Le Grandi Recensioni

Timoria – Viaggio Senza Vento

Posted in dischi, musica by Ares on aprile 16, 2010

richiesto da Skonch

Tra gli anni 80 e 90, in Italia il rock era rappresentato da delle band che, nel loro piccolo, sono state in grado di produrre musica di qualità e presentarla in modo diverso o almeno inusuale per il panorama musicale del belpaese da sempre tanto, troppo legato alla tradizione: Afterhours, CCCP/CSI, Litfiba (fino a El Diablo), Ritmo Tribale (presto in arrivo una recensione), Karma.

Poi c’erano i Timoria, bresciani di belle speranze che, dopo qualche album “leggero” e la solita apparizione a Sanremo, nel 1993 s’inventano un concept-album.

Un concept-album? Nel 1993? Ma…ma…ma…non ci credo! E invece e’ tutto vero.

Non solo questi ragazzotti (con alla voce Francesco Renga prima di diventare un cantante neo-melodico e alla chitarra Omar Pedrini prima di diventare…boh, cos’è adesso Omar Pedrini?) s’inventarono un concept-album, ma l’hanno anche fatto come gli dei del rock comandano!

Viaggio Senza Vento parla di Joe e il booklet racconta tutto. Della sua fuga/viaggio, dopo aver ucciso il guardiano della prigione-canile, alla ricerca di se stesso, della liberta’ o della verita’ per dimostrare qualche cosa chissà…che importa? La musica non racconta una verità univoca  e un concept-album può essere letto in tanti modi diversi. Penso che l’ispirazione di Viaggio Senza Vento possa essere certa produzione dei The Who come Tommy o Quadrophoenia, pesi massimi del rock, idee magari non originalissime ma che meritano totale rispetto.

Quel che conta è l’assoluta omogeneita’ del lavoro svolto dalla band, l’accuratezza degli arrangiamenti, i testi, le melodie…un disco rock, con influenze progressive e una vena melodica potente e ricercata. Qualche esempio? L’apertura hard-rock di Senza Vento, la ballata Sangue Impazzito, o La Cura Giusta o Il Mercante dei Sogni, tutte ottime canzoni accompagnate da altre ottime canzoni come il duetto piano e voce in Freedom o il rock di Piove che all’epoca tutti i ragazzetti rocker alle prime armi, me compreso, hanno suonato.

E da bravi ragazzotti ambiziosi, i Timoria non si sono fatti mancare anche un paio di collaborazioni di rilievo come Eugenio Finardi in Verso Oriente e Mauro Pagani al violino in Lombardia.

Viaggio Senza Vento, senza dubbio il miglior album della band,  fa parte del patrimonio culturale del rock italiano, è una pietra miliare come 17 Re dei Litfiba, Arbeit Macht Frei degli Area o Creuza de Ma di De André. Per la cura e la potenza, per le proporzioni e la qualità del lavoro è un album che merita di stare in compagnia delle altre opere dei grandi della musica italiana rock e non.

Voto: pietra miliare.

Consigliato: a tutti quelli che ancora credono che il rock in Italia non sia mai esistito.

Ares

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4 Risposte

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  1. Sidistef said, on aprile 16, 2010 at 14:09

    Ciao! Il rock in Italia è esistito eccome… Chi pensa il contrario è ignorante in materia e chi parla senza sapere o dice ovvietà o fesserie (questo lo dicevano i Gesuiti…)

    Comunque questo è un disco molto azzeccato, ne sono particolarmente attacato perché i Timoria sono il primo gruppo che andai a vedere dal vivo, insomma, il mio primo concerto! Meglio tardi che mai! Però c’era Pedrini alla chitarra, era il tour di El topo Grand Hotel, anche quello gran bel album. Però, Ares, mi sembra esagerato “pietra miliare”, ma, per carità, il voto è talmente soggettivo che va benissimo così! Ciao!

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    • Ares79 said, on aprile 16, 2010 at 16:08

      Ciao Sidistef,
      pietra miliare perche’, in un momento in cui imperversavano i vari Raf, Ramazzotti, Vasco, Ligabue, Zucchero o Jovanotti (cioe’ come adesso), i Timoria uscirono con un concept-album. Scelta diversa, coraggiosa, controcorrente che mi sento, nel mio piccolo, di “premiare” con un voto simile.
      Li ho visti anch’io ai tempi d’oro, sia con Renga che con l’altro cantante di cui ho dimenticato il nome…Beach Bum Rock Festival, grandi ricordi!

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      • Evaristo said, on aprile 17, 2010 at 17:23

        c’ero anche io!! ancora non ci conoscevamo ed eri già in mezzo ai maroni…però eran bravi, molto molto…io ho retto fino a venti venti speedball, poi hanno iniziato a fingere di drogarsi troppo per i miei gusti, nel senso di voler gigioneggiare ciò che in realtà non erano. Diciamo che preferisco i più “rustici” inizi.

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  2. skonch said, on aprile 17, 2010 at 07:09

    io, forse anche a causa della mia ormai non più giovanissima età, ho visto i Timoria più volte, e la prima volta fu prima di Viaggio senza vento, il tour di Storie per sopravvivere e me ne innamorai. Ricordo il tour di viaggio senza vento al mythos di meolo dove suonavano in una piccola nicchia e noi al centro pista a saltare ( avevo 18 anni cazzo)…vi assicuro…spaccavano!

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