Le Grandi Recensioni

Jeff Beck – Emotion & Commotion

Posted in dischi, musica by Ares on aprile 22, 2010

Recensire un disco di Jeff Beck vuol dire rivolgersi, soprattutto, ai chitarristi.

Esistono diverse scuole di pensiero a proposito della musica e della seicorde: senza entrare nei tediosi particolari, io, nel mio piccolo e insignificante status di chitarrista amatoriale che suona per il puro divertimento personale, appartengo alla schiera del “poche robe fatte bene, la musica serve a comunicare ed emozionare; fare mille cose complicate per il semplice fatto che sono state studiate per anni è solo esibizionismo”. Con questo non voglio sminuire alcuni mostri sacri del chitarrismo mondiale, dico solo che ho altri gusti.

Ma torniamo a Jeff Beck.

Cosa ha a che fare Jeff Beck con questo discorso? Presto detto: Beck è un genio della chitarra, quanto a fantasia penso che solo Hendrix gli stia davanti; è in grado di fare cose tecnicamente strabilianti, ma la sua chitarra non “suona” come quelle degli altri extraterrestri ipertecnici. No. La sua chitarra parla, canta. Cose complicate, a volte…altre volte sorprende che quelle solite 5 note di una scala pentatonica suonate da lui abbiano ben altra vita e un altro senso, molto più compiuto. In fondo, è questo che separa i grandi chitarristi da tutti gli altri.

Ogni album di Jeff Beck è un esempio di come un chitarrista rock possa in realtà addentrarsi in qualsiasi territorio musicale: dal jazz al rock, dal pop alla world-music (qualsiasi cosa essa sia), Beck si trova bene. Tranquillo, rilassato, accompagnato da fidi scudieri come Vinnie Colaiuta alla batteria e Tal Wilkenfeld al basso, o Joss Stone e Imelda May alla voce, il nostro amico Jeff dona voce alla chitarra e ci porta a fare un giro per il mondo. Da I Put a Spell On You al Nessun Dorma, Emotion & Commotion è un’altra grande prova di un artista coraggioso nelle sue scelte a volte troppo criticate, un artista coraggioso e mai sottovalutato e, come il buon vino, che migliora con gli anni.

Voto: come dice il titolo di un altro stupendo album del 1999 (che consiglio a tutti senza distinzioni di sesso, colore della pelle, eta’ o religione), “Jeff Beck, who else?”

Consigliato: ai chitarristi.

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2 Risposte

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  1. Sidistef said, on aprile 29, 2010 at 09:23

    L’incipit di spiegazione non fa una grinza, semplicemente Jeff! Da chitarrista amateur come te credo che tu abbia ragione quando parli di cose semplici. Un mio amico dice che “ci sono chitarristi che mettono trenta note in una scala, ce ne sono altri che però le mettono al posto giusto”. Beck entra a pieno titolo tra questi ultimi, anche se credo ce ne siano altri ancora che come lui meritino di essere accostati a Hendrix: Johnny Winter e Steve Ray Vaughan, per esempio. Lo stesso Gilmour rispecchio in pieno il prototipo di musicista giusto. Vedrò Beck all’auditorium di Roma il prossimo luglio, non vedo l’ora. E comunque ecco la chicca: lo sapevate che Beck come mestiere fa il meccanico alla Ford? Ama le auto quasi come le sue chitarre…

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    • Ares79 said, on aprile 29, 2010 at 09:55

      ahahaha e’ vero, la passione per macchine e motori e’ nota. Basta pensare alla copertina di Jeff Beck’s Guitar Shop (anche quello non male come disco) per rendersene conto.
      Ti auguro buon concerto, io l’ho gia’ visto un paio di volte e devo dire che dal vivo fa cose ancor piu’ incredibili.

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