,5. Ben prodotto ma a questo siamo abituati. Da sempre i Fear hanno avuto suoni invidiabili. Tuttavia manca qual qualcosa che gli faccia prendere il volo.
    La title track è il miglior brano, con un evidente gusto coroner sul riff della strofa che mi è piaciuto particolarmente.
    Le altre hanno buoni sprazzi ma nulla di più.
    Confido nel prossimo lavoro.

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