Le Grandi Recensioni

Mad Season – Above

Posted in dischi, richieste by Ares on aprile 13, 2010

per Bixx

La mia band preferita degli anni 90? Alice In Chains.

Il simbolo degli Alice In Chains? Un tossico disperato di nome Layne Staley, un tossico disperato al quale Madre Natura aveva donato il talento del canto.

A metà anni 90, quando gli AIC erano già una realtà affermata nel mondo del rock alternativo o grunge, Layne passava più tempo in cura per disintossicarsi che su un palco o in uno studio di registrazione.

E fu proprio grazie alla bestia comune che divenne parte dei Mad Season, progetto nato da Mike McCready dei Pearl Jam (anch’egli all’epoca in preda a delirio tossico) assieme a un altro disgraziato afflitto dagli stessi problemi (John Baker Saunders, bassista dei Walkabouts).

A questo trio si unirono il batterista, e la voce e mente degli Screaming Trees (Barrett Martin e Mark Lanegan, quest’ultimo come comparsa, a fare cori e controcanti).

Above, unico album dei Mad Season, venne pubblicato nel 1995.

Avevo 16 anni.

A quell’età sei manipolabile.

Ma se sei in gamba ce la fai a non fare (troppe) cazzate.

Nel 1995 non esistevano gli mp3, o iTunes, nessuno aveva un masterizzatore per copiare i cd e tutte queste cose qua. I cd o li compravi o te li facevi prestare per poi registrarli su cassetta. Esisteva solo Videomusic e MTV Europe che ci ha insegnato l’inglese. Questo serve per descrivere l’epoca storica (15 anni fa…mica il Medioevo…).

Above fu un miracolo.

Above e le sue canzoni ci fecero conoscere un lato del rock americano dell’epoca che pochi conoscevano, quei pochi che avevano la fortuna di avere a casa dischi di Neil Young, tanto per dire.

Soprattutto, ci fece conoscere il lato più intimista e sussurrato di Layne Staley. Quello che poi alla fine trovò assoluta espressione nell’Unplugged degli Alice In Chains del 1996. Sussurrato…quando c’era da urlare Staley non aveva certo problemi, e in Above di urla ce ne sono. Urla disperate, ovvio.

Above è la testimonianza in musica di un uomo (o una band o un gruppo di persone) in lotta contro i propri demoni (leggasi “eroina”), Wake Up, la canzone d’apertura, è un simbolo di questa lotta.

Disperatamente bellissimo, musicalmente vario con passaggi rock, jazz, progressive, blues (Artificial Red), richiami ai Black Sabbath (Lifeless Dead secondo me ricorda i Black Sabbath), al folk…tutto questo in 55 minuti di poesia e musica.

Anche roba per palati fini, pare che River Of Deceit, per me tra le 10 canzoni più belle di quel decennio, sia stata scritta da Staley ispirato dalla lettura de Il Profeta di Khalil Ghibran, mica Federico Moccia.

Enormi i richiami alle band di provenienza dei nostri eroi: Alice In Chains, Pearl Jam e Screaming Trees. Notevoli i passaggi chitarristici di McCready. Un trio di canzoni (I’m Above, Artificial Red e Lifeless Dead) a metà album che non lascia spazio ai dubbi: l’ispirazione che scaturisce dalla tossicodipendenza (e dalla lotta contro quella bestia) ha, ancora una volta nella luminosa e tragica storia del rock, permesso di creare, forgiare, plasmare (o un altro verbo che vi piace) un ricco tessuto di musica e parole dolci e strazianti, quasi un simbolo di resa in alcuni punti o forse un ultimo inno alla vita.

Non a caso, Saunders morirà nel 1999, Layne Staley lo seguirà nel 2002.

Simbolo di un decennio figlio degenere dei frivoli anni 80, Above dei Mad Season è assieme a Temple Of The Dog e Mother Love Bone la miglior testimonianza del fervore rock che animò Seattle e tanti giovani rocker sparsi in giro per il mondo.

Voto: 10

Consigliato: a tutti.

Ares

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4 Risposte

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  1. bixx108 said, on aprile 14, 2010 at 02:26

    Mi sono commossa.
    Miracolo e’ la parola giusta per ‘Above’.
    Oltretutto, non dimentichero’ mai il fatto che un bel giorno ho persino visto il videoclip di River of Deceit su Videomusic.

    grazie

    bixx

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  2. skonch said, on aprile 14, 2010 at 08:30

    Mamma mia…che ricordi!…recensione bellissima e il disco è un capolavoro…ricordo che proprio i Mad Season mi diedero l’ispirazione per una canzone che scrissi con i primissimi Act

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  3. Ares79 said, on aprile 14, 2010 at 15:08

    Che canzone dei primissimi Act? Dovrei conoscerla…

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    • skonch said, on aprile 14, 2010 at 17:32

      te la farò sentire…tu non c’eri ancora

      Mi piace


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