Le Grandi Recensioni

Street Kings

Posted in cinema, stroncature by Ares on aprile 8, 2010

20/04/2008

Il mio delirio masochista cinematografico a volte mi porta a vedere film inutili.
Quando vado al cinema mi fido dell’intuito, a meno che non vada a vedere delle palesi cazzate tipo Cloverfield (che non e’ una cazzata, guai a chi lo nega), Alien vs PredatorRambo.

Quando ho visto che era uscito un film con quel fallito inespressivo di Keanu Reeves non ho saputo resistere
large_streetkings

Il film si chiama Street Kings.

Che e’ anche un titolo figo.
L’attore che si e’ fottuto quel briciolo di carriera grazie a Matrix e’ uno sbirro che ammazza qualsiasi cosa si muova, circondato da sbirri bastardi e non, sorpresa finale che stando bene attenti viene rivelata quasi a inizio film, muore un sacco di gente, fine. Sbirri buoni e cattivi, la Los Angeles dei ghetti, gang, spaccio e “ti ammazzo figlio di puttana”. Sai che novita’…

Keanu Reeves e’ ingrassato, ha la faccia tonda da americano Big Jim che non disdegna qualche bel paninazzo ipercalorico seduto in poltrona con una birra gelata a guardare partite di baseball, con la pistola in parte. Ogi momento pensavo si mettesse a saltare e fare mosse di kung fu e invece niente. E lui sembra anche crederci, sembra convinto di essere davvero uno sbirro.
Invece resta sempre bloccato, con quella faccia di chi non ha capito ancora un cazzo di quello che gli succede attorno e minaccia e uccide tuto e tutti nella speranza che qualcuno gli spieghi quel vecchio dialogo avuto con l’Architetto che, per la vostra gioia, riporto integralmente e in modo piu’ o meno fedele:


Il dialogo fra Neo e l’Architetto

L’Architetto: Salve Neo.
Neo: Lei chi è?
L’Architetto: Io sono l’Architetto, ho creato io Matrix, ti stavo aspettando. Tu hai molte domande sebbene il tuo processo abbia alterato la tua coscienza resti irreversibilmente umano, ergo alcune delle mie risposte potrai comprenderle, altre no. Concordemente malgrado la tua prima domanda possa essere la più pertinente potresti renderti conto o non renderti conto che essa è anche la più irrilevante.
Neo: Perché mi trovo qui?
L’Architetto: La tua vita è il prodotto di un residuo non compensato nel bilanciamento delle equazioni inerenti alla programmazione di Matrix: tu sei il risultato finale di un’anomalia che nonostante i miei sforzi sono stato incapace di eliminare da quella che altrimenti è un’armonia di precisione matematica. Sebbene resti il problema costantemente arginato essa non è imprevedibile e pertanto non sfugge a quelle misure di controllo che hanno condotto te, inesorabilmente, qui.
Neo: Non ha risposto alla mia domanda.
L’Architetto: Giusto, è vero. Interessante… Sei stato più veloce degli altri.
Neo: Quali Altri?
L’Architetto: Matrix è più vecchia di quanto tu immagini. Io preferisco contare partendo dalla comparsa della prima anomalia fino al manifestarsi della successiva: questa è la sesta versione.
Neo: Ci sono solo due possibili spiegazioni: o nessuno me l’ha mai detto, o nessuno lo sa.
L’Architetto: Precisamente. Come ora stai senza dubbio intuendo l’anomalia è sistemica e crea pericolose fluttuazioni anche nelle più semplici equazioni.
Neo: La scelta… Il problema è la scelta…
L’Architetto: La prima Matrix che disegnai era assolutamente perfetta, un’opera d’arte, impeccabile, sublime; un trionfo eguagliato solo dal suo monumentale fallimento. L’inevitabilità del suo destino mi è ora evidente quale conseguenza dell’imperfezione intrinseca dell’essere umano. Perciò la riprogettai basandomi sulla vostra storia per rispecchiare con accuratezza le espressioni grottesche della vostra natura, tuttavia venni ancora frustrato dal fallimento. In seguito giunsi alla conclusione che la risposta mi sfuggiva perché esigeva una mente inferiore, se vogliamo una mente meno vincolata della mia a parametri di perfezione; tant’è che la soluzione fu trovata per caso da un altro programma intuitivo, inizialmente creato per indagare su alcuni aspetti della psiche umana: se io sono quindi il padre di Matrix lei è senza dubbio alcuno sua madre.
Neo: L’oracolo!
L’Architetto: Ti prego… Come ho detto lei trovò per caso una soluzione grazie alla quale il 99% dei soggetti testati accettò il sistema a condizione di avere una scelta anche se la consapevolezza di tale scelta era a livello quasi inconscio. Benché la trovata funzionasse era fondamentalmente difettosa dato che di fatto generava quella contraddittoria anomalia sistemica che se non controllata poteva minacciare il sistema stesso, ergo coloro che lo rifiutavano, e parliamo sempre di una minoranza, lasciati senza controllo potevano costituire una crescente probabilità di disastro.
Neo: Qui sta parlando di Zion.
L’Architetto: Tu ora sei qui perché Zion sta per essere distrutta: ogni suo abitante sarà sterminato e l’esistenza stessa della città sarà cancellata.
Neo: Stronzate!

L’Architetto: Il rifiuto è la più prevedibile di tutte le reazioni umane. Comunque sia sta tranquillo, questa sarà la sesta volta che siamo costretti a distruggerla e ormai siamo diventati oltremodo efficienti nel farlo. La funzione dell’Eletto è quella di tornare alla Sorgente permettendo una temporanea distribuzione del codice di cui sei portatore e il ripristino del programma originale. Dopo ti verra chiesto di selezionare dall’interno di Matrix 23 individui: 16 femmine e 7 maschi per ricostruire Zion. La mancata ottemperanza a questo processo provocherà un cataclismico crash del sistema che ucciderà chiunque sia collegato a Matrix, cosa che abbinata all’annientamento di Zion sostanzialmente causerà l’estinzione dell’intera razza umana.
Neo: Non vi conviene, non lo permetterete, gli esseri umani vi servono per sopravvivere.
L’Architetto: Esistono livelli di sopravvivenza che siamo preparati ad accettare, tuttavia la questione più rilevante è se tu sei pronto ad accettare la responsabilità per la morte di ogni essere umano di questo mondo. È interessante osservare le tue reazioni: i tuoi 5 predecessori erano di proposito costruiti intorno alla comune attribuzione di una sensibilità positiva allo scopo di creare un profondo attaccamento al resto della tua specie per facilitare il compito dell’Eletto, ma se gli altri vivono questo attaccamento in modo generico la tua esperienza al riguardo è molto più specifica dato che coinvolge l’amore.
Neo: Trinity.
L’Architetto: A proposito, è entrata in Matrix per salvarti la vita a costo della sua.
Neo: No.
L’Architetto: Il che ci porta infine al momento della verità in cui la vostra fondamentale imperfezione finalmente si manifesta e l’anomalia può rivelarsi nella sua doppia veste di inizio e di conclusione; ci sono due porte: la porta alla tua destra conduce alla Sorgente e alla salvezza di Zion, quella alla tua sinistra riconduce a Matrix a lei e alla tragica fine della tua specie. Come tu hai ben riassunto: il problema è la scelta. Ma noi sappiamo già quello che farai non è vero? Già intravedo la reazione a catena: precursori chimici che segnalano l’insorgenza di un’emozione disegnata appositamente per soffocare logica e ragione, un’emozione che già ti accieca e ti nasconde la semplice ed ovvia verità: lei è condannata, sta per morire e non c’é niente che tu possa fare per impedirlo. La speranza, la quintessenziale illusione umana e al tempo stesso la fonte della vostra massima forza e della vostra massima debolezza.
Neo: Se fossi in lei spererei di non dovermi rincontrare.
L’Architetto: Non accadrà.

Chiaro, no?

‘nsomma…

Per farla breve, Street Kings merita un 5 netto per il semplice fatto che di film cosi ce ne sono piu’ o meno 342 miliardi. Non consigliato.

Ares

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3 Risposte

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  1. bixx108 said, on aprile 9, 2010 at 02:50

    Guarda, ho visto pochi giorni fa The Day The Earth Stood Still perche’ ci recita Jennifer Connelly. Porca miseria, si scopre che l’alieno e’ Keanu Reeves. Ma perche’ lo ingaggiano? Mi mette tristezza. Nella mia classifica personale, rappresenta il Secondo Mistero del Casting. Il Primo Mistero e’ , ovviamente, Richard Gere.

    bixx

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  2. Ares79 said, on aprile 10, 2010 at 11:55

    Ma Keanu Reeves in The Day the Earth Stood Still e’ perfettamente a suo agio!
    Deve essere inespressivo e nulla gli riesce meglio…quanto ai misteri del casting, non dimentichiamoci mai di Nicolas Cage…

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  3. bixx108 said, on aprile 12, 2010 at 13:24

    Nicholas Cage e’ il Terzo Mistero.

    Mi piace


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