Le Grandi Recensioni

Paul McCartney – live in Berlin 03/12/2009

Posted in concerti, musica by Ares on aprile 10, 2010

05/12/2009

Sono stato uno dei fortunati che ha potuto assistere a un concerto di Paul McCartney.

Paul McCartney

Sia chiaro, questa NON è una recensione.
Perché non si può dire più nulla su Paul McCartney.

L’unica cosa che mi viene da dire è che ho assistito all’esibizione di un autentico genio, un personaggio che è una leggenda vivente, un uomo che con la sua arte e l’aiuto di 3 amici negli anni Sessanta ha contribuito a cambiare il mondo, a renderlo migliore.
Peccato solo che la lezione non sia stata compresa…

Qualche dato tecnico sul concerto: 2 ore e 36 minuti, una serie di classici beatlesiani alcuni eseguiti per la prima volta dal vivo, tributi ai vecchi amici scomparsi, canzoni nuove che nella loro semplicità suonano divinamente, band eccellente.
Lui…Paul McCartney, e ho detto tutto.

Ares

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Una Risposta

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  1. wwayne said, on dicembre 26, 2013 at 12:47

    Io invece ho visto soltanto 3 concerti in tutta la mia vita, tutti e 3 di Franco Battiato. Gli piace farli in mezzo ai prati, e questo talvolta causa degli inconvenienti non da poco.
    Ad esempio, al primo dei 3 concerti aveva piovuto a dirotto dalla mattina fino a un’ ora prima dell’ inizio, e quindi per raggiungere il mio posto a sedere dovetti avanzare nel fango che mi arrivava fino alle caviglie.
    Tuttavia, fare i concerti in un contesto agreste ha anche dei lati positivi: ad esempio, al secondo e al terzo concerto eravamo in piena Primavera, e quindi l’ aria era carica di tutti gli odori naturali della terra, sembrava di essere nel giardino dell’ Eden.
    Al primo concerto Battiato fece un’ entrata in scena spettacolare: arrivò in macchina, fece fermare l’ autista a poca distanza dagli ultimi posti a sedere e poi percorse a piedi il tragitto da lì al palco. Anche lui si sarà riempito le scarpe di fango, ora che ci penso.
    Il pubblico fu molto disciplinato: invece di sporgersi in avanti per toccarlo, si alzò in piedi e lo applaudì a scena aperta. Lo facemmo perché avevamo capito il senso profondo di quella scelta: Battiato voleva esprimere vicinanza al suo pubblico non con un sorriso finto, non con un ringraziamento stereotipato, ma con il gesto simbolico di camminare in mezzo a noi. Ci commosse senza bisogno di dire una parola.
    Il terzo concerto fu il più bello in assoluto, perché lui nell’ ultima mezz’ora ci chiamò tutti sotto il palco e fece canzoni a richiesta finché non gli andò via la voce.
    Quella sera stessa capii che non l’ avrei più visto in concerto, perché era meglio chiudere così, avevo già toccato l’ apice.

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