Le Grandi Recensioni

Children Of Men e altro

Posted in cinema, stroncature by Ares on aprile 8, 2010

Vecchio post del 26 febbraio 2008 di un vecchio blog morto assieme a Splinder

Direttamente dall’India, i pensieri della mia socia Bixx su qualche film.

Parlero’ dei film peggiori che ho visto in questo ultimo mese. Dato che non c’è assolutamente niente da fare la sera, e non ne posso piu’ di fare la passeggiata sul lungomare come una pensionata, ho iniziato a comprare dvd.


Partiamo dal film che dimostra come il filone apocalittico sia ormai la parodia di se stesso: Children of Men. La storia è che in un futuro prossimo (2027) tutte le donne del mondo sono sterili e insomma la razza umana e’ destinata all’estinzione. Londra fa sempre più schifo ed è invasa dagli immigrati, che sono intrappolati in gabbie sui marciapiedi prima di essere trasferiti in campi di concentramento dove vengono torturati da poliziotti vestiti da robocop. Ma il protagonista Clive Owen scopre una donna incinta, e indovina un pò, è un’immigrata, nera per giunta. Dopo di che la storia diventa un film di guerra per circa un’ora, per poi virare sul religioso/biblico. Sono rimasta sconcertata dall’ovvietà del messaggio, dall’assenza di elaborazione concettuale e/o stilistica, dal moralismo ebete. E poi: Clive Owen? Il nuovo Harrison Ford. L’eroe per caso, con la camicia stropicciata e le borse sotto gli occhi – non l’avevamo per caso già visto in, come dire, tutti i film degli ultimi quindici anni?  Action man controvoglia, riesce a sfuggire a colpi di mortaio, tradimenti, sorprese, gioie e dolori, vita morte e miracoli con un’unica espressione in volto, a metà tra il corrucciato e il depresso. Roba che neanche Keanu Reeves. E infine, una domanda a Michael Caine: perche’ hai accettato di farti ridurre a una macchietta, interpretando il prevedibile hippie gentile ma un po’ sbarellato? Avevi bisogno di soldi? Insomma, un concentrato dei più beceri luoghi comuni misto a sparatorie interminabili. Voto: per fortuna Clive Owen alla fine muore.

E proseguiamo con il film che metterà fine ai vostri tentativi di apprezzare il cinema impegnato: Ulysses’s Gaze di Theo  Anghelopoulos. Harvey Keitel recita assieme a una pletora di greci, albanesi, macedoni, bulgari, serbi e bosniaci. Per tre ore viaggia su e giù per i balcani con pretesto di cercare un vecchio film, mentre in realtà sta cercando se stesso (eh, qui si fa sul serio). Di conseguenza, la storia è irrilevante e quel che conta sono tre ore, ripeto, tre ore di piani sequenza, dialoghi insensati in albanese, qualche flashback storico sui vari regimi dittatoriali della regione. Ma soprattutto piani sequenza.  Comatose inquadrature che indugiano per lunghi minuti in vedute di località amene quali Belgrado, Skopje o addirittura, al colmo della poesia, posti di blocco tra Bulgaria e Romania. Voto: ho buttato via il cd.

Un film bello c’è: No Country for Old Men dei fratelli Coen. Javier Bardem è molto, molto cattivo, e va bene così, una volta tanto.

Alla prossima, con nuove interessanti recensioni.

A questo punto che dire? Di Anghelopoulos ricordo di aver visto “La Recita” ai tempi dell’università, preparavo un esame di Storia e Critica del Cinema. Volevo morire iniettandomi l’intera produzione annua di eroina dell’Afghanistan direttamente nel cervello.

Stesso discorso per “Il vangelo secondo Matteo” di Pasolini che mi ha sempre disgustato in qualsiasi sua manifestazione artistico/intellettuale.

Non ho visto Children of Men, potrei sempre scaricarlo un pò alla volta, ma la recensione della mia socia mi fa capire che posso buttare via il mio tempo in maniera più costruttiva.

Diciamo anche che No Country for Old Men è un grandissmo film. Per me i Coen hanno superato anche Fargo. Cast perfetto, anche quel folle di Woody Harrelson sembra in forma, a dimostrazione che quando vuole e quando riesce a lavorare con produzioni serie riesce ad essere uno straordinario attore (pensate al Mickey Knox di Natural Born Killers).

Ma io ho altro per la testa: John Rambo.

E per questo dovrete pazientare ancora un po’

Ares e Bixx

Edit: aggiunta dal 16/07/2008

Uno dei film piu’ brutti, noiosi e francamente scontati degli ultimi anni.

 

Alla recensione azzeccatissima di Bixx, aggiungo che il film si svolge tra una Londra orribile che assomiglia alla Sarajevo di 15 anni fa popolata da miliziani di Hamas; la campagna inglese; boschi; quella che secondo me e’ in realta’ la laguna di Venezia (ghe xe anca e bricoe!) con tanto di nebbione autunnale.

Clive Owen andrebbe arrestato. Michael Caine che si vergogni.

 

E Julianne Moore fa la fine che si merita: stronza, cosi’ impari a fare puttanate di film come Children Of Men.

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